Biografia Primi anni Nato a Roma nel 1587, dove il padre, Enrique de Guzmán y Ribera II conte di Olivares, discendente da una famiglia di antica nobiltà., esercitava l'incarico di ambasciatore, sua madre, María Pimentel de Fonseca, morì giovane ed il padre, tornato in Spagna nel 1599, lo educò rigidamente. per inviarlo a studiare all'Università di Salamanca. dove divenne uomo di lettere e con un buon addestramento nell'uso delle armi..

Nel 1604 interruppe gli studi per assistere il padre nei suoi incarichi ufficiali e nel 1615, grazie anche all'appoggio dello zio Don Baltasar de Zúñiga., re Filippo III lo incaricò di assistere il principe ereditario, riuscendo in breve tempo ad accattivarsi la sua fiducia e simpatia.. L'ascesa al potere Nel 1621 Filippo III morì e all'età di 16 anni salì al trono il figlio con il nome di Filippo IV, il quale nominò Olivares come suo consigliere tanto da ordinare di inviare gli atti che avrebbero richiesto la firma del sovrano ad Olivares, affinché potesse studiarli ed assisterlo, ma questo fatto è tuttora oggetto di disputa tra gli storici.

Tuttavia, nonostante la vicinanza al nuovo sovrano, Olivares non aveva mai svolto incarichi amministrativi di primo piano. né aveva il controllo della corte per via dell'ancor forte influenza della fazione facente capo al Duca di Uceda, figlio del Duca di Lerma oltre che per la presenza dello zio Zúñiga, che morì l'anno seguente..

Morto lo zio, ereditò il titolo di Conte di Olivares, ed il re gli conferì, oltre all'incarico informale di Valido, il titolo di Duca di Sanlúcar la Mayor; la prassi imponeva al titolato la rinuncia ad onori precedenti ma Olivares chiese di mantenere il titolo di conte e per tale motivo divenne noto come el conde-duque. Gli fu anche conferito il titolo di Grande di Spagna.

Aspetto fisico e personalità del Conte Duca La personalità e l'aspetto fisico del Conte Duca attirarono sin dalla sua ascesa al potere numerosi commenti dei contemporanei, in genere alquanto critici: molti ad esempio sottolineavano la mole ed il viso florido., alcuni il carattere stravagante, fuori dal comune con una certa tendenza alla auto drammatizzazione di sé., altri la determinazione e l'ambizione della sua indole, anche se presso i nemici si metteva in luce una certa tendenza alla cupidigia, oltre che alla brama di potere..

Sebbene non amasse l'attività fisica e non condividesse i piaceri della corte, praticava equitazione, specialmente nei primi anni,. e pur non essendo un mecenate, in ragione di una certa austerità, aiutò il re nell'organizzazione delle collezioni reali. e gli fece scoprire, nel 1623, Diego Velázquez..

Inoltre, costituì per sé un vasto archivio di documenti di stato che protesse come un cimelio di famiglia anche dopo la caduta e fece costruire nel palazzo del Buen Retiro una splendida voliera che, pur prestandogli conforto alla morte della figlia, lo espose al ridicolo.,

Fu importante il suo rapporto con Velázquez, del quale era stato amico e protettore presso la corte e al quale commissionò almeno tre ritratti: di questi è noto il Ritratto del Conte Duca di Olivares a cavallo, oltre ad un mezzo busto, ma è possibile che altre opere siano state distrutte dopo la sua caduta e recentemente si è notato che in una copia del Scuola di Equitazione del principe Baltasar Carlos la sua figura fu coperta da un secondo strato di pittura.; questo però non toglie che in alcuni ritratti minori o tardi la sua immagine sia rimasta..

Stile di governo Divenuto valido ed avendo ottenuto le cariche di Sumiller de CorpsCarica presente nella Real Casa Spagnola che indica il ruolo di ciambellano del re e di Caballerizo mayor, Olivares si accinse alla sua opera con l'obiettivo di impegnare la monarchia in una radicale crociata di riforma... Particolarmente sentito fu il problema del declino morale e spirituale della Spagna. che Olivares, come del resto lo zio, Don De Zúñiga, imputavano principalmente a Filippo III ed alla gestione del Duca di Lerma..

Altro timore di Olivares fu poi la sua avversione al concetto della limpieza de sangre (purezza di sangue), a causa del quale si era diffuso un forte disprezzo per il lavoro manuale, cosa che certamente non giovava all'economia.. Infine, Olivares si preoccupò di ristabilire il prestigio della monarchia e dello stato ma, a differenza del contemporaneo Cardinale di Richelieu, intese lo stato come unito alla persona del sovrano. e riteneva la politica interna come utile strumento per la propria politica estera.

Tale visione dello stato e della monarchia fu fortemente influenzata dalle dottrine degli arbitristas, come Sancho de Moncada e Jeronimo Zeballos, e dall'idea di un destino ineluttabile, vero padrone delle vicende storiche e a riguardo di ciò occorre considerare anche un notevole interesse per l'astrologia.. Tale interesse per l'astrologia influi non poco sulla sua attività pubblica tanto che fu proprio lui a coniare l'immagine di Filippo IV come el Rey Planeta avendo a modello il Sole, considerato nella dottrina tolemaica come il IV pianeta in rotazione rispetto alla Terra, fissa al centro ed assumendo come simbolo il girasole.; questa opinione fu, del resto, talmente radicata in lui da sentire dubbio e disagio rispetto al suo ruolo di primo ministro..

A differenza del Duca di Lerma, Olivares ebbe una dedizione senza limiti al suo lavoro, al quale si dedicava dalla mattina, appena alzato, dopo la confessione, quando si consultava con il sovrano, fino a tarda notte.: inizialmente il Conte Duca era solito incontrare il re per consultarsi almeno tre volte al giorno ma, progressivamente, la frequenza si ridusse ad una sola.. Personalmente, il Conte Duca teneva una condotta estremamente austera, in parte per la rigida educazione, in parte per non suscitare il risentimento della nobiltà o dei numerosi oppositori, da lui spesso fatti controllare anche attraverso il rigido e spartano protocollo di corte..

Dal punto di vista amministrativo, non mutò il sistema dei consigli collegiali ma cercò di renderli più efficienti, riducendo drasticamente il numero dei loro membri ed istituendo al loro interno numerose commissioni o comitati governativi ristretti, le juntas, composti da funzionari specializzati, in modo da ridurre i tempi di decisione. Le juntas assunsero sempre più potere e dopo il 1630 divennero i veri centri tramite cui il sovrano e il primo ministro cercarono di far applicare le direttive politiche..

Infine Olivares cercò di risolvere il pesante problema della corruzione, ordinando numerose inchieste giudiziarie, tra le quali quella che condannò il Duca di Lerma al risarcimento di un milione di ducati, riducendo il peso dei privilegi nobiliari e ponendo severi controlli sul patrimonio dei funzionari e rigidi massimali di spesa.: risultato di tutto ciò fu un forte accentramento unito alla nascita di un sistema suddiviso in tanti piccoli comitati..

La precaria salute Probabilmente fu la stessa mole di lavoro che il Conte Duca s'imponeva a cagionargli i gravi problemi di salute, di cui egli soffrì in forma sempre più accentuata.

Negli anni, infatti, divenne affetto da forti disturbi del sonno che progressivamente resero sempre più instabile l'animo: divenne impaziente, spesso s'infuriava contro i suoi collaboratori e a volte ne rifiutava i consigli. mentre negli ultimi anni di vita i suoi disturbi degenerarono nella malattia mentale.

Tali disturbi furono, forse, aggravati dalle cure inadeguate cui egli si sottopose. e di cui i suoi stessi scritti riportano traccia, per quanto il giudizio su questi sia vario: alcuni li giudicano acuti, incisivi e persuasivi., altri, invece, li considerano come gonfi, tortuosi, labirinticiElliot, p.293..

Politica estera Per 22 anni Olivares diresse la politica estera spagnola, che volle basare su di un presupposto, ovvero il fatto che Filippo IV fosse circondato da rivali gelosi, che volessero usurpargli la sua posizione di campione della Chiesa cattolica, suo obbiettivo fu la restaurazione del dominio spagnolo sulle Fiandre sottomettendo gli olandesi ribelli.. Tale avversione verso gli Olandesi ebbe certamente motivi religiosi ma è limitativo considerare solo questi, in quanto spesso vi andò oltre. e forse si devono alla speranza di riportare sotto il controllo spagnolo alcune delle province più ricche d'Europa..

In realtà, questa politica era stata già intrapresa negli ultimi anni di regno di Filippo III, anche per impulso dello zio dello stesso Olivares, Don Baltasar de Zúñiga, sotto il cui governo la Spagna era intervenuta a favore dell'imperatore Ferdinando II. Questo intervento ovviamente capovolgeva i rapporti diplomatici con gli Olandesi, garantiti dalla Tregua dei dodici anni nel 1609. anche come strumento per migliorare la posizione negoziale della Spagna con la ripresa della guerra economica. attraverso attacchi alle flotte olandesi.. Inizialmente tale politica garantì una ripresa del prestigio spagnolo ma il suo tentativo di coniugare guerra militare ed economica nel lungo periodo si rivelò inutile.

Infatti, in un primo momento, Olivares, perseguendo tale strategia, limitò il suo impegno in Germania all'invio di denaro all'imperatore Ferdinando II, rafforzando nel contempo l'esercito delle Fiandre, sotto il comando di Ambrogio Spinola.Parker, 2004, p.219. Nel 1624 l'esercito di Spinola ottenne un grande successo a seguito della capitolazione della città di Breda che garantì l'occupazione delle province meridionali olandesi.. Tuttavia, questo successo non ebbe effetti di lungo termine. Non essendo venuta meno la volontà di resistenza degli olandesi, questi riuscirono lentamente a bloccare l'avanzata spagnola, mentre la loro marina più volte sconfisse quella spagnola. Questa situazione di sostanziale impasse si prolungò fino al 1634 quando Olivares, temendo l'acuirsi dei successi svedesi nella Germania settentrionale, decise di armare un nuovo esercito ponendolo sotto il comando del Cardinale-Infante Ferdinando d'Asburgo.

La vittoria di Ferdinando d'Asburgo nella Battaglia di Nördlingen, permise agli Asburgo di conservare le proprie posizioni nella Germania meridionale ma Olivares non ne approfittò e decise di riprendere gli scontri con gli olandesi.

La guerra franco-spagnola

L'ultimo colpo alla strategia di Olivares fu l'ingresso in guerra della Francia.

In realtà i rapporti tra Spagna e Francia già da molti anni erano in via di deterioramento, sin dai tempi della Guerra di successione di Mantova e del Monferrato.

Infatti, a seguito della morte dell'ultimo Gonzaga, Vincenzo II, Olivares si oppose alla successione di Duca di Nevers ed inviò, d'accordo con l'imperatore, un esercito per conquistare la piazzaforte strategica di Casale, mentre Ferdinando II inviò un'armata di lanzichenecchi allo scopo di conquistare Mantova.

L'intervento spagnolo provocò quello francese che si concretizzò nell'invio di rinforzi alla guarnigione di Casale e nell'intervento nelle dispute dinastiche piemontesi...

Il conflitto rientrò il 13 ottobre del 1630, quando l'imperatore, sotto la minaccia svedese, accettò Carlo I di Gonzaga-Nevers come legittimo duca, né Olivares si oppose per via dell'impossibilità di conquistare Casale.

Sebbene la guerra si fosse conclusa, in Francia non si spensero le apprensioni per l'aggressiva politica spagnola e, fallito il tentativo di Richelieu d'impegnare la Spagna finanziando Gustavo Adolfo di Svezia, il governo francese si accinse al riarmo.