Durante il periodo napoleonico visse in Francia dove acquisì un'educazione liberale. Come principe di Carignano nel 1821 diede, e poi ritirò, l'appoggio ai congiurati che volevano imporre la costituzione al re di Sardegna Vittorio Emanuele I. Divenne conservatore e partecipò alla spedizione legittimista contro i liberali spagnoli del 1823. Pur non destinato al trono, diventò re dello Stato sabaudo nel 1831, alla morte dello zio Carlo Felice che non aveva eredi.

Da sovrano, dopo un primo periodo conservatore durante il quale appoggiò vari movimenti legittimisti d'Europa, nel 1848 aderì all'idea di un'Italia federata guidata dal Papa (neoguelfismo) e libera dagli Asburgo. Pur con qualche indecisione, nello stesso anno, concesse lo Statuto, la carta costituzionale che sarebbe rimasta in vigore (prima nel Regno di Sardegna e poi nel Regno d'Italia) fino al 1947.

Guidò le forze che portarono alla prima guerra di indipendenza contro l'Austria ma, abbandonato da papa Pio IX e dal re Ferdinando II delle Due Sicilie, nel 1849 fu sconfitto e abdicò in favore del figlio Vittorio Emanuele. Morì in esilio qualche mese dopo nella città portoghese di Oporto. Il suo tentativo di liberare l'Italia settentrionale dall'Austria rappresentò il primo sforzo dei Savoia di mutare gli equilibri della penisola dettati dal Congresso di Vienna. L'opera sarà ripresa con successo dal figlio Vittorio Emanuele II, che diverrà il primo re d'Italia dell'epoca moderna.

Biografia

Le origini e la prima giovinezza (fino al 1814)

Carlo Alberto nacque a Palazzo Carignano a Torino, figlio di Carlo Emanuele e di Maria Cristina Albertina di Sassonia. Suoi padrini di battesimo furono re Carlo Emanuele IV di Savoia e la sua consorte, regina Maria Clotilde di Borbone-Francia..

Carlo Alberto apparteneva ai Carignano, il ramo cadetto dei Savoia discendente dal capostipite Tommaso Francesco, figlio di Carlo Emanuele I..

Nonostante il sovrano regnante Carlo Emanuele IV di Savoia non avesse avuto figli, al momento della nascita Carlo Alberto aveva poche speranze di salire al trono. Erano infatti in vita gli eredi diretti della dinastia, ovvero i fratelli del monarca e i loro figli. Ma nel 1799, e cioè un anno dopo la nascita di Carlo Alberto, morirono 2 dei 4 esponenti di casa Savoia che lo precedevano nella linea successione: il piccolo Carlo Emanuele (di vaiolo a 3 anni), figlio di Vittorio Emanuele fratello del Re, e Maurizio Giuseppe (di malaria, in Sardegna) fratello del Re.

Il periodo napoleonico Il padre di Carlo Alberto, Carlo Emanuele di Carignano, aveva studiato in Francia ed era stato ufficiale nell'esercito francesePer la biografia di Carlo Emanuele, cfr. . Simpatizzante delle idee liberali, si trasferì a 27 anni a Torino, da dove re Carlo Emanuele IV a causa dell'invasione napoleonica del 1796 partì per l'esilio. Carlo Emanuele di Carignano, assieme alla moglie Maria Cristina Albertina, aderirono invece alla causa napoleonica.. Nonostante ciò i due furono tradotti a Parigi dove, sospettati in quanto parenti della decaduta dinastia sabauda, vennero tenuti sotto sorveglianza e costretti a vivere in ristrettezze economiche in una casa nei sobborghi della capitale, a Chaillot.. Qui cominciarono a crescere i loro figli: Carlo Alberto e Maria Elisabetta, nata il 13 aprile 1800..

Il 16 agosto dello stesso anno Carlo Emanuele di Carignano morì improvvisamente. La madre di Carlo Alberto si trovò così sola, ma non accolse l'invito dei Savoia ad affidare loro il figlio per educarlo secondo i canoni conservatori.. Nel 1808, Albertina si sposò in seconde nozze con l'uditore al Consiglio di Stato Giuseppe Massimiliano Thibaut di Montléart, con il quale Carlo Alberto ebbe un pessimo rapporto: «C. A. soffrì molto per il matrimonio della madre e la forzata sottomissione al padrigno»..

All'età di 12 anni Carlo Alberto e la madre furono ricevuti da Napoleone Bonaparte, che conferì al ragazzo il titolo di conte dell’Impero e una rendita vitalizia di 100.000 franchi.. Nel 1812 il giovane entrò nel collegio Santo Stanislao (Collège Stanislas) a Parigi, scuola dove rimase però due anni. La madre Albertina si era trasferita a Ginevra, dove condusse Carlo Alberto che, dal marzo 1812 al dicembre del 1813, fu affidato al pastore protestante Jean-Pierre Etienne Vaucher (1763-1841), ammiratore di Jean-Jacques Rousseau. Carlo Alberto frequentava quindi poco le lezioni e si recava a Parigi principalmente per gli esami, che pare superasse con profitto...

Alla sconfitta di Napoleone alla battaglia di Lipsia nell'ottobre 1813, la famiglia lasciò Ginevra nel timore dell'arrivo degli austriaci e tornò in Francia. Qui l'anno successivo Carlo Alberto, a neanche 16 anni, con l'intenzione di diventare ufficiale di carriera, entrò nel liceo militare di Bourges..

Il primo periodo a Torino (1814-1821)

L'arrivo a Torino e la rieducazione

Uscito di scena definitivamente Napoleone, il 16 maggio 1814 il nuovo re Luigi XVIII di Francia festeggiò a Parigi il ritorno dei Borbone. Tra i presenti alla gran festa, la principessa Maria Cristina Albertina di Carignano con i figli Carlo Alberto ed Elisabetta. Nonostante il suo passato vicino a Napoleone, la famiglia fu accolta bene, ma Carlo Alberto dovette rinunciare ai benefici ottenuti con il vecchio regime: al titolo di conte, al grado di tenente conferitogli a Bourges e, soprattutto, al vitalizio concessogli da Napoleone..

Ristabilita la pace in Europa era opportuno che Carlo Alberto tornasse a Torino, così come gli consigliò il conte Alessandro Saluzzo di Monesiglio, suo tutore. Anche Albertina se ne convinse e il giovane lasciò Parigi (e il suo patrigno) per giungere a Torino il 25 maggio. Qui fu ricevuto benevolmente dal re Vittorio Emanuele I (Carlo Emanuele IV aveva abdicato nel 1802) e dalla consorte Maria Teresa d'Asburgo-Este riporta le parole del sovrano al fratello Carlo Felice: «[È] un ragazzo di buon cuore e di buona volontà, ma di cui c’è da rifare tutta l’educazione».. Data la situazione familiare (né Vittorio Emanuele I né il fratello Carlo Felice avevano figli maschiDeceduto il secondogenito maschio a tre anni, Carlo Emanuele, a Vittorio Emanuele I rimanevano quattro figlie, ma la legge di successione salica vigente nel Regno di Sardegna non consentiva loro di salire al trono. Né Carlo Felice aveva avuto figli.) Carlo Alberto era ora l'erede presuntivo al trono dopo Carlo Felice, per cui gli fu concessa la prestigiosa residenza di palazzo Carignano e gli furono rimessi i suoi averi e la sua rendita..

Per questo gli fu assegnato un precettore che correggesse le sue idee liberali: «Vittorio Emanuele I aveva voluto subito C. A. presso di sé per provvedere alla sua educazione, per cancellare da essa le influenze degli anni ginevrini e parigini».: dapprima il conte Filippo Grimaldi del Poggetto, religiosissimo, e poi, quando questi fallì, il cavaliere Policarpo Cacherano d'Osasco.. Costui, benché fosse più adatto al compito, si accorse ben presto di non poter influire sulla mentalità di Carlo Alberto, che in questo periodo venne riconosciuto per la prima volta affetto da nevrosi..

Il matrimonio e la personalità

Il personaggio che riuscì invece a influire positivamente su Carlo Alberto in quel periodo fu l'ex sovrano Carlo Emanuele IV, per la sua tranquillità, la sua devozione religiosa e il suo ritiro dal mondo. Il Principe partì infatti da Torino il 17 marzo 1817 e incontrò Carlo Emanuele in un convento a Roma nell'aprile dello stesso anno...

Si decise allora che era giunto il momento del matrimonio. La prescelta che Carlo Alberto accettò fu la sedicenne Maria Teresa d'Asburgo-Lorena, figlia del granduca Ferdinando III di Toscana e parente della regina di Sardegna Maria Teresa d'Asburgo-Este. Il principe di Carignano arrivò a settembre a Firenze e il 30 di quel mese furono celebrate le nozze in Santa Maria del Fiore.. Il matrimonio solenne fu seguito da un ballo organizzato dall'ambasciata piemontese a Firenze. Da qui il 6 ottobre la coppia partì alla volta del Piemonte. L'11 gli sposi giunsero al castello del Valentino da cui fecero il loro ingresso solenne a Torino..

La giovane Maria Teresa era timidissima e molto religiosa; i due abitavano a palazzo Carignano e Carlo Alberto, di altro temperamento, cominciò a invitare i giovani intellettuali con cui condivideva le idee liberali. I più intimi erano Santorre di Santa Rosa, Roberto d'Azeglio, Giacinto Provana di Collegno, Cesare Balbo, Guglielmo Moffa di Lisio e Carlo Emanuele Asinari di San Marzano...

Dalla personalità complessa, il Principe in questi anni attraversò anche una profonda crisi religiosa. Ne fu artefice l'amicizia con il diplomatico francese Jean Louis de Douhet d'Auzers e la già citata visita a Roma nel 1817 all'ex sovrano Carlo Emanuele IV. Negli anni successivi al matrimonio, tuttavia, Carlo Alberto ebbe alcune relazioni extraconiugali, fra le quali quella con Maria Carolina di Borbone, vedova del duca di Berry..

Né i rapporti con Maria Teresa languivano, poiché quest'ultima dopo un aborto e un incidente di carrozza che il 25 agosto 1819 poteva compromettere la seconda gravidanza., il 14 marzo 1820 diede alla luce l'erede, Vittorio Emanuele, futuro primo re d'Italia.. Il vecchio re Vittorio Emanuele I, come segno di stima e riconoscimento, nominò il 12 settembre dello stesso anno. Carlo Alberto comandante dell'artiglieria.

Il coinvolgimento nei moti del 1821

La cospirazione e il pentimento

A seguito dei moti di Cadice del 1820 re Ferdinando VII di Spagna fu costretto a concedere di nuovo la costituzione del 1812. In molti Stati europei si accese così la speranza di ottenere analoghe concessioni dai rispettivi sovrani. Fenomeni insurrezionali scoppiarono a Napoli e a Palermo, e anche a Torino si ebbero i primi disordini: alcuni studenti dell'Università un giorno di carnevale del 1821, animati dalle voci che davano Carlo Alberto fautore dell'unità italiana, ostentarono berretti rossi al Teatro d'Angennes, e per questo gesto furono incarcerati.. La mattina successiva i loro compagni e alcuni docenti, indignati, scesero in piazza per manifestare contro il clima d'oscurantismo della Restaurazione; manifestazione che fu repressa dall'esercito... Carlo Alberto, unico dei Savoia, inviò in ospedale dei doni a coloro che erano stati feriti negli scontri, ai quali, secondo il giornalista Angelo Brofferio il Principe di Carignano si recò anche a fare visita..

Alle 20 del 6 marzo 1821, Santorre di Santa Rosa, Giacinto Provana di Collegno, Carlo Emanuele Asinari di San Marzano e Guglielmo Moffa di Lisio (tutti militari, funzionari o figli di ministri) e Roberto d'Azeglio incontrarono Carlo Alberto. I giovani liberali erano pronti ad agire e avevano identificato nel Principe l'uomo nuovo di Casa Savoia, colui che avrebbe rotto con un passato di assolutismo... Intenzione dei congiurati non era di danneggiare la monarchia sabauda, bensì di costringerla a concedere riforme che in ultima analisi avrebbero avvicinato il popolo al Sovrano. Durante i mesi della cospirazione Carlo Alberto aveva assicurato il suo appoggio e così fece anche quella sera, dichiarandosi favorevole all'azione militare. Si trattava infatti di far sollevare l'esercito, circondare il castello di Moncalieri dove dimorava re Vittorio Emanuele I e costringere quest'ultimo a deliberare sia la costituzione sia l'entrata in guerra contro l'Austria. Il ruolo di Carlo Alberto sarebbe stato, formalmente, quello di mediatore fra i congiurati e il sovrano..