Carriera Dilettante

Floyd Patterson ebbe un'ottima carriera amatoriale, sfidò Richard Hill nella finale dei pesi medi del Golden Gloves dello Stato di New York nel 1951, vinse il prestigioso torneo. Sempre nel 1951 vinse il torneo regionale. Nel 1952 vinse nuovamente il Golden Gloves e il regionale, questa volta nei mediomassimi (175 lbs - 79 kg).

Il 9 aprile 1952 vince anche il torneo nazionale a Boston. Partecipa al torneo per la partecipazione alle Olimpiadi, vincendolo e guadagnandosi la convocazione.

Alle Olimpiadi batte ai punti al primo turno il francese Omar Tebakka, nei quarti di finale l'olandese Leen Jansen, mettendolo KO al primo round, in semifinale il campione europeo svedese Stig Sjölin (per squalifica al terzo round) e in finale mise KO al primo round il rumeno Vasile Tiţă, quindi il 2 agosto 1952, a soli diciassette anni, conquistò la medaglia d'oro nei pesi medi alle Olimpiadi di Helsinki 1952.

Passò professionista subito dopo le olimpiadi, concluse la carriera dilettantistica con un record di 40 vittorie (37 KO) e 3 sconfitte (perdendo ai punti).

Professionista Seguito dal leggendario allenatore Cus D'Amato, Patterson debuttò come professionista nei pesi mediomassimi, esordì a New York, nel settembre 1952, mettendo KO in 4 round Eddie Godbold. Floyd era un pugile molto pulito ed elegante, allo stesso tempo velocissimo, di conseguenza disponeva di una potenza molto sottovalutata.

Dopo 13 vittorie consecutive conobbe la sua prima sconfitta, affrontò l'ex campione dei pesi mediomassimi Joey Maxim e perse ai punti in 8 riprese, il verdetto fu molto controverso, in più Patterson pesava 4 kg in meno rispetto a Maxim che ne pesava 80, al di sopra del limite. Nel seguente incontro Floyd fu messo al tappeto per la prima volta in carriera da Jacques Crecy, ma vinse l'incontro in 7 round a causa di un brutto taglio sopra l'occhio del francese. Affrontò in seguito Tommy Harrison, un ex peso massimo. Harrison dopo un atterramento al primo round si rifiutò di continuare e Patterson smise di attaccare e esortò l'arbitro Mark Conn a fermare l'incontro.

Nel novembre del 1954 affrontò Jimmy Slade (3° miglior mediomassimo del mondo), mettendolo al tappeto 5 volte in 8 round, e Floyd si aggiudicò la vittoria ai punti. Fu una vittoria facile, anche se Slade veniva da un incontro di due settimane prima contro un massimo di 95 kg Bob Baker.

Nel luglio 1955, al Madison Square Garden, Patterson salì di categoria e sconfisse per KO il peso massimo Archie McBride (più basso ma più pesante di 7 kg).Floyd ottenne altre 6 vittorie per KO. Nell'aprile del 1956 Rocky Marciano si ritirò imbattuto dal pugilato, lasciando il titolo dei pesi massimi vacante, a giugno fu organizzato un incontro tra Patterson e Tommy Jackson, in palio la possibilità di affrontare Archie Moore per il titolo mondiale, che non era nelle mani di nessuno.

Tommy "Hurricane" Jackson si presentò al peso registrando 88 kg per 188 cm di altezza, Floyd 80,7 kg. Fu un incontro durissimo per entrambi ma Jackson vinse solo 2 dei 12 round secondo la United Press, in questo modo Floyd si aggiudicò il verdetto ai punti. Dopo l'incontro fu rivelato che Patterson si era rotto il metacarpo della mano destra.

Campione del mondo dei pesi massimi

Patterson vs Archie Moore 5 mesi dopo, il 30 novembre 1956, a 21 anni, divenne il più giovane campione dei pesi massimi della storia, conquistando il titolo resosi vacante per il ritiro di Marciano. Sconfisse a sorpresa al Chicago Stadium, l'esperto ex campione mondiale dei mediomassimi Archie Moore.

Ci furono circa 17.000 spettatori, ci fu un grande dibattito riguardo l'età, Patterson era considerato troppo giovane e Moore (39 anni) troppo vecchio, tra i due c'erano 18 anni di differenza. Moore, soprannominato "the old mongoose", contava su una grande esperienza e carriera, aveva combattuto 188 incontri, di cui 160 vinti. Al peso registrò 85 kg, Patterson 82 kg.

Fin dal via dell'arbitro Frank Sikora, Floyd prese il controllo dell'incontro, applicando molta pressione, alla fine del terzo round Archie fu scosso da 3 potenti ganci. Al 5º round Floyd mise a segno importanti combinazioni, preso dalla foga però, scivolò al tappeto, Moore tentò subito l'attacco ma fu colpito da un forte gancio sinistro, tipico di Patterson, soprannominato "Gazelle punch", che sollevò leggermente Moore dal terreno facendolo poi sbattere al tappeto. Egli si alzò al conteggio di nove, ma subito dopo fu atterrato di nuovo, fece molta fatica a rialzarsi e l'arbitro fermò l'incontro.

Grazie alle vittorie annuali, Patterson fu eletto Fighter of the Year (pugile dell'anno) 1956 dalla rivista Ring Magazine.

Patterson dimostrò molta classe, calma e dignità prima e dopo un incontro o durante una qualsiasi apparizione pubblica, questo lo rese un campione molto apprezzato dall'opinione pubblica, dal governo e dall'America bianca, nonostante fosse afroamericano e negli Stati Uniti vigeva ancora la segregazione razziale.

Patterson vs Tommy Jackson 2

Il 29 luglio 1957 ci fu la rivincita contro Tommy "Hurricane" Jackson, questa volta prevista per i 15 round, e con Floyd nelle vesti di campione e favorito. Jackson aveva un record di 29 vittorie e 5 sconfitte. La critica accusava Patterson di non aver sfidato nessun pugile di elite, ma Tommy Jackson, in quel momento era probabilmente l'avversario migliore in circolazione.

Il ring fu quello del Polo Grounds di New York, l'incontro (arbitrato da Ruby Goldstein), fu in realtà a senso unico; "Jackson, a suo modo, fu un degno sfidante di un campione. La sua resilienza fu spettacolare. Dal primo round in poi era ovvio con non aveva più chance, la campana lo salvò in quel round, andò giù al secondo e si rialzò subito, andò al tappeto anche al nono e fu contato per 4 secondi, a volte si rialzò quasi allegramente. Ma per i giudici non vinse nessun round. I suoi colpi erano inefficaci, mandati all'aria, ha fatto più male ai moscerini che sciamavano sotto le luci che a Patterson, che non ha subito un solo colpo netto e duro. Patterson mirava di più al corpo, ma il grande allungo di Jackson costrinse Floyd a colpire alla testa, dove lo sfidante era più debole, gli uscì sangue da naso, si ferì alla mascella e il suo occhio sinistro fu mezzo chiuso. Nessuno, ne Patterson ne i 18.100 spettatori capivano cosa permetteva a Tommy Jackson di rimanere in piedi" (Martin Kane Sports Illustrated).

Al decimo round l'arbitro interruppe l'incontro, Jackson dimostrò una grande resistenza di fiato e fisica, 5 ore dopo l'incontro fu ospedalizzato, con un'infiammazione al rene, Patterson gli fece visita in ospedale.

Patterson vs Pete Rademacher

Un mese dopo, nell'agosto del 1957 Patterson tentò la difesa al titolo contro il pugile dello stato di Washington Pete Rademacher. Questi veniva dall'oro olimpico nei pesi massimi, alle Olimpiadi di Melbourne del 1956 e faceva proprio contro Patterson il suo debutto nel professionismo.

Cus D'Amato preferì che Patterson si presentasse più pesante per questo incontro e raggiunse le 187 libbre (85 kg), mentre Rademacher che era solito combattere intorno alle 214 libbre (97 kg) per questo incontro scese a 91 kg. Furono usati guantoni da 8 once, e l'impianto fu il Sick's Stadium di Seattle ospitante 25.000 posti per l'incontro.

Patterson nel secondo round fu messo al tappeto da due ganci destri dello sfidante. Patterson si riprese e, a tre secondi dalla fine del sesto round, dopo sette atterramenti, Rademacher finì KO

Vittorie contro Harris e London

Nell'agosto 1958 Floyd sconfisse Roy Harris nella sua terza difesa al titolo. L'incontro si disputò al Wrigley Field di Los Angeles e Harris era dato sfavorito 5 a 1. Al secondo round un montante destro dello sfidante seguito da una leggera spinta misero al tappeto Patterson, che si rialzò al conteggio di 4. Il campione si trovò in difficoltà nei primi round ma col passare di essi cominciò a riprendere confidenza e tra il 7º e 12º round aveva messo a segno 3 knock-down. Prima di cominciare il 13º round Bill Gore, allenatore di Roy Harris, chiese all'arbitro Mushy Callahan di fermare l'incontro.

Il primo maggio 1959 batté anche l'ex campione britannico e del Commonwealth; Brian London, Patterson lo mise al tappeto al 10º round e definitivamente KO all'11º round.

La trilogia con Ingemar Johansson Il 26 giugno 1959 Patterson fu sconfitto a sorpresa dal campione europeo dei pesi massimi, lo svedese Ingemar Johansson, allo Yankee Stadium di New York per KO al terzo round, dopo aver subito ben sette atterramenti. Johansson era imbattuto in 21 incontri e veniva dalla vittoria sul contendente Eddie Machen, lo svedese era considerato il primo contendente al titolo nel 1959. Il match fu dichiarato "sorpresa dell'anno". L'ultimo round di questo match fu proclamato "round dell'anno" da Ring Magazine. La sconfitta apparve sospetta, alla luce della successiva rivincita del giugno del 1960, al Polo Grounds di New York, davanti a 31 mila persone. Patterson fu più aggressivo, ma il neo campione tentò di imporsi nei primi round, al 5º round però Floyd mise giù il campione e poco dopo essersi rialzato lo colpì con un gancio sinistro potentissimo, il campione cadde come un sacco di patate, la sua testa atterrò con un tonfo che fu udibile nelle sezioni in prima fila. Il suo piede sinistro si contrasse convulsamente e il sangue gli colava dalla bocca e dal naso mentre l'arbitro Arthur Mercante lo contava all'1:51 del quinto round. Poco dopo Johansson si riprese e Patterson fu quindi il primo peso massimo a riuscire a riconquistare il titolo, record uguagliato e poi superato da Muhammad Ali, che ebbe modo di riconquistare il primato per tre volte. Nel 1960 Patterson fu nuovamente eletto Fighter of the Year (pugile dell'anno) da Ring Magazine.

L'incontro fu comunque dichiarato "combattimento dell'anno" e la sua ultima ripresa "round dell'anno", sempre da Ring Magazine.

Il 13 marzo 1961, questa volta al Convention Center di Miami Beach, fu disputato il terzo incontro tra Patterson e Johansson. Patterson si presentò con un paio di kg in più, registrando 88,3 kg, stessa cosa per Johansson che fece 93,7 kg. Al primo round il campione fu atterrato due volte e Johansson una volta, infine lo svedese fu messo KO definitivamente alla sesta ripresa. Nel 1996 questo match è stato inserito da Ring Magazine al 31º posto nella classifica dei più grandi match con titolo in palio della storia del pugilato e la prima ripresa "round dell'anno" 1961.

Nel dicembre del 1961 Patterson fece la sua ultima difesa del titolo battendo Tom McNeeley per KO al 4º round, dopo averlo atterrato 11 volte.

Il doppio confronto Liston-Patterson

Dopo la vittoriosa difesa per KO contro Tom McNeeley, Patterson esitava a mettere in palio il titolo contro il temibile Sonny Liston, un picchiatore dell'Arkansas nato in una piantagione di cotone, che tra il 1958 e il 1961 aveva scalato i ranking della categoria annientando a colpi di KO uno dopo l'altro i principali sfidanti al titolo mondiale. I suoi procuratori riuscirono a ottenere vari rinvii, anche a causa del fatto che alcune commissioni pugilistiche, tra cui quelle di Filadelfia e di New York, avevano inibito l'attività a Liston per i suoi rapporti con alcuni boss mafiosi. Tra costoro Frankie Carbo e Blinky Palermo, che al tempo controllavano le scommesse sulla boxe. Inoltre anche la National Boxing Association, nel 1961, aveva sospeso Liston dall'attività per le sue amicizie nella mafia.