I mexica (pron. mescìca; nahuatl: Mēxihcah , singolare Mēxihcatl) o mexicas — meglio noti come aztechi nella storiografia occidentale — furono una delle grandi civiltà precolombiane, la più florida e viva, insieme al Tawantinsuyu, al momento del contatto con gli spagnoli. Provenienti dalla California settentrionale, si insediarono nella regione mesoamericana dell'attuale Messico dal XIV al XVI secolo.
Il nome con cui essi stessi si indicavano è "Mexica" o "Tenochca", e non Aztechi, non a caso Mexica è tuttora il termine usato per definire i loro discendenti; il termine azteco è invece stato coniato solo molti secoli dopo dal geografo tedesco Alexander von Humboldt per distinguere queste popolazioni precolombiane dall'insieme dei messicani moderni. Spesso con il termine "azteco" (o, più raramente, "asteco") ci si riferisce esclusivamente al popolo residente a Tenochtitlán (dove oggi si trova Città del Messico), situata su un'isola del lago Texcoco (Messico), che faceva riferimento a se stessa come Mēxihcah Tenochcah o Cōlhuah Mēxihcah .
Talvolta il termine comprende anche gli abitanti delle due principali città-stato alleate di Tenochtitlan, gli Acolhua di Texcoco e i Tepanechi di Tlacopan, che insieme con i Mexica formavano la Triplice alleanza azteca spesso conosciuta come "impero azteco". In altri contesti, "azteco" può riferirsi a tutti i vari stati della città e dei loro popoli che hanno condiviso gran parte della loro storia etnica e tratti culturali con i Mexica, con gli Acolhua e con i Tepanechi e che spesso utilizzavano la lingua nahuatl come lingua franca. In questo senso si può parlare di una civiltà azteca comprensiva di tutti i modelli culturali comuni per la maggior parte dei popoli che abitarono il Messico centrale nel periodo tardo post-classico.
A partire dal XIII secolo, la Valle del Messico è stata il cuore della civiltà azteca; qui la capitale della Triplice alleanza azteca, la città di Tenochtitlan, fu costruita su isole nel lago Texcoco. La Triplice Alleanza formò un impero tributario che espanse la propria egemonia politica ben oltre la Valle del Messico, conquistando altre città di tutto il Mesoamerica. Al suo apice, la cultura azteca vantava ricche e complesse tradizioni mitologiche e religiose, oltre ad aver raggiunto la capacità di realizzare notevoli manufatti architettonici e artistici. Nel 1521 Hernán Cortés conquistò Tenochtitlan e sconfisse la Triplice alleanza azteca che al momento si trovava sotto la guida di Montezuma II (vedi Conquista dell'impero azteco). Successivamente, gli spagnoli fondarono il nuovo insediamento di Città del Messico sul sito della capitale azteca in rovina; da qui poi procedettero con il processo di colonizzazione dell'America Centrale.
La cultura e la storia azteca sono conosciute principalmente attraverso le testimonianze archeologiche rinvenute negli scavi, come quello del famoso Templo Mayor a Città del Messico; da codici scritti su corteccia; da testimonianze oculari dei conquistadores spagnoli come Hernán Cortés e Bernal Díaz del Castillo; e soprattutto dalle descrizioni del XVI e XVII secolo della cultura e della storia scritti da ecclesiastici spagnoli e da letterati Aztechi, come il famoso Codice Fiorentino compilato dal frate francescano Bernardino de Sahagún con l'aiuto di informatori originari aztechi.
Fonti storiche Le vicende del popolo azteco sono narrate, oltre che nel Codice dello storico e religioso spagnolo Diego Durán, anche nell'Historia universal de las cosas de Nueva España, testo conosciuto come Codice fiorentino, l'unico a essere stato redatto - negli anni 1570 - in lingua spagnola e in lingua nahuatl da fra' Bernardino de Sahagún. Arricchito da illustrazioni e informazioni sulla cultura azteca, è una vera e propria enciclopedia sulla storia di un popolo. È conservato nella Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze.
Le origini Secondo la mitologia azteca,i Mexicas sarebbero partiti da Aztlán per giungere dopo una lunga peregrinazione nel lago Texcoco. Il territorio era circondato da vulcani, i Mexicas vi si stabilirono e riuscirono a svilupparsi seppur sotto il dominio di Azcapotzalco, conquistando poi tutti gli altri popoli dell'America centrale, che servivano come mercenari. Dopo molti anni, nel 1325, su un isolotto nel lago di Texcoco (oggi prosciugato), gli Aztechi gettarono le fondamenta della loro capitale, Tenochtitlán, che espansero su palafitte inizialmente in legno, poi in pietra, e collegarono con la terraferma tramite un sistema di trasporti su canoe. Assunsero così un'impronta militare che li portò a sopraffare Azcapotzalco e a sottomettere progressivamente diverse tribù, in un crescendo che vide la nascita del più grande impero che fosse mai esistito nel centroamerica. Tenochtitlàn è diventata Città del Messico.
L'impero
Sacrifici umani
Un aspetto assai celebre e cruento della cultura azteca è la pratica del sacrificio umano, che, secondo le credenze azteche, era necessario per sfamare e placare gli dei. I grandi sacerdoti si richiamavano al mito delle origini, dove si afferma che gli dèi, dopo l'avvento del Quinto Sole (poiché, secondo questo popolo, il mondo era stato creato cinque volte e distrutto quattro, ogni epoca era chiamata "Sole") si erano dovuti sacrificare gettandosi nel fuoco, così gli uomini erano tenuti a seguire il loro esempio per mantenere vivi il calore, la luce e il movimento del sole.
Fonti degli Tlaxcaltecas, i principali nemici degli Aztechi ai tempi della conquista spagnola, affermano che alcuni di loro consideravano un grande onore l'essere sacrificati. Naturalmente la maggior parte delle vittime veniva uccisa con la forza (vedi sotto). In una leggenda, il guerriero Tlahuicole fu liberato dagli Aztechi, ma egli tornò indietro per morire con onore nel sacrificio rituale. I Tlaxcaltecas, del resto, praticavano a loro volta il sacrificio umano sui guerrieri aztechi catturati.
Qui di seguito è riportata la descrizione di Bernal Díaz del Castillo, uno dei conquistadores che assistette, impotente, al sacrificio dei compagni durante l'assedio di Tenochtitlán. Che la cosa avvenisse, più o meno, nel modo sotto descritto è confermato dai molti rilievi e dipinti che si trovano sia nei musei sia nelle piramidi.
I coltelli descritti come "di pietra" erano di ossidiana, estremamente taglienti ma fragili. Anche le loro armi erano fatte essenzialmente di questo materiale, che non poté competere con le leghe dei Conquistadores. Prima degli Aztechi, i Toltechi, tra il 950 e il 1150 d.C. sacrificavano bambini alla divinità della pioggia, Tlaloc. I prescelti erano i bambini che piangevano di più, in segno di gradimento a Tlaloc, ai quali venivano incise le vertebre.
Mitologia
La creazione del mondo Poiché gli Aztechi fusero molte tradizioni con le loro, ebbero molti miti sulla creazione: secondo uno di essi ci sono state quattro grandi Ere prima del mondo attuale, ognuna di esse conclusasi con una catastrofe. La nostra Era - Nahui-Ollin, la quinta era o quinta creazione - è dovuta al sacrificio di un dio (Nanahuatzin, il più giovane degli dei), che in seguito al suo gesto fu trasformato nella Luna.
Tuttavia il Sole non si muoveva e tutti gli Dèi dovettero morire per far muovere il Sole. Così nacque la pratica del sacrificio umano.
Le ere precedenti sono raffigurate anche nella Piedra del Sol, il calendario azteco rinvenuto a Città del Messico.
Un altro mito descrive la Terra come la creazione di due divinità gemelle, Tezcatlipoca e Quetzalcoatl, che per crearla uccisero Cipactli. Tezcatlipoca perse un piede nel tentativo di uccidere Cipactli, e perciò tutte le rappresentazioni di questo dio lo raffigurano privo di un piede e con una protesi di piedi poco simile a un piede vero.
Divinità
Gli Aztechi seguivano una forma di politeismo molto complicata comprendente un grande numero di divinità.
Molto importante era il dio Quetzalcoatl, leggendario re Tolteco considerato padre della civiltà e colui che aveva introdotto numerose innovazioni sociali. Secondo la leggenda Quetzalcoatl sarebbe migrato dalla Mesoamerica a bordo di una nave con la promessa di tornare a guidare i popoli della zona dopo un certo lasso di tempo.
Secondo i frati spagnoli Quetzalcoatl era raffigurato con la barba che gli copriva il volto (questo è alquanto strano per i popoli della zona che in genere erano completamente glabri sul viso) e con la pelle bianca, cosa questa che secondo molti storici avrebbe indotto Montezuma II a pensare che Hernán Cortés fosse il dio al suo ritorno in patria e a non attaccare subito i conquistadores (cosa rivelatasi, però, una menzogna).
Secondo la Mitologia azteca Quetzalcoatl era contrario ai sacrifici umani e durante le feste in suo onore non avvenivano sacrifici umani. Spesso Quetzalcoatl veniva messo in contrapposizione con il dio Tezcatlipoca che rappresentava il suo gemello e il suo opposto.
Il dio nazionale degli Aztechi era Huitzilopochtli, nome che significa letteralmente "colibrì del Sud", che era dio della guerra e del sole. Originariamente di poca importanza nella cultura nahuatl, con il passare del tempo divenne sempre più importante, fino a diventare la divinità principale della religione azteca. In suo nome venivano celebrati sacrifici umani e feste soprattutto nel mese di Panquetzaliztli (dal 7 al 26 dicembre).
Società Azteca
Governo L'impero Azteco fu un esempio di impero che si reggeva su metodi di governo indiretti. Come gran parte degli imperi europei, era composto da etnie diverse, ma diversamente dalla maggior parte degli imperi europei era più un sistema di tributi che un vero e proprio sistema di governo. Il sistema imperiale azteco era un impero informale o egemonico perché non esercitava un'autorità suprema sulle terre conquistate; semplicemente esigeva tributi da esse. Era anche un impero discontinuo perché non tutte le terre dominate erano in contatto l'una con l'altra; per esempio, le zone meridionali periferiche di Xoconochco non erano in contatto con il centro. La natura egemonica dell'impero Azteco può essere osservata nel fatto che i governanti locali venivano ripristinati nelle loro posizioni una volta che le loro città-stato venivano conquistate e gli Aztechi non interferivano con gli affari locali, fintantoché i tributi venivano pagati.
Anche se generalmente si parla di impero, la maggior parte delle terre all'interno dell'impero erano organizzate in città-stato, note come "altepetl" in lingua Nahuatl. Si trattava di piccole entità politiche rette da un re (tlatoani). Il Primo Periodo Azteco fu caratterizzato da crescita e competizione tra diversi altepetl. Anche dopo la costituzione dell'impero (1428) e l'inizio dell'espansione tramite conquiste, gli altepetl rimasero la forma principale di organizzazione a livello locale. L'efficace ruolo dell'altepetl come unità politica regionale fu ampiamente responsabile del successo della forma egemonica di controllo dell'impero.
Classi sociali
La classe sociale di rango più elevato era composta dai pilli cioè dalla nobiltà. Originariamente questo titolo non era ereditario anche se i figli dei pilli potendo accedere a migliori risorse ed educazione potevano più agevolmente diventare a loro volta pilli. Più tardi il sistema delle classi sociali divenne ereditario.
Era compito di una nobiltà burocratica la gestione della amministrazione pubblica, che doveva occuparsi delle attività giuridiche, di quelle fiscali comprendenti l'esazione delle tasse, della assegnazione dei campi, di accertare l'approvvigionamento e la suddivisione delle raccolte, dei beni prodotti dagli artigiani e di contrattazione con i popoli vicini.Le americhe e la civiltà, di Darcy Ribeiro, ed. Einaudi, Torino 1975, pp. 126-135.