Ettore (AFI: Lemma Ettore nel DOP in linea, 2016.; ; ) è un eroe della mitologia greca, figlio primogenito di Priamo, re di Troia, e di Ecuba. Era sposo di Andromaca e padre di Astianatte.

È uno dei protagonisti, al pari di Achille, dellIliade di Omero. Partecipò alla guerra di Troia e fu il più importante difensore della città, prima di essere ucciso in combattimento da Achille, rabbioso con lui per l'uccisione di Patroclo.

La fama dell'eroe omerico rimase viva anche in epoca post classica e nel Medioevo egli fu ritenuto esemplare per la sua piena adesione agli ideali cavallereschi: venne infatti inserito tra i Nove Prodi.Jacques de Longuyon, Voeux du Paon, 1312.

Il mito Ettore sposò Andromaca,Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, III, 12, 6. dalla quale ebbe un unico figlio, Astianatte, che trovò poi la morte per mano del figlio di Achille, Neottolemo durante la conquista di Troia. Alcuni autori attribuiscono ad Ettore la paternità di altri tre figli: Laodamante, generato da Andromaca, un certo Anfineo,Ditti Cretese, III, 20. e Ossimo (o Ossinio).Conone, Narrationes, 46. Quando si trovava in visita a Lacedemone, il fratello di Ettore, Paride (detto Alessandro), rapì Elena, la moglie del re della città, Menelao. Per riscattare il proprio onore e riportare presso di sé Elena, Menelao, con l'obiettivo di vendicarsi distrusse la città di Troia, organizzò assieme al fratello Agamennone un'alleanza dei popoli achei.

Dall'approdo al duello tra Paride e Menelao

Poco prima dell'inizio della guerra, l'oracolo di Apollo Timbreo, dio di Troia, suggerì ad Ettore di evitare una lotta con Patroclo, poiché, se lo avesse fatto, i Destini non avrebbero in alcun modo impedito la morte del troiano. Per impedire tale gesto, Ettore fu sempre accompagnato da un consigliere, Darete, che avrebbe dovuto sorvegliarlo in battaglia: quest'uomo, tuttavia, si rivelò un traditore.Commento di Eustazio a Omero, p. 1697, 58.

Informati dell'arrivo dei nemici, i Troiani si schierarono lungo la costa per tentare di ostacolare l'approdo. Gli Achei, dunque, impauriti, indugiavano a scendere: infatti, un oracolo aveva predetto loro che il primo a metter piede sul suolo troiano sarebbe stato il primo a morire.Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, Epitome III, 29. Iolao, allora, non volendo credere alla sentenza, scese da solo dall'imbarcazione su cui si trovava, e si lanciò contro i nemici. Combatté valorosamente fino a quando Ettore lo uccise scagliandogli contro una lancia:Omero, Iliade, II, 695-702. da quel momento Iolao fu chiamato Protesilao.Igino, Fabulæ, 90.Ovidio, Metamorfosi, XII, 66-69.Il nome Protesilao significa "primo a cadere" ("primo popolo") ma forse Igino confondeva Ificlo con Ificle. Per maggiori informazioni si veda

Sottraendosi solo per pochi attimi alla battaglia, Ettore raggiunse suo fratello Paride e lo convinse ad affrontare in duello Menelao. Subito dopo si recò dal nemico proponendo il duello: il vincitore avrebbe trattenuto presso di sé Elena, e si sarebbero stipulati dei patti di amicizia tra i due popoli, in modo da porre fine alla guerra.Omero, Iliade, III, 76-94. Menelao accettò la sfida,Omero, Iliade, III, 97-110. ma essa non ebbe tuttavia l'esito sperato a causa dell'intervento divino di Afrodite, che mise in salvo Paride.

Gli incontri con Ecuba e con Andromaca e il figlio La guerra continuò, molti eroi caddero sotto le armi del prode troiano,Omero, Iliade, V, 608-609.Omero, Iliade, V, 703-710. in seguito, sotto consiglio di suo fratello Eleno, Ettore partì per andare a trovare sua moglie, in ansia per lui; ma prima di iniziare il viaggio, fece un accalorato discorso ai suoi soldati.Omero, Iliade, VI, 76-118. Quando il principe troiano raggiunse le porte della città, tutte le donne gli chiesero novità sui propri cari, Ettore a tali domande rispose sinceramente, raccontando anche le notizie più tristi.Omero, Iliade, VI, 237-241. In casa incontrò la sorella Laodice e la madre Ecuba; rifiutò offerte di buon vino e buoni pasti per non dimenticare la durezza della lotta che incombeva non lontano e convinse la madre a pregare la dea Atena, tradizionalmente ostile ai troiani, per cercarne il favore: una volta uscito incontrò Paride ed Elena intenti a giustificare il loro agire.Omero, Iliade, VI, 318-369.

Ettore quindi si recò alla ricerca della moglie, e dopo aver ottenuto informazioni su come raggiungerla, riuscì ad incontrare i suoi familiari più cari. Vide sia la moglie che suo figlio, chiamato da tutti Astianatte, ma dal padre Scamandrio.Omero, Iliade, VI, 390-403. La moglie cercò di convincerlo a non tornare in battaglia, ma lui la tranquillizzò, poi si apprestò ad abbracciare il loro pargoletto. Questi si mostrò intimorito dall'aspetto del padre: inizialmente pianse alla vista dell'elmo penzolante e dell'armatura di bronzo. Ettore e Andromaca, fra le lacrime, si lasciarono scappare un sorriso per l'episodio buffo, lui si levò il copricapo, accarezzò il figlio pregando il padre degli dei affinché vegliasse su di lui.Omero, Iliade, VI, 476-479.Il figlio di Ettore venne chiamato dal padre Scamandrio per via del famoso fiume che scorreva nel paese, ma era anche il nome del dio Scamandro, il fiume che scorreva nei pressi della città. Credenza diffusa del tempo era che ogni fiume avesse una divinità che portasse lo stesso nome del corso d'acqua. Astianatte, o l'Ettoride, deriva dalle parole greche che significano "signore" e "città", nome conferito in segno di gratitudine nei confronti di Ettore dai Troiani. Per approfondimenti sulla questione si veda

Il duello con Aiace

Il principe troiano tornò in guerra insieme a Paride mietendo le file degli Achei; durante uno scontro Eioneo, nemico agguerrito di Troia, cadde sotto la lancia del principe troiano. Le battaglie continuarono fino a quando Eleno, sotto consiglio degli dei,Omero, Iliade, VII, 24-53. suggerì al prode una sfida fra i due guerrieri più valorosi degli opposti schieramenti.Questa specialità mostrata da Eleno, dove riesce ad udire dentro di sé il volere degli dei, quasi come sentisse le loro voci è, come intuisce Antonietta Gostoli, una tecnica mai vista nella mitologia greca. Per dettagli si veda

Ettore accettò il suggerimento, decise quindi di sfidare colui che si ritenesse il più forte dei greci. Timorosi della grande forza del Troiano, inizialmente nessuno si fa avanti, ciò suscitò le ire di Menelao che decise di proporsi, andando incontro a morte certa.Ettore qui invoca il patto stretto all'inizio della guerra, secondo il quale si doveva decidere le sorti della stessa tramite un singolo duello. In precedenza si trattava della sfida fra Paride e Menelao, e qui sembra che Ettore volesse prendere il posto del fratello: ecco spiegata l'agitazione del re acheo. Agamennone stesso intervenne per fermare il fratello, pronto ad accettare il duello, troppo più forte era Ettore. Nestore comprese la situazione, istigò gli animi con un accalorato discorso, fino a che ben nove eroi accettarono di combattere contro il troiano. A questo punto venne decisa un'estrazione a sorte.Pseudo-Apollodoro, Biblioteca, Epitome IV, 2. Tutti depositarono un sasso, dove avevano posto precedentemente un segno di riconoscimento, dentro l'elmo di Agamennone. Quando avvenne l'estrazione nessuno all'istante riconobbe la pietra, ma poi si comprese che ad essere prescelto fu il grande Aiace Telamonio.Si è molto discusso, nelle varie traduzioni e commenti dell'opera, se in questo episodio si potesse parlare di scrittura, l'idea comune però si limitò al mero disegno; Omero, Iliade, VII, 170-189.

Il primo assalto lo effettuò il troiano, ma l'avversario dotato di un famoso scudo bloccò l'attacco che non superò gli strati di pelle di cui era composto. Aiace sferrò un assalto con la sua forte lancia, oltrepassando lo scudo del troiano, ma Ettore fu abile ad abbassarsi appena in tempo, evitando una tragica fine.Omero, Iliade, VII, 244-254. L'attacco del principe troiano di nuovo si infranse sullo scudo, e la sua arma all'urto si piegò. Il figlio di Priamo afferrò una pietra da terra deciso a continuare, sferrando quindi un colpo allo scudo che risuonò rimbombando. Aiace prese una pietra molto più grande della prima e la scagliò contro l'avversario: quel poco di scudo ancora rimasto venne distrutto definitivamente, il principe troiano venne tramortito e il suo corpo cadde al suolo. Subito l'eroe si riprese, estrasse la spada, lo stesso fece Aiace e i due avrebbero combattuto ad oltranza se gli araldi, fra cui Ideo, non si fossero opposti alla continuazione della sfida a causa del calar del sole.Omero, Iliade, VII, 258-276. E così, grazie alla decisione di Ettore, il duello ebbe fine, senza vinti o vincitori, e si scambiarono doni di rispetto.Omero, Iliade, VII, 279-305.Igino, Fabulæ, 112.

I doni scambiati furono in realtà presagi di sventura, in quanto entrambi saranno collegati agli episodi che narrano della loro morte: la spada, regalo di Ettore, sarà quella con cui Aiace si ucciderà; la cintura, (regalo dell'acheo) sarà quella con cui il troiano verrà trascinato per il campo dopo la sua morte. Secondo un'altra versione Ettore voleva scontrarsi direttamente con Achille capendo che lo scontro fra i due era inevitabile, ma l'eroe greco ancora infuriato con Agamennone perché gli aveva sottratto il suo bottino di guerra (presa solo per compassione e per esaudire il desiderio di Patroclo), Briseide, riferì che si era ritirato dalla guerra e solo allora Ettore scelse Aiace come sfidante.Ateneo, I, 8.Omero, Iliade, VII, versi 66-132.

Igino differisce da Omero, fornendo una versione magica dello scambio dei doni dopo il duello. Per il mitografo è come se oltre all'oggetto in sé ci fosse anche la volontà, l'odio della persona che regala l'oggetto., infatti la sorte dei due sarà collegata proprio a quei doni. In seguito, in epoca moderna è stato discusso, soprattutto da Frazer,James George Frazer, Il ramo d'oro, II, pag. 206, 1992, Roma. della "prova del valore" fra Achei ed Ettore ma, come affermano Carriere e Massonie, non essendoci stato di fatto un vincitore, il valore non è stato provato appieno.La Bibliothèque d'Apollodore, traduzione di Jean-Claude Carrière e Bertrand Massonie, IV, 2, 2, 1991, Parigi. Aiace in seguito parlò con Odisseo della sfida, affermando che, anche se il re di Itaca e molti altri eroi avevano paura di Ettore perché portava scompiglio quando scendeva in battaglia quasi come se un dio lo affiancasse nella lotta, lui nella sfida non aveva perso.Ovidio, Metamorfosi, XIII, 82-90. Tuttavia i suoi compagni in seguito gli ricordarono che nello scontro Ettore non aveva riportato neanche una piccola ferita.

Contro Nestore e Teucro

Il prode guerriero nella battaglia successiva stava per uccidere l'anziano Nestore; Diomede, suo alleato, cercò allora di convincere Odisseo ad unirsi con lui contro il troiano, ma la risposta fu la sua fuga. Il greco da solo partì al soccorso dell'amico che si ritrova appiedato, perse infatti il suo cavallo per via di una freccia. Nestore salì sul carro e i due affrontarono a viso aperto il nemico. Una lancia venne scagliata dall'infallibile Diomede in direzione di Ettore, lui riuscì a schivarla, non altrettanto fece il suo cocchiere, Eniopeo, figlio di Tebeo che morto cadde dal carro.Omero, Iliade, VIII, 78-125. Zeus intervenne per salvare Diomede, che si era distinto per coraggio alzando nebbia nel campo di battaglia. Egli era titubante nell'abbandonare la sfida, perché non voleva che Ettore potesse vantarsi del fatto che egli avesse avuto paura di lui. Alla fine convinto da Nestore, si ritirò resistendo a fatica alle offese del nemico e solo grazie ai tuoni di Zeus.Omero, Iliade, VIII, 130-171.