LEtà contemporanea è l'età storica della periodizzazione tradizionale della storia che segue l'Età moderna e che si estende sino al tempo presente. Viene fatta iniziare con la Rivoluzione francese (1789) e con la Rivoluzione industriale.

Accanto alle interpretazioni più comuni, che ne segnano l'inizio con la Rivoluzione francese (1789 — affermazione dei diritti dell'uomo) o con la Rivoluzione industriale, altre teorie ancora datano l'inizio della storia contemporanea con il Congresso di Vienna (1815 — riassetto dell'ordine europeo in seguito alla sconfitta di Napoleone) o il 1918 (fine della prima guerra mondiale) o con il 1945 (fine della seconda guerra mondiale); vi sono coloro poi che parlano del 1870, anno della presa di Roma e soprattutto della battaglia di Sedan, che avrebbe poi condotto alla nascita del Secondo Reich tedesco.Guida allo studio della storia contemporanea - Vittorio Vidotto - Google LibriVittorio Vidotto, Guida allo studio della storia contemporanea

Le teorie sono molteplici e il dibattito storiografico sulla periodizzazione dell'Età contemporanea è ancora vivamente aperto; la datazione canonica è comunque quella che parte dalla Rivoluzione francese. Benedetto Croce riferendosi proprio alla periodizzazione della storia contemporanea disse: «ogni storia è storia contemporanea», in quanto lo storiografo vive nel mondo attuale, così come anche il pubblico cui lo storiografo si rivolge, e pertanto egli risente comunque delle passioni e degli interessi del presente nello scrivere la storia.Benedetto Croce, La storia come pensiero e come azione, Bari, Laterza, 1938, p. 5.

Principali eventi storici del periodo L'affievolirsi degli ideali rivoluzionari e la sconfitta di Napoleone portarono l'Europa a una nuova fase, detta della Restaurazione, inaugurata con il Congresso di Vienna del 1815, in cui i vincitori delle guerre napoleoniche ridisegnarono la carta politica del continente secondo i principi dell'antico regime. Tuttavia, già a partire dagli anni ’20 si manifestò una serie di moti che rivendicavano la democrazia politica e l'indipendenza nazionale, intrecciandosi con istanze sociali che culminarono nelle rivoluzioni del 1848. Analoghi movimenti per l'indipendenza si verificarono in America Latina. Lo stesso anno vide anche la pubblicazione del Manifesto del Partito Comunista di Karl Marx e Friedrich Engels.

A partire dagli anni 50 del'Ottocento si assistette in Europa a un rafforzamento delle autorità centrali degli Stati. In Francia, Napoleone III instaurò il Secondo Impero francese di ispirazione bonapartista, mentre nell'Impero austriaco Francesco Giuseppe I ripristinò l'assolutismo, abolendo la costituzione appena concessa. Dopo la sconfitta contro la Prussia nel 1866, fu costretto a un compromesso con l'Ungheria, da cui nacque l'Impero austro-ungarico. Lo spiccato militarismo e la potenza industriale della Prussia di Otto von Bismarck le permisero di sconfiggere la Francia nel 1870 e di fondare l'Impero tedesco. Nel frattempo, l'Italia completò il proprio processo di unificazione. Fuori dal continente, l'Inghilterra proseguì la propria politica liberale e coloniale durante la prospera età vittoriana, mentre la Russia rimaneva ancora arretrata nonostante le riforme intraprese dallo zar Alessandro II. Dall’altra parte dell’Oceano Atlantico, gli Stati Uniti, dopo la sanguinosa guerra di secessione, conobbero un rapido sviluppo industriale e demografico grazie anche all’immigrazione di massa, affermandosi come una delle principali potenze mondiali. L'apertura dei commerci con gli Stati Uniti spinse il Giappone a porre fine al proprio isolazionismo secolare e ad avviare un profondo processo di modernizzazione.

Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, la seconda rivoluzione industriale trasformò radicalmente la società grazie a innovazioni come l'automobile, il telefono, il cinematografo, la lampadina e i progressi nella chimica e nella produzione di acciaio e alluminio. Tuttavia, questi sviluppi causarono una forte caduta dei prezzi che provocò una lunga recessione economica. Le tensioni tra le potenze europee sfociarono nel 1914 nello scoppio della prima guerra mondiale, che si concluse dopo quattro anni e oltre nove milioni di morti. Durante il conflitto, l'Impero russo crollò in seguito alla Rivoluzione russa del 1917, da cui nacque il primo Stato socialista guidato da Lenin. La grande depressione degli anni 1930 e le conseguenze del primo conflitto mondiale favorirono in Europa l'ascesa di regimi totalitari, come il fascismo in Italia, il franchismo in Spagna e il nazionalsocialismo in Germania, la cui politica aggressiva portò nel 1939 allo scoppio della seconda guerra mondiale.

Conclusasi nel 1945, la guerra lasciò emergere due superpotenze ideologicamente contrapposte, gli Stati Uniti e l'Unione Sovietica, protagoniste della guerra fredda. Quest’ultima terminò con le riforme avviate da Michail Gorbačëv e con la dissoluzione dell'Unione Sovietica nel 1991. Nel 1992 fu istituita formalmente l'Unione europea. Sul piano sociale, i decenni a cavallo tra il XX e il XXI secolo furono segnati dalla globalizzazione e da una rapida trasformazione tecnologica, accompagnata dalla diffusione di internet. Gli attentati dell'11 settembre 2001 inaugurarono una nuova stagione di conflitti legati alla guerra al terrorismo. La crisi dei mutui subprime, scoppiata nel 2007, provocò la grande recessione protrattasi fino al 2013. Alla fine del 2019, in Cina, si registrarono i primi casi di COVID-19, origine della pandemia di COVID-19 che ebbe conseguenze sanitarie, economiche e sociali globali. L'invasione russa dell'Ucraina del 2022 ha causato la più grave crisi di rifugiati in Europa dalla fine della seconda guerra mondiale, mentre nel 2023 è iniziata la guerra tra Israele e il gruppo terroristico palestinese hamas in seguito al Attacco di Hamas a Israele del 2023, protrattasi fino all'ottobre 2025.

La Rivoluzione francese e Napoleone Bonaparte

Per la Francia il XVIII secolo fu un periodo fecondo dal punto di vista culturale, ma assai difficile sul lato economico e politico. Già con la morte di Luigi XIV il potere della monarchia si era incrinato e per risolvere il grave deficit che affliggeva lo Stato Luigi XVI fu costretto a convocare nel 1789, dopo fallimentari tentativi di riforma economica, gli Stati generali, cosa che non accadeva dal 1614. Tuttavia, il terzo stato, non sentendosi sufficientemente rappresentato nell'assemblea dove gli interessi convergenti del clero e della nobiltà facevano da padrone, si autoproclamò "Assemblea nazionale". Con il successivo giuramento della Pallacorda si dette vita, il 9 luglio 1789, all'assemblea nazionale costituente; da questi eventi originò un grande movimento rivoluzionario, il cui primo atto simbolico fu la presa della Bastiglia del 14 luglio da parte del popolo parigino insorto a difesa dell'Assemblea..

Nei giorni successivi l'assemblea deliberò una serie di decreti con cui iniziò a disgregare il sistema di Ancien Régime mentre nelle campagne venivano assaltate le dimore della nobiltà. Nella notte del 4 agosto venne abolito il feudalesimo e poco dopo soppressi qualsiasi privilegio giuridico e fiscale. Il 26 agosto venne approvata la dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, redatta sulla base degli ideali illuministici e giusnaturalistici. Nei due anni successivo tra il 6% e il 10% dei beni ecclesiastici e nobiliari vennero confiscati dallo Stato mentre gli ordini religiosi non impegnati nell'assistenza o nell'insegnamento vennero soppressi. Il timore di una controrivoluzione portò all'instaurazione di un vero e proprio "regime del terrore", sotto la guida di Maximilien de Robespierre, contraddistinto da numerose esecuzioni capitali di semplici sospetti e avversari politici. Con la caduta di Robespierre si affermò il potere di un direttorio che mitigò la situazione..

L'affermazione dei principi di governo democratico e la reazione delle potenze europee, portarono a conflitti che condussero alla presa del potere da parte del generale Napoleone Bonaparte che era riuscito a farsi eleggere come primo console dando forma a un sistema di governo dittatoriale in cui egli si poneva come despota illuminato. Bonaparte iniziò una serie di riforme amministrative e sociali che trasformarono la Francia: la gestione dello Stato venne accentrata, si dette impulso all'istruzione pubblica in modo da poter formare una classe di ottimi tecnici, alla funzione pubblica venne affidato anche il compito dell'assistenza sociale e sanitaria. Largo uso si dette al metodo scientifico, come il ricorso alla statistica, per ottimizzare le scelte di intervento pubblico, gettando le basi procedurali dello Stato moderno. Nel 1804 promulgò il codice civile con cui si metteva fine definitivamente all'antico sistema di diritto comune tipico del diritto medievale e dell'età moderna iniziando una nuova era..

Bonaparte deve la sua fama soprattutto ai campi militari. Egli, infatti, condusse una serie di brillanti campagne militari contro tutte le monarchie europee che culminarono con la celebre battaglia di Austerlitz in cui sconfisse nel 1805 l'Austria mettendo formalmente fine al Sacro Romano Impero. In pochi anni, Napoleone aveva sottomesso quasi tutta l'Europa. All'apice del potere, nel 1804, era riuscito a farsi incoronare imperatore dei francesi da parte di papa Pio IV in una cerimonia tenutasi nella cattedrale di Notre Dame.. Tuttavia, quando nel 1812 dette inizio alla campagna di Russia, come risposta allo zar che aveva rotto gli accordi commerciali con la Francia riprendendo la propria libertà economica, Napoleone imboccò la strada del declino. La vittoria nella battaglia di Borodino e la presa di Mosca non riuscirono a essere determinanti contro la tecnica della "terra bruciata" messa in campo dall'esercito zarista e la Grande Armata francese fu costretta a un ritiro che in breve si trasformò in rotta. Esiliato nel 1814 sull'isola d'Elba dopo la sconfitta nella battaglia di Lipsia (ottobre 1813) contro le truppe della sesta coalizione antifrancese e la brillante ma sfortunata campagna di difesa della Francia (gennaio-marzo 1814), Napoleone tornò al potere a seguito dell'insoddisfazione del popolo francese verso la restaurazione al trono della dinastia dei Borbone. Tuttavia, le potenze europee si erano coalizzate per sconfiggerlo definitivamente, cosa che avvenne nella battaglia di Waterloo del 18 giugno 1815. Deportato sull'isola di Sant'Elena, in mezzo all'oceano Atlantico, morirà il 5 maggio 1821...

Dalla restaurazione ai moti rivoluzionari Congresso di Vienna e Restaurazione

Nel 1814, l'anno successivo in cui Napoleone era stato sconfitto a Lipsia e posto in esilio, si aprì il congresso di Vienna con lo scopo di ripristinare gli antichi regimi d'Europa dopo gli sconvolgimenti apportati dalla rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche. Al congresso parteciparono i rappresentanti diplomatici di quasi duecento stati, i lavori si conclusero dopo circa 9 mesi, il 9 giugno 1815, con la redazione di 121 articoli, basati principalmente sul legittimismo, i cui contenuti vennero in gran parte decisi dai plenipotenziari di Russia, Inghilterra, Austria, Prussia e Francia..