L'Associazione Nazionale del Fante (acronimo ANF) è un'associazione d'arma italiana che rappresenta l'Arma di fanteria dell'Esercito italiano nella società civile. Riconosciuta di personalità giuridica e affiliata ad Assoarma, ha sede centrale a Milano ed è attiva sul territorio attraverso federazioni e sezioni locali. Le sue finalità comprendono la tutela della memoria dei fanti caduti, il mantenimento dei vincoli di solidarietà tra i militari e gli ex militari di fanteria e la promozione di iniziative patriottiche, commemorative, sociali e culturali.

L'ANF è stata fondata nel 1920 dal tenente di complemento Giuseppe Fontana, in accoglimento dell'istanza dei fanti del Regio Esercito reduci dalla Prima guerra mondiale. L'associazione è depositaria del Medagliere Nazionale dell'Arma di Fanteria per conto dell'Esercito Italiano e partecipa a cerimonie e ricorrenze ufficiali in collaborazione con le autorità civili e militari. Dal 2017 il presidente nazionale è Gianni Stucchi.

Attraverso una rete di circa 320 sezioni locali, coordinate a livello regionale e nazionale, l'ANF organizza raduni nazionali e territoriali, attività di volontariato e iniziative di educazione civica e alla memoria. Nel corso del tempo ha promosso la realizzazione e la cura di numerosi monumenti, cippi e altri segni dedicati al fante, nonché fa riferimento a cimiteri, ossari, sacrari e percorsi commemorativi legati alla storia dell'Arma di fanteria in Italia e all'estero. L'associazione affianca alle attività associative una produzione editoriale che comprende la rivista ufficiale Il Fante d'Italia, altre testate di sezione e pubblicazioni librarie a carattere storico e commemorativo.

Storia Pur richiamandosi alla lunga storia della fanteria italiana, l’ANF si riconosce soprattutto nella fanteria post‑unitaria e in particolare nella generazione che combatté tra il 1915 e il 1918, la cui esperienza segnò in modo decisivo la cultura associativa. L’esperienza della Prima guerra mondiale costituisce il principale riferimento identitario dell’associazione: furono infatti i fanti reduci del conflitto a promuovere la nascita del sodalizio nel 1920. In generale le associazioni combattentistiche venivano percepite come «custodi della memoria» dei caduti e delle esperienze vissute al fronte.

In questa prospettiva, la vicenda dell’ANF viene generalmente articolata in due fasi: il periodo del Regno d’Italia, segnato dall’eredità diretta della Grande Guerra, e quello dell’Italia repubblicana, in cui l’associazione ha rinnovato le proprie finalità commemorative e sociali adattandole al nuovo contesto istituzionale.

Regno d'Italia L'associazione fu costituita a Milano il 7 luglio 1920 su iniziativa del tenente di complemento Giuseppe Fontana, in accoglimento delle richieste dei fanti reduci della Prima guerra mondiale. Fontana morì il 7 gennaio 1943, con il grado di Maggiore, in seguito alle ferite riportate in combattimento nella Campagna italiana di Russia, alla quale partecipò come volontario.

La prima sezione, detta "La Primogenita" (o semplicemente "Primogenita"), fu inaugurata a Milano il 24 ottobre 1920.

Il secondo presidente nazionale fu il tenente Gino Dall'Ara, anch'egli volontario nella Prima guerra mondiale, durante la quale riportò la mutilazione dell'occhio sinistro. Partecipò anche alla Seconda guerra mondiale con il grado di tenente colonnello.

Con regio decreto 13 maggio 1943 l’associazione assunse la denominazione di "Reggimento Fanti d'Italia".

Attività e documentazione filmica nel Regno d'Italia L'attività dell'ANF nel periodo del Regno d'Italia è testimoniata anche da cinegiornali e fotoreportage dell'Istituto Nazionale Luce, che inquadrano l'associazione nel sistema delle cerimonie militari, monarchiche e fasciste dell'epoca. Nel 1934, alla caserma dell'81º fanteria di Roma, il re Vittorio Emanuele III e la principessa Maria Francesca di Savoia presenziarono alla consegna della bandiera dell'Associazione nazionale del Fante, offerta dal Presidio, ai fanti romani in congedo.

Nel novembre 1935 un cinegiornale del Giornale Luce B documenta la consegna di una «fiamma» al collegio militare da parte della Federazione nazionale delle patronesse dell'Associazione del Fante, con il generale PanceriCon ogni probabilità si tratta del generale Erminio Panceri, già tenente colonnello nel 1905 e generale durante la Grande Guerra che trasmette il vessillo al più giovane degli allievi, evidenziando il ruolo dell'articolazione femminile dell'associazione nelle cerimonie ufficiali.

Nel quadro delle iniziative assistenziali e propagandistiche del regime, nel gennaio 1937 un servizio fotografico del Luce ritrae la principessa Maria Francesca di Savoia mentre distribuisce doni ai bambini in occasione di una «Befana fascista» patrocinata dall'Associazione Nazionale del Fante, alla presenza di esponenti del Partito Nazionale Fascista.

Ulteriori cinegiornali, come La commemorazione dei fanti (Gorizia, 1931) e i raduni dei fanti a Napoli (1936) e del Piemonte a Racconigi (1938), pur non citando sempre espressamente l'Associazione, documentano la centralità del «fante» e dei suoi medaglieri nelle politiche di memoria della Grande Guerra promosse dal regime, in cui le associazioni combattentistiche e d'arma – tra cui l'Associazione Nazionale del Fante – ebbero un ruolo di primo piano.

Italia Ripresa la vita associativa nel 1949, la struttura dell'ANF si espanse rapidamente fino a comprendere oltre duemila sezioni sul territorio nazionale. Il 5 maggio 1949 il senatore Aldo Rossini fu eletto presidente nazionale dell'associazione. Nel 1954 l'Associazione mutò la denominazione da "Reggimento Fanti d'Italia" a quella attuale. Il 10 settembre 1959 l’ente fu iscritto nel Pubblico Registro delle persone giuridiche.Al n. 96 del volume II presso la Cancelleria del Tribunale Civile di Milano.

Nel 1975 venne eletto alla presidenza nazionale Marcello Mantovani; nel 1992 gli successe Elio Nardilli e, nel 2003, Vito Titano. Il 23 dicembre 2003, in seguito all'emanazione del D.P.R. n. 361/2000, l'organizzazione è stata iscritta nel Registro delle persone giuridiche tenuto dalla Prefettura di Milano. Nel 2009 è stato eletto Antonio Beretta e, in occasione del Congresso straordinario di Milano del 10 e 11 ottobre 2009, è stato approvato un nuovo statuto dell'associazione. Il 22 aprile 2017 è stato eletto presidente nazionale Gianni Stucchi.

Nel 2024 risultano attive 320 sezioni, con 11.800 soci effettivi a cui si aggiungono 3.500 patronesse.

Descrizione L'ANF è un'Associazione d'arma senza fini di lucro, dotata di personalità giuridica, che riunisce i fanti in congedo e in servizio dell'Esercito italiano e i simpatizzanti, con l'obiettivo di mantenere vive la memoria e le tradizioni dell'Arma di fanteria e di promuovere iniziative di solidarietà e coesione sociale.

Mediante le proprie attività, sia di tipo istituzionale con funzione pubblica sia interne al sodalizio, l'associazione persegue gli scopi costitutivi indicati nello statuto: finalità di carattere patriottico, commemorativo e celebrativo in relazione alla storia e alle tradizioni della fanteria; la promozione del volontariato e dell'assistenza sociale; attività di carattere culturale, sportivo e umanitario.

L'ANF ha ricevuto in deposito dall'Esercito Italiano il Medagliere Nazionale dell'Arma di Fanteria, che custodisce e rappresenta nelle principali cerimonie civili e militari.

Attività L'attività dell'associazione si articola in iniziative commemorative e cerimoniali (raduni nazionali e raduni territoriali, celebrazioni del patrono San Martino, partecipazione alle ricorrenze civili e militari), in azioni di volontariato e assistenza in favore dei soci e delle loro famiglie, nonché in progetti di educazione civica e di promozione della cultura della memoria, spesso svolti in collaborazione con l'Esercito italiano, le amministrazioni locali e altre associazioni d'arma.

Adunate e raduni nazionali Le manifestazioni nazionali promosse dall’Associazione Nazionale del Fante si articolano storicamente in adunate e raduni, due forme di incontro che, pur affini, rispondono a tradizioni e contesti differenti. Le adunate, sviluppatesi nel periodo del Regno d’Italia, erano grandi manifestazioni pubbliche con una forte impronta cerimoniale e simbolica, spesso inserite nel quadro delle politiche commemorative dell’epoca. I raduni, ripresi e sistematizzati nell’Italia repubblicana, costituiscono invece appuntamenti periodici dell’associazione, caratterizzati da una dimensione più propriamente associativa e commemorativa, in continuità con le finalità statutarie dell’ANF

Le adunate - Regno d'Italia La 1ª Adunata nazionale del fante si svolse a Roma nel 1934 e fu articolata in più momenti. Il 25 aprile, in piazza del Campidoglio, fanti in congedo, militari in uniforme, cappellani e rappresentanti dell’associazione parteciparono a una cerimonia religiosa denominata «Rosario della Gloria», come documentano le fotografie di Foto Attualità dell’Archivio storico Luce, che mostrano la piazza gremita, i gagliardetti associativi e il presidente dell’Associazione Nazionale del Fante accanto alle personalità invitate.

Un mese più tardi, il 24 maggio 1934, la stessa adunata ebbe il suo culmine in piazza Venezia, dove si tenne una grande manifestazione alla presenza di Benito Mussolini: le immagini dell’Archivio Luce ritraggono la piazza colma di partecipanti e la definiscono esplicitamente «1ª adunata nazionale dei fanti», con inquadrature del balcone di palazzo Venezia e della folla riunita sotto le bandiere e i gagliardetti dei fanti.

Il tema del «raduno dei fanti» ricorre in vari cinegiornali che documentano adunate di carattere nazionale o interregionale organizzate con la partecipazione delle autorità del Regno. Un servizio del Giornale Luce B, girato a Napoli nel settembre 1936, mostra la sfilata di circa 20.000 reduci di fanteria davanti al principe di Piemonte, presentata come «raduno dei fanti a Napoli», con colonne di fanti in marcia, mezzi militari e tribune d’onore allestite lungo il percorso. Un ulteriore cinegiornale del 1938 documenta il «raduno dei fanti del Piemonte» a Racconigi, alla presenza del principe di Piemonte, con fanti schierati nel parco del castello, benedizione di bandiere e sfilate di reparti e medaglieri.

I raduni - Repubblica Italiana

Dopo la seconda guerra mondiale e la ricostituzione dell’associazione in ambito nazionale, la pratica delle adunate è stata ripresa in modo stabile nell’Italia repubblicana. La numerazione dei raduni nazionali adottata dall’ANF fa convenzionalmente iniziare la serie con il raduno di Napoli del 1955, considerato 1º Raduno Nazionale; negli anni successivi gli appuntamenti si sono svolti in diverse città, tra cui Gorizia, Cagliari, Palermo, Torino, Ravenna, Vicenza, Brescia, Vittorio Veneto e Trieste, secondo la cronologia ufficiale pubblicata sul sito dell’associazione.

Alcuni di questi raduni sono documentati anche dalla filmografia del dopoguerra, come i servizi della Settimana Incom sulle celebrazioni del 24 maggio a Napoli nel 1955, dove compaiono il medagliere dell’Associazione Nazionale del Fante e le autorità civili e militari riunite presso il monumento al Fante.

Le sezioni dell'A.N.F. e la Presidenza nazionale

L'Associazione Nazionale del Fante è articolata in sezioni locali presenti in numerosi comuni italiani, coordinate da federazioni territoriali e dagli organi nazionali. Le sezioni costituiscono il livello di base della vita associativa: organizzano cerimonie commemorative, iniziative culturali e di volontariato, mantengono i rapporti con le amministrazioni locali e con i reparti dell'Esercito italiano e danno concreta attuazione, sul territorio, al motto dell’associazione «Onorare i Caduti operando per i vivi».