Pan () è una divinità della mitologia greca legata alle selve, alla pastorizia e alla natura. Divinità non olimpica dall'aspetto di un satiro, è solitamente riconosciuto come figlio del dio Ermes e della ninfa PenelopeErodoto, Le storie, 2.145 e associato anche alla fertilità e alla sessualità.
Pan è dio delle montagne e della vita agreste. Preferisce vagare per i monti d'Arcadia, dove pascola le greggi.
Nella religione romana, il dio Fauno ha molte similitudini con Pan, e i due sono solitamente identificati, secondo l'interpretatio graeca.
Etimologia ed elementi del mito
Il nome Πάν deriva dal greco paein, cioè "pascolare", e infatti Pan era il dio pastore, il dio della campagna, delle selve e dei pascoli. Il nome è però simile a , che significa "tutto"Il mito omerico sfrutta questo gioco di parole raccontando come, appena nato, facesse ridere "tutti" gli dei..
Secondo alcuniH. Collitz, "Wodan, Hermes und Pushan," Festskrift tillägnad Hugo Pipping pȧ hans sextioȧrsdag den 5 November 1924 1924, pp 574–587., tale figura mitologica ricalca il dio vedico Pushan, il cui nome, dal verbo sanscrito pūṣyati, significherebbe "colui che fa prosperare".
Nei racconti mitici che lo riguardano viene narrato che bevve con Zeus il latte da AmalteaNel De astronomia viene raccontato che Zeus fu allevato insieme a Egipan (Igino, De astronomia 2.28.1). Mentre Nonno di Panopoli descrive Pan come il pastore della stessa capra (Le dionisiache XXVII 298), che donò dei cani ad ArtemideCallimaco, Inno ad Artemide, 87 sgg. e che sfidò Apollo in una gara musicaleOvidio, Metamorfosi XI, 146..
Dal suo nome deriva il sostantivo panico, originariamente timor panico o terror panico, poiché il dio si adirava con chi lo disturbasse emettendo urla terrificanti, provocando così una incontrollata paura. Ma il mito più famoso legato a questa caratteristica è la titanomachia, durante la quale Pan salva gli Olimpi emettendo un urlo e facendo fuggire Delfine.
Dio dalle forti connotazioni sessuali - anche Pan infatti come Dioniso e Priapo era generalmente rappresentato con un grande fallo - recentemente Pan è stato indicato come il dio della masturbazione, da James Hillman, noto psicologo americano, che sostiene essere Pan l'inventore della sessualità non procreativa.
Infatti Pan, trovando difficoltà di accoppiamento a causa del suo aspetto, era solito esercitare la sua forza generatrice mediante la masturbazione, se non con la violenza sessuale. Era infatti un dio potente e selvaggio, raffigurato con gambe e corna caprine, zampe irsute e zoccoli ungulati, mentre il busto è umano, il volto barbuto e dall'espressione terribile. Vaga per i boschi, spesso per inseguire le ninfe, mentre suona e danza. È molto agile, rapido nella corsa, imbattibile nel salto.
È principalmente indicato come dio signore dei campi e delle selve nell'ora meridiana, protegge le greggi e gli armenti, gli sono sacre le cime dei monti. Tradizionalmente, indossa una nebris, una pelle di cerbiatto.
Come dio legato alla terra e alla fertilità dei campi è legato alla Luna e alle forze della grande Madre. Fra i miti che lo accompagnano uno che lo vede seduttore di Selene, cui si presentò nascondendo il pelo caprino sotto un vello bianco. La dea non lo riconobbe e acconsentì all'unioneVirgilio, Georgiche III, 391–393.
Genealogia
La genealogia di Pan è controversaDella genealogia di Pan esistono 14 versioni secondo W. H. Roscher, "Die Sage von der Gebun des Pan," Philologus 53 (1894) , pp. 362-377 (citato da Philippe Borgeaud, The Cult of Pan in Ancient Greece, Translated by Kathleen Atlass and James Redfield, Chicago, The University of Chicago Press, 1988, pp. 53-54 [ed. or. 1979]; la versione più comune è quella di Erodoto (Le storie, 2.145: "i Greci infatti dicono che Pan sia nato da Penelope e da Hermes". La più comune è probabilmente quella di Erodoto, in cui vengono indicati quali genitori il dio Ermes e la ninfa PenelopeErodoto, Le Storie: libro II capitoli 145 e 146.
Nell'Inno omerico A Pan, la madre di Pan non viene nominata, ma viene definita semplicemente "figlia di Driope", nome che significa "uomo-quercia". Il mito vuole che la ninfa sia fuggita terrorizzata dall'aspetto deforme del figlio, mentre Ermes lo raccolse e, avvoltolo amorevolmente in una pelle di lepre, lo portò sull'Olimpo, dove fu accolto con gioia da tutti gli dei, e in particolare da DionisoInno omerico 19, A Pan. Altri autori apparentemente confondono la ninfa Penelope con la più nota Penelope, moglie di Ulisse, e attribuiscono a lei la maternità di PanPausania, Graecia Descriptio 8.12.5. Altri mitografi come Duride di Samo e Servio affermano che Penelope ebbe Pan dai suoi pretendenti, i Proci, con cui avrebbe avuto rapporti in attesa del marito UlisseFootnote in the Library by Apollodorus (of Athens), edited by E. Capps PhD, LL.D.; T. E. Page, Litt.D.; W. H. D. Rouse, Litt.d.; Webster Collection of Social Anthropology, p. 305. Un'altra versione, sostenuta da Igino, afferma che Zeus, dopo essersi unito ad una capra di nome Beroe, ebbe per figlio il dio Egipan, ovvero la forma caprina di PanIgino, Fabulae 155.
Mitologia
Pan nella Titanomachia: le origini del Capricorno Pan partecipò alla Titanomachia, avendo un ruolo fondamentale doveva scappare più veloce di tutti nella vittoria di Zeus su Tifone.
Tifone era un mostro che era nato da Gea e Tartaro, che volle vendicarsi della morte dei figli, i Giganti. Quando tentò di conquistare il monte Olimpo, gli Dei fuggirono terrorizzati da questo mostro. Si recarono in Egitto, dove assunsero forme di animali per nascondersi meglioOvidio, Metamorfosi 5. 139 ss.: Zeus si fece ariete, Afrodite si fece pesce, Apollo si fece corvo, Dioniso si fece capra, Era si fece vacca bianca, Artemide si fece gatto, Ares si fece cinghiale, Ermes si fece ibis, Pan trasformò solo la sua parte inferiore in un pesce e si nascose in un fiume.
Solo Atena non si nascose e, denigrando gli altri dei, convinse il padre Zeus a scendere in battaglia contro il mostro. Nonostante il dio fosse armato, il mostro riuscì ad avere la meglio su di lui, e lo rinchiuse nella grotta dove Gea lo aveva generato. Con le sue Spire Tifone gli aveva reciso i tendini di mani e piedi, che aveva poi affidato a sua sorella Delfine, il cui corpo terminava con la coda di un serpente.
Il dio Pan spaventò questa creatura con un tremendo urlo, ed Ermes le sottrasse i tendini di Zeus. Zeus, recuperate le forze e i tendini, si lanciò su un carro trainato da cavalli alati contro Tifone, bersagliandolo di fulmini. Zeus riuscì a uccidere il mostro e lo seppellì sotto il monte Etna, che da allora emette il fuoco causato da tutti i fulmini usati in battaglia, così come racconta lo Pseudo-Apollodoro. Per ringraziare Pan, Zeus fece in modo che il suo aspetto fosse visibile in cielo: creò così il Capricorno.
Pan e le Ninfe
Pan è un dio con una forte connotazione sessuale, amava sia donne che uomini, e se non riusciva a possedere l'oggetto della sua passione si abbandonava all'onanismo.
Moltissimi racconti mitologici ci parlano di questo dio e del suo rapporto con le Ninfe che cercava di possedere. Tanto che queste si salvavano solo trasformandosi, anche se spesso non disdegnavano le attenzioni del dio. Eco generò con lui Iunge e Iambe, per poi innamorarsi di Narciso e struggersi per lui fino a diventare solo una voceInno orfico a Pan XI, 9. Eufeme, nutrice delle muse, ebbe Croto, inventore degli applausiIgino, Fabulae, 224; De Astronomia, II,27. Il mito ci riporta il nome di altre di queste ninfe, come Pitis e Siringa.
Pan e Siringa Uno dei miti più famosi di Pan riguarda le origini del suo caratteristico strumento musicale. Siringa era una bellissima ninfa dell'acqua di Arcadia, figlia del dio dei fiumi Ladone. Un giorno, di ritorno dalla caccia, incontrò Pan. Per sfuggire ai suoi disturbi, la ninfa scappò senza ascoltare i complimenti del dio. Corse attraverso il bosco fino a trovare un canneto e pregando si trasformò in una canna. Quando il vento soffiò attraverso le canne, si udì una melodia lamentosa. Il dio, ancora infatuato, non riuscendo a identificare in quale canna si era trasformata Siringa, ne prese alcune e ne tagliò sette pezzi di lunghezza decrescente (alcune versioni sostengono nove) e li unì uno di fianco all'altro. Creò così lo strumento musicale che portò il nome della sua amata Siringa. Da allora Pan fu visto raramente senza di esso; lo strumento è anche noto come flauto di PanOvidio, Metamorfosi I 690 sg..
La morte Legato in modo viscerale alla natura e ai piaceri della carne, Pan è l'unico dio con un mito sulla sua morte. Plutarco, nel suo De defectu oraculorum, racconta infatti che, durante il regno dell'imperatore romano Tiberio (14–37), la notizia della morte di Pan venne rivelata a tale Tamo (Thamus), un mercante fenicio che, sulla sua nave diretta in Italia, sentì gridare dalle rive di Paxos: "Tamo, quando arrivi a Palodes annuncia a tutti che il grande dio Pan è morto!". Gli studiosi si dividono tra il significato storico e quello allegorico. Secondo Robert Graves per esempio, il grido non fu Thamous, Pan ho megas tethneke, "Tamo, il grande dio Pan è morto", ma Tammuz Panmegas tethneke, "L'onnipresente Tammuz è morto", cioè il dio babilonese della natura. Graves nella nota 5 riporta anche che Plutarco credette a questa storia e la riportò, anche se Pausania nel suo Viaggio in Grecia circa un secolo dopo citando Plutarco testimonia che i santuari dedicati a Pan erano ancora molto frequentati.
Gli autori cristiani, riportando tale episodio, lo misero in relazione alla fine di un'oscura era politeista, della quale aver "timor panico" (non a caso le sembianze e gli attributi del diavolo, piede caprino, coda e corna sono gli stessi di Pan), e all'inizio di un nuovo mondo sotto la luce di Cristo, morto appunto sotto l'impero di TiberioEusebio di Cesarea nella sua Praeparatio evangelica. Cfr Robin Lane Fox, Pagans and Christians. London, Penguin Books, 1988. p. 130. ISBN 0-14-009737-6..
Pan nella letteratura
La figura di Pan ha avuto anche un notevole successo in campo letterario, innumerevoli sono le opere che parlano di questo dio.
Gabriele D'Annunzio, nell’Alcyone, traccia uno stretto parallelismo tra il dio Pan e sé stesso, individuando nel dio la simbiosi perfetta tra uomo e natura, denominata perciò «panismo».
Peter Pan, il famoso personaggio creato da J. M. Barrie, deve il suo nome alla divinità grecaAlfonso Muñoz Corcuera, Elisa T. Di Biase, Barrie, Hook and Peter Pan. Studies in contemporary myth, Newcastle-upon-Tyne, Cambridge Scholars Publishing, 2012 p. 100-101.
Nel libro Saggio su Pan di James Hillman, l'autore traccia una netta contrapposizione tra la figura di Pan e quella di Cristo.
Arthur Machen ha scritto un racconto horror dal titolo Il grande dio Pan.
Pan compare anche nella saga di Percy Jackson.
Pan nella cultura di massa Nel Medioevo Pan e i suoi aspetti vennero demonizzati dal Cristianesimo, tanto che nei secoli successivi il diavolo nella cultura occidentale assunse progressivamente i tratti iconografici di questa antica divinità: corna, zampe caprine, barba a punta.
Come spiega il professor Ronald Hutton nel suo fondamentale studio sulla Wicca, a partire dall'epoca romantica, soprattutto in Inghilterra, la figura di Pan venne però enormemente rivalutata. In un mondo avviato verso l'industrializzazione e la distruzione progressiva dell'ambiente naturale, come reazione vi fu una ricerca della purezza delle origini e così il Pan romantico divenne quasi il dio della natura per antonomasia.