La 58ª edizione dell'Esposizione internazionale d'arte di Venezia è stata inaugurata l'11 maggio 2019 (con pre-apertura l'8, 9 e 10 maggio), è stata chiusa il 24 novembre, e si è svolta sotto la direzione artistica dello statunitense Ralph RugoffRalph Rugoff (New York, 1957) è direttore della Hayward Gallery di Londra. che ha scelto come titolo della manifestazione May You Live in Interesting Times.
L'8 maggio si è tenuta la conferenza stampa di presentazione nella sede di Ca' Giustinian e in diretta streaming. L'11 maggio si è tenuta la cerimonia di inaugurazione e di premiazione nella Sala delle colonne di Ca' Giustinian e in diretta streaming.
Nella conferenza stampa di chiusura, il presidente della Biennale Paolo Baratta e il curatore Rugoff hanno riassunto i dati della 58ª Biennale Arte: in oltre sei mesi i visitatori sono stati , di cui il 31% formato da giovani sotto i 26 anni, a cui si sono aggiunte presenze nei tre giorni di pre-apertura. Oltre sono stati i giornalisti accreditati nei giorni di pre-apertura.
Biennale Arte 2019 Il direttore artistico Rugoff ha scelto come titolo dell'esposizione May You Live in Interesting Times (Che tu possa vivere in tempi interessanti), frase che un ambasciatore britannico negli anni trenta del XX secolo sosteneva essere di origine cinese ma di sicura origine occidentale. La frase scelta da Rugoff evoca periodi di incertezza, crisi e disordini, "tempi interessanti" appunto, come quelli che stiamo vivendo: «May You Live In Interesting Times includerà senza dubbio opere d'arte che riflettono sugli aspetti precari della nostra esistenza attuale, fra i quali le molte minacce alle tradizioni fondanti, alle istituzioni e alle relazioni dell"ordine postbellico" [...] In modo indiretto, tuttavia, forse l'arte può offrire una guida che ci aiuti a vivere e pensare in questi "tempi interessanti"».
All'Esposizione del 2019 sono stati invitati 79 artisti, ognuno dei quali con due opere differenti, soprattutto nell'approccio: la proposta "A" nel complesso dell'Arsenale (Corderie, Artiglierie, Gaggiandre e Giardino delle Vergini) e la proposta "B" ai Giardini della Biennale, principalmente nel Padiglione centrale.
Artisti invitati Lawrence Abu Hamdan, Njideka Akunyili Crosby, Halil Altındere, Michael Armitage, Korakrit Arunanondchai, Ed Atkins, Tarek Atoui, Darren Bader, Nairy Baghramian, Neïl Beloufa, Alexandra Bircken, Carol Bove, Christoph Büchel, Ludovica Carbotta, Antoine Catala, Ian Cheng, George Condo, Alex Da Corte, Jesse Darling, Stan Douglas, Jimmie Durham, Nicole Eisenman, Haris Epaminonda, Lara Favaretto, Cyprien Gaillard, Gauri Gill, Dominique Gonzalez-Foerster, Shilpa Gupta, Soham Gupta, Martine Gutierrez, Rula Halawani, Anthea Hamilton, Jeppe Hein, Anthony Hernandez, Ryoji Ikeda, Arthur Jafa, Cameron Jamie, Kahlil Joseph, Žanna Kadyrova, Suki Seokyeong Kang, Mari Katayama, Bul Lee, Wei Liu, Maria Loboda, Andreas Lolis, Christian Marclay, Teresa Margolles, Julie Mehretu, Ad Minoliti, Jean-Luc Moulène, Zanele Muholi, Jill Mulleady, Ulrike Müller, Nabuqi, Otobong Nkanga, Khyentse Norbu, Frida Orupabo, Jon Rafman, Gabriel Rico, Handiwirman Saputra, Tomás Saraceno, Augustas Serapinas, Avery Singer, Slavs and Tatars, Michael E. Smith, Hito Steyerl, Tavares Strachan, Sun Tuan e Peng Yu, Henry Taylor, Rosemarie Trockel, Kaari Upson, Andra Ursuta, Danh Vo, Kemang Wa Lehulere, Apichatpong Weerasethakul, Christine e Margaret Wertheim, Anicka Yi, Xiuzhen Yin e Ji Yu.
Partecipazioni nazionali La Mostra internazionale è stata affiancata da 89 Partecipazioni nazionali negli storici Padiglioni ai Giardini, all'Arsenale e nel centro storico di Venezia. I paesi presenti per la prima volta erano quattro: Ghana, Madagascar, Malaysia e Pakistan. La Repubblica Dominicana ha partecipato per la prima volta con un proprio spazio.
Il Padiglione Italia, ospitato alle Tese delle Vergini dell'Arsenale, è stato curato da Milovan Farronato e, con il titolo Né altra né questa: La sfida al Labirinto, era costituito dalle opere di tre artisti italiani: Enrico David (Ancona, 1966), Chiara Fumai (Roma, 1978 – Bari, 2017) e Liliana Moro (Milano, 1961). Il titolo si riferisce al saggio La sfida al Labirinto di Italo Calvino, pubblicato nel 1962, nel quale, «per visualizzare le ingarbugliate forme della realtà contemporanea, Calvino elabora l'efficace metafora del labirinto: un apparente intrico di linee e tendenze in realtà costruito secondo regole rigorose.» «Né altra né questa attualizza un progetto artistico di "sfida al labirinto" in cui si comprende la lezione di Calvino, mettendo in scena un percorso espositivo non lineare e non riducibile ad un insieme di traiettorie pulite e prevedibili.» La filmmaker Anna Franceschini ha realizzato il video Bustrofedico, presentato come evento speciale della mostra.