Il Calcio Lecco 1912, meglio noto come Lecco, è una società calcistica italiana con sede nella città di Lecco. Milita in Serie C, la terza divisione del campionato italiano.
Fondato nel 1912, ha disputato tre campionati di Serie A (l'ultimo dei quali nella stagione 1966-1967), e dodici di Serie B, cui se ne aggiungono tre di Seconda Divisione nelle leghe predecessore del periodo interbellico. Annovera nel suo palmarès la vittoria di una Coppa Italia Semiprofessionisti (1976-1977) in campo nazionale e di una Coppa Anglo-Italiana (1977) in ambito internazionale.
Tra i club che hanno militato in Serie A, i blucelesti occupano il 60º posto nella classifica perpetua dal 1929 e hanno la 65ª miglior tradizione sportiva.
Storia Dalla Società Canottieri Lecco allAssociazione Calcio Lecco Il 22 dicembre 1912, su idea del consigliere d'amministrazione Vico Signorelli, la Società Canottieri Lecco (nata il 27 settembre 1895 presso il Caffè del Teatro Sociale) costituì una propria sezione dedicata alla pratica del foot-ball. I colori sociali della relativa squadra furono fin da subito il blu e il celeste, mutuati dalla storica divisa della Canottieri. La prima sede della sezione venne stabilita in via Francesco Nullo.
Il 13 aprile 1913 i blucelesti (indicati in alcuni documenti come Canottieri Lecco Football Club) disputarono la loro prima partita, perdendo 4-1 contro il (per i rossoneri andarono in rete Saverio e Rigoli), per poi dedicarsi ad amichevoli e tornei su scala regionale e locale. Sede delle partite era il campo di gioco "Primavera" in via Ponchielli, affittato dalla ditta Badoni; in panchina sedeva Achille Todeschini. L'esordio in un campionato ufficiale organizzato dalla F.I.G.C. avvenne nella stagione 1920-1921 in Promozione: i lecchesi debuttarono il 5 dicembre 1920 al campo di via Villoresi a Milano, superando l'Olona per 2-6. Fu l'inizio di un campionato d'alto livello, che vide la Canottieri arrivare fino alle finali-promozione per la Serie A, sfiorando l'impresa all'ultima giornata contro i comaschi dell', che tuttavia ressero l'impatto e si accontentarono dello 0-0I primi calci - aclecco.it (archiviato il 5 apr 2004).
Un anno dopo, nel 1922, fu eletto presidente della Canottieri Eugenio Ceppi, che mise a disposizione un proprio terreno "ai Cantarelli" per ricavare il nuovo campo sportivo, che col tempo diverrà lo stadio comunale. L'inaugurazione si celebrò il 15 ottobreNasce il "Cantarelli"- aclecco.it (archiviato il 5 apr 2004). Nel successivo decennio i blucelesti ebbero un rendimento altalenante (complici le finanze non floride della Canottieri), ma si tolsero comunque delle soddisfazioni: nel 1926, dopo essersi piazzati al secondo posto in campionato, furono infatti ripescati in Prima divisione, restandovi per tre anniIl primo decennio- aclecco.it (archiviato il 5 apr 2004).
Il 22 luglio 1931, dopo aver formato una commissione provvisoria formata dall'avvocato Vittorio Rigoli, dal ragionier Achille Gilardenghi, dall'ingegner Nino Todeschini e dal geometra Giovanni Lanfritto, la Canottieri (contestualmente alla morte di Eugenio Ceppi) decise di abbandonare il settore calcistico a causa degli elevati sforzi economici necessari, che avevano causato un ammanco di 50 000 lire nelle casse sociali. Per evitare lo scioglimento della squadra, un gruppo di soci costituì lAssociazione Calcio Lecco, con il professor Gennaro Pensa come primo presidente e Mario Ceppi (figlio del fu Eugenio) quale esponente di spicco del cda. La prima decisione del club autonomo fu un drastico taglio dei costi: il direttore tecnico Achille Todeschini (ex giocatore) liquidò praticamente tutti i tesserati non lecchesi, riallestendo la rosa con giocatori localiNasce l'A.C. Lecco- aclecco.it (archiviato il 5 apr 2004).
La prima sede dell'A.C. Lecco fu stabilita nel salone del Caffè Commercio, in piazza XX Settembre.
Dall'epoca-Ceppi all'arrivo in Serie A
Nel secondo decennio calcistico, il Lecco disputò campionati a un discreto livello, dapprima restando in corsa per la promozione in Serie B durante la stagione in Prima Divisione 1931-1932 fino all'ultima giornata, fino all'ultimo minuto, poi restando sempre nella nuova Serie C terminando il campionato tra le posizioni alte e medio-basse della classifica.
A livello societario, la situazione fu drammatica risentendo una grande e grave crisi economica che si è risolta nell'estate del 1941 quando il Comitato Provinciale del C.O.N.I. nomina il ragionier Mario Ceppi commissario straordinario, il quale grazie anche agli aiuti politici locali, riuscì nell'impresa di salvare il calcio lecchese appianando gran parte dei debiti. Nel periodo post-bellico, durante la stagione 1945-1946 i blu-celesti parteciparono nella Serie mista B-C Alta Italia concludendo la stagione al secondo posto dietro la Pro Patria e riuscendo a guadagnarsi lo spareggio per accedere alle finali per la promozione in A. Nello spareggio, però, all'Arena di Milano la partita terminò 0-0 e la Federazione successivamente annullò uno degli incontri dei bustocchi ordinando la ripetizione del match che portò il Lecco terzo a un passo dalla Serie A.
Negli anni successivi, dal 1946 al 1948, il Lecco collezionò due retrocessioni, di cui una causata dal nuovo regolamento federale che fece strapiombare il Lecco nel campionato di Promozione.
Il 3 agosto 1948, per il Lecco iniziò una rivoluzione con la nomina di Mario Ceppi a presidente. Egli portò la squadra a un periodo di crescita inarrestabile e al salto di qualità verso la massima categoria. Durante la sua permanenza ai vertici blucelesti, il Lecco nel giro di sette anni in cui concluse le stagioni in Serie C a partire dal campionato 1953-1954 sempre nelle posizioni alte della classifica, salvo una breve parentesi in IV Serie, grazie ad Angelo Piccioli in panchina, ex giocatore bluceleste, nella stagione di Serie B 1959-1960, fece conquistare per la prima volta la Serie A alla squadra tra l'entusiasmo dei tifosi e di un'intera città.
L'avventura in Serie A per il Lecco, iniziò il 25 settembre 1960, quando nell'esordio in massima serie, i blucelesti persero in trasferta per 4-0 contro la . La prima vittoria per i blucelesti nel massimo campionato, arrivò il 9 ottobre quando alle pendici del Resegone, il Lecco batté in casa il per 2-1 e dopo una stagione di alti e bassi culminata con gli spareggi-salvezza finali contro e , i lecchesi si salvarono con le unghie e con i denti grazie alle reti di Arienti.
Nella stagione successiva, in Serie A, nonostante la squadra venne rinforzata con l'acquisto di Bengt Lindskog e di Beniamino Di Giacomo, i blucelesti retrocessero in Serie B al penultimo posto prima con Angelo Piccioli e poi con Camillo Achilli in panchina.
Dopo quattro campionati cadetti di vertice in Serie B (dal campionato 1962-1963 alla stagione 1965-1966) i blucelesti riuscirono a guadagnarsi il loro ultimo campionato di Serie A nella stagione 1966-1967, sempre con alla guida Angelo Piccioli, ma in quest'ultimo anno la squadra soffrì nelle retrovie, con una sorpresa nell'ultima partita, quando la squadra già retrocessa, riuscì a strappare un 1-1 al Milan a San Siro grazie a una rete di Schiavo.
Il progressivo declino Conclusi i fasti della Serie A, per i blucelesti iniziò un biennio d'inferno in cadetteria, dove il vulcanico presidentissimo Mario Ceppi nel 1967 lasciò la presidenza a Giovanni Mambretti per poi ritornare in sella alla società poco tempo dopo, dove nel primo anno di Serie B, la squadra si salvò agli spareggi, battendo la concorrenza del e del e poi retrocedendo in Serie C l'anno dopo chiudendo al penultimo posto in classifica con Renato Gei in panchina.
Il primo anno in Serie C, il Lecco sfiorò di poco il ritorno in Serie B, collezionando una serie di otto partite utili consecutive e arrivando a un solo punto dalla testa della classifica grazie alle nove reti di Pedroni, poi, nelle due stagioni successive in terza serie, la squadra dapprima terminò il campionato all'ottavo posto e successivamente, nel torneo di Serie C 1971-72, i blucelesti ritrovarono la Serie B dopo tre anni vincendo il girone A.
Il campionato di Serie B 1972-1973 per il Lecco non fu facile e fu caratterizzato da cessioni eccellenti, quali quella di Chinellato, e dagli avvicendamenti tecnici che portarono all'esonero di Angelo Longoni e alla chiamata in panchina di Francesco Meregalli, che portò la squadra all'ultimo posto in classifica con soli 25 punti.
Da quel momento in poi per il calcio lecchese, dopo l'"era-Ceppi", iniziò un lento declino che portò la squadra fino alle categorie dilettantistiche: ai blucelesti occorreranno infatti 50 anni per ri-ottenere l'accesso alla cadetteria.
Dal post-Ceppi al nuovo millennio I sette anni successivi tra Serie C e nuova Serie C1 dal 1974 al 1980 con Carlo Rizza nuovo timoniere della società al posto di Ceppi deceduto il 15 giugno 1983, la squadra navigò in posizioni di media classifica per poi retrocedere in Serie C2 dalla stagione 1979-1980, al termine del terzo campionato consecutivo nella quarta divisione professionistica, i blucelesti affondarono nel Campionato Interregionale maturato dopo un ultimo posto in classifica.
Dopo il cambio di proprietà, e l'arrivo di Alberto Frigerio, per il Lecco iniziò un periodo difficile dovuto alle promesse non mantenute dai vertici di riportare la società in tempi brevi in Serie C2 e delle scelte di mercato sbagliate che portarono i blucelesti a sfiorare più volte il ritorno tra i professionisti.Tra queste clamorosa quella avvenuta nella stagione 1985-86 con l'assunzione a tecnico dello sconosciuto Agostino Alzani, tale da far "scoppiare" la "grana Alzani": gran parte del popolo bluceleste, tra cui il Lecco Club Mario Ceppi, si disse pronto a disertare totalmente lo stadio se ad allenare il Lecco fosse confermato per l'intera stagione lo stesso, che, dopo una gara di Coppa Italia e al termine della prima giornata di campionato, venne esonerato e sostituito velocemente dal Presidente con Stefano Angeleri.
Le soddisfazioni arrivarono, al termine del Campionato Interregionale 1989-1990, quando dopo sei anni passati tra i dilettanti, i blucelesti dopo un secondo posto finale vennero ripescati in Serie C2 a completamento organici.
Con il ritorno tra i professionisti, Alberto Frigerio lasciò la carica di presidente a Sergio Pagani diventando così vicepresidente, e in quel periodo la squadra dopo modesti risultati nella stagione 1996-1997, con il futuro campione del mondo Massimo Oddo nel team, agguantò la Serie C1 dopo sedici anni di assenza vincendo i play-off al termine di un entusiasmante campionato.
I cinque anni che seguirono nell'ex Serie C, videro il Lecco soffrire ma anche disputare buone stagioni, come quella del 1997-1998, con Adriano Cadregari in panchina, poi, nei tornei seguenti si salvò più volte ai play-out spedendo nell'inferno della C2 squadre del calibro di e , che fino a pochi anni prima erano in Serie A.
Al termine del campionato di Serie C1 2001-2002 con Roberto Donadoni in panchina al debutto come allenatore, la società venne radiata dai campionati professionistici a seguito dei debiti accumulati sotto la gestione dell'ex presidente del Cimminelli e del suo successore Belardelli, arrivato al timone della società per soli due mesi, dal giugno al luglio 2002. Si dovette quindi ripartire dal campionato di Eccellenza con la denominazione di Associazione Calcio Città di Lecco; presidente del nuovo sodalizio creato quell'estate era l'allora sindaco di Lecco Lorenzo Bodega che nel giro di un lustro portò i blucelesti a una veloce risalita fino alla Serie C2 nel 2004-2005, in cui l'allora presidente Gennaro Aprea riacquistò il titolo sportivo della squadra, restituendo alla città i simboli di un amore mai abbandonato.