Il Servizio informazioni segrete o SIS fu il servizio segreto della Regia Marina italiana.
Creato nel 1884 come "Sezione per le informazioni" dello stato maggiore della Regia Marina, il servizio fu poi espanso e riorganizzato, assumendo la designazione di 4º Reparto dell'Ufficio dello stato maggiore nel 1906 e di Reparto Informazioni nel 1925 per poi diventare ufficialmente SIS (la più nota tra le sue varie designazioni) nel 1942. Scopo principale del servizio era la raccolta di informazioni di interesse militare in ambito navale, la redazione di bollettini informativi e monografie dedicati alle attività e composizione delle marine militari estere e alla tecnologia marittima, e le attività di controspionaggio nelle basi navali e nelle strutture della Marina. Negli anni della seconda guerra mondiale il SIS sviluppò anche un efficiente servizio di intercettazione e crittoanalisi del traffico radio in codice del nemico.
Nelle sue varie incarnazioni il SIS operò in entrambi i conflitti mondiali e nel periodo interbellico, conducendo attività di spionaggio sia in patria che all'estero. Dopo la nascita della Repubblica Italiana il servizio, ridesignato come Reparto Informazioni Navali, continuò a svolgere l'incarico di unità di intelligence della Marina Militare, per poi passare le sue funzioni ed essere assorbito nel 1949 all'interno del neonato Servizio informazioni forze armate (SIFAR).
Storia Dalla nascita alla prima guerra mondiale La ricostruzione della storia dei servizi di informazione militare del Regno d'Italia è molto difficoltosa, sia per la natura riservata degli stessi che per la scarsità di documentazione in merito, visto che dopo gli eventi dell'armistizio del settembre 1943 i documenti riguardanti i servizi segreti furono oggetto di ripetute distruzioni da parte delle autorità italiane e di sequestri da parte delle forze di occupazione straniere..
La raccolta di informazioni di interesse militare in ambito marittimo, inoltrate poi al Ministero della guerra o al comando dello stato maggiore della Regia Marina, era un'attività comune per gli ufficiali navali italiani in viaggio all'estero, generalmente tramite la conduzione di operazioni non particolarmente sofisticate come la consultazione di fonti aperte (libri e giornali reperiti sul posto), la visita a porti e navi straniere, la realizzazione di schizzi e fotografie, e le discussioni non ufficiali con i parigrado di altre marine militari; la conduzione di simili operazioni fu poi codificata in un apposito Promemoria per gli ufficiali in missione o in licenza all'estero edito nel 1881. Al 1879 risalirebbe invece la costituzione in seno alla Regia Marina, in collaborazione con i Regi carabinieri, dei primi nuclei informativi incaricati di proteggere i porti e le installazioni navali più strategiche dalle attività di raccolta informazioni nemiche...
Solo nell'aprile 1884 venne deciso di costituire una prima organizzazione dedita alle attività di intelligence navale: in seno alla Segreteria del neonato Ufficio dello stato maggiore della Regia Marina fu attivata un'apposita "Sezione per le informazioni" incaricata, oltre che della redazione della Rivista Marittima e delle pubblicazioni tecniche della Marina, anche delle attività di raccolta informazioni e di "statistica" (eufemismo dell'epoca per indicare le azioni di controspionaggio). Nel 1889 la sezione divenne un ufficio separato in seno al 2º Reparto dello stato maggiore della Marina, mentre nel 1906 fu innalzata al rango di 1º Reparto dell'Ufficio dello stato maggiore e posta agli ordini di un capitano di vascello; dopo altre riorganizzazioni e l'ampliamento delle sue competenze, nel 1907 il servizio informazioni divenne il 4º Reparto dell'Ufficio dello stato maggiore, e tale rimase fino alla conclusione della prima guerra mondiale. La designazione dell'organo come "Reparto Informazioni", dizione prima utilizzata in maniera intercambiabile con quella di "Ufficio Informazioni", risulterebbe essere stata adottata ufficialmente solo nel marzo 1925..
I compiti assegnati al 4º Reparto della Regia Marina comprendevano la raccolta e il coordinamento delle informazioni di carattere tecnico, militare, nautico e industriale relative a marine militari estere, la raccolta di informazioni di natura riservata e la protezione dei segreti militari relativi alla difesa italiana; oltre a curare la redazione delle pubblicazioni tecniche della Marina, il Reparto redigeva con cadenza bisettimanale un Bollettino Informazioni distribuito agli ufficiali, nonché dei promemoria sulle questioni navali per il Comando supremo militare italiano. Per le sue attività di raccolta informazioni il 4º Reparto si serviva in via principale degli addetti militari dislocati presso le rappresentanze diplomatiche italiane all'estero, integrati da appositi ufficiali di Marina nominati quali "addetti navali" e inviati presso le ambasciate delle nazioni più importanti per quanto riguardava gli interessi della Marina (Parigi e Londra nel 1886, Berlino e Vienna nel 1891, San Pietroburgo nel 1892 e Washington nel 1898). Gli addetti operavano principalmente tramite fonti aperte, visite personali autorizzate, colloqui con militari del posto e altre attività lecite, ma il 4º Reparto prese a servirsi progressivamente anche di ufficiali navali inviati in specifiche missioni di raccolta informazioni sotto la copertura di credenziali diplomatiche o consolari, oppure di volontari che, recandosi all'estero per questioni di lavoro, di studio o di turismo, accettavano di svolgere attività di raccolta informazioni per conto della Marina.
La struttura del 4º Reparto, rimasta immutata fino a dopo la prima guerra mondiale, comprendeva.:
un Ufficio del Capo Reparto, incaricato della gestione dell'ente, del suo personale e dei suoi fondi segreti, dei collegamenti con gli addetti militari e navali all'estero e con gli addetti militari stranieri accreditati in Italia, della corrispondenza con le autorità estranee all'Ufficio dello stato maggiore della Regia Marina, e delle relazioni con l'Ufficio I del Regio Esercito, con la Direzione generale della pubblica sicurezza e con il Ministero degli affari esteri; una Segreteria, incaricata di gestire l'archivio, la biblioteca e la corrispondenza dell'ente, e di redigere i bollettini informativi, i promemoria e le pratiche riservate del Reparto; la Segreteria gestiva anche un gabinetto fotografico e una sala disegni alle dirette dipendenze del Capo Reparto; tre Sezioni informative incaricate di raccogliere le notizie e redigere le monografie relative a specifiche marine militari: 1ª Sezione (Marine austro-ungarica, cinese, danese, finlandese, giapponese, norvegese, russa, tedesca e svedese); 2ª Sezione (Marine belga, britannica, francese, olandese, portoghese e statunitense); 3ª Sezione (Marine bulgara, greca, montenegrina, ottomana, rumena e dei Paesi dell'America Latina); la 4ª Sezione, incaricata della pubblicazione di riviste tecniche, degli studi in materia di costruzioni navali e del reperimento e aggiornamento delle carte nautiche; la 5ª Sezione, incaricata delle attività di polizia militare e di raccolta informazioni nelle basi navali italiane, della corrispondenza con gli informatori e della loro amministrazione, e della tenuta dell'archivio delle informazioni segrete e dei cifrari riservati.
Nel corso della prima guerra mondiale il 4º Reparto della Marina svolse una notevole attività di raccolta informazioni di carattere navale, in particolare nei confronti dell'Impero austro-ungarico nel teatro bellico del mare Adriatico; queste attività compresero, tra le altre cose, la redazione di tavole e rilievi fotografici dall'aria di basi, batterie costiere e antiaeree sull'altro lato dell'Adriatico, la raccolta di informazioni sui movimenti ferroviari e sui servizi di sussistenza nemici, e la raccolta di notizie dai prigionieri italiani evasi dai campi di detenzione austriaci. L'azione più nota e importante portata a termine dal 4º Reparto fu però il cosiddetto "colpo di Zurigo", volto a smantellare una rete di spionaggio messa in piedi dal servizio informazioni della Marina austro-ungarica (l'Evidenzbureau Marine) e autrice di svariati atti di sabotaggio contro infrastrutture navali e unità all'ancora nelle basi italiane (costate in particolare l'affondamento delle corazzate Benedetto Brin e Leonardo da Vinci). Il 4º Reparto diresse, in coordinazione con i carabinieri, le attività di indagine seguenti agli atti di sabotaggio nemici, individuando nel consolato generale asburgico di Zurigo la sede da cui venivano impartite le disposizioni agli agenti operanti in Italia; nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 1917 un gruppo di specialisti italiani, coordinati dal tenente di vascello Pompeo Aloisi, riuscì quindi a penetrare nella sede diplomatica austro-ungarica e a trafugare svariati documenti segreti che consentirono l'identificazione e l'arresto di buona parte degli agenti nemici operanti in Italia...
Periodo interbellico
Subito dopo la conclusione della prima guerra mondiale, nell'agosto 1919 il ministro degli esteri Tommaso Tittoni promosse la costituzione di una commissione per la riorganizzazione dei servizi di intelligence italiani, volta a razionalizzarne e migliorarne l'attività e soprattutto a contenere i costi di gestione, in un clima generale di riduzione delle spese militari; fu avanzata l'idea di unificare in un unico servizio unificato, sottoposto al Ministero degli esteri, tanto l'Ufficio I del Regio Esercito quanto il 4º Reparto della Regia Marina. La proposta di riorganizzazione dei servizi informazioni militari trovò l'appoggio del presidente del consiglio Francesco Saverio Nitti, che il 25 agosto 1919 emise una circolare per raccomandare la soppressione del 4º Reparto della Marina e il trasferimento delle sue competenze alla Direzione generale della pubblica sicurezza presso il Ministero dell'interno; il Ministero della marina rimandò tuttavia l'attuazione della proposta, poi definitivamente caduta con la fine del dicastero di Nitti nel 1920..