I protocolli di Roma furono un accordo militare siglato il 7 dicembre 1944 tra il Comandante supremo alleato per il teatro di operazioni mediterraneo (SACMED) e i rappresentanti del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI), per riconoscere formalmente il CLNAI come unico coordinatore e promotore della Resistenza italiana e per ottenere un adeguato finanziamento che consentisse di proseguire le operazioni militari nell'Italia occupata. Parallelamente il CLNAI trattò tramite gli Alleati con il governo italiano per essere riconosciuto come suo delegato politico e amministrativo nei territori occupati, siglando l'accordo il 26 dicembre 1944.
La missione al Sud
La designazione della delegazione italiana Il 5 ottobre 1944, il presidente del Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) Alfredo Pizzoni, nome di battaglia Pietro Longhi, incaricò Ferruccio Parri, rappresentate del Partito d'Azione (PdA) nel CLNAI, repubblicano, e conosciuto con il nome di battaglia Maurizio in qualità di comandante delle Brigate Giustizia e Libertà, di recarsi in Italia meridionale per richiedere maggiori aiuti militari e il riconoscimento ufficiale della Resistenza italiana da parte degli Alleati.. La proposta però trovò subito la contrarietà del maggiore del comando alleato Peters Churchill e di Edgardo Sogno, rappresentate del Partito Liberale Italiano (PLI) nel CLNAI, monarchico, e conosciuto con il nome di battaglia Franco Franchi, che si propose di effettuare il viaggio al posto di Ferruccio Parri. A metà novembre Peters Churchill partì autonomamente verso il Roma per informare il comando alleato della situazione politica e militare in Italia settentrionale, mentre il 25 ottobre 1944 Alfredo Pizzoni e Leo Valiani, esponente del PdA nel CLNAI, si incontrarono a Lugano, in Svizzera, con i rappresentati alleati giungendo alla conclusione di organizzare una missione verso Roma che includesse Pizzoni, Parri e Franchi.. Nel frattempo però, sul piano militare si infranse l'offensiva alleata per lo sfondamento della Linea Gotica, rendendo di fatto meno impellente per gli Alleati raggiungere un accordo con la Resistenza..
A inizio novembre prese parte alla discussione sulla missione al Sud anche Luigi Longo, rappresentate del Partito Comunista Italiano (PCI) nel CLNAI e conosciuto con il nome di battaglia Italo in qualità di comandante generale delle Brigate Garibaldi, che rivendicava anche la partecipazione dei comunisti all'accordo, i quali attraverso il professore Concetto Marchesi avevano già iniziato a intrattenere colloqui con gli Alleati.. Nonostante gli Alleati richiedessero esplicitamente la presenza di Edgardo Sogno, il 3 novembre 1944 il CLNAI designò a rappresentarlo presso il comando alleato solamente Alfredo Pizzoni, Ferruccio Parri e il comunista Gian Carlo Pajetta, conosciuto con il nome di battaglia Mare, i quali rappresentavano di fatto la maggioranza delle forze partigiane.. Verso metà novembre Alfredo Pizzoni ed Edgardo Sogno furono raggiunti a Lugano anche da Ferruccio Parri e Gian Carlo Pajetta, che dopo un'accesa discussione decisero di partire tutti e quattro.. In particolare la presenza di Edgardo Sogno era gradita dagli Alleati per il suo sostegno alla monarchia, mentre quella di Ferruccio Parri e Gian Carlo Pajetta era necessaria, in quanto rappresentati della maggioranza del movimento partigiano.
I colloqui preliminari La missione partì da Berna, in Svizzera, per poi passare da Ginevra e arrivare in Francia ad Annemasse e Lione e infine essere trasportata fino a Napoli, dove avvisò il governo italiano del loro prossimo arrivo a Roma. Giunti a Roma furono accolti dal presidente del Consiglio Ivanoe Bonomi, che però non garantì loro particolare sostegno nella discussione con il comando alleato. Tra il 15 e il 26 novembre 1944 Alfredo Pizzoni, Ferruccio Parri e Gian Carlo Pajetta intrattennero i primi colloqui con il Comandante supremo alleato per il teatro di operazioni mediterraneo (SACMED) Henry Maitland Wilson. Durante questi primi colloqui, nonostante il proclama Alexander, SACMED si propose di garantire il pieno sostegno logistico alla Resistenza anche durante i mesi invernali, di intervenire per il riconoscimento del CLNAI da parte del governo italiano, e di acconsentire al finanziamento della Resistenza di 160 milioni di lire al mese da parte del governo italiano. Dal canto suo SACMED richiese invece al CLNAI di attuare strategie difensive e di armamento degli operai per impedire le demolizioni e le azioni di terra bruciata da parte dell'esercito tedesco in ritirata, ribadendo il piano di disarmo delle forze partigiane al termine delle ostilità..
Verso la fine di questi primi colloqui, il 25 novembre 1944, attraverso il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Sergio Fenoaltea, il CLNAI consegnò un memorandum al presidente del Consiglio Ivanoe Bonomi, richiedendo di riconoscere il CLNAI come rappresentate del governo italiano nell'Italia occupata e parallelamente di riconoscere il Corpo volontari della libertà (CVL) come organizzazione unitaria del movimento della resistenza armata.. Il Comando generale del CVL, allo scopo di evitare il disarmo in seguito alla fine delle ostilità, richiese al governo di riconoscere il CVL come esercito regolare e di conseguenza la sua integrazione nell'Esercito Cobelligerante Italiano..
L'irrigidimento degli Alleati e la firma degli accordi A fine novembre però la situazione politica tra il CLNAI e gli Alleati mutò. Il 26 novembre 1944 di dimise il governo Bonomi II, mettendo in luce i contrasti presenti tra le forze politiche del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN).. Inoltre nel corso delle consultazioni per la nomina del nuovo governo, il CLN propose il nome di Carlo Sforza, diplomatico di lungo corso e dal forte sentimento repubblicano, e per questo inviso ai britannici, che posero il veto. Infine a rendere i colloqui ancora più tesi contribuì la situazione della Grecia, dove nella "Dekemvriana" i partigiani greci del Fronte di Liberazione Nazionale (EAM) si scontrarono con le forze governative supportate dai britannici..
Il mutamento della situazione politica irrigidì le posizioni degli alleati, che ribadirono la volontà di disarmare i partigiani subito dopo la liberazione e rifiutarono di riconoscere il CLNAI come organo politico e amministrativo delegato dal governo italiano, inoltre proposero di svuotare il CLN di qualsiasi potere politico, riducendolo a un puro organo amministrativo.. Il 7 dicembre 1944, in rappresentanza del CLNAI, Alfredo Pizzoni (Pietro Longhi), Ferruccio Parri (Maurizio), Gian Carlo Pajetta (Mare) ed Edgardo Sogno si recarono al Grand Hotel de Rome per firmare gli accordi con il SACMED Henry Maitland Wilson.. Pochi giorni dopo la firma dei protocolli di Roma, si ricostituì il governo Bonomi III, che il 28 dicembre 1944 firmò un accordo con il generale Harold Alexander per intestarsi il finanziamento della Resistenza italiana per 160 milioni di lire al mese..
Il riconoscimento da parte del governo italiano Nelle intenzioni del CLNAI all'accordo con gli alleati sarebbe dovuto seguire un accordo tripartito tra il CLNAI, SACMED e il governo italiano, in modo da modificare il memorandum appena firmato avvalendosi anche dell'autorità del governo italiano. Nell'accordo proposto furono ribaditi tutti i punti precedentemente rifiutati dagli Alleati, che però rifiutarono una seconda volta, ma proponendosi di acconsentire alla clausola di riconoscimento del CLNAI come delegato del governo italiano. Nel frattempo la delegazione italiana tornò a Milano, ad eccezione di Gian Carlo Pajetta, che fu delegato di proseguire le discussioni a nome del CLNAI.. Le discussioni portarono il 26 dicembre 1944 alla firma dell'accordo con il solo governo italiano, che riconobbe il CLNAI come suo rappresentante nei territori occupati..
Testo degli accordi
L'accordo con gli Alleati
L'accordo con il governo italiano
Conseguenze In seguito alla "missione al Sud" il CLNAI si riunì tra il 24 e il 28 dicembre 1944 plaudendo ai risultati raggiunti dalla delegazione. Il 12 gennaio 1945 però i rappresentanti del Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP) Sandro Pertini e Giorgio Marzola criticarono la partecipazione di Edgardo Sogno alle trattative e il mancato coinvolgimento del CLN romano, inoltre giudicarono l'accordo come un eccesivo asservimento alla strategia britannica e quello preso con il governo italiano troppo debole rifiutando di ratificarlo. La posizione del PSIUP fu comunque rifiutata da tutti gli altri partiti appartenenti al CLNAI, compresa la Democrazia Cristiana (DC), anch'essa priva di rappresentati nella delegazione per la "missione al Sud". La protesta del PSIUP venne mantenuta segreta dal CLNAI, ma consentì al PSIUP e alla DC di ottenere la garanzia di essere rappresentati nelle discussioni successive, anche se numericamente meno partecipi alla Resistenza..
Note
Bibliografia
Voci correlate Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia Resistenza italiana
Altri progetti
Alta Italia