Il combattimento ravvicinato (noto anche con le sigle inglesi CQC per "close-quarters combat" e CQB per "close-quarters battle") è una situazione di combattimento tra gruppi di persone munite di armi da fuoco (anticamente, da lancio) o da melee. Può avvenire tra unità militari, forze di polizia e criminali, ed altre situazioni simili. Il CQC è definito tipicamente come uno scontro rapido ad alta intensità caratterizzato da improvvisa violenza a breve distanza.
Storia Il combattimento ravvicinato si pratica da sempre, nella forma di melee, con l'uso di armi "da getto" (come fionde, archi, e in seguito moschetti) a breve distanza, e la necessità di baionette. Durante la Prima guerra mondiale il CQC è stato una parte significativa della guerra di trincea, in cui gli attaccanti si sarebbero battuti in spazi angusti nel tentativo di conquistare trincee nemiche.
A seguito del Movimento del 30 maggio (1925) l'allora Assistant Commissioner William E. Fairbairn della Shanghai Municipal Police fu incaricato di sviluppare una specifica squadra ausiliaria per il controllo dei tumulti e gli interventi di polizia più violenti. Attingendo appropriatamente da varie arti marziali, Fairbairn diede vita ad una nuova disciplina che chiamò "Defendu". Scopo del defendu era la maggiore possibile efficacia brutale, che potesse essere appresa anche da neofiti in modo relativamente semplice, se confrontata con altre arti marziali. Il metodo comprendeva tattiche sia letali sia "meno letali", come tiro istintivo (senza perdere tempo a mirare), tecniche di combattimento con armi da fuoco, e l'uso di armi improvvisate, quali sedie o gambe di tavolo.
Durante la Seconda guerra mondiale Fairbairn fu reclutato per addestrare al defendu le forze speciali alleate. In questo periodo allargò la letalità del defendu per scopi militari, chiamandolo "Silent Killing Close Quarters Combat method" ("Metodo di combattimento ravvicinato per uccidere silenziosamente"); questo divenne l'addestramento al combattimento ordinario per le forze speciali britanniche. Pubblicò anche un manuale per l'addestramento CQC chiamato Get Tough ("Diventa duro").Chambers, John W., OSS Training in the National Parks and Service Abroad in World War II, Washington, D.C., U.S. National Park Service (2008), p. 191. Gli ufficiali U.S. Army Rex Applegate e Anthony Biddle appresero i metodi Fairbairn in una struttura addestrativa in Scozia, e adottarono il programma per addestrare gli agenti segreti alleati presso Camp X nell'Ontario, Canada. Applegate pubblicò il suo lavoro nel 1943, con il titolo Kill or Get Killed ("Uccidi o sarai ucciso"). Durante la guerra, ricevettero questo addestramento British Commandos, la First Special Service Force, agenti OSS, U.S. Army Rangers, e Marine Raiders. Più tardi altrove furono introdotte altre arti marziali a scopo militare come l'europea Unifight, la cinese Sanshou, la sovietica Sambo, le israeliane Kapap e Krav Maga.
Per un lungo periodo successivo alla Seconda guerra mondiale, guerra urbana e CQC erano rimasti pressoché immutati nelle tattiche di fanteria. Negli anni 1970 furono sviluppate tattiche CQB con le armi da fuoco come "battaglia ravvicinata" da parte delle forze speciali antiterrorismo occidentali a seguito del massacro di Monaco (1972). Le unità addestrate all'indomani del massacro, come Special Air Service, Delta Force, GSG 9, GIGN, e Joint Task Force 2, svilupparono tattiche CQB che prevedono l'azione di fuoco per attaccare strutture con velocità e precisione, cercando di contenere le perdite umane tra le forze amiche e gli ostaggi; tali tattiche CQB venivano condivise tra queste unità di forze speciali, che spesso si addestravano a contatto di gomito. Lo Special Air Service impiegò tattiche CQB durante l'Operazione Nimrod. Le tattiche CQB si diffusero presto tra le unità tattiche di polizia e simili reparti paramilitari, quali le squadre SWAT americane, tra gli anni 1980 e 1990.
Tuttavia, la CQB non veniva ancora insegnata alla fanteria normale, poiché era ritenuta una tattica per salvare ostaggi. Ancora negli anni 1990, i manuali di fanteria per il combattimento urbano descrivevano il rastrellamento di locali chiusi praticamente nello stesso modo elementare di come avveniva 60 anni prima: il lancio di una granata nel luogo chiuso, seguito da assalto di fanteria con fuoco di armi automatiche. Il "monopolio" CQB delle forze speciali fu interrotto dopo le esperienze di guerra urbana e battaglie ravvicinate degli anni 1990, con la battaglia di Mogadiscio, la guerra di Bosnia, e la Prima guerra cecena.
La prima e la seconda battaglia di Falluja durante la Guerra in Iraq furono momenti spartiacque nella CQB di fanteria, quando i marines, in affanno nel tentativo di riconquistare Falluja dagli insorti, usarono tattiche convenzionali di operazioni interforze e supporto di fuoco contro la città; mancando di appropriato addestramento CQB ed equipaggiamento per rastrellare efficacemente gli edifici, causarono numerose vittime tra civili ed alleati e danneggiarono gravemente la città. Con simili difficoltà nel programma ABCANZ ArmiesABCANZ Armies (formalmente, Programma degli Eserciti Americano, Britannico, Canadese, Australiano e Neozelandese) è un programma volto a ottimizzare l'interoperabilità e la standardizzazione dell'addestramento e dell'equipaggiamento tra gli eserciti di Australia, Canada, Nuova Zelanda, Regno Unito e Stati Uniti, oltre agli United States Marine Corps e ai Royal Marines. Fondato nel 1947 come strumento per capitalizzare la stretta cooperazione tra Stati Uniti, Regno Unito e Canada durante la Seconda Guerra Mondiale, il programma è cresciuto fino a includere l'Australia (nel 1963) e la Nuova Zelanda (come osservatore dal 1965, con l'adesione a pieno titolo nel 2006, anche se il titolo breve dell'organizzazione è rimasto "ABCA Armies' Program". durante la Guerra in Afghanistan, divenne indispensabile un approccio adeguato della fanteria alla guerra urbana, e si cominciò ad insegnare tattiche CQB alla fanteria.
Alcune unità di forze speciali osteggiarono l'allargamento dell'addestramento CQC alla normale fanteria, specialmente sul piano della politica organizzativa e negli affari interni quali l'accaparramento di capitoli di bilancio; un'unità con addestramento CQC necessita di dotazioni e strutture addestrative costose, consumando fondi che potrebbero essere usati per altri reparti o scopi.
Principi Pianificazione e preparazione
Prima di eseguire un'operazione CQC, gli attaccanti devono raccogliere informazioni su potenzialità e disposizione dei difensori, ed anche sulla presenza e posizione di eventuali non combattenti o ostaggi; è possibile che i difensori facciano altrettanto. I metodi di raccolta informazioni possono consistere di trattative, sorveglianza, colloqui con gente che può avere informazioni (come ostaggi evasi), o l'esame di mappe della zona da attaccare.
Prima di eseguire un'operazione CQC, viene spesso istituito un perimetro attorno alla zona di operazioni per impedire ai difensori di sfuggire, bloccare eventuali aiuti da parte di altri soggetti, tenere d'occhio i difensori da più angolazioni, e impedire che soggetti non coinvolti entrino nella zona esponendosi al rischio del fuoco incrociato. La misura del perimetro può andare dai confini immediati a diversi isolati. Però in alcune situazioni, come una guerra urbana in corso, istituire un perimetro può non essere possibile in assoluto, o non compatibile con i vincoli di tempo e personale disponibile.
A volte si possono tentare trattative tra attaccanti e difensori immediatamente prima di irrompere, con l'intenzione di indurre i difensori alla resa, ridurre il loro numero in modo non letale, assicurare che siano rilasciati indenni gli ostaggi e i non combattenti, o almeno spingere i difensori in una posizione svantaggiosa. Sebbene questa tattica sia spesso associata ad operazioni della polizia, vi possono ricorrere anche i militari quando affrontino una zona che ospita non combattenti: per esempio, durante lo scontro in cui è morto Abu Bakr al-Baghdadi, gli operatori della Delta Force americana circondarono il complesso e ordinarono in arabo a chi vi si trovava di uscire, riuscendo a mettere al sicuro alcuni non combattenti, separandoli dagli elementi ostili prima di eseguire l'irruzione.
Sorpresa
L'obiettivo di molte operazioni CQC è eseguire l'azione offensiva completa prima che i difensori possano reagire efficacemente. Per ottenere l'elemento sorpresa, gli attaccanti possono ricorrere a movimenti furtivi ed occultamento per avvicinarsi più possibile ai difensori senza metterli in allerta, e possono lanciare l'attacco nel momento più inatteso o quando la prontezza operativa dei difensori è ridotta, per esempio quando mangiano o dormono. Diversivi e mezzi di distrazione, come petardi e granate stordenti, possono stornare l'attenzione dagli attaccanti per dar loro il tempo di avvicinarsi o insinuarsi senza resistenza iniziale. Altri espedienti per questo scopo possono essere tagliare l'elettricità nella zona, irrompere mentre i difensori stanno comunicando con qualcuno (come un negoziatore o un capo), o anche provocare di proposito un evento visibile o udibile come un incendio strutturale o un incidente stradale per attirare verso di esso l'attenzione dei difensori.
Entrata
Il metodo di entrata usato dipende da numerosi fattori, tra cui addestramento, equipaggiamento, posizione di nemici e non-combattenti, oltre a fattori ambientali.
Le porte normali possono essere forzate usando mezzi che vanno da calci ed arieti a cariche esplosive e cannelli con bruciatore; le porte più grandi o rinforzate come certi portoni di garage, o porte con blindatura pesante possono essere aperte solo con questi ultimi strumenti, hanno bisogno di attrezzi specifici per essere forzate, o vanno aperte nel modo progettualmente previsto (ossia, non possono essere forzate).
In alcuni casi in cui l'entrata da terra non è possibile, come nel caso di un ingresso barricato e sorvegliato, o quando è possibile o preferito attaccare da punti multipli, vengono usati punti differenti di inserimento, come da elicotteri, barche o in corda doppia per attaccare attraverso una finestra o da sopra, entrando da una scala d'assalto, o ancora scavando una galleria o usando gallerie esistenti o condotti fognari per entrare dal basso. Se praticabile e autorizzato, possono anche essere usati esplosivi o arieti per squarciare una struttura e creare un'altra via d'accesso. Il metodo di entrata utilizzato dipende dalle circostanze di fatto: la presenza di ostaggi o non-combattenti può inibire l'uso di cariche esplosive, mentre il fatto che una struttura sia prevalentemente interrata può mettere fuori gioco elicotteri e corda doppia.
L'entrata è eseguita in due forme: entrata cauta, entrata e perquisizione lente e metodiche per massimizzare comunicazione, identificazione, e possibilità di una risoluzione incruenta; e entrata dinamica, entrata rapida in cui i nemici sono sopraffatti con la sorpresa, ma con aumentato rischio di fraintendimenti e fuoco amico, oltre che maggior probabilità di incontrare una reazione letale scatenata dai difensori. L'entrata cauta spesso viene usata dalla polizia quando ha a che fare con sospetti che probabilmente non opporranno resistenza, o quando si vuole occupare la zona circostante un obiettivo (ad esempio mettere in sicurezza un condominio per concentrarsi su uno specifico appartamento), mentre l'entrata dinamica è usata spesso tanto da forze di polizia quanto da militari per neutralizzare presto i nemici prima che possano agire o reagire o quando il tempo è un fattore chiave (ad esempio per impedire a terroristi di attivare una bomba ad orologeria).