Biografia Hugo Alvar Henrik Aalto nacque il 3 febbraio 1898 a Kuortane, in Finlandia, primogenito di Johan Henrik, ingegnere finlandese specializzato in geodesia e cartografia, e Selly Hackstedt, postina nativa della Svezia. Sin da piccolo Aalto poté beneficiare di un eccellente clima familiare, animato dall'eleganza vestiaria e dal cosmopolitismo del padre e dall'esuberanza creativa, talentuosa, quasi anarchica della madre: questa bipolarità, poi, si conciliava in un rispettoso e fervente amore nei confronti del creato e della Natura (suggellato da un motto del nonno, che recitava: «La foresta può fare a meno dell'uomo, ma l'uomo non può fare a meno della foresta»).. Quando il piccolo Alvar non aveva che cinque anni la famiglia si trasferì dapprima a Alajärvi e poi a Jyväskylä, al centro della Finlandia, nella prospettiva di fornire ai bambini (cinque in totale, di cui solo quattro sopravvissuti alla vita adulta) un'educazione eccellente: fu proprio presso quest'ultima cittadina, in effetti che Aalto iniziò la sua formazione, frequentando un istituto d'istruzione classica dallo stampo prettamente umanistico.. Le lettere, tuttavia, non entusiasmavano Alvar, che sin da quand'era piccino nutriva una passione contagiosa per l'architettura e il disegno, discipline che iniziò a studiare approfonditamente a partire dall'immatricolazione presso l'Istituto di Tecnologia di Helsinki, avvenuta nel 1916: malgrado la dislessia e gli scoraggiamenti di un architetto di nome Salervo («Non sarai mai un buon architetto, ma prova a prestarti all'editoria giornalistica!»), Aalto diede brillantemente prova di sé in questi anni, sia dal punto di vista accademico sia da quello sociale. Nonostante una breve interruzione, dovuta alla deflagrazione della guerra civile finnica (che vide Aalto combattere valorosamente tra le file controrivoluzionarie dell'Armata Bianca), Alvar riuscì a laurearsi cum laude nel 1921 e, ancora studente, iniziò persino la sua attività progettuale, realizzando una dimora per i propri genitori, a Alajärvi.

Nel frattempo, contemporaneamente alla promozione a secondo tenente (avvenuta nel giugno 1923), Aalto si iscrisse all'ordine degli architetti ed effettuò il suo primo viaggio all'estero, con tappe a Stoccolma e Göteborg, città presso la quale si mise persino alle dipendenze dell'architetto Arvid Bjerke, seppur per pochissimo tempo. Ritornato a Jyväskylä Aalto inaugurò il suo primo studio architettonico con il nome «Alvar Aalto, Architetto e Artista Monumentale». In quello stesso periodo Aalto era particolarmente attivo non solo dal punto di vista progettuale - a questi anni sono ascrivibili numerose unità abitative unifamiliari presso Jyväskylä - bensì anche sotto il profilo redazionale: assai prolifica, infatti, fu la sua collaborazione con la rivista Sisä-Suomi, dove sotto lo pseudonimo di «Remus» scriveva articoli dalla validità tuttora assai viva. Frattanto, in data 6 ottobre 1924, Aalto si unì in matrimonio con Aino Marsio, sua compagna di Politecnico e diplomata un anno prima di lui, con la quale avviò una felicissima relazione non solo amorosa, ma anche professionale, destinata a dare i propri frutti sino al 1949, anno di morte di lei (fino a tale anno, invero, i loro progetti recavano la loro firma congiunta).. I due celebrarono la propria luna di miele in Italia, terra già nota a Aino ma non a Aalto, che ivi suggellò un saldo legame intellettuale con le culture della regione mediterranea, le quali ebbero riverberi anche importanti nella sua oeuvre architettonica (si pensi al club dei lavoratori di Jyväskylä, tra i primi cimenti di rilievo dell'Aalto, il quale presenta decise tangenze stilistiche con il tempietto del Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti): gli edifici dolcemente inseriti lungo le colline, i maestosi palazzi del potere (come quello di Siena), le monumentali piazze pubbliche e il fascino lagunare di Venezia furono tutte esperienze che lasciarono un'impronta profonda nella sua fantasia di architetto.

Dopo aver vinto il primo premio del concorso architettonico della Cooperativa dell'Agricoltura del Sud-Ovest di Finlandia - Aino e Alvar si trasferirono a Turku e vi trasferirono il loro studio: tale decisione fu molto prospera, considerando i fermenti architettonici che gravitavano intorno a tale cittadina e, in particolar modo, intorno alla figura di Erik Bryggman, architetto finlandese dal carattere spiccatamente progressista (il biografo più accreditato di Aalto, Göran Schildt, riporta che Bryggman era l'unico architetto che Aalto considerava proprio eguale). Nel frattempo Alvar ebbe l'opportunità di intensificare la sua presenza nella scena architettonica mondiale con il trasferimento a Helsinki (1931), partecipando al quarto Congresso internazionale di architettura moderna e all'elaborazione della carta di Atene, nonché stendendo numerosissimi progetti di successo, come per esempio il sanatorio di Paimio (1929-1933), la biblioteca municipale di Viipuri (1933-1935) e la villa Mairea (1938). La caratura architettonica dell'Aalto, in effetti, era confermata anche dal numero esorbitante di architetti famosi che lo omaggiarono della loro amicizia: non solo Bryggman ma anche Le Corbusier, Walter Gropius, Karl Moser e Sigfried Giedion..

La fama ormai sfolgorante da lui goduta fu poi rafforzata anche dalla grande mostra organizzata nel 1938 dal Museum of Modern Art di New York in suo onore e dal progressivo conseguimento di prestigiosi riconoscimenti internazionali, tra cui si segnalano la medaglia d'oro del Royal Institute of British Architects nel 1957 e la laurea ad honorem conferitagli dal Politecnico di Milano. Nel 1965 Aalto tenne una grande esposizione nel palazzo Strozzi di Firenze, che lo celebrò come uno tra i migliori artisti europei del secolo. Il culto aaltiano ha potuto beneficiare anche dell'istituzione di un ente museale a lui dedicato, il museo Alvar Aalto a Jyväskylä, progettato dallo stesso architetto e dedicato alla catalogazione, conservazione ed esposizione della sua opera. Più travagliata, invece, fu la sua vita privata: morta la moglie Aino nel 1949, Aalto precipitò in un tragico silenzio architettonico che si interruppe solo tre anni dopo, quando si risposò con Elissa Mäkiniemi, attiva come collaboratrice nel suo studio (anche questa volta, dunque, si venne a creare un'intima quanto attiva collaborazione non solo amorosa bensì anche lavorativa). Superata questa drammatica battuta d’arresto, Aalto si confermò come uno dei punti di riferimento più imprescindibili per l'intera architettura mondiale: questa gloria è attestata non solo dall'intensa attività professionale, costellata di progetti in Finlandia, Italia, America, Medio Oriente, Svizzera, Danimarca e Germania (in quest'ultima nazione, in particolare, riscosse grande successo con la partecipazione all'Interbau del 1957),In occasione dell'Interbau Aalto intervenne nel quartiere Hansa con la costruzione di un edificio residenziale plurifamiliare e pluripiano particolarmente interessante soprattutto per quanto concerne i caratteri distributivi dei singoli appartamenti. Di seguito si riporta l'analisi che il Reed fornisce di un appartamento-tipo:

In . ma anche dall'enorme numero di premi, onorificenze, lauree honoris causa e nomine in accademie e istituzioni culturali riscosse in questo periodo.. Alvar Aalto, infine, morì l'11 maggio 1976 a Helsinki.

Stile Dal classicismo degli esordi all'organicismo della maturità Gli inizi classicisti Nel 1898, anno di nascita di Aalto, la Finlandia era uno Stato che, pur beneficiando di una vasta autonomia, era sottoposta al dominio dell'Impero russo, del quale rappresentava un granducato. Questa subordinazione alla corona zarista, tuttavia, era incompatibile con il progressivo costituirsi di un'identità nazionale, che deflagrò nel 1917 quando, dopo una tumultuosa contrapposizione politica interna e una sanguinosa guerra civile che vide contrapposti i Bianchi e i Rossi, la Finlandia ottenne finalmente l'indipendenza nazionale. Venne così coronata una raggiunta consapevolezza di un'identità linguistica e culturale, da suggellare definitivamente con l'acquisizione di uno stile architettonico finlandese coeso e compiuto. È a questo imperativo culturale ben preciso che rispondono le esperienze architettoniche iniziali di Aalto, il quale negli esordi nutrì un'ambiziosa quanto inusitata passione per la storia dell'architettura: «Ciò che è stato non ritorna più. Ma nemmeno sparisce del tutto. Ciò che è stato riappare sempre ma in forme nuove». Il giovane architetto, nei suoi primi cimenti progettuali, si rivolse senza pudore ad altre civiltà architettoniche estranee a quella nordica, fagocitate senza alcun interesse di erudizione fisiologica, in maniera funzionale alla formazione di orientamenti stilistici personali coerenti, nonché di un'immagine architettonica nazionale più compiuta.. Aalto, in altre parole, non emulava acriticamente il patrimonio architettonico del passato: certo, lo studiò con devota attenzione, però ne disconobbe il valore normativo e, accantonando ogni tipo di precettistica, utilizzò codici linguistici diversi, saggiò i vari stili, elaborò continuamente nuove forme, desumendone in maniera spontanea ma esatta una pluralità inesauribile di soluzioni figurative, formali e spaziali.

È solo utilizzando queste coordinate teoriche nette e allo stesso tempo così spregiudicate, secondo il giudizio del giovane Aalto, che si evita di decadere in un'anacronistica venerazione del passato e che si può ambire a una nuova progettualità e a una personale invenzione stilistica. In quest'ampia gamma di referenti architettonici, senza gerarchie o subordinazioni di sorta, figurano in maniera armonicamente indisciplinata citazioni rinascimentali, barocche, neoclassiche, Liberty: i chioschi per la vendita del carburante a Jyväskylä, per esempio, si rivolgono esplicitamente all'architettura neogotica, e non mancano nemmeno rivisitazioni rinascimentali, con dotte citazioni palladiane (casa Manner), albertiane (chiese di Pertunmaa e Jämsä) o brunelleschiane (progetto di chiesa lignea a pianta centrale)... Questo classicismo poco ortodosso ma assolutamente legittimo,Così il Reed: In . poi, concedeva ampi spazi a sperimentazioni sincretiche, dove in un singolo gesto progettuale convivevano armoniosamente stili appartenenti a epoche diverse: la chiesa di Pertunmaa, per esempio, presenta eterogenee memorie classiche, oscillanti tra il romanico e il rinascimentale,. così come la sede del Corpo della Guardia civile prefigura un confronto tra ipotesi stilistiche diverse, pompeiane negli interni, asplundiane e palladiane nei prospetti.. Importante, in questi anni, è stata infatti anche la figura di Gunnar Asplund, architetto svedese dal quale Aalto derivò un rigoroso approccio pragmatista ed empirista: dalle compiaciute ascendenze asplundiane, per esempio, è il corpo posteriore della sede dell'associazione regionale dei patrioti a Seinäjoki..