Biografia Terzo di setto o otto figli (dei quali solo altri due superarono l'infanzia) di una famiglia relativamente povera, Fauvel fece tuttavia dei buoni studi probabilmente in istituti religiosi (a giudicare dalla sua conoscenza del latino), e fu probabilmente apprendista nello studio di un artista. A vent'anni entrò, grazie all'appoggio di Gabriel-François Doyen, allAcadémie royale de peinture et de sculpture dove frequentò corsi pratici di disegno e pittura e corsi teorici di geometria, anatomia, prospettiva, architettura e teoria dell'arte. Alla fine dei suoi studi ricevette, come tutti i laureati, il titolo di «pittore del re», e sembra essersi specializzato nella pittura di storia, genere in cui acquisì una piccola reputazione. Fu allora reclutato dal conte di Choiseul-Gouffier che stava preparando il suo Voyage pittoresque de la Grèce, a supporto di uno degli ingegneri che avevano accompagnato il conte nel suo primo viaggio, Jacques FoucherotJacques Foucherot (Digione 1746 - Tonnerre 1813) fu un architetto, ingegnere e archeologo francese. Allievo ripetutamente premiato tra il 1778 e il 1784 della École des Ponts ParisTech, accompagnò il conte di Choiseul-Gouffier nel suo Grand Tour in Oriente nel 1776-77, per effettuare rilievi e disegni dei monumenti incontrati. Nel 1780 tornò in Grecia per lo stesso committente portando con sé Fauvel, e tenne un diario della spedizione, che durò 2 anni, fino al giugno 1782. I disegni e le mappe da lui realizzate durante questo viaggio furono riutilizzati dal geografo Jean-Denis Barbié du Bocage nel 1787 per realizzare il suo Atlante del Viaggio del giovane Anacarsi in Grecia, e per le carte di Costantinopoli e del Bosforo. Quando Choiseul-Gouffier emigrò in Russia, nel 1793, Foucherot trattenne una parte delle collezioni del suo patron, a titolo di indennizzo: Nel 1796 fu eletto «socio non residente» del neocostituito Institut de France con Fauvel. Lavorò a lungo a preparare il suo personale racconto del viaggio in Grecia, ma non lo pubblicò mai. Quasi tutti i disegni da lui realizzati in Oriente sono andati perduti..

Il primo viaggio in Grecia L'incarico di Fauvel e Foucherot serviva per la redazione del secondo volume del Voyage pittoresque de la Grèce, dedicato alla Grecia continentale (Attica, Beozia, Focide, Etolia, Peloponneso, Tessaglia, Epiro e Macedonia); i due dovevano percorrere tutte queste regioni, realizzarne le mappe, disegnarne vedute e descriverne le antichità (soprattutto ad Atene), sulle orme di Pausania e dei viaggiatori del secolo precedente - Jacob Spon e George Wheler. Foucherot, che aveva già percorso la regione, fu essenziale per la formazione del suo compagno: l'ingegnere faceva le rilevazioni, le mappe e misurava i monumenti; il pittore disegnava il tutto (comprese vedute "pittoresche" e illustrazioni di personaggi in costume locale). All'ingegnere si deve il diario del viaggio con la notizia delle tappe: entrati in Italia dal Sempione, a maggio 1780 i due s'imbarcarono a Venezia per le Isole Ionie (che erano ancora territorio veneziano), di cui esplorarono le rovine; entrarono nell'Impero ottomano da Prevesa e andarono a visitare le rovine di Nicopoli d'Epiro; da Arta (Grecia), in Epiro, percorsero il golfo di Corinto toccando Missolungi, Lepanto, Patrasso, Corinto e Galaxidi, e salendo fino a Delfi, il cui santuario era però ancora sepolto sotto il villaggio.

In ottobre erano di nuovo nel Peloponneso, a Corinto; risalendo la penisola, sostarono nell'area di Micene e sono considerati i primi ad aver disegnato Micene, Tirinto, Argo e anche il tempio di Nemea. Per tutto il resto dell'anno percorsero il Peloponneso, fermandosi raramente più di una giornata in ogni sito, e presumibilmente a piedi, accompagnati secondo l'uso dell'epoca da una guida ottomana e da un interprete e alternandosi nella funzione di dragomanno.

Ad Atene, Foucherot e Fauvel furono autorizzati ad entrare nell'Acropoli, allora fortezza militare ottomana, ed esplorarono i Propilei, il Partenone e l'Eretteo per verificare o correggere i lavori dei viaggiatori precedenti. Proseguirono poi la loro opera attraverso l'Attica, rilevando ad esempio la pianta di Eleusi. In giugno 1781 dichiararono concluso il loro lavoro e si imbarcarono al Pireo, ma visitarono ancora le isole Saroniche, l'istmo di Corinto, dove avvistarono l'inizio del canale antico, e arrivarono fino ad Epidauro. Risalirono poi verso nord raggiungendo la Beozia e le Termopili, fino a Salonicco (dove Fauvel realizzò tre disegni dell'Arco di Galerio). Infine, il 26 giugno 1782, Foucherot e Fauvel si imbarcarono a Nauplia sulla fregata reale La Sultane - privilegio che era stato loro concesso per il loro «prezioso lavoro» archeologico. Arrivarono in Francia alla fine di settembre 1782.

Breve ritorno a Parigi Il «prezioso» lavoro non servì a nulla: note, mappe, disegni e piani non furono mai pubblicati, né da Choiseul-Gouffier, né da Foucherot o Fauve. Li utilizzò un poco l'abate Barthélemy per il suo Voyage du jeune Anacharsis en Grèce, e anche François Pouqueville Come per Foucherot, dei materiali prodotti da Fauvel sopravvivono solo alcuni paesaggi realizzati con inchiostro di china e i tre disegni dell'Arco di Galerio. Tra il 1990 e il 2000, i ricercatori Luigi Beschi e Alessia Zambon hanno ritrovato, tra la Biblioteca nazionale di Francia, il Dipartimento delle Arti grafiche del museo del Louvre e il museo Benaki di Atene, circa duecentocinquanta documenti.. Louis-François-Sébastien Fauvel continuò in Francia il suo lavoro artistico: disegni e quadri, perduti, e forse anche notizie archeologiche, non ritrovate. Ciò gli permise comunque di consolidare la sua reputazione. L'aiuto che diede all'abate Barthélemy gli fu utile: quando Choiseul-Gouffier fu nominato ambasciatore di Francia presso la Sublime Porta chiese nuovamente a Fauvel di partire per il Levante, con la vasta schiera di artisti e studiosi che lo accompagnava. La missione si imbarcò a Tolone il 4 agosto 1784.

In Oriente con Choiseul-Gouffier Costantinopoli L'ambasciatore di Francia fece scalo al Pireo dal 21 al 24 agosto 1784. Fauvel, che conosceva bene i luoghi, fece da cicerone al gruppo per la visita all'Acropoli. A Costantinopoli, Fauvel fece il suo mestiere di pittore, disegnando vedute pittoresche (che figurano nel secondo volume del racconto di viaggio del suo patron). Il pittore tuttavia si annoiava, e trovava sempre più pretesti per allontanarsi dalla capitale ottomana e dalla vita d'ambasciata, finché, nella primavera del 1786, approfittò del passaggio a Costantinopoli di lady Elizabeth Craven, alla quale l'ambasciatore aveva messo a disposizione una nave francese e una parte dei suoi artisti (tra cui Fauvel) per continuare il suo Grand Tour in Grecia.

Prima spedizione: Atene e Peloponneso Alla fine del XVIII secolo Atene era, in popolazione, la 43ª città dell'Impero ottomano. Aveva circa case, cresciute sopra e intorno all'Acropoli e circondate da un muro alto circa 3 metri, che serviva sia a proteggere la città dai banditi che a segnare i suoi confini fiscali. Le tasse andavano al Kizlar Agha (capo degli eunuchi neri), mentre la città era governata da un voivoda (governatore civile) e da un governatore militare, detto disdar. L'Acropoli costituiva la fortezza della città; i monumenti antichi ancora visibili, ancora in piedi e con un tetto erano ancora in uso: l'Eretteo serviva da polveriera; il Tempio di Efesto era stato convertito in chiesa; la Torre dei Venti era utilizzata come Tekke dai dervisci rotanti, mentre nelle rovine del Partenone era stata costruita una moschea. Le altre rovine servivano come cava di materiali da costruzione (come in tutte le città antiche).

Fauvel si installò nel convento dei Cappuccini che ospitava, all'epoca, i viaggiatori europei di passaggio nella città. La sua missione era di trarre calchi delle principali sculture dei monumenti di Atene e comprare tutto ciò che poteva, avendo come riferimento il viceconsole di Francia ad Atene, incaricato di negoziare con le autorità locali l'accesso alla fortezza (l'Acropoli) e il diritto di rimuovere e di esportare oggetti d'antiquariato; su richiesta di Foucherot il pittore prese anche una serie di misure del Partenone. Nel febbraio 1787, il brigantino L'Afrique imbarcò al Pireo la prima spedizione: ventisei casse di calchi e tredici marmi antichi.

Da Parigi, l'abate Barthélemy, che proseguiva la scrittura del suo Viaggio del giovane Anacharsis in Grecia, e Jean-Denis Barbié du Bocage, che progettava un Atlante del Viaggio del giovane Anacharsis in Grecia moltiplicavano, tramite Choiseul e Foucherot, le richieste di informazioni precise sulla topografia e i monumenti dei luoghi che intendevano evocare. Foucherot, nell'autunno del 1786, trasmise le richieste a Fauvel, con i consigli tecnici necessari alla realizzazione delle rilevazioni topografiche, necessari in quanto Fauvel aveva una formazione pittorica, non da ingegnere. Sulla base di queste richieste Fauvel suggerì a Choiseul-Gouffier un viaggio di studi attraverso il Peloponneso; il conte acconsentì, a condizione che fosse «breve, facile e poco costoso». Nel febbraio 1787 Fauvel partì, accompagnato dal suo domestico e da una guida greca. L'11 aprile arrivò a Olimpia via Pyrgos; lì identificò correttamente la posizione di alcuni dei monumenti (lo stadio e il tempio di Zeus), prese misure, disegnò piani e schizzi, individuando correttamente il sito e i suoi elementi principali (i suoi lavori furono utilizzati da Choiseul-Gouffier poi da Pouqueville, ma in modo incompleto).

Dopo Olimpia, Fauvel raggiunse Bassae, esplorata venti anni prima da Joachim Bocher Joachim Bocher fu un architetto francese del XVIII secolo. che costruiva ville a Zante negli anni 1760. Nell'autunno del 1765, durante un'escursione in Arcadia scoprì un tempio che le sue conoscenze sull'antichità greca gli permisero di identificare come il tempio di Apollo Epicurio. Ne fece dei disegni, datati e firmati, che permettono di certificare la sua scoperta e furono acquisiti dal Victoria and Albert Museum nel 1914. Fu assassinato dai Clefti qualche anno dopo, quando volle tornare sul posto.; proseguì poi fino al presunto luogo delle rovine di Megalopoli e ne disegnò le mura, confermandone l'identificazione; visitò le rovine di Messene, poi risalì l'Eurota fino a Sparta e più avanti identificò Tegea e Mantinea. Percorse poi la penisola, visitando numerosi siti antichi e poi esplorando nuovamente l'Argolide (Tirinto, Epidauro, Trezene, Calauria ed Hermione). Concluso il tour inviò i suoi appunti a Foucherot, che li incluse nel suo diario.

Di ritorno ad Atene, Fauvel ricominciò il suo lavoro ai calchi: due cariatidi dell'Eretteo, elementi dei fregi del Tempio di Efesto e del tempio di Atena Nike: diciassette nuove casse furono imbarcate per la Francia. A novembre 1787, richiamato in agosto da Choiseul-Gouffier, Fauvel era di ritorno nella capitale ottomana, incaricato di disegnare gli oggetti che erano stati portati dalla spedizione che l'ambasciatore aveva inviato nella pianura di Troia, provenienti da un grande tumulo, allora identificato come «tomba di Festus» (un affrancato di Caracalla).

Seconda spedizione: Atene e l'Egitto Fauvel riuscì a ripartire da Costantinopoli il 13 giugno 1788 per un'esplorazione delle isole dell'Egeo; si fermò a Santorini dove, con una dozzina di operai, in tre settimane di scavo riportò alla luce un fusto di colonna con un'iscrizione che gli permise di orientarsi e di scoprire una «statua di donna abbastanza bella» Si trattava della Chairopoleia, al Louvre dal 1818 . Il 4 agosto Fauvel riuscì finalmente a imbarcarla su una nave francese; la statua arrivò a Marsiglia il 10 maggio 1789..