LAtlantis fu un incrociatore ausiliario della Kriegsmarine che trovò impiego come nave corsara durante la seconda guerra mondiale, nel corso della quale fu conosciuto anche come HSK 2 (Hilfskreuzer 2 - incrociatore ausiliario 2) oppure "Schiff 16" presso la marina da guerra tedesca e come “Raider-C” presso l'Ammiragliato britannico.
Durante la seconda guerra mondiale venne impiegata nella guerra di corsa durante la quale affondò o catturò 22 navi per 144 384 t in una crociera durata circa 100 000 miglia. LAtlantis venne affondata il 22 novembre 1941 dall'incrociatore britannico .
L'obiettivo principale di una nave corsara era attaccare il naviglio mercantile nemico: avvicinandosi il più possibile all'avversario sotto mentite spoglie, si esponeva improvvisamente la bandiera da guerra e si scoprivano le armi nascoste per coglierlo di sorpresa e costringerlo alla resa. Combattimenti contro navi da guerra dovevano essere invece evitati in quanto la potenza di fuoco ma soprattutto le strutture della nave non erano adeguate. Un obiettivo secondario era il rifornimento in mare di naviglio militare alleato, sia di superficie sia subacqueo.
Il successo della guerra di corsa si misura in tonnellaggio distrutto o catturato e nella durata della crociera stessa: l’Atlantis fu seconda solo alla nave Pinguin in termini di tonnellaggio e detiene il record della più lunga permanenza in mare di tutte le unità corsare tedesche in entrambe le guerre mondiali. Inoltre ebbe un effetto significativo sulle operazioni militari nell'estremo oriente, avendo intercettato importanti documenti segreti durante la cattura del piroscafo britannico SS Automedon.
Impiego prebellico Costruita nel 1937 dai cantieri Bremer Vulkan di Brema come nave da carico, fu inizialmente impiegata con il nome di Goldenfels dalla compagnia di navigazione DDG Hansa. Nel tardo 1939 venne requisita dalla Kriegsmarine, convertita in una nave da guerra con l'aggiunta di armamenti che potevano essere celati dietro finte sovrastrutture e ribattezzata AtlantisUlrich Mohr as told to Arthur V. Sellwood (1955). Ship 16: The Story of the Secret German Raider Atlantis. T. Werner Laurie Ltd., London.
Dettagli tecnici LAtlantis era lunga 155 metri, aveva un dislocamento di 17 600 t ed era manovrata da un equipaggio di 349 unità di cui 21 ufficiali e 328 marinai. Il suo apparato propulsivo era composto da due motori Diesel a 2 tempi che muovevano una singola elica e che le permettevano una velocità massima di 17,5 nodi ed un'autonomia di circa 60 000 miglia (a 10 nodi). Tale configurazione era ottimale per una nave corsara in quanto molto affidabile ed estremamente facile da esercire rispetto ad un impianto a vapore di uguale potenza.
Successive modifiche ed armamento Durante i lavori di conversione fu aggiunto il carico bellico, in particolare: 6 cannoni da 150 mm; 1 cannone da 75 mm a prua; 2 cannoncini antiaerei binati da 37 mm; 2 cannoncini antiaerei binati da 20 mm; 4 tubi lanciasiluri da 533 mm sotto la linea di galleggiamento; 92 mine navali in un apposito compartimento. Fatta eccezione per due cannoni da 150 mm a poppa che erano nascosti da una gru e da un finto cassero, erano nascosti dietro finte murate mobili all'interno delle sovrastrutture e potevano essere rapidamente posti in azione per cogliere di sorpresa il naviglio nemico.
Venne dotata di due idrovolanti Heinkel He-114C posti in una stiva, di cui uno pronto all'uso mentre l'altro doveva essere assemblato. Gli idrovolanti furono sostituiti nel corso della missione da due più piccoli e performanti Arado Ar 196.
Nelle sue stive la nave portava anche una grande quantità di materiale per modificare la struttura e mimetizzarsi assumendo l'aspetto di navi di simili dimensioni ma battenti bandiera di paesi neutrali, in particolare: un finto fumaiolo; alberatura e picchi di carico ad altezza variabile; teloni e vernice; bandiere di nazioni non belligeranti; costumi per l'equipaggio. Grazie a questo materiale lAtlantis poteva adottare fino a 26 silhouette differenti per ingannare la caccia nemica.
Impiego bellico A dicembre del 1939 venne posta sotto il comando del Kapitän zur See Bernhard Rogge ma, a causa del ghiaccio, non poté lasciare il porto di Brema fino al 31 marzo 1940, quando la corazzata Hessen venne inviata come rompighiaccio per aprire una via verso il mare aperto.
LAtlantis navigò attraverso i campi minati del Mare del Nord, tra Norvegia e Gran Bretagna, varcò il Circolo polare artico ed entrò nell'Oceano Atlantico attraverso il Canale di Danimarca, camuffata per assomigliare alla nave sovietica Krim: batteva infatti la bandiera dell'Unione Sovietica (neutrale al tempo), era decorata con il simbolo della falce e martello e recava a poppa la scritta “Attenzione all'elica” in russo ed in inglese.
Intorno al 25 aprile, passò l'Equatore e cambiò livrea, assumendo quella del cargo giapponese Kasii Maru: una grande K venne dipinta sul fumaiolo rosso per identificarla come una nave appartenente alla Kokusai Line; inoltre era decorata con simboli del sol levante e recava scritte in giapponese sulla poppa.
Atlantico Il 2 maggio il corsaro tedesco incontrò una nave di linea inglese, la SS City of Exeter, che tuttavia venne risparmiata poiché il comandante Rogge temeva di provocare molte vittime tra i passeggeri civili. Mentre la nave inglese si allontanava, venne intercettata una segnalazione alla Royal Navy sull'attività sospetta di un mercantile giapponeseHilfskreuzer (Auxiliary Cruiser / Raider) Atlantis – The History.
Il 3 maggio lAtlantis fece la sua prima vittima, un cargo inglese chiamato Scientist che trasportava minerali di ferro e iuta. La nave tedesca si avvicinò, issò la bandiera da guerra della Kriegsmarine e segnalò visivamente di fermare le macchine e non usare la radio, sparando anche un colpo di avvertimento. Tuttavia il comandante inglese iniziò a trasmettere una richiesta di soccorso e tentò di disimpegnarsi, ma una seconda salva da parte della nave tedesca colpì il locale caldaie, costringendolo alla resa. Tra i 78 membri dell'equipaggio vi fu una vittima, mentre gli altri 77 vennero imprigionati e la nave affondata.
Capo Agulhas Continuando a procedere verso sud, la nave corsara doppiò il Capo di Buona Speranza e raggiunse il Capo Agulhas il 10 maggio. In questa zona posò con successo un campo minato esaurendo tutte le mine imbarcate. Tuttavia il campo minato fu rapidamente scoperto in seguito al comunicato radio della propaganda tedesca in cui si vantava l'affondamento di molte unità nemiche ad opera di un campo minato posato da un corsaro tedesco che operava nel giardino sul retro (lett. “its own backyard“) della Royal Navy. Successivamente fu intercettato un messaggio di allerta proveniente da Ceylon, basato sulla segnalazione della City of Exeter, in cui si avvisava la presenza di un corsaro tedesco camuffato da nave giapponese.
LAtlantis fece quindi rotta per l'Oceano Indiano, assumendo l'aspetto della nave mercantile olandese MV Abbekerk.
Oceano Indiano Il 10 giugno 1940 lAtlantis catturò la motonave norvegese Tirranna dopo un cannoneggiamento durato 3 ore. La nave risultò essere carica di rifornimenti per le truppe australiane che combattevano nel Medio Oriente e venne quindi inviata in Francia come preda di guerra.
L'11 luglio venne abbordata la nave di linea City of Baghdad, a bordo della quale i marinai tedeschi trovarono documenti contenenti codici di comunicazioni per le navi mercantili alleate, oltre ad un report completo inviato dalla City of Exeter in cui lAtlantis era descritta in dettaglio, confermando che “l'identità giapponese” della nave non era stata efficace. Rapidamente il comandante Rogge fece modificare il profilo della nave, aggiungendo due nuovi picchi di carico.
Il 13 luglio lAtlantis incontrò la nave passeggeri Kemmendine, diretta a Burma, il cui equipaggio aprì il fuoco con un cannone da 75 mm, ma fu rapidamente sopraffatta dalla corsara tedesca. Tutti i passeggeri e l'equipaggio furono presi prigionieri e la nave venne affondata.
In agosto lAtlantis affondò la Talleyrand, una gemella della Tirranna. Successivamente incontrò il cargo King City che trasportava carbone e che venne erroneamente scambiata per una Q-ship inglese a causa dei bruschi cambi di rotta. Successivamente si scoprì che tale andatura era dovuta a problemi tecnici agli organi di manovra. La nave venne duramente colpita da tre cannonate che causarono cinque morti.
Durante il mese di settembre la corsara tedesca catturò le navi Athelking, Benarty e Commissaire Ramel, che vennero affondate successivamente al trasferimento di prigionieri, rifornimenti e documenti. In ottobre venne catturata la nave iugoslava Durmitor, che trasportava un carico di sale. La Jugoslavia era neutrale al tempo, ma il comandante Rogge era pressato dalla necessità di liberarsi di un gran numero di prigionieri di guerra raccolti dalle precedenti catture: la nave venne catturata poiché nel viaggio precedente aveva trasportato carbone per gli Alleati, da Cardiff ad Orano. Furono trasferiti 260 prigionieri ed i documenti delle navi catturate e, con un equipaggio tedesco di 14 uomini, venne inviata verso la Somalia, che era sotto il controllo italiano. La nave vi giunse dopo un viaggio, durato 5 settimane, in cui l'equipaggio dovette affrontare molti problemi, tra cui la mancanza di combustibile.
Nella prima metà di novembre lAtlantis, presentandosi come HMS Anthenor, catturò due petroliere norvegesi, la Teddy e la Ole Jacob.
La cattura della Automedon ed il suo carico segreto L'11 novembre il corsaro tedesco entrò in contatto con la nave da carico Automedon a circa 250 miglia a nordovest di Sumatra e cercò di fermarla sparando un colpo di avvertimento. Tuttavia il radio operatore inglese iniziò a trasmettere di essere sotto attacco da parte di una nave corsara, forzando l'attaccante ad un pesante cannoneggiamento che distrusse il ponte di comando, le scialuppe e gli alloggi dellAutomedon, causando sei morti e dodici feriti. I tedeschi arrembarono la nave danneggiata e trovarono quindici sacchi di posta per il British Far East Command, classificata Top Secret, che comprendevano tabelle di decodificazione, report dell'intelligence della marina, ordini di flotta ed istruzioni di artiglieria. Trovarono inoltre una piccola borsa marcata come “Altamente confidenziale” contenente un report per il Comandante in Capo dell'Estremo Oriente, Robert Brooke Popham. La borsa doveva essere gettata fuori bordo se la nave fosse stata a rischio di cattura, ma i responsabili erano feriti o deceduti e non erano riusciti ad adempiere il loro dovere. Il report conteneva una valutazione della potenza militare dell'impero giapponese nell'estremo oriente, dettagli relativi agli squadroni della RAF, valutazioni di potenza navale e note sulle difese di Singapore. Il report dipingeva un quadro a tinte fosche sulle capacità militari marine e terrestri inglesi nell'estremo oriente e dichiarava che l'Inghilterra era troppo debole per rischiare la guerra con il Giappone.
La preda fu affondata ed il comandante Rogge realizzò ben presto l'importanza del materiale catturato. Trasferì il tutto sulla petroliera Ole Jacob precedentemente catturata e la pose al comando del tenente Paul Kamenz con l'ordine di fare rotta per Kōbe, dove arrivarono il 4 dicembre 1940 dopo un viaggio privo di eventi.
La documentazione arrivò all'ambasciata tedesca in Tokyo il giorno seguente e l'attaché navale Paul Wenneker ne spedì un sunto a Berlino via telegrafo, mentre l'originale venne portato a mano dallo stesso Kamenz attraverso la Ferrovia Transiberiana. Una copia venne data ai giapponesi, che ne trassero un grande profitto nella pianificazione delle ostilità contro le potenze occidentali. Per questa motivazione Rogge venne ricompensato con una spada Samurai finemente decorata, un dono di grande prestigio che venne elargito solamente a Hermann Göring ed al feldmaresciallo Erwin Rommel.