Caos o Chaos () è un'entità primigenia, propria della mitologia greca. È plausibile pensare che Chaos sia la personificazione del disordine primordiale, luogo dove nacquero spontaneamente le prime divinità.
Chaos viene menzionato e indicato nella Teogonia (Esiodo):
Caos nella mitografia Nella Teogonia, Caos è una delle quattro potenze principali, insieme a Gea, Tartaro ed Eros, e generò Erebo e Nyx. Anche nell'orfismo è una delle quattro potenze, però insieme a l'Erebo, il Tartaro, e Nyx.
Caos nella filosofia Considerando che originariamente questa parola non aveva l'attuale connotazione di "disordine" che si ritrova nella parola d'uso comune "caos",In Dizionario Greco-Italiano/Italiano-Greco, F. Schenkl & F. Brunetti, Fratelli Melita Editori, Genova/La Spezia, 1990, ISBN 88-403-6693-8, p. 946; anche Cesare Cassanmagnago p.927 nota 23. il termine greco antico "Chaos" viene reso come "Spazio beante", "Spazio aperto",La resa in "Spazio beante", "Spazio aperto" è di Herbert Jennings Rose «il nome significa chiaramente "spazio vuoto, beante"» (Cfr. p.375 dellOxford Classical Dictionary 1970; trad. it. Dizionario di antichità classiche. Cinisello Balsamo (Milano), San Paolo, 1995). Così rende anche Cesare Cassanmagnago. "Voragine"Questo termine preferito ad esempio da Vernant (cfr. Jean-Pierre Vernant, L'universo, gli dei e gli uomini. Torino, Einaudi, 2001), verte sull'analisi etimologica che lo fa derivare dalla radice *cha, radice che richiama il verbo cháino/chásko, "aprire la bocca", quindi qualcosa che si "spalanca" (cfr. Maria Michela Sassi, Gli inizi della filosofia: in Grecia, Torino, Boringhieri, 2009, p.71). dove indica, nella sua etimologia, "fesso, fenditura, burrone", quindi simbolicamente "abisso" dove sono "tenebrosità, oscurità".
Esiodo lo descrive come eghéneto, non il principio quindi, ma ciò che da questo per primo appare:
Il Caos, secondo alcuni autori, risulta essere nella mitologia e nella cosmogonia degli antichi greci, la personificazione dello stato primordiale di "vuoto", il buio anteriore alla generazione del cosmo da cui emersero gli dèi e gli uomini.La Nuova Enciclopedia Universale Garzanti, Milano, 1982, p. 266
Altri interpreti della Teogonia avvertono che Caos non coinciderebbe solo con il "Vuoto". Graziano Arrighetti ricorda che su questa nozione/divinità non si ha concordanza tra gli studiosi ma «si è in generale d'accordo che Χάος non è semplicemente il "vuoto", il "luogo" dove le entità vengono in essere e trovano collocazione»;In Esiodo Opere: 1998 Einaudi-Gallimard; 2007 Mondadori, p.325) ma, da un'attenta disamina del termine, risulterebbe essere un'entità non solo spaziale ma anche materiale: «una sorta di nebulosità senza forma associata all'oscurità».Così Cesare Cassanmagnago, p.927 nota 23, richiamando Aude Wacziarg Le Chaos d' Hésiode Pallas, Revue d' Études Antiques 49 (2002): 131–152
Lo scoliaste lo descrive come kenón, lo spazio vuoto tra cielo e terra dopo che una possibile unità originaria fu spezzata:
Quello che Esiodo chiama Caos non coincide in realtà con quello che i posteri filosofi a partire da Talete identificarono come il principio di tutte le cose o come soprattutto Anassimandro identificò con il termine di archè,Simplicio, Commento alla Fisica di Aristotele XXIV, 15 e CL, 23 ma è l'origine di cose che prima non erano, l'entità eterna ma che non esiste dall'eternità. Da Erebo e Notte si generano le negatività del pensiero greco arcaico: Morte, Sonno e Sogni, le Moire e le Kere, Biasimo, Sventura, Discordia. Esiodo concepisce infatti una seconda generazione dovuta a Gaia (la madre Terra) che è all'origine del mondo naturale: il cielo, le montagne, il mare e dalla sua unione con Urano (il Cielo stellato) nasceranno gli dei. Gaia «non è generata da Caos, di essa si dice solo l'ingenerato esserciEsiodo, Teogonia, 116, 117...né mai si incontrano, Gaia e Caos; neppure le loro discendenze si incrociano».Anna Jellamo, Il cammino di Dike: l'idea di giustizia da Omero a Eschilo, Donzelli Editore, 2005 , p.8.
Da notare che nella teogonia orfica riportata da Eudemo da RodiCfr. fr. 150 ; DK I 6,14-18; Kern OF 58-61; Colli 4 [B 9]a. e dal Papiro di DerveniCfr. 9 e sgg. in principio è la Notte (Nyx) e non Caos. Mentre nella teogonia di ispirazione orfica riportata da Aristofane in Gli uccelliCfr. 693 e sgg. Caos è all'origine unitamente a Erebo, Notte e Tartaro.
Così Filodemo di Gadara in Sulla pietà riassume, ad esempio, alcune differenti antiche dottrine teogoniche:
Per AnassagoraFrammenti dei Presocratici (Diels 59, B, 1-4). come per PlatonePlatone, Timeo, 30a e sgg. il "caos" è il luogo della materia informe e rozza a cui attinge un principio superiore, la "Mente" per Anassagora e il Demiurgo per Platone, per la formazione del mondo ordinato: il cosmo.G. Bonafede. Caos in Enciclopedia filosofica vol.2. Milano, Bompiani, 2006, pp. 1617-8
Caos nella religione La Bibbia riferisce che Dio creò il Cielo e la Terra e che «la terra era informe e deserta, e le tenebre ricoprivano l'abisso, e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. Dio disse: "Sia la luce", e la luce fu» (Genesi 1, 1-5).
Della separazione fra Cielo e Terra e del caos (Apsû) parlavano le religioni della Mesopotamia. La medesima idea si ritrova anche nell'Induismo (Brahmā e la sua nascita dal caos in Manusmṛti I, 5 sgg.) e nella religione egizia (caos).
Caos nella scienza L'origine dell'universo - secondo la scienza moderna - è in un punto che ha iniziato ad espandersi, mentre la sua energia diventava materia (big bang). La teoria della relatività ci ha permesso di risalire fino a questo "buco nero al contrario". "Buco" poiché risucchia anche masse enormi, come le galassie; "nero" perché neanche la luce può uscirne; ed è "al contrario" poiché espelle la materia invece di inghiottirla.
Di questa espansione dell'universo da una sorgente puntiforme possiamo ricostruire la storia (13,8 miliardi di anni), ma ci manca ancora un piccolissimo pezzo di questa storia: i primi 10 alla -43 secondi (il cosiddetto tempo di Planck), quando le interazioni fondamentali, cioè le quattro forze dello spazio-tempo (gravitazionale, elettromagnetica, debole, forte) sono tutt'uno. Nell'era di Planck il cosmo emerge da un chaos, confuso ed indefinito, un vuoto nel quale, secondo la fisica quantistica, ci possono essere fluttuazioni di energia, che si trasforma in materia.Con parole alate, volume primo, pag.282; Andrea Rodighiero, Sabina Mazzoldi, Dino Piovan; Zanichelli, Bologna, 2020.
Note
Bibliografia
(2 volumi)
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