Tre studi per figure ai piedi di una Crocifissione (Titolo originale: Three Studies for Figures at the Base of a Crucifixion) è un trittico del 1944 dipinto da Francis Bacon. Eseguito nel 1944, è conservato alla Tate Britain di Londra.

Le tre tele, eseguite a olio e pastello su pannelli in fibra di Sundeala, raffigurano creature antropomorfe contorte, ispirate alle Eumenidi (o Furie) dell’Orestea di Eschilo, collocate su uno sfondo uniforme arancione acceso. L’opera, completata in circa due settimane, sintetizza diversi temi già presenti nella produzione precedente dell’artista, tra cui l’interesse per le forme biomorfiche di Pablo Picasso e la reinterpretazione della crocifissione in chiave non religiosa.

Bacon aveva inizialmente progettato una scena di crocifissione su larga scala, con queste figure disposte ai piedi della croce, progetto che non venne mai realizzato.

Il trittico è generalmente considerato la prima opera matura dell’artista:Bragg, Melvyn, ''Francis Bacon'', in ''The South Bank Show'', London Weekend Television, prima messa in onda 9 giugno 1985. lo stesso Bacon giudicava irrilevanti i lavori precedenti e tentò a lungo di impedirne la circolazione. Presentato per la prima volta nel 1945, suscitò una forte impressione e contribuì a imporre Bacon come uno dei principali pittori del dopoguerra. Il critico John Russell osservò che «c’è stata pittura in Inghilterra prima dei Three Studies, e pittura dopo: e nessuno può confondere le due cose».

Contesto Negli anni tra la fine degli anni venti e i primi anni trenta Bacon dipinse in modo discontinuo, lavorando principalmente come arredatore e designer di mobili e tappeti. In seguito dichiarò che l’avvio della sua carriera artistica fu ritardato dalla difficoltà di individuare un soggetto capace di sostenere il suo interesse.

Nel 1933, su commissione del suo mecenate Eric Hall, realizzò una serie di opere sul tema della crocifissione. Questi lavori presentavano forme astratte e elementi tipici dell’epoca, come sfondi piatti e oggetti surrealisti. Tuttavia, secondo diversi critici, mancavano di tensione espressiva e risultavano prevalentemente decorativi. Lo stesso Bacon fu molto critico nei confronti di queste opere, arrivando spesso a distruggerle.

Deluso, abbandonò temporaneamente la pittura, dedicandosi a una vita segnata da relazioni, gioco d’azzardo e consumo di alcol.

Quando tornò al tema della crocifissione circa undici anni dopo, conservò alcuni elementi formali precedenti — come le forme organiche allungate e disarticolate — ma li rielaborò alla luce della tragedia greca, in particolare dell’Orestea. L’opera fu realizzata nel 1944 nello studio londinese di Cromwell Place, in condizioni precarie e in un periodo segnato da eccessi e instabilità personale.

Il trittico I tre pannelli sono dipinti su supporti leggeri in Sundeala, materiale economico utilizzato da Bacon in quel periodo. Ogni pannello presenta una singola figura isolata su uno sfondo arancione, la cui tonalità varia leggermente a causa dell’assorbimento irregolare della pittura.

Le figure sono costruite attraverso sovrapposizioni di toni grigi e bianchi, mentre dettagli e oggetti sono resi con accenti di giallo, verde e viola.

Figura sinistra: probabilmente la più vicina a una forma umana, è seduta su una struttura simile a un tavolo. Priva di arti, presenta un collo allungato e spalle massicce, con una massa di capelli scuri. Figura centrale: priva di un volto definito, ha la bocca collocata direttamente sul collo, in un’espressione che richiama un ringhio o un grido. È bendata e frontalmente rivolta verso lo spettatore, enfatizzata da linee prospettiche convergenti. Figura destra: collocata su una superficie erbosa, presenta una bocca spalancata; secondo alcune interpretazioni potrebbe essere un urlo, secondo altre uno sbadiglio. La struttura anatomica è volutamente impossibile.

Analisi tecniche hanno mostrato numerose modifiche durante l’esecuzione: elementi originariamente concepiti come fiori o paesaggi furono successivamente trasformati, a testimonianza di un processo compositivo complesso.

Temi e stile L’opera costituisce un punto di svolta nella ricerca di Bacon e anticipa molti elementi centrali della sua produzione successiva:

il formato a trittico la deformazione anatomica l’uso espressivo della bocca aperta la violenza fisica e psicologica delle immagini

Pur richiamando il tema della crocifissione, l’opera non ne offre una rappresentazione diretta: Cristo è assente e le figure sembrano sostituire simbolicamente i protagonisti della scena sacra. Bacon interpreta la crocifissione come una struttura concettuale — un “dispositivo” — attraverso cui indagare la sofferenza e il comportamento umano.

Le figure si ispirano alle Furie della tragedia greca, entità vendicatrici associate alla colpa e alla violenza. Tuttavia, Bacon non intende illustrare un episodio narrativo, ma tradurre visivamente una reazione emotiva, influenzata anche dalla lettura di Eschilo e dall’opera teatrale The Family Reunion di T. S. Eliot.

Un’altra fonte fondamentale è il cinema, in particolare la scena della scalinata di Odessa nel film La corazzata Potëmkin di Sergej Ėjzenštejn, da cui deriva il motivo della bocca urlante.

Accoglienza e critica Il trittico fu esposto per la prima volta nell’aprile 1945 alla Lefevre Gallery di Londra, in una mostra collettiva con opere di Henry Moore e Graham Sutherland.

L’impatto sul pubblico e sulla critica fu immediato e fortemente divisivo. Le figure, a metà tra umano e animale, furono percepite come disturbanti e radicalmente nuove. Il critico Herbert Furst descrisse l’opera come scioccante e difficile da sostenere visivamente, mentre Raymond Mortimer la interpretò come una visione deformata e angosciosa del mondo contemporaneo.

Nonostante le reazioni contrastanti, l’opera consacrò Bacon come una figura centrale della pittura britannica del dopoguerra.

Versione del 1988 Nel 1988 Bacon realizzò una seconda versione del trittico, di dimensioni maggiori e con uno sfondo rosso intenso al posto dell’arancione originale.

Questa versione, pur più rifinita dal punto di vista tecnico, è stata accolta in modo contrastante dalla critica: alcuni hanno apprezzato la maggiore monumentalità, mentre altri hanno ritenuto che la maggiore lucidità pittorica attenuasse la forza espressiva dell’opera del 1944.

Bibliografia

Note

Categoria:Dipinti nella Tate Britain Categoria:Dipinti di Francis Bacon