La collisione all'aeroporto di Tokyo Haneda è avvenuta il 2 gennaio 2024 alle 17:47 JST (08:47 UTC), quando un Airbus A350-900 che operava il volo Japan Airlines 516 si è scontrato durante l'atterraggio con il più piccolo Bombardier Q400 della Guardia costiera giapponese che stava rullando sulla pista ed era prossimo al decollo.
Entrambi gli aerei sono andati distrutti dalle fiamme in seguito all'incidente, segnando il primo incidente grave che ha coinvolto un A350 e la prima perdita di un aeromobile di questo tipo dalla sua introduzione nel 2015. È stato anche il primo incidente mortale che ha coinvolto un aeromobile di Japan Airlines dal 1985.
Gli aerei L'aereo della Japan Airlines coinvolto nell'incidente era un Airbus A350-941, di marche JA13XJ e numero di serie 538, dotato di due motori Rolls-Royce Trent XWB. L'aereo era stato registrato nel settembre 2021 ed era stato consegnato alla Japan Airlines nel novembre 2021.
L'aereo della Guardia Costiera coinvolto era un Bombardier Q400, registrato JA722A e con numero di serie 656, ed era stato consegnato nel febbraio 2009. Il velivolo coinvolto era rimasto danneggiato dopo il terremoto e maremoto del Tōhoku del 2011 mentre era parcheggiato all'aeroporto di Sendai ed è stato l'unico ad essere riparato dopo il disastro.
L'incidente
Il volo Japan Airlines 516 è partito dall'aeroporto di Shin-Chitose alle 16:27 JST (07:27 UTC). Alle 17:47 JST (08:47 UTC) circa, il velivolo si è scontrato con un DHC-8-315 Dash 8 della Guardia Costiera giapponese mentre atterrava all'aeroporto di Haneda sulla pista 34R. Una palla di fuoco si è sprigionata dagli aerei, con il velivolo della Japan Airlines che ha lasciato una scia infuocata mentre si muoveva lungo la pista. I vigili del fuoco sono arrivati sul posto in circa tre minuti.
Tutti i 367 passeggeri e i 12 membri dell'equipaggio a bordo del volo 516 sono usciti utilizzando gli scivoli di evacuazione. Tra i passeggeri a bordo c'erano otto bambini. 14 persone a bordo sono rimaste ferite.
Al momento dell'atterraggio erano presenti scintille e fiamme sotto l'aereo e il fumo è entrato in cabina. Il motore destro è rimasto acceso durante l'evacuazione, rendendo inutilizzabili la maggior parte delle uscite su quel lato. Secondo il Dipartimento dei Vigili del Fuoco di Tokyo, l'incendio è stato in gran parte spento poco dopo la mezzanotte.
Il velivolo della Guardia Costiera giapponese, con a bordo sei membri dell'equipaggio, si stava preparando a portare rifornimenti a una base aerea di Niigata in risposta al terremoto del Mar del Giappone avvenuto il giorno prima. Era uno dei quattro velivoli dispiegati dal governo per fornire aiuto alle zone colpite. Il comandante si è salvato con gravi ferite, mentre i cinque membri dell'equipaggio rimanenti sono stati confermati essere deceduti.
Le indagini L'Ufficio giapponese per la sicurezza dei trasporti è l'ente responsabile dell'indagine. L'Ufficio francese per le indagini e l'analisi sulla sicurezza dell'aviazione civile (BEA) ha annunciato su Twitter che avrebbe collaborato con Airbus nel corso dell'indagine e ha inoltre aggiunto che avrebbe inviato una squadra in Giappone per indagare sull'incidente, come parte del proprio protocollo per gli incidenti che coinvolgono un aeromobile Airbus. Anche gli investigatori britannici della Rolls-Royce, produttore dei motori dell'A350, avevano previsto di unirsi. Anche il Transportation Safety Board of Canada, insieme ai consulenti tecnici del produttore del Dash 8, De Havilland Canada, e del produttore del motore, Pratt & Whitney Canada, ha annunciato che avrebbe preso parte alle indagini. Anche il National Transportation Safety Board (NTSB) degli Stati Uniti avrebbe fornito assistenza.
Il 3 gennaio, il MLIT ha reso pubblica la trascrizione delle comunicazioni del controllo del traffico aereo relative agli ultimi 4 minuti e 27 secondi prima dello schianto. Da essa è emerso che, prima dell'incidente, i controllori del traffico aereo avevano autorizzato l'aereo della JAL ad atterrare sulla pista 34R, mentre all'aereo della Guardia Costiera era stato ordinato di attendere a breve distanza dalla pista in un punto di attesa sulla via di rullaggio C5. La NHK, tuttavia, citando una fonte interna alla Guardia Costiera, ha riferito che il pilota dell'aereo della Guardia Costiera sosteneva di aver ricevuto l'autorizzazione al decollo. I controllori del traffico aereo hanno successivamente riferito ai funzionari del MLIT di non aver notato l'aereo della Guardia Costiera che si spostava sulla pista, aggiungendo che erano impegnati ad assistere altri velivoli. Un funzionario del MLIT ha affermato che il pilota dell'aereo della Guardia Costiera potrebbe non aver sentito la torre di controllo del traffico aereo autorizzare l'aereo della JAL ad atterrare, poiché la sua radio poteva essere impostata sul controllo a terra. Un altro funzionario del MLIT ha affermato che la Guardia Costiera non era stata informata delle misure introdotte da una task force governativa per prevenire le incursioni sulle piste aeroportuali a seguito di incidenti simili verificatisi nel 2007. Secondo quanto riferito, la polizia giapponese stava indagando su possibili negligenze professionali, tra cui la stanchezza e i livelli di personale, che potrebbero aver causato l'incidente.
Entro il 6 gennaio erano stati recuperati i registratori di volo e quelli vocali della cabina di pilotaggio di entrambi gli aerei e il 23 gennaio l'Ente giapponese per la sicurezza dei trasporti ha dichiarato che non avevano subito danni rilevanti.
Rapporti provvisori Il 24 giugno, il MLIT ha pubblicato il primo rapporto provvisorio. L'indagine ha evidenziato problemi quali la mancanza di personale presente in aeroporto e il ritardo nella gestione dei mezzi di soccorso. Inoltre, è emerso che oltre 100 mezzi di soccorso erano in attesa di entrare in aeroporto e che diverse ambulanze che trasportavano passeggeri feriti non sono state in grado di partire per circa 30 minuti. Per quanto riguarda le misure future, il ministero ha in programma di rivedere le proprie linee guida di emergenza entro agosto e ha inoltre richiesto che venisse aumentato il numero di personale aeroportuale disponibile a rispondere a tali emergenze nei giorni festivi e durante la notte.
Il 25 dicembre l’Autorità giapponese per la sicurezza dei trasporti ha pubblicato un rapporto sullo stato di avanzamento delle indagini. Il rapporto ha indicato che il comandante dell’aereo della Guardia Costiera ha frainteso le istruzioni del controllo del traffico aereo quando gli è stato comunicato che il suo velivolo era «il numero uno» (al decollo), ed è entrato sulla pista 34R ritenendo di aver ricevuto l’autorizzazione al decollo. Il rapporto ha aggiunto che né il controllore di turno né i piloti della JAL si sono accorti che l'aereo della Guardia Costiera era entrato in pista, e che la combinazione di queste tre circostanze ha portato all'incidente. Ha inoltre fornito dettagli sull'evacuazione dell'aereo della JAL e sulle azioni dei suoi piloti e dell'equipaggio di cabina.
Il 25 dicembre 2024 la JTSB ha pubblicato il proprio rapporto preliminare che riassume gli eventi verificatisi a bordo del DH8C. Il DH8C aveva ricevuto l'autorizzazione a rullare lungo le vie di rullaggio H e C fino al punto di attesa C5. La torre di controllo, dando la priorità all'aeromobile, ha indicato che l'aeromobile sarebbe stato il numero 1 per il decollo; l'equipaggio ha ripetuto correttamente questa informazione durante il rullaggio verso C5 e ha verificato di disporre di una distanza di decollo sufficiente. Il comandante pensava di aver ricevuto l'autorizzazione ad allinearsi alla pista 34R; l'equipaggio ha acceso le luci anticollisione e ha eseguito la lista di controllo pre-decollo. In una comunicazione radio parzialmente sovrapposta, l'equipaggio ha sentito “Pista 34R, autorizzato al decollo”. L'aeromobile si è allineato e si è fermato. In quel momento si è verificata la collisione tra gli aeromobili.
Conseguenze L'aereo che seguiva il volo 516, il volo JAL166, un Boeing 737-800 in avvicinamento sulla pista 34R, ha effettuato una riattaccata a prima di deviare verso l'aeroporto di Narita. C'erano anche diversi voli in attesa di decollo, che sono tornati al terminal dopo l'accaduto.
L'incidente si è verificato mentre milioni di persone erano in viaggio per le vacanze di Capodanno, uno dei periodi di viaggio più affollati dell'anno. Tutte le piste dell'aeroporto di Haneda sono state temporaneamente chiuse in seguito all'incidente e molti voli dirottati al vicino aeroporto Internazionale di Narita, all'aeroporto Internazionale di Chūbu-Centrair a Nagoya, e all'aeroporto Internazionale del Kansai ad Osaka. Altri sono stati cancellati a causa dell'incidente, con All Nippon Airways che ha registrato 112 cancellazioni di voli nazionali per il resto della giornata. Il Ministero del territorio, delle infrastrutture e dei trasporti (MLIT) ha riferito che intorno alle 21:30 JST (12:30 UTC) le tre piste rimanenti dell'aeroporto di Haneda sono state riaperte.
Il governo giapponese ha istituito un ufficio di collegamento informativo presso il Centro di gestione delle crisi dell'Ufficio del Primo Ministro.
Note
Voci correlate Incidenti aerei di voli commerciali
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