La Grotta di Vindija è un sito archeologico scoperto a circa 20 chilmetri dall'abitato di Donja Voća nella regione di Varaždin, in Croazia.
Scavi La storia della ricerca a Vindija comincia con le ricerche di Svetozar Vuković, che frequentò il sito già nel 1928 e vi scavò in modo intermittente per oltre trent’anni; le prime indagini sistematiche del sito risalgono al periodo tra il 1974 e il 1986, durante le quali venne recuperata la maggior parte dei materiali litici e faunistici e, soprattutto, l’intero nucleo dei resti umani fossili che lo hanno reso celebre. In quel periodo il deposito sedimentario venne esplorato in modo methodico, e fu proprio durante questa seconda fase che venne alla luce la quasi totalità del materiale litico e faunistico, nonché l'intera campionatura di resti umani finora nota.
Dopo una breve campagna condotta nel 1994 dedicata principalmente alla pulizia dei profili stratigrafici e al prelievo di campioni per le datazioni radiometriche, mentre a partire dagli anni Duemila la ricerca si è spostata prevalentemente in laboratorio, con il riesame dei materiali già scavati e l'applicazione di tecniche genomiche e di datazione sempre più rprecise.
Descrizione La grotta si trova in una zona carsica della Croazia nord-occidentale, ed è uno dei più importanti siti paleolitici europei perché conserva una lunga sequenza di frequentazioni umane e animali, collocata nel passaggio tra paleolitico medio e paleolitico superiore.
Nella grotta sono stati trovati resti di Neanderthal che per lungo tempo erano stati datati a circa 28.000-29.000 anni fa, il che avrebbe fatto di quegli individui tra gli ultimi rappresentanti noti della specie., ma nel 2017 un gruppo di ricercatori dell'Università di Oxford stabilì che quelle datazioni erano errate per via della contaminazione dei campioni, e che i resti risalgono in realtà a oltre 44.000 anni fa, in linea con quanto noto per altri siti europei. Uno studio del 2024 ha poi rilevato che gli strati della grotta associati rispettivamente ai Neanderthal e ai primi esseri umani moderni si sovrappongono cronologicamente, aprendo la possibilità che i due gruppi siano stati contemporanei nell'Europa centro-orientale.
I reperti del livello 3G di Vindija sono attribuiti ai Neanderthal, pur mostrando alcuni caratteri meno robusti rispetto ad altri esemplari classici, come arcate sopracciliari meno marcate, volto più ridotto e denti anteriori più stretti. In passato questi elementi sono stati letti come possibile segnale di una maggiore gracilità delle ultime popolazioni neandertaliane europee; tuttavia, le ricerche più recenti invitano a non interpretare Vindija come una semplice fase intermedia tra Neanderthal e uomini moderni.
Gli studi genetici condotti sui resti della grotta hanno permesso di ricostruire il genoma dei Neanderthal e hanno mostrato che, nel corso della loro storia, i due gruppi non furono del tutto separati ma entrarono in contatto e si incrociarono, anche se i tempi e i luoghi precisi di questi incontri sono ancora oggetto di ricerca; allo stesso tempo, le analisi archeologiche e faunistiche del sito indicano che i Neanderthal di Vindija avevano comportamenti articolati, adattati all’ambiente locale e fondati su strategie variabili di caccia, uso delle risorse e lavorazione dei materiali.
Sulla base di queste considerazioni, Vindija diventa un sito fondamentale per comprendere la varietà biologica, culturale e comportamentale delle ultime popolazioni neandertaliane europee.
Genetica Nel 2010 venne ricostruita la prima versione del genoma neandertaliano utilizzando soprattutto tre resti provenienti dalla grotta, identificati come Vindija 16, 25 e 26. In seguito, nel 2017, gli studiosi riuscirono a ottenere una ricostruzione molto più precisa del DNA di un altro individuo, Vindija 19, grazie a una quantità di dati genetici molto più ampia; questo reperto divenne uno dei genomi neandertaliani meglio conosciuti fino ad allora. Nel 2018 fu inoltre analizzato un piccolo frammento osseo rinvenuto nella stessa grotta, chiamato Vindija 87, datato a circa 47.000 anni fa: le analisi indicarono che apparteneva molto probabilmente allo stesso individuo di Vindija 19.
Nello stesso periodo altri studi esaminarono numerosi frammenti ossei non identificati provenienti dalla grotta. Attraverso tecniche di laboratorio fu possibile riconoscere un nuovo resto attribuito a un Neanderthal, chiamato Vindija 28, mentre gran parte degli altri frammenti risultò appartenere a orsi, soprattutto alla specie Ursus ingressus.
Le ricerche genetiche mostrarono inoltre che gli individui Vindija 16, 19, 25 e 26 erano strettamente imparentati tra loro; le analisi indicarono anche che Vindija 87, e quindi probabilmente Vindija 19, apparteneva a una donna.
Infine, il confronto tra il DNA dei Neanderthal di Vindija e quello degli esseri umani moderni mostrò che le popolazioni attuali non africane conservano una parte del patrimonio genetico ereditata dai Neanderthal; gli studiosi compresero meglio l’entità di questa eredità genetica e di individuare ulteriori caratteristiche umane di origine neandertaliana.
Note
Voci correlate
Siti neanderthaliani
Altri progetti
Collegamenti esterni
Krapina Krapina Categoria:Regione di Varaždin Categoria:Siti neanderthaliani Vindija