La sollevazione della Grande Polonia del 1918-19 o Rivolta Wielkopolska del 1918-1919 (in polacco: powstanie wielkopolskie 1918-19 roku, in tedesco: Posener Aufstand) o Guerra di Posnania è stata un'insurrezione militare dei polacchi della Grande Polonia (chiamata anche Granducato di Poznań o Posnania) contro la Germania. La rivolta ebbe un effetto significativo sul trattato di Versailles, che concesse ad una Seconda Repubblica Polacca ricostituita l'area conquistata dagli insurrezionalisti polacchi. La regione faceva parte del Regno di Polonia e poi della Confederazione polacco-lituana prima della seconda spartizione della Polonia del 1793, quando venne annessa al Regno di Prussia tedesco. Inoltre, in seguito alla sollevazione della Grande Polonia del 1806, essa aveva fatto parte del Ducato di Varsavia (1807–1815), uno Stato fantoccio francese durante le guerre napoleoniche.
Il contesto storico Dopo la terza spartizione del 1795, la Polonia aveva cessato di esistere come stato indipendente. Dal 1795 fino all'inizio della prima guerra mondiale, vi furono diverse sollevazioni per la riconquista dell'indipendenza che non ebbero successo. Ad una sollevazione del 1806 seguì la creazione del Ducato di Varsavia che durò otto anni prima di una nuova spartizione tra Prussia e Russia. Sotto il dominio tedesco, i polacchi subirono sistematiche discriminazioni ed oppressione.Racisms Made in Germany, a cura di Wulf D. Hund, Wulf Dietmar Hund, Christian Koller, Moshe Zimmermann LIT Verlag Münster 2011 pp. 20, 21The Ideology of Kokugo: Nationalizing Language in Modern Japan, Lee Yeounsuk p. 161 University of Hawaii Press 2009The Immigrant Threat: The Integration of Old and New Migrants in Western Europe since 1850 (Studies of World Migrations) Leo Lucassen, p. 61, University of Illinois Press, 2005 I polacchi che vivevano nella regione della Grande Polonia vennero soggetti alla germanizzazione e alla confisca delle terre per far posto alla colonizzazione tedesca.
Alla fine della prima guerra mondiale, i "Quattordici punti" del presidente degli Stati Uniti d'America Woodrow Wilson incontrarono l'opposizione delle nazioni europee che ritenevano di perdere potere o territori. Ad esempio, anche se i politici tedeschi avevano firmato un armistizio che condusse al cessate il fuoco dell'11 novembre 1918, molti tedeschi non ritenevano di avere perso la guerra e si sentirono traditi dai loro governanti. La Germania aveva firmato il trattato di Brest-Litovsk con la Russia bolscevica per stabilire le frontiere orientali. Perciò, dalla data della firma dell'armistizio fino alla ratifica del trattato di Versailles nel 1920, molti contenziosi territoriali rimasero irrisolti.
La proposta di Wilson di una Polonia indipendente non aveva fissato dei confini che avrebbero potuto essere universalmente accettati. La maggior parte della Polonia che era attribuita dalla fine del XVIII secolo alla Prussia era ancora reclamata dalla Germania alla fine della prima guerra mondiale con il resto dello stato polacco post-bellico conseguentemente reclamato dalla Russia e dall'Austria-Ungheria. La porzione rivendicata dalla Germania includeva il territorio della Grande Polonia del quale Poznań era la maggior città industriale. La maggioranza della popolazione polacca (più del 60%)Historia 1871–1939, Anna Radziwiłł, Wojciech Roszkowski Varsavia 1998 in questa regione non sapeva se sarebbe stata parte della nuova nazione polacca che era stata proposta.
La rivolta
La scintilla che innescò la rivolta non è ben nota, ma alcune fonti indicano il discorso pubblico del 27 dicembre 1918 di Ignacy Paderewski, un famoso pianista polacco e le conseguenti contromisure tedesche (è ancora in discussione se le ostilità furono aperte dai polacchi o dai tedeschi).
I polacchi avevano messo in atto seri preparativi per una sollevazione sin dall'abdicazione del Kaiser Guglielmo II del 9 novembre 1918 che segnò la fine della monarchia tedesca e la sua sostituzione con la Repubblica di Weimar. A poche ore dal discorso di Paderewski, i cittadini polacchi di Poznań e di altre località iniziarono una rivolta contro la Germania.
Le forze rivoltose consistevano in membri della sezione prussiana della Polska Organizacja Wojskowa (Organizzazione Militare Polacca), che iniziarono a formare la Straż Obywatelska (Guardia dei Cittadini), più tardi rinominata Straż Ludowa (Guardia del Popolo) che comprendeva molti volontari, per lo più veterani della prima guerra mondiale. Il primo contingente a raggiungere l'Hotel Bazar, da dove ebbe inizio la rivolta, fu una forza di 100 uomini della (Guardia popolare di Wilda) guidata da Antoni Wysocki. L'organo direttivo era il Naczelna Rada Ludowa (Alto Consiglio del Popolo). Al principio alcuni esponenti del consiglio furono contro la sollevazione, ma la sostennero qualche giorno più tardi, ufficiosamente il 3 gennaio 1919 ed ufficialmente l'8 e 9 gennaio 1919. I comandanti militari furono: il capitano Stanisław Taczak (promosso in seguito maggiore) comandante temporaneo dal 28 dicembre 1918 all'8 gennaio 1919 e più tardi il generale Józef Dowbor-Muśnicki.
La rivolta poté sfruttare un fortuito tempismo, dato che tra l'ottobre del 1918 ed i primi mesi del 1919 la Germania era stata indebolita da conflitti interni con soldati e marinai che si erano ribellati alla monarchia ed ai suoi generali più "falchi". Demoralizzata dalla firma dell'armistizio dell'11 novembre 1918, la Germania si ritrovò invischiata nella rivoluzione di novembre.
Entro il 15 gennaio 1919, i polacchi avevano preso il controllo della maggior parte della provincia e si impegnarono in pesanti combattimenti con l'esercito tedesco regolare e unità irregolari come il Grenzschutz. I combattimenti continuarono fino al rinnovo della tregua tra l'Intesa e la Germania il 16 febbraio. La tregua colpì anche la linea del fronte nella Grande Polonia, ma nonostante il cessate il fuoco, le scaramucce continuarono fino alla firma definitiva del Trattato di Versailles il 28 giugno 1919.
Le valutazioni
La grande sollevazione polacca è considerata una delle due più riuscite rivolte della Polonia: l'altra fu la sollevazione del 1806, cui pose termine l'ingresso dell'esercito di Napoleone. Molti degli insurrezionisti della Grande Polonia successivamente presero parte alle rivolte nella Slesia contro il dominio tedesco, che iniziarono alla fine del 1919 e terminarono nel 1921.
La rivolta ebbe un effetto significativo sulle decisioni di Versailles che concessero alla Polonia non solo l'area conquistata dagli insurrezionalisti, ma anche grandi città con una significativa popolazione tedesca come Bydgoszcz (Bromberg), Leszno (Lissa) e Rawicz (Rawitsch), così come le terre del corridoio polacco, anch'esse parte della Confederazione polacco-lituana prima della prima spartizione della Polonia nel 1772 e che collegavano la Polonia al Mare Baltico.
Le perdite territoriali della guerra e del trattato di Versailles scatenarono accese tensioni tra il nuovo Stato tedesco, che reclamava ancora i territori di lingua tedesca come Danzica, e la Seconda Repubblica di Polonia; ciò sarebbe diventato in seguito uno dei più importanti fattori che agevolarono l'ascesa del dittatore nazista Adolf Hitler al cancellierato della Germania.
Tuttavia, la Germania nazista riconobbe effettivamente i nuovi confini della Polonia nel patto di non aggressione tedesco-polacco del 1934, che normalizzò le relazioni tra i due Paesi. Tuttavia, dopo la morte del leader polacco Józef Piłsudski (ammirato da Hitler), lAnschluss tedesca con l'Austria e l'occupazione tedesca della Cecoslovacchia, Hitler si ritirò unilateralmente dal il patto di non aggressione tedesco-polacco ed invase la Polonia nel 1939, portando allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Cronologia della sollevazione Antefatti
Gennaio 1916 - creazione dei Comitato Segreto Interpartitico dei Cittadini (pl. Tajny Międzypartyjny Komitet Obywatelski), formato da membri di nazionalità polacca del Reichstag dell'Impero tedesco. Luglio 1918 - viene creata una rete di comitati locali di cittadini nell'area della Partizione Prussiana. 11 ottobre 1918 - Le organizzazioni polacche nell'Impero tedesco pubblicizzano documenti comuni nei quali dichiarano la volontà di creare uno stato polacco indipendente; in pratica la rivoluzione. 9 novembre 1918 - Inizio della rivoluzione tedesca, che si svolge anche nella Grande Polonia. I polacchi organizzano strutture militari segrete nelle guarnigioni di Poznań, Jarocin e Inowrocław. 10 novembre 1918 - Eventi della cosiddetta Republika Ostrowska. 11 novembre 1918 Firma dell'armistizio, fine delle ostilità della I guerra mondiale. La Guardia dei Cittadini (Straż Obywatelska), ribattezzata pochi giorni dopo Guardia del Popolo (Straż Ludowa), esce dalla clandestinità. Il sindaco di Poznań (Posen), Ernst Wilms, viene rimosso dall'incarico. Le autorità militari tedesche danno il permesso al funzionamento della Guardia del Popolo perché mantenga la pace nella Provincia di Posen. 12 novembre 1918 Il Comitato Centrale dei Cittadini, più tardi ribattezzato Alto Consiglio del Popolo (Naczelna Rada Ludowa, NRL), crea un temporaneo "governo in attesa" - La Commissione (Komisariat) è composta da: Stanisław Adamski, Wojciech Korfanty e Adam Poszwiński. Jarogniew Drwęski diventa sindaco di Poznań. 13 novembre 1918 La commissione dell'Alto Consiglio del Popolo invita i cittadini della parte tedesca della Polonia a mantenere la calma nonostante la rivoluzione. "Assassinio nel municipio": dominato dai tedeschi, il Dipartimento Esecutivo del Consiglio dei Lavoratori e dei Soldati procede verso il municipio di Poznań, un gruppo armato di polacchi li costringe a cambiare quattro dei delegati tedeschi con dei polacchi: Bohdan Hulewicz, Mieczysław Paluch, Henryk Śniegocki e Zygmunt Wiza. A causa di questo evento, i polacchi prendono il controllo del quartier generale della guarnigione di Poznań e del V Corpo d'armata. 17 novembre 1918 - La Commissione dell'NRL invita a una raccolta di fondi una tantum chiamata "tassa nazionale". 18 novembre 1918 - Elezioni dei Consigli del Popolo dei distretti e dei membri del Sejm della Partizione (1399 deputati). 20 novembre 1918 - Il governo polacco Varsavia pubblica przyłączenie Wielkopolski będzie jednym z pierwszych naszych zadań (L'unione della Grande Polonia sarà uno dei nostri primi compiti). 3 dicembre 1918 – Il Sejm della Partizione di Poznań inizia i suoi atti ufficiali, nell'edificio del cinema "Apollo". I deputati erano in rappresentanza di tutte le terre della Partizione Prussiana e dell'emigrazione economica polacca, proveniente principalmente dalla Vestfalia. 5 dicembre 1918 – Fine del Sejm della Partizione, che dichiara il suo desiderio di unificazione con le altre Partizioni in una Polonia di nuovo nazione e con l'NRL che elegge ufficialmente i suoi membri. 6 dicembre 1918 – Primo incontro dell'NRL eletto. Bolesław Krysiewicz diventa portavoce. Elezione dell'esecutivo - La Commissione dell'NRL viene formata da rappresentanti di: Grande Polonia - Stanisław Adamski e Władysław Seyda; Slesia Superiore – Wojciech Korfanty e Józef Rymer; Pomerania Orientale – Stefan Łaszewski; Kuiavia – Adam Poszwiński. 11 dicembre 1918 - La lingua polacca e l'insegnamento della religione in polacco ritornano nelle scuole. 15 dicembre 1918 - Il governo polacco di Varsavia rompe le relazioni diplomatiche con la Germania.
Sollevazione
27 dicembre 1918 - La rivolta inizia in serata con una sparatoria davanti alla questura di Poznań. I combattimenti iniziano anche in altre città: Szamotuły, Środa Wielkopolska, Pniewy, Opalenica, Buk, Trzemeszno, Września e Gniezno vengono conquistate. I polacchi a Poznań conquistano la stazione ferroviaria principale, l'ufficio postale principale e parte delle fortificazioni cittadine. 28 dicembre 1918