Il ritorno di Ulisse (Odysseus) è una serie televisiva creata da Frédéric Azémar per il canale televisivo franco-tedesco Arte, liberamente ispirata all'Odissea di Omero.
La serie è una co-produzione internazionale nata dalla collaborazione tra Francia, Portogallo e Italia, prodotta dalla Moviheart di Massimiliano La Pegna e acquisita da Rai Fiction.
Ha debuttato in Francia sulla rete televisiva Arte il 13 giugno 2013.
Trama La serie segue le gesta di Ulisse dopo il suo ritorno a Itaca, a vent'anni dalla sua partenza. Questa fiction non narra la medesima storia del poema, riscrivendo l'atto finale dell'Odissea ciò che avviene dopo. in questa storia si vede un Ulisse buono col suo regno, ma severo allo stesso tempo, poiché pensa che tutti lo vogliano uccidere, compresi i congiurati figli dei Proci, il suo stesso figlio Telemaco e la sua famiglia. Gli antagonisti veri sono il capo spartano dei congiurati, Palamede, e un Menelao traditore che, come re di Sparta e di tutta la Grecia da quando è morto il fratello Agamennone, uccide donne, bambini e vuole scatenare una guerra civile ad Itaca, specie quando manda un ragazzo, Orione, figlio di uno dei pretendenti, ad uccidere Ulisse. Inoltre verrà mostrato l'amore di Telemaco per Clea, una bella donna troiana che è stata fatta schiava da Ulisse, ed anche un giovane Omero, narratore delle gesta di Ulisse.
Episodi Mentre in francese furono rilasciati 12 episodi della durata di 40 minuti, in Italia gli episodi furono fusi in gruppi da 4 dalla durata di più di un'ora e mezza. +#SinossiPrima visione italiana1Sono trascorsi dieci anni dall'assedio di Troia. Il re Ulisse di Itaca è ancora dato per disperso, mentre sua moglie Penelope crede fermamente nel suo ritorno e rifiuta le proposte di matrimonio dei pretendenti alla sua corte, appoggiata dal figlio Telemaco. L'assenza di un re è una cattiva notizia per l'isola, in quanto nessun altro regno intende commerciare con loro. Giusto Micene e Sparta mandano provviste e schiave troiane, ma anche quello è poco per il paese. Tra le schiave vi sono la damigiana di Penelope Eurinome, arrivata nove anni prima, e la ribelle figlia Clea, appena giunta. Le due si incontrano di nuovo nel palazzo di Itaca, e Clea incontra anche il principe Telemaco, infatuandosi l'uno dall'altra. Il popolo muore di fame e i pretendenti di Penelope la pressano affinché si risposi. Penelope allora giura davanti agli dèi di tessere un sudario per il suocero Laerte e di scegliere poi un marito. Poiché i pretendenti, guidati da Leocrito, veterano della guerra che ha avuto fortuna di tornare, non si fidano di lei, insistono affinché Penelope mostri loro quotidianamente il sudario per verificarne i progressi. Il giovane Telemaco viene maltrattato e umiliato pubblicamente da alcuni dei pretendenti e quella sera il principe pugnala uno di loro, Anfinomo. Il cugino della vittima, Leode, sfida il principe ad un duello all'ultimo sangue. Il tentativo di Penelope di implorare Leocrito di avere pietà per suo figlio viene respinto, poiché Penelope si rifiuta di sposarlo. Telemaco accetta il duello e viene addestrato nel combattimento da Mentore. La notte prima del duello, Mentore porta la schiava Clea dal principe affinché sia sessualmente disponibile per lui. Telemaco affronta Leode, ma soccombe. In un disperato tentativo di salvare Telemaco, Clea ruba il sudario di Penelope e lo mostra agli spettatori della battaglia, rivelando che Penelope lo aveva deliberatamente manomesso, ritardandone il completamento. Penelope viene smascherata per aver ingannato i suoi sudditi. La sua ira si riversa su Clea, che viene risparmiata dall'esecuzione solo su insistenza del figlio, ma non dalla tortura. Penelope non può più opporsi al matrimonio con Leocrito.
Il giorno delle nozze tra Penelope e Leocrito, arriva a Itaca l'aedo itinerante Eucaristo. L'aedo racconta una versione fin troppo dettagliata della caduta di Troia, includendo un piccolo dettaglio che gli era stato rivelato solo un anno prima. Con orrore, Leocrito lo conferma. Un solo uomo avrebbe potuto raccontarlo all'aedo: Ulisse. A tale notizia, la speranza del ritorno del re si riaccende nell'animo degli itacesi e il consiglio si oppone di conseguenza al matrimonio. Contro il volere del figlio Telemaco, Penelope dà a Eucaristo la schiava Clea, cosa che infuria Telemaco. Alterato per aver perso l'occasione e anche il favore dei suoi alleati, Leocrito ordisce una congiura per deporre Penelope. Eucaristo deve sedurla affinché Penelope venga condannata per adulterio, il che porterebbe alla sua deposizione dal trono. Leocrito convince Eurinome ad aderire al piano, promettendo la libertà a lei e alla figlia. Telemaco, a sua volta, persuade Penelope ad accettare un incontro personale con Eucaristo, in cambio della restituzione di Clea.
Il piano di Leocrito funziona, e i pretendenti sorprendono l'aedo e la regina nel talamo reale. Penelope viene arrestata, ma durante il processo Eucaristo viene pugnalato di nascosto da Mentore con un pugnale appartenuto a Ulisse. Telemaco e gli abitanti di Itaca interpretano l'evento come un segno del ritorno del re e, ancora una volta, il piano di Leocrito va in fumo. Antinoo, il vice dei pretendenti e il più violento, perde la pazienza e si ribella a Leocrito, provocando un colpo di Stato e usurpando il trono. La famiglia reale, i loro alleati e Leode sono fatti prigionieri, mentre Leocrito riesce a scappare e raggiungere Sparta. Frattanto, Ulisse naufraga sulle coste di Itaca, dove viene rinvenuto dall'indovino Tiosco.30 novembre 20142Poco dopo l'arrivo di Ulisse, la flotta spartana di Menelao, avvertita da Leocrito, sbarca, fermando il regime di Antinoo poco prima dell'esecuzione della famiglia reale. Tornato a palazzo, Telemaco libera Clea, ma Menelao, ora de facto leader dell'isola, si rifiuta di restituire il regno alla famiglia di Ulisse, cedendolo invece a Leocrito. Telemaco rivendica il regno secondo la legge di Itaca attraverso un duello: Leocrito manda Leode in battaglia. Contro ogni previsione, Telemaco vince il duello. Prima che venga proclamato re con una cerimonia ufficiale, appare Ulisse, nascosto nelle vesti di un mendicante, dimostrando la sua identità tendendo il suo arco. Gli Spartani si ritirano, Ulisse riprende il trono, incarica il nuovo scriba Omero di trasporre le sue memorie e riabbraccia gli amici e la famiglia. Ai pretendenti viene magnanimamente concessa la libertà, ma stavolta è Leocrito ad agire con rabbia, intenzionato a vendicare la morte di Leode e tutto il tempo sprecato a corteggiare la regina. Telemaco e Clea intendono sposarsi, ma sia Penelope che Euronime sanno che Ulisse si opporrà all'unione di suo figlio con una troiana. Durante la cerimonia di giuramento, dove il popolo dichiara devozione al re, Itaca ridà il benvenuto a Ulisse, ma quando la sala si svuota, i pretendenti attaccano il re che, aiutato da Telemaco e Mentore, respinge la congiura e stermina uno a uno i presenti, meno Leocrito che, nei suoi ultimi momenti da prigioniero, tenta di insinuare in Ulisse dubbi sulla fedeltà di Penelope, menzionando l'incidente di Eucaristo, ma Mentore lo mette a tacere una volta per tutte. Penelope rimane allibita da questo lato sanguinario del marito e presto s'ammala.
Interpretandolo come una punizione divina, Tiosco consiglia Ulisse di mostrare clemenza verso i pretendenti, offrendo alle loro famiglie di rendere gli onori funebri che meritano. Ulisse acconsente e indice dei giochi per ringraziare gli dei del suo ritorno e Penelope si riprende presto. Telemaco intende quindi approfittare dei giochi per ottenere la benedizione del padre per sposare Clea. Durante i giochi, dove Telemaco e un giovane spartano di nome Orione si fanno valere, i figli dei pretendenti si fanno avanti per reclamare vendetta. Nonostante Ulisse sia pronto a combattere, Penelope lo fa desistere e un accordo pacifico viene trovato tra le due fazioni. Il torneo dei giochi volge al termine con uno scontro di lotta libera tra Telemaco e Orione, in cui quest'ultimo ha la meglio. Alla fine della puntata, Orione si scopre essere il figlio di Antinoo e, sputando alla vigliaccheria dei suoi coetanei, si accinge a vendicare il padre con l'aiuto di Palamede, assistente di Menelao e amico di Antinoo.7 dicembre 20143Mentre Orione conquista la fiducia di Ulisse, Mentore, ritenendo il suo compito concluso con il ritorno della pace, chiede a Penelope di potersi ritirare a vita privata con Eurinome, a seguito della sua liberazione dal compito di serva. Purtroppo, le cose si complicano quando Ulisse scopre che Clea era in possesso dell'anello di Leocrito (un pegno dato a Eurinome per aiutarlo a cogliere l'adulterio di Penelope e poi dato a Clea per comperare un abito), credendola quindi complice dei pretendenti e condannata a morte. Questo innalza i muri tra la famiglia reale, alimentati della paranoia di Ulisse per via dell'episodio di Eucaristo. Telemaco convoca l'assemblea per opporre l'esecuzione e, a malavoglia, Ulisse si arrende e grazia Clea. Irritata dai racconti di Omero sulla presa di Troia e la morte dei suoi cari, Eurinome pugnala Ulisse col coltello che Orione aveva trafugato nel palazzo. Sopravvissuto all'attentato, la furia di Ulisse è punto e a capo e da ordine di uccidere tutte le schiave troiane. L'assemblea non potrà opporsi per proteggere gli uomini non liberi e il popolo è anzi lieto di vendicare l'onore del re. Eurinome si suicida, ma ciò non placa l'ira di Ulisse, così Mentore e Telemaco, con la complicità di Orione, aiutano Clea a fuggire. Cercando di incipiare la sua vendetta, Orione tenta di assassinare Clea e viene scoperto da Telemaco. Orione viene smascherato e Ulisse si vergogna di aver permesso alla sua paranoia di averlo reso cieco di chi fosse amico e nemico. Per cercare di rimediare, il re offre al figlio di combinare per lui un matrimonio con la principessa Nausicaa della Feacia. Frattanto, Palamede tenta di spingere gli altri figli dei pretendenti a vendicare i loro padri. Essi rifiutano, ma è Orione a convincerli, dicendo che potranno contare sul supporto di Sparta.
Mentore informa Clea della morte della madre e della proposta di matrimonio tra Telemaco e Nausicaa, ma il principe la rassicura che intende fuggire con lei. I figli dei pretendenti si fanno avanti pubblicamente e promettono vendetta per i loro genitori, ma sono scacciati dalle guardie. Questo crea problemi per la fuga d'amore e, durante un attacco a sorpresa, Mentore viene assassinato dai figli dei pretendenti. Fomentato dalla vendetta, Telemaco riesce a uccidere il martire di Mentore, Aristeo. Intanto, Penelope scopre che Clea è viva e la spinge a lasciare da sola per permettere a Telemaco di sposare Nausicaa, poiché la loro unione potrà proteggerli dalle forze di Menelao, che giungeranno presto in aiuto dei pretendenti. Anche se controvoglia, Telemaco acconsente a questo piano, ma Clea torna di nascosto a nuoto a Itaca, ma è catturata da Orione. Quando la faida inizia a colpire anche il popolo, Telemaco tenta di patteggiare con Orione per porre fine alla loro serie di vendette, specie per accontentare entrambi dei genitori che non meritano il loro rispetto. Orione accetta la tregua e libera Clea, che comprende la decisione politica di Telemaco di sposare Nausicaa e gli dice addio.