Il Bigu (zh. ) è una pratica di digiuno taoista associata al raggiungimento dello stato di xian (zh. ). L'astinenza dai cereali ritorna in molteplici credenze culturali cinesi: es. il bigu era la cura medica comune per espellere i , gli spiriti maligni mangiatori di grano che vivono nel corpo umano (insieme alle anime Hun e Pon) e ne denunciano i peccati al Cielo per conto del quale eseguono poi le relative punizioni con malattie e/o morte prematura.

La pratica del bigu è stata interpretata in differenti modalità: sia l'astensione da particolari vivande (le Poaceae in senso stretto, la totalità dei cereali, i c.d. "" della tradizione cinese, gli alimenti di base, ecc.), quindi una vera e propria dietetica; sia l'inedia finalizzata ad un sostentamento tramite respirianesimo.

Nel contesto storico-culturale nel quale sviluppò il concetto di bigu, c'era una grande importanza simbolica connessa ai Cinque Grani e alla loro importanza nel sostenere la vita umana, testimoniata da vari miti e leggende dell'antica Cina e da episodi occorsi nella storia del Celeste Impero. Questa pratica dunque usciva dal mero campo applicativo della dietetica, definendosi piuttosto quale aspetto di chiara rottura tra i taoismo e le correnti filosofico-dottrinali sue rivali/contemporanee, il confucianesimo ed il moismo.

Etimologia L'etimo di lingua cinese bigu è composta dai sinogrammi e . Il significato di bi in bigu è una variante del carattere cinese (v.si ). La pronuncia alternativa è un carattere variante di . Il complesso carattere cinese tradizionale a 14 tratti gu (穀) ha un carattere cinese semplificato a 7 tratti (谷) che vale anche per "Valle; gola". Sebbene alcuni dizionari cinesi glossino la pronuncia di bigu come pigu,Es. e . il Dizionario Comprensivo Cinese Mondiale del 1997 riporta bigu.

Le traduzioni lessicografiche inglesi di bigu vengono confrontate nella tabella seguente. Dizionario cinese-inglese Definizione di Giles "rinunciare a mangiare i cinque grani, in vista dell'immortalità. Inoltre, rifiutare il cibo, -- e morire di fame" Mathews "astenersi dai cereali per raggiungere l'immortalità; morire di fame" Liang e Chang. "evitare di mangiare cereali per ottenere l'immortalità" Lin. "Basta anche al cibo vegetariano, perché i taoisti diventano immortali" DeFrancis "evitare di mangiare cereali per ottenere l'immortalità" Kleeman e Yu "rifiutarsi di mangiare il grano" Catherine Despeux. elenca i seguenti sinonimi di bigu "astensione dai cereali": (con ), (con ), (con ), e (composto da e ).

Juegu, a differenza degli altri sinonimi/varianti, aveva significato proprio altro rispetto alla dietetica taoista: es. nel di Liu An, datato al 139 a.C. circa, juegu figura nel detto tradizionale «Ora, rifiutare lo studio perché coloro che studiano hanno dei difetti è come prendere un esempio di soffocamento per rifiutare il grano e non mangiare o prendere un problema con inciampando per smettere di camminare e non andare da alcuna parte.»Trad. in . Circa un secolo dopo, lo di Liu Xiang (79–8 a.C.) riformula questa similitudine sul soffocamento e l'astensione dai cereali.

Premessa

L'agricoltura nel folclore e nella mitologia cinese

Folclore e mitologia cinesi associano diverse divinità all'agricoltura e ai grani/cereali:

Suiren (zh. o "Uomo del fuoco", composto con ), sorta di Prometeo cinese, uno dei Tre Augusti nell'antica Cina primitiva, un saggio con tre occhi che scoprì come accendere il fuoco e inventò la cucina. Shennong (zh. ), chiamato anche (da cui l'associazione astrologica con il pianeta Marte), o , un mitico dio-antenato vissuto secondo la leggenda intorno a 5.000 anni fa, forse dal 2738 a.C. al 2698 a.C.; fu lui, secondo la tradizione, a introdurre in Cina le tecniche dell'agricoltura e la fitoterapia ed è specificamente accreditato quale tedoforo della coltura e del consumo dei Cinque Grani (la cui lista in realtà variava di fonte in fonte ma ha sempre compreso anche la soia).. Lo descrive Shennong che trasforma la società umana da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori:

Houji (zh. ), dio dell'agricoltura e antenato della proto-storica dinastia Zhou (XII-III secolo a.C.). Le "Odi della dinastia Zhou" nello Shijing (zh. ), la più antica raccolta di testi poetici cinesi di cui si sia a conoscenza nonché uno dei Cinque Classici del canone confuciano, elogia appunto Houji per aver inventato sia l'agricoltura sia i correlati sacrifici.. Houtu (zh. ), dèa del suolo e presumibile progenitrice del gigante Kua Fu, adorato presso gli altari Shejitan (zh. )..

Mentre la mitologia cinese tradizionale descriveva la cucina e l'agricoltura come elementi chiave della civiltà, il taoismo creò una contro-narrazione per giustificare l'astensione dalle granaglie.. L'opera confuciana Xunzi e il testo legista Hanfeizi descrivono Suiren come un eroe popolare:

Mentre le "Riparazione della natura" del taoista Zhuāngzǐ (369–286 a.C.) menziona Suiren in un elenco di mitici governanti saggi tradizionalmente accreditati con il progresso della civiltà, tutti però descritti come malvagi e implicati nella distruzione dell'armonia primordiale del Tao: oltre a Shennong, l'elenco comprende Fu Xi, l'Imperatore Giallo, Shang Tang e Yu il Grande. Il sinologo Campany lo definisce «il declino del potere e il sempre più marcato allontanamento dal Tao naturale verso sistemi di costrizione sociale e ciò che passa per cultura.»

La cerealicoltura nella storia della Cina Antica Il simbolo tradizionale cinese della civiltà e dello stato era appunto , qui inteso come sineddoche per "prodotti agricoli", da cui l'importanza dei c.d. "" nella tradizione culturale cinese.

Il Libro dei riti (), un altro dei Cinque Classici confuciani datato alla dinastia Zhou, nel capitolo , utilizza la cottura del cibo e il consumo di cereali come termine di paragone per marcare la divergenza culturale tra il "Regno di Mezzo", cioè la Cina, e i c.d. "Quattro [Regni] Barbari": Yi a oriente, Man a meridione, Rong a occidente e Di a settentrione:

Kwang-chih Chang interpreta questo passaggio del Libro dei riti come: «Si poteva mangiare grano ma anche carne cruda o si poteva mangiare la carne cotta ma non mangiare grano. Nessuno delle due pratiche era completamente cinese. Un cinese, per definizione, mangiava grano e cucinava la carne»., ciò anche in ragione del legame semantico, prim'ancora che culturale, tra la cerealicoltura e l'uso del fuoco per cucinare nuovamente rappresentato da Shennong-Yandi, ad un tempo dio dell'agricoltura e dio della fiamma..

Al tempo delle prime dinastie della Cina Imperiale, la dinastia Qin (221–206 a.C.) e la dinastia Han (206 a.C.–220 d.C.), quando il taoismo iniziò ad emergere quale movimento cultural-religioso distinto dal confucianesimo, mette in guardia circa l'attendibilità della ricostruzione storica delle origini e dei primi sviluppi del taoismo, ricordando che gli autori oggi ritenuti fondanti della dottrina non si consideravano tali e l'attribuzione, spesso contraddittoria di questo o di quell'autore a questa o a quella scuola del pensiero filosofico e religioso cinese, appartiene ad una scelta operata da studiosi della dinastia Han, vissuti secoli dopo l'originaria diffusione delle tesi di Zhuāngzǐ, Laozi, ecc. le tecniche agricole cinesi furono rivoluzionate. Applicando le conoscenze idrauliche efficacemente impiegate dai Qin prima nella realizzazione del Canale di Zhengguo (circa 268 a.C.) e poi nel mirabile Sistema di irrigazione del Dujiangyan che, intorno al 250 a.C. aveva fatto del Sichuan, prima una provincia flagellata periodicamente dalle esondazioni del Min (principale tributario del Fiume Azzurro), la regione più produttiva della Cina,L'annessione del Sichuan, crocevia economico (agricolo) e commerciale della Cina, fu appunto uno dei tasselli fondamentali nella strategia di conquista dello Stato di Qin, originario del Gansu e dello Shaanxi, per emergere quale potenza dominante tra i c.d. "Stati Combattenti" dell'Antica Cina - v.si i terreni coltivabili del neonato impero furono convertiti in risaie capaci di garantire due o più raccolti all'anno, aumentando significativamente la produzione cerealicola e, in conseguenza, favorendo la deforestazione.

L'accresciuta importanza dell'agricoltura nella Cina "pacificata" dagli Imperatori è ben dimostrata dal fatto che il figura quale seconda, per importanza, tra le Quattro occupazioni (zh. ) nel tradizionale sistema feudale cinese, il Fengjian. Ciò non fece però della Cina rurale un paradiso in terra poiché, come osservato dal sinologo Kristofer Schipper (1934–2021):

I sopracitati altari Shejitan (zh. ) erano il centro rituale dello stato cinese. In origine, era il "Dio della terra" e il "Dio del raccolto" (v.si Houji sopra), e il composto sheji "dèi del suolo e del grano" assunse significato metaforico di "Stato; Nazione". Così il sopracitato Shijing riporta che per stabilire una nuova dinastia era atto fondante eliminare gli sheji della dinastia precedente ed erigerne di nuovi, onde appropriarsi del suolo-nazione e dei suoi prodotti..

Le offerte di grano, liquore a base di cereali e carne erano infine necessarie non solo per i sacrifici sheji ma anche per i sacrifici richiesti dal culto degli antenati (zh. 拜祖 bàizǔ, o 敬祖 jìngzǔ), la cui alimentazione era un obbligo morale fortissimo nella società cinese.Es. v.si Ecc.

Campany così riassume l'importanza culturale del «sacrificio dei grani» per nutrire sia gli spiriti naturali sia quelli ancestrali:

Il carattere cinese per si scrive, non a caso, con il radicale del riso, .

Al periodico verificarsi di catastrofi naturali o umane (guerre dinastiche, invasioni, epidemie, ecc.), quest'equilibrio si rompeva ed i contadini si rifugiavano nelle regioni più impervie, non coltivate né coltivabili come le montagne, ed ivi sopravvivere con cibi selvatici diversi dai cereali, mentre il suolo-nazione era conteso tra le forze intente ad avvicendarsi ai vertici della società.

Il bigu nelle fonti cinesi antiche

I primi riferimenti documentali all'astensione dai grani/cereali nei testi classici cinesi collocano i primordi del fenomeno nel periodo degli Stati Combattenti (475–221 a.C.) dal quale emersero la prima dinastia imperiale della Cina, i Qin (221 a.C.–206 a.C.), il cui effimero regno fu rilevato ed implementato dagli Han (206 a.C.–220 a.C.).

Già il sopracitato Zhuāngzǐ aveva infatti parlato, nei suoi scritti, di uno che non mangiava i cereali bensì li aiutava misteriosamente a crescere:

In questo passaggio si traccia il solco delle principali pratiche taoiste che sarebbero divenuti correnti durante il periodo delle Sei Dinastie (220–589), successivo alla caduta degli Han, quando cioè il taoismo iniziò ad originare delle comunità laiche o scuole che ne resero (e ne rendono) più semplice lo studio: (i) l'astensione dai cereali;. (ii) gli esercizi respiratori; (iii) la concentrazione e meditazione; e (iv) la proiezione astrale estatica rappresentata dal citato «viaggio oltre i Quattro Mari» da intendersi come "viaggio oltre i confini del mondo"..

Il , un manoscritto del 168 a.C. scoperto nel 1973 tra i c.d. "Testi sulla seta di Mawangdui" (zh. ), in pieno periodo Han, è la più antica dieta documentata per l'astensione da cereali. Quest'antico manuale medico cinese delinea un metodo per sostituire i cereali con la circolazione del qi ed il consumo d'erbe medicinali, in particolare la felce come diuretico per trattare la ritenzione urinaria derivante dall'eliminazione dei cereali. Questo testo dicotomizza le scelte alimentari con il modello terra/quadrata-cielo/rotondo della cosmografia cinese e del Feng shui: «Coloro che mangiano grano mangiano ciò che è quadrato; coloro che mangiano qi mangiano ciò che è rotondo. Il rotondo è il cielo; il quadrato è la terra.»Trad. in .