La chiesa di San Trifone, conosciuta anche come chiesa di San Martino, è una chiesa ubicata a Ravello, nella frazione di Lacco.
Storia Tra il X e l'XI secolo, in una zona caratterizzata da terre coltivate e grotte, venne edificata dai benedettini l'abbazia di Maria Madre Santissima e San Trifone e San Biagio: il primo documento in cui essa viene citata risale al 1096; è inoltre probabile che il primo vescovo della diocesi di Ravello, Orso Papice, fosse un monaco o l'abbate dell'abbazia. La chiesa abbaziale fu costruita insieme al complesso o in un periodo immediatamente dopo, quando il monastero godeva di una certa agiatezza economica.
Nel 1438, a seguito della guerra tra Angioini e Aragonesi, il generale Angelo Calvi occupò l'abbazia: pur non subendo danni strutturali rilevanti, venne abbandonata dai monaci, cadendo in rovina; la chiesa fu quindi affidata nel 1455 agli abati commendatari. Da alcune visite pastorali si evince che nel 1577 sull'altare maggiore era il dipinto San Trifone con San Respicio e Santa Ninfa, spostato in cattedrale nel 1793, e che era presenta un altare dedicato alla Madonna dell'Arco e una cappella di patronato della famiglia De Rosa, poi riconvertita in sacrestia.
Nel 1612 nella navata centrale fu edificata la volta a botte, nel 1618 fu oggetto di furti e nel 1684 il portico esterno risultava già essere crollato. La chiesa venne restaurata nel XVIII secolo quando fu anche decorata in stile barocco: in questo periodo, precisamente dal 1776, iniziò a essere governata direttamente dalla cattedrale. Altri restauri si ebbero nel XIX secolo: in particolare venne aperto un nuovo ingresso in una zona meno impervia abbattendo l'abside centrale e fu spostato l'altare maggiore, trasferito sul lato opposto; nel 1804, con la chiusura della pericolante chiesa di San Martino, fu elevata a parrocchia fino al 1812. Tra il 1985 e il 1986 venne restaurato il campanile mentre tra il 2000 e il 2001 vennero eliminate le decorazioni barocche riportandola al suo aspetto romanico: fu inoltre ripristinato sia l'ingresso originario che l'orientamento dell'altare maggiore.
Descrizione La chiesa si trova sul crinale di un promontorio tra la valle del Dragone quella di Sambuco, poco fuori il centro di Ravello verso la frazione di Lacco; preceduta da un sagrato protetto da parapetti, la facciata è a capanna, realizzata con pietre disposte in modo irregolare a vista: al centro è posto l'unico portale d'ingresso sormontato da un finestrone rettangolare e i doppi spioventi sono delimitati da una fila di tegole in cotto.
Internamente è divisa in tre navate tramite pilastri in muratura collegati da archi a tutto sesto: la navata centrale presenta una volta a botte lunettata mentre le due laterali hanno cinque volte a crociera per lato. È invece assente il transetto: la parte terminale della navata centrale funge da presbiterio e l'altare maggiore è realizzato a ridosso del fondo della navata, un tempo absidato poi sostituito da una parete a seguito della chiusura dell'ingresso; le due navate laterali terminano ad abside a calotta. Nella chiesa sono visibili resti di affreschi: in particolare un affresco votivo sull'ultimo pilastro a sinistra e quello di una Madonna con Bambino nell'abside destra. Dalla navata sinistra di accede alla sacrestia: si tratta di un ambiente a pianta rettangolare terminante ad abside nella quale si apre una monofora.
Esternamente, sul lato sud, è il campanile; è a pianta quadrata e si innalza su tre livelli: il primo ha pareti cieche, il secondo ha una monofora su ogni lato e il terzo due monofore per lato mentre la sommità è a vela a doppio spiovente.
Note
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