Il lavoro di Reich è caratterizzato dall'uso di frasi musicali ripetitive, lenti ritmi armonici e canoni. Reich esplicò questo concetto nel suo saggio, Music as a Gradual Process affermando, "sono interessato ai processi percepibili. Voglio essere in grado di ascoltare il processo in atto lungo il corso dell'esecuzione musicale". A tal proposito, i suoi lavori giovanili sperimentano il defasamento, una tecnica che prevede che una o più frasi musicali ripetitive vengano eseguite a un ritmo diverso rispetto alle altre, portandole a defasarsi. Questo crea nuovi pattern musicali attraverso un processo che è contemporaneamente udibile in maniera chiara.
Altre sue innovazioni includono l'utilizzo di tape loops per comporre patterns sincronizzati, come nelle composizioni giovanili It's Gonna Rain (1965) e Come Out (1966), e l'uso di una sintassi musicale che pone il processo al centro dello sviluppo musicale, come in Pendulum Music (1968) e Four Organs (1970). Lavori come Drumming (1971) e Music for 18 Musicians (1976), entrambi riconosciuti come dei punti di riferimento del minimalismo e importanti influenze per la musica sperimentale, il rock e la musica elettronica, hanno favorito il riconoscimento del minimalismo come nuovo movimento musicale[.
Lo stile compositivo di Reich ha influenzato molti artisti e gruppi musicali contemporanei, specialmente nei Paesi anglofoni. Secondo il critico musicale Andrew Clements del The Guardian, Steve Reich è "uno dei pochi compositori che può affermare di aver cambiato la direzione della storia della musica"; Il New York Times lo colloca "...tra i più grandi compositori del secolo"; The New Yorker parla di lui come «...il pensatore musicale più originale del nostro tempo»; e, The Village Voice, lo definisce semplicemente "...il più grande compositore americano vivente"«There’s just a handful of living composers who can legitimately claim to have altered the direction of musical history and Steve Reich is one of them». (The Guardian); «...among the great composers of the century.» (The New York Times); «...the most original musical thinker of our time.» (The New Yorker; «...America's greatest living composer.» (The Village Voice). Esempi tratti dalla pagina personale di Steve Reich presso Boosey & Hawkes, disponibile su: [http:/ /www .boosey.com/pages/cr/composer/composer_main.asp?composerid=2781&ttype=BIOGRAPHY&ttitle=Biografia]..
Nel 2006 Steve Reich è stato insignito del prestigioso Premio Imperiale e nel 2007 del Polar Music Prize per "una nuova concezione della musica, supportata dall'uso di elementi realistici, legati alla vita quotidiana, ed elementi della musica tradizionale dell'Africa e dell'Asia" Reich "ha aperto nuove strade, creando un dialogo tra cultura popolare e cultura colta, tra modernità occidentale e tradizioni extraeuropee, realizzando una felice combinazione di complessità e trasparenza".
Nel 2014 gli è stato assegnato dalla Biennale Musica di Venezia il Leone d'oro alla carriera, al proposito del quale ha detto: "Questo premio è il segno del cambiamento delle cose; doveva arrivare prima, ma meglio tardi che mai"Da un'intervista con Federico Capitoni sull'Espresso n. 35 del 2014 (p. 78). (in relazione al fatto che fosse il primo compositore "minimalista" a ottenere il riconoscimento).
Biografia
Primi anni Reich è nato a New York City da genitori ebrei, la paroliera di Broadway June Carroll e Leonard Reich. I suoi genitori si separarono quando aveva un anno, fino al 1942 si trovò a vivere tra New York con il padre, dove fu cresciuto dalla sua governante Virginia Mitchell, e Los Angeles durante le vacanze con la madre, che si risposò con Sidney Carroll dal quale ebbe altri tre figli tra cui l'autore di fantasy Jonathan Carroll. All'età di cinque anni dovette iniziare la scuola, così rimase con suo padre, che fu colui che lo allevò davvero. All'età di sette anni iniziò a prendere lezioni di pianoforte, in modo convenzionale, che in seguito descrisse come "crescere con i favoriti della classe media" - la Quinta di Beethoven, l'Incompiuta di Schubert, l'ouverture di I maestri cantori di Norimberga, gli spettacoli di Broadway, registrazioni di Caruso, ecc., senza aver ascoltato alcuna musica scritta né prima del 1750, né dopo il 1900. All'età di quattordici anni scopre Stravinsky, Bach e acquista i suoi primi dischi jazz di Miles Davis, Charlie Parker e Kenny Clark.
Tutto questo gli fece venire voglia di suonare jazz, e poiché il suo migliore amico era un pianista migliore di lui, decise di diventare batterista e iniziò a studiare percussioni con Roland Kohloff, un musicista locale che sarebbe poi diventato timpanista per la New York Philharmonic. Reich suonò in diversi gruppi jazz durante gli anni del liceo. Durante questo periodo ampliò anche i suoi interessi musicali, ascoltando musica barocca (e precedente), nonché musica del XX secolo: Stravinskij, che sarebbe stata una delle sue passioni, poi Bartok e infine Schönberg. Entrò alla Cornell University e si dedicò principalmente alla filosofia, laureandosi con lode nel 1957 con una tesi su Ludwig WittgensteinPaul Griffiths, "Reich, Steve [Stephen] (Michael)", The New Grove Dictionary of Music and Musicians, second edition, edited by Stanley Sadie and John Tyrrell (London: Macmillan, 2001). (i cui testi saranno utilizzati anni dopo da Reich in alcune sue opere come Proverb e You Are (Variations)), ma seguì anche alcuni corsi di musica con William Austin. Austin era un compositore, pianista e musicologo che insegnava "Storia della musica" in un modo molto particolare, che influenzerà Reich: la prima parte iniziava con il canto gregoriano, passava a Johann Sebastian Bach, per poi arrivare immediatamente a Stravinskij, Duke Ellington, Charlie Parker e Béla Bartók; la seconda parte iniziava con Haydn e terminava con Wagner.
L'anno dopo la laurea studiò composizione privatamente con Hall Overton, un pianista allievo di Vincent Persichetti e amico di Thelonious Monk, una combinazione che Reich ritenne fondamentale per i suoi gusti musicali. Hall lo esortò a migliorare la sua tecnica pianistica studiando i brani del Mikrokosmos di Bartok e, dopo un anno, gli consigliò di entrare alla Juillard School of Music, dove lui stesso era professore. Dal 1958 al 1961 vi lavorò con William Bergsma e con Persichetti, che Reich ricorda come un insegnante e una persona meravigliosa. In quegli anni conosce Philip Glass, con il quale instaurerà un buon rapporto di amicizia. Decise di andare sulla costa occidentale, per laurearsi al Mills College, a Oakland (baia di San Francisco, California), presso il quale insegnavano Darius Milhaud e Luciano Berio.[ Music from Mills] at AllMusic.
Tuttavia, Reich in seguito avrebbe affermato che il tempo trascorso alla Mills fu noioso e frustrante, e che era stato prezioso per lui solo perché lo aveva portato nella direzione opposta a quella che si aspettava. Nei suoi primi tentativi compositivi, Reich sperimentò la dodecafonia e il serialismo, ponendo però più enfasi sugli aspetti ritmici della serie che su quelli melodici. Commentando un suo pezzo per orchestra d'archi, Berio osservò alcune tendenze tonali e raccomandò che, se voleva essere tonale, avrebbe dovuto scrivere vera musica tonale. Quel consiglio fu per lui l'influenza più preziosa, oltre ad ascoltare gli esempi musicali che Berio esponeva in classe, attraverso i quali formò il suo gusto musicale.
Nel giugno del 1963 conseguì il diploma di master in composizione musicale, con un pezzo di jazz dodecafonico, scritto per pianoforte, basso, batteria, sax tenore e tromba, da lui stesso definito, anni dopo, "un pezzo di bassissimo livello che io vorrei dimenticare".«a really low-level piece I would choose to forget». Il brano fu eseguito dallo stesso Reich al pianoforte e dai membri del suo gruppo, John Gibson, Paul Breslin e Gwen Watson.
Carriera
Dopo il diploma Reich si dedicò alla composizione delle colonne sonore dei film Plastic Haircut (1963), Oh Dem Watermelons (1965), and Thick Pucker (1965), del regista Robert Nelson. La colonna sonora di Plastic Haircut, composta nel 1963, era un breve collage su nastro, forse il primo di Reich. La colonna sonora di Watermelons utilizzava due minstrel tunes del XIX secolo come base e utilizzava fraseggi ripetuti insieme in un ampio canone in cinque parti. La musica di Thick Pucker è nata dalle registrazioni di strada che Reich fece mentre passeggiava per San Francisco con Nelson, che filmò in bianco e nero in 16mm. Di questo film oggi non vi è più traccia. Un quarto film del 1965, della durata di circa 25 minuti e intitolato provvisoriamente Thick Pucker II, fu assemblato da Nelson a partire dagli scarti di quelle riprese e da altro audio grezzo che Reich aveva registrato. Nelson non era soddisfatto del risultato finale così non lo pubblicò mai.
Reich in questo periodo fu influenzato dal collega minimalista Terry Riley, il cui lavoro In C combina semplici modelli musicali, sfalsati nel tempo, per creare un insieme coeso che cambia lentamente. Reich adottò questo approccio per comporre la sua prima opera importante, It's Gonna Rain. Composto nel 1965, il pezzo utilizzava un frammento di un sermone sulla fine del mondo tenuto da un predicatore di strada nero pentecostale noto come fratello Walter. Reich trasferì le ultime tre parole del frammento su più loop di nastro che gradualmente andavano fuori fase l'uno con l'altro, generando effetti ritmici e timbrici inaspettati.Steve Reich, Writings on Music: 1965-2000 (Oxford [etc.]: Oxford University Press, 2002), p. 19.
Come Out (1966), di tredici minuti, utilizza registrazioni manipolate in modo simile di una singola frase pronunciata da Daniel Hamm, ragazzo di colore gravemente ferito dalla polizia. Reich anche in questo caso il frammento su due canali, che inizialmente vengono riprodotti all'unisono. Perdono rapidamente la sincronia; gradualmente la discrepanza si allarga e diventa un riverbero. Le due voci poi si dividono in quattro, ripetute in loop continuo, poi in otto, e continuano a dividersi finché le parole effettive non diventano incomprensibili, lasciando all'ascoltatore solo gli schemi ritmici e tonali del discorso.
Melodica (1966) prende l'idea del looping di fase dei suoi lavori precedenti e la applica alla musica strumentale. Steve Reich in questo caso utilizza una semplice melodia, che ha suonato su una melodica, e successivamente l'ha registrata. Quindi imposta la melodia su due canali separati e li sposta lentamente fuori fase, creando un'intricata melodia a incastro. Questo pezzo è molto simile a "Come Out" nella struttura ritmica, ed è un esempio di come un processo ritmico possa essere realizzato in suoni diversi per creare due diversi brani musicali. Melodica rappresenta l'ultima fatica del Reich "elettronico"; da allora in poi il compositore infatti inizierà a sperimentare la tecnica del defasamento con gli strumenti acustici senza l'ausilio di nastri.
Il primo tentativo di Reich di tradurre la tecnica del defasamento dal nastro registrato all'esecuzione dal vivo fu Piano Phase del 1967, per due pianoforti. In questo lavoro gli esecutori ripetono una rapida figura melodica di dodici note, inizialmente all'unisono. Mentre un musicista mantiene il tempo con precisione robotica, l'altro accelera leggermente finché le due parti non si allineano di nuovo, ma a un sedicesimo di distanza. Il secondo esecutore riprende quindi il tempo precedente. Questo ciclo di accelerazione e poi bloccaggio continua per tutto il pezzo; il ciclo chiude il cerchio tre volte, il secondo e il terzo ciclo utilizzano versioni più brevi della figura iniziale. Su queste stesse linee si sviluppa Violin Phase, anch'esso scritto nel 1967. Piano Phase e Violin Phase sono stati presentati in anteprima in una serie di concerti tenuti nelle gallerie d'arte di New York.