Vita privata Era figlia d'arte, suo padre era l'attore austriaco Fritz Spira, deceduto nel 1943 in un campo di concentramento in Voivodina. Anche sua madre Lotte Spira e sua sorella Steffie Spira erano attrici.

Biografia Camilla Spira frequentò il Liceo e successivamente la scuola di recitazione del Deutsches Theater di Berlino, fondata da Max Reinhardt.

1922 Iniziò la sua carriera teatrale nel 1922 al Wallner Theater e al Deutsches Künstlertheater di Berlino.

1924-1933 In seguito ebbe un ingaggio a Vienna al Theater in der Josefstadt e tornò a Berlino, dove fece il suo debutto cinematografico nel 1924 nel film muto Madre e figlio. Seguirono altri film muti e apparizioni teatrali. Dal 1925 al 1927 si esibì al Deutsches Theater. Lavorò poi nei teatri Barnowsky fino al 1930.

Il suo più grande successo teatrale fu nel 1930 nell'operetta La locanda del cavallo bianco.

Nel 1933 si esibì alla Volksbühne.

Grazie alla sua bella voce, il passaggio dal cinema muto al sonoro si rivelò vantaggioso per la sua carriera. Di solito le venivano affidati ruoli di ragazza tedesca impeccabilmente pulita e sempre allegra, come ad esempio nel film Morgenrot (L'alba), un'epopea eroica su un marinaio di un U-Boot tedesco, uscito nel 1933 poco prima della presa del potere del regime nazista.

Diffamata dal regime nazista come "mezza ebrea", non ricevette più offerte cinematografiche dalla metà degli anni '30 in poi. Si guadagnò da vivere esibendosi per un pubblico esclusivamente ebraico presso l'Associazione Culturale Ebraica di Berlino.

1936-1943 Dopo i Giochi Olimpici del 1936, le condizioni degli ebrei peggiorarono ulteriormente.

Nel 1938, riuscì a emigrare ad Amsterdam con il marito, l'avvocato e vicedirettore generale del birrificio Engelhardt, Hermann Eisner (1897-1977), e i loro due figli.

Ad Amsterdam, in seguito, fu arrestata dagli occupanti tedeschi e deportata nel Campo di transito di Westerbork nel 1943.

A Westerbork, Spira si esibì in uno spettacolo di cabaret organizzato da Max Ehrlich, con l'intento di distrarre i prigionieri rimasti dopo i trasferimenti ad Auschwitz avvenuti il giorno precedente. Insieme a Ehrlich, condivise il palco con Willy Rosen, tra gli altri, e le sue canzoni più famose furono accolte con favore dal pubblico.

Ben presto, anche Spira e la sua famiglia rischiarono la deportazione al Campo di concentramento di Auschwitz. Per evitare la deportazione, contattò Hans Georg Calmeyer, a capo di un dipartimento delle autorità di occupazione tedesche all'Aia incaricato di chiarire i casi di dubbia ascendenza. A quanto pare, l'SS-Oberführer Walter Schellenberg, allora capo dell'intelligence estera presso l'Ufficio centrale per la sicurezza del Reich, che si recava spesso nei Paesi Bassi per operazioni di intelligence, le aveva consigliato di contattare Calmeyer.

Spira fece esplicito riferimento a Schellenberg come sua fonte in due lettere a Calmeyer. .

La domanda fu elaborata da Gerhard Wander, il quale informò l'attrice che avrebbe dovuto fornire prove di una paternità diversa, ma indicò anche come tali prove potessero essere sufficientemente comprovate.

L'attrice scrisse di non essere, in realtà, per metà ebrea, ma "completamente ariana". Era nata fuori dal matrimonio. Sua madre, Lotte Spira, aveva avuto una relazione con l'attore ungherese "ariano" Victor Palfy.

"Mia madre me lo confessò già nel 1933, quando la questione ebraica divenne una grave discriminante, fui quindi costretta ad abbandonare la mia carriera di attrice a Berlino."

Nonostante questo la madre non aveva cercato di correggere le origini della figlia Camilla in quanto era sposata, dal 1927, con il dottor Hermann Eisner che in quel periodo lavorava presso il Consiglio ebraico: comprensibilmente aveva delle riserve nell'ammettere la nascita illegittima della figlia da lui..

Calmeyer rilasciò quindi un certificato preliminare di ascendenza in modo che Spira potesse almeno temporaneamente lasciare il campo di transito di Westerbork.

Successivamente fece interrogare sua madre dalla Gestapo di Berlino, la quale confermò la sua presunta relazione con il collega ungherese. In una relazione antropologica, Hans Weinert, nominato da Calmeyer come esperto, concluse infine che Spira somigliava più al suo presunto padre extraconiugale che al suo padre legalmente riconosciuto.

Camilla Spira fu finalmente dichiarata "Vollariana". Il suo matrimonio con Hermann Eisner era ora un "matrimonio misto privilegiato", il che significava che, oltre a lei, anche il marito e i figli ebrei erano protetti dalla deportazione..

La famiglia visse ad Amsterdam fino alla fine della guerra.

I tentativi come quello di Camilla Spira di evitare la deportazione "correggendo" la propria ascendenza erano piuttosto comuni all'epoca e Calmeyer, in molti casi, li appoggiò consapevolmente. Le azioni di Calmeyer furono quasi dimenticate fino a quando, negli anni '80, non sorse un movimento per onorarlo. Il 4 marzo 1992, Yad Vashem onorò Calmeyer postumo come Giusto tra le Nazioni.

1947-1997 Nel 1947, Camilla Spira tornò a Berlino e quivi si stabilì. Quando Berlino fu divisa nel 1949 la Spira risiedeva nella parte Ovest. Ottenne ingaggi al Theater am Schiffbauerdamm e all'Hebbel-Theater, e recitò anche in diversi film con la casa di produzione cinematografica DEFA della Germania dell'Est. Il suo film del 1949, Die Buntkarierten, è oggi considerato un classico della DEFA.

Quando le fu proposto di trasferirsi a Berlino Est per continuare a lavorare, rifiutò, a differenza di sua sorella Steffie Spira.

Ebbe numerosi ingaggi nei teatri di Berlino Ovest e apparve anche in diversi film famosi degli anni '50, come Des Teufels General (Il generale del diavolo), Himmel ohne Sterne (Il paradiso senza stelle) e Rosen für den Staatsanwalt (Rose per il procuratore).

Camilla Spira fu sepolta vicino alla sua casa, nel cimitero della foresta di Dahlem a Berlino, accanto al marito.

Filmografia

1924: Mutter und Sohn 1925: Das Herz am Rhein 1926: Die versunkene Flotte 1926: Wir sind vom K. u. K. Infanterie-Regiment 1926: Die dritte Eskadron 1927: Brennende Grenze, regia di Erich Waschneck 1930: Die lustigen Musikanten'', regia di Max Obal 1931: Die Faschingsfee 1931: Mein Leopold 1932: Grün ist die Heide, regia di Hans Behrendt 1932: Gehetzte Menschen 1932: Die elf Schill’schen Offiziere 1933: Der Judas von Tirol 1933: Morgenrot 1933: Il testamento del dottor Mabuse (titolo orig. Das Testament des Dr. Mabuse), regia di Fritz Lang 1933: Sprung in den Abgrund 1935: Hoheit tanzt Walzer 1949: Die Buntkarierten 1950: Semmelweis – Retter der Mütter 1950: Epilog – Das Geheimnis der Orplid 1950: Die lustigen Weiber von Windsor, regia di Georg Wildhagen 1952: Der fröhliche Weinberg 1952: Pension Schöller 1952: Drei Tage Angst 1954: Emil und die Detektive 1955: Des Teufels General 1955: Vatertag 1955: Der letzte Mann 1955: Himmel ohne Sterne 1955: Zwei blaue Augen (1955) 1956: Fuhrmann Henschel 1956: Liebe 1957: Der tolle Bomberg 1957: Das Herz von St. Pauli 1958: Freddy, die Gitarre und das Meer 1958: Nachtschwester Ingeborg 1958: Der Czardas-König 1958: Vater, Mutter und neun Kinder 1959: Rosen für den Staatsanwalt 1961: Vertauschtes Leben 1962: Das Mädchen und der Staatsanwalt 1962: Affäre Blum 1963: Piccadilly null Uhr zwölf 1967: Großer Mann – was nun? 1969: Der Kommissar, Folge: Das Ungeheuer (TV-Serie) 1973: Die Powenzbande (TV) 1975: Motiv Liebe, Folge: Goldener Käfig (TV-Serie) 1983: Gestern bei Müllers (TV-Serie) 1987: Wanderungen durch die Mark Brandenburg: Im Spreeland (TV) 1991: So wie es ist, bleibt es nicht. Die Geschichte von Camilla und Steffie Spira, Filmbiographie 1999: Kurt Gerron und sein „Karussell“ (TV, Dokumentarfilm 1999)

Note

Bibliografia

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