I Frentani erano un antico popolo italico di lingua osca, strettamente affine ai SannitiGiacomo Devoto, Gli antichi Italici, p. 137., insediato sulla regione costiera adriatica centrale, tra le foci dei fiumi Sangro e Fortore, negli attuali Abruzzo sud-orientale e nel basso Molise. Entrati in conflitto con la Repubblica romana alla fine del IV secolo a.C., furono indotti dall'evidente supremazia dell'esercito romano a unirsi in alleanza con Roma, accettando una condizione di chiara subordinazione, non senza prima però resistere a lungo e battersi in diversi scontri (le tre guerre sannitiche), con esiti inizialmente a favore dei Frentani. I Sanniti riunitisi, infatti, furono l'ultimo popolo italico a cadere per mano romana, dopo una lunga resistenza. Ad ogni modo, conservarono a lungo un certo margine di autonomia interna fino a quando, nel I secolo a.C., l'estensione a tutti gli Italici della cittadinanza romana, decisa in seguito alla guerra sociale alla quale avevano preso parte anche i Frentani, accelerò il processo di romanizzazione del popolo, che fu rapidamente inquadrato nelle strutture politico-culturali di Roma.

Etnonimo

L'etnonimo "Frentani" non è di origine osco-umbra, ed è quindi stato assunto sul posto dal popolo al momento dell'insediamento, se endoetnonimo, o utilizzato per riferirsi a esso conservando un termine più antico, se esoetnonimo. "Frentani", da *Frentrani, deriva da Frentrum, il nome locale della loro capitaleDevoto, p. 208.. L'antica Anxanum (demotico Anxates e Anxani) fu capoluogo dei Frentani, e corrisponde con elevata probabilità alla Frentrum osca. Successivamente fu notevole municipio romano, cui diede importanza il vicino porto di Ortona, distante 11 miglia, e compreso, dapprima, nel territorio di Anxano, distaccatosene poi, forse durante l'impero.Enciclopedia Treccani

Storia Le origini e il territorio Genti osco-umbre penetrarono in Italia nella seconda metà del II millennio a.C., probabilmente intorno al XII secolo a.C.Francisco Villar, Gli Indoeuropei e le origini dell'Europa, pp. 478-482.. Non è noto il momento esatto in cui una frazione sannitica si stabilì nella parte inferiore delle valli adriatiche, tra quella del Sangro e quella del Biferno; è possibile che tale processo fosse già avvenuto agli inizi del I millennio a.C.. Fu già in quest'area, comunque, che si cristallizzò il gruppo che sarebbe emerso storicamente come Frentani, ricordato anche da StraboneStrabone, Geografia, V, 241.. Alle alture situate presso la sede storica dei Frentani è stato perciò attribuito, in epoca moderna, il nome di Monti dei Frentani.

Le fonti antiche fanno seguire, nel territorio considerato, agli insediamenti di genti pre-indoeuropee risalenti al Neolitico, all'Eneolitico e all'Età del bronzo, il contributo di popolazioni di origine pelasgica e illirica arrivate via mare alla fine del II millennio a.C., e infine l'insediamento di popolazioni italiche del gruppo dei Sanniti agli inizi del I millennio a.C., secondo la ricostruzione del Romanelli: «Altra provenienza si dà a' Frentani nel libro delle origini Italiche attribuite a Catone, che si ripete da' popoli della Liburnia, e della Dalmazia. Della emigrazione di questi popoli dalle loro sedi patrie, e del loro stabilimento nell'opposta riva dell'Adriatico fanno fede non pochi autori. Attestò PlinioPlinio il Vecchio, Naturalis historia, III, 110., che i Liburni avevano occupato tutto il tratto dell'agro Palmense, Pretuziano, ed Adriano, ma che al suo tempo delle città Liburne non rimaneva altra in Italia, che solamente Truentum alla riva del fiume collo stesso nome. Il medesimo autore delle origini soggiunse, che i Liburni furono poi cacciati da queste contrade da' Tusci, e ne riportò per monumento il nome di Larinum città Frentana dal tema etrusco Lar, che significa princeps. Io son d'avviso però, che i popoli indigeni di tutto questo paese, qualunque sia stata la loro origine rimota, fossero stati della razza degli Osci».

I rapporti con Roma

IV secolo a.C.

Popolazione di ceppo e lingua sannitica, i Frentani furono coinvolti nella serie di conflitti che, tra IV e III secolo a.C., opposero i Sanniti e numerosi altri popoli italici alla Repubblica romana, allora in una fase di forte espansione in Italia. Roma aveva legato a sé i Frentani in un'alleanza durante le prime fasi della Seconda guerra sannitica; il loro territorio era attraversato da una fondamentale via di comunicazione verso l'Apulia, il cui accesso era stato garantito a Roma nel 325 a.C.Devoto, p. 287.; nemmeno una ribellione frentana, presto rientrata, mise in seria discussione l'alleanza, tanto che, quando nel 315 a.C. i Sanniti passarono all'offensiva, non poterono contare sull'appoggio attivo dei Frentani, stanziati a ridosso del confine settentrionale del SannioDevoto, p. 290..

Nel 304 a.C., dopo la grave disfatta subita dagli Equi per opera dei Romani guidati dai consoli Publio Sempronio Sofo e Publio Sulpicio Saverrione, i Frentani, come i loro vicini Peligni, Marrucini e Marsi, inviarono ambasciatori a Roma per chiedere un'alleanza, che fu loro concessa attraverso un trattatoLivio, IX, 45.. Alla conclusione della Seconda guerra sannitica, quindi, i Frentani risultarono politicamente sottratti all'influenza sannitica e ormai parte dell'orbita romana, elemento di un sistema di alleanze che faceva del Sannio indipendente una regione accerchiata da RomaDevoto, p. 292..

III secolo a.C. La romanizzazione dei Frentani fu graduale. Dopo il trattato del 304 a.C., conservarono ampi margini di autonomia interna come popolo alleato e non già sottomesso; la loro politica, tuttavia, non entrò mai in contrasto con quella di Roma. Larinum aveva uno status a sé, Stato indipendente distinto da quello della totalità dei Frentani, com'è attestato dalla numismaticaDevoto, p. 310; cfr. Romanelli, cit.: «Bisogna dire, che Larino fosse capo di un esteso assoluto contado, e quantunque entrasse nella federazione frentana, pure si reggesse indipendente dalle altre città, come regione del tutto separata. Pare, che così si debba interpretare il passo di Cesare: Per fines Marrucinorum, Frentanorum, Larinatium in Apuliam pervenit. Se i Larinati facean corpo co' Frentani, perché Cesare distinse i Larinati da' Frentani?»..

A differenza di altri popoli osco-umbri, dopo la sottomissione rimasero fedeli a Roma in occasione delle Guerre pirriche, nelle quali cadde il generale romano di origine frentana Oplacus. I Frentani combatterono poi al fianco di Roma alla seconda guerra punica partecipando nel 225 a.C. a un contingente di cavalleria di quattromila armati insieme a Marrucini, Marsi e VestiniPolibio, Storie, II, 24: cfr. Romanelli, cit.: «Militarono parimente i Frentani nelle guerre puniche a favore di Roma, e specialmente contro Annibale, quando attraversò questa regione accampando a Gerione, mentre l'esercito romano comandato da Fabio posava ne' campi Larinati»..

II-I secolo a.C.

Dopo un lungo periodo di tranquillità, durante il quale le fonti storiche non ricordano i Frentani, agli inizi del I secolo a.C. appaiono tra i membri della vasta coalizione di popoli italici che scatenò la Guerra sociale per ottenere la concessione della cittadinanza romana più volte negata (91-88 a.C.). L'esercito italico, ripartito in due tronconi - uno sabellico guidato dal marso Quinto Poppedio Silone, l'altro sannitico affidato a Gaio Papio MutiloDevoto, p. 336. - contava contingenti di numerosi popoli; quello frentano, inquadrato nella frazione sabellicaDevoto, p. 338, era guidato da Mario EgnazioAppiano, Storia romana, I, 39-40..

Egnazio riuscì a prendere per tradimento Venafrum, dove sterminò due interi manipoli romani, ma infine i Frentani vennero battuti separatamente da Gaio Cosconio che, sconfitto Egnazio, poté attraversare il territorio frentano e soccorrere l'esercito romano impegnato più a sudDevoto, p. 341.. La generale vittoria di Roma sui socii ribelli culminò nella presa di Ascoli da parte di Gneo Pompeo StraboneAppiano, Storia romana, I, 39-53.. Nonostante il tradimento di Egnazio, i Frentani furono celebrati da Silio Italico per la loro rettitudine, come ricorda Romanelli: «Questa costanza mostrata da' Frentani in mezzo a' disastri della guerra li caratterizzò, come gente incapace a mancar di fede. Fu questo l'elogio, che ne' fece Silio»:

Dopo la Guerra sociale la Lex Julia de civitate, che concedeva la cittadinanza romana a tutti gli Italici rimasti fedeli a Roma, fu progressivamente estesa anche ai popoli ribelli, tra i quali i Frentani. I loro territori furono intensamente colonizzati, soprattutto nell'epoca di Silla. Ottenuta la cittadinanza, i popoli sabellici furono incorporati nelle tribù romane: i Frentani, con i Marrucini, furono iscritti nella gens Arnensis. A partire da allora la romanizzazione degli Italici si avviò rapidamente a compimento, come attesta la rapida scomparsa delle loro lingue, sostituite dal latino.Devoto, pp. 343-344.

Economia .

Lingua Al pari dei Sanniti, i Frentani nel I millennio a.C. parlavano la lingua osca, appartenente al ceppo osco-umbro delle lingue indoeuropee, testimoniata nella loro regione da un ristretto corpus di iscrizioni in alfabeto osco. In seguito alla romanizzazione, adottarono tanto la lingua quanto l'alfabeto dei LatiniDevoto, p. 160..

Note

Bibliografia Fonti primarie Appiano Alessandrino, Storia romana Tito Livio, Ab Urbe condita libri Plinio il Vecchio, Naturalis Historia Polibio, Storie Silio Italico, Punica Strabone, Geografia

Letteratura storiografica

Voci correlate Contesto storico generale Osco-umbri Marrucini Peligni Sanniti Vestini Lingue osco-umbre Lingua osca

Rapporti con Roma Guerra sociale Guerre sannitiche Oplacus Regio IV Samnium

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