Il disastro petrolifero di Mauritius, altresì noto come il disastro della Wakashio, è stato un incidente marittimo verificatosi il 25 luglio 2020 al largo della costa dell'isola di Mauritius, causato dalla Wakashio, una nave portarinfuse da 203 130 tonnellate di portata lorda della Mitsui O.S.K. Lines, Ltd., che restò incagliata in una barriera corallina e provocò la fuoriuscita di materiali inquinanti tra cui petrolio. Si stima che circa 1 000 tonnellate di quest'ultimo si siano riversate nell'oceano in quello che è stato definito da alcuni scienziati il peggior disastro ambientale mai avvenuto a Mauritius. Due settimane dopo l'incidente, il Governo della Repubblica di Mauritius dichiarò l'incidente un'emergenza nazionale.
Antefatti La Wakashio, una grande nave portarinfuse Capesize, fu costruita dalla Universal Shipbuilding Corporation di Tsu (Giappone). Venne impostata il 23 settembre 2004, varata il 9 marzo 2007 e consegnata il 30 maggio 2007. Aveva una stazza lorda di 203 130 tpl, una lunghezza fuori tutto di 299,95 metri e una larghezza di 50 metri. Era alimentata da un singolo motore Diesel che le forniva una velocità di servizio di 14,5 nodi (26,9 km/h). La nave apparteneva alla Okiyo Maritime Corp., una società collegata della Nagashiki Shipping Co., Ltd., ed era gestita dalla Mitsui O.S.K. Lines. Al momento dell'incaglio, la Wakashio stava navigando sotto bandiera di comodo panamense mentre era di proprietà giapponese. La nave stava navigando senza carico ed era partita da Lianyungang (Cina) il 4 luglio, si era fermata a Singapore e avrebbe dovuto raggiungere Tubarão (Brasile) il 13 agosto. A bordo era presente un equipaggio composto da 20 membri, nessuno dei quali rimase ferito nell'incidente.
L'11 agosto l'organismo d'ispezione giapponese ClassNK espose in una dichiarazione che la nave aveva superato un sopralluogo annuale a marzo. Mitsui O.S.K. Lines ha inoltre affermato di dubitare che l'incidente possa avere un impatto significativo sui loro guadagni.
L'incidente Il 25 luglio la Wakashio si incagliò su una barriera corallina a sud-est dell'isola di Mauritius, ma non iniziò immediatamente a perdere petrolio, infatti, iniziò a fuoriuscire dalla nave il 6 agosto, quando le autorità di Mauritius stavano cercando di controllare la perdita e minimizzarne gli effetti. Riuscirono a isolare le aree sensibili dal punto di vista ambientale della costa in attesa dell'aiuto degli Stati stranieri per pompare fuori circa 3 890 tonnellate di olio combustibile a bassissimo tenore di zolfo. Entro il 10 agosto, circa 1 000 tonnellate di combustibile erano fuoriuscite, con stime del petrolio rimanente a bordo che variavano da 2 500 a 3 000 tonnellate. I forti venti e le onde alte 5 metri fermarono i lavori di pulizia il 10 agosto. Delle crepe visibili nello scafo della nave portarono a timori che la nave potesse "spezzarsi in due tronconi", secondo l'allora primo ministro della Repubblica di Mauritius Pravind Kumar Jugnauth. Jugnauth affermò che 3 000 tonnellate di petrolio erano state pompate fuori dai serbatoi di carburante della nave. I dati dei satelliti finlandesi ICEYE indicarono che la fuoriuscita era aumentata da 3,3 km² il 6 agosto a 27 km² l'11 agosto.
La nave si spezzò il 15 agosto quando erano ancora presenti 166 tonnellate di combustibile al suo interno, mentre onde alte 4,5 metri ostacolarono la pulizia. Successivamente alla rottura, la sezione di prua del bastimento fu rimorchiata in mare aperto e inabissata il 24 agosto. Le operazioni di recupero continuarono attorno alla sezione di poppa, che rimase incagliata, e il 31 agosto un rimorchiatore che lavorava sul relitto naufragò dopo essere entrato in collisione con una chiatta in condizioni meteorologiche avverse, uccidendo almeno tre membri dell'equipaggio. In ottobre, un contratto di recupero per la sezione di poppa rimanente della Wakashio, ancora incagliata sulla barriera corallina, fu assegnato alla cinese Lianyungang Dali Underwater Engineering, che pianificò di iniziare la decostruzione a dicembre e continuare per almeno diversi mesi.
Secondo gli investigatori, che hanno intervistato i membri dell'equipaggio, al momento dell'incaglio la nave stava navigando vicino alla costa perché l'equipaggio stava festeggiando il compleanno di un marinaio e cercava di captare un segnale Wi-Fi. Tuttavia, la polizia locale ha smentito le notizie secondo cui la nave si sarebbe avvicinata alla terraferma per questo motivo, spiegando che per ottenere un segnale telefonico non sarebbe stato necessario navigare così vicino alla costa. Inoltre, l'operatore della nave, Mitsui O.S.K. Lines, ha affermato che l'intera flotta disponeva di accesso a Internet gratuito e illimitato. Nonostante gli avvisi riguardanti la rotta errata, la nave non ha risposto agli avvertimenti. Il capitano, un indiano di 58 anni di nome Sunil Kumar Nandeshwar, insieme al vice capitano, è stato arrestato il 18 agosto con l'accusa di negligenza nella conduzione della nave.
L'incaglio è avvenuto in un'area riconosciuta dalla Convenzione di Ramsar come zona umida di importanza internazionale e si trova nelle vicinanze del parco marino di Blue Bay. Il turismo rappresenta una componente fondamentale dell'economia di Mauritius, con una spesa totale di circa 63 miliardi di rupie (circa 1,17 miliardi di euro) nel 2019, basata soprattutto sui paesaggi marini e sulla fauna locale, entrambi minacciati dalla fuoriuscita di petrolio. L'ONG ambientalista Greenpeace ha dichiarato che:
Conseguenze Bonifica
I residenti provenienti da varie zone dell'isola, inclusi pescatori, subacquei e ONG, sono intervenuti per primi realizzando barriere assorbenti galleggianti per prevenire ulteriori fuoriuscite di petrolio; inoltre, hanno collaborato alla pulizia delle aree costiere colpite.
Jugnauth ha dichiarato lo stato di emergenza ambientale e ha richiesto assistenza alla comunità internazionale.
L'11 agosto 2020, la Indian Oil Mauritius, Ltd. (IOML) ha iniziato a pompare il petrolio fuori dalla nave danneggiata trasferendolo sulla chiatta di loro proprietà Tresta Star (con una capacità di 1.000 tonnellate di petrolio).
L'India ha inviato 30 tonnellate di attrezzature tecniche e materiali per contenere la marea nera, oltre a una squadra composta da 10 membri della Guardia costiera specializzati in interventi contro le fuoriuscite di petrolio. Durante le operazioni di bonifica sono stati utilizzati speciali tamponi assorbenti al grafene chiamati "Sorbene", forniti dalla startup indiana Log 9 Spill Containment Pvt., Ltd., con sede a Mumbai. Questi tamponi sono in grado di assorbire grandi quantità di petrolio e possono essere riutilizzati fino a 6-7 volte, permettendo un recupero più efficiente del materiale disperso.
Il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron ha espresso solidarietà al popolo mauriziano tramite un messaggio su Twitter, affermando che «Quando la biodiversità è in pericolo, c'è un urgente bisogno di agire. La Francia c'è. Accanto al popolo mauriziano». La Francia ha inviato attrezzature e personale, sia civili che militari, dal territorio d'oltremare della Riunione.
Volontari locali si sono uniti per fronteggiare la situazione realizzando barriere di stoffa riempite con paglia e capelli umani. Anche il Giappone ha inviato una squadra di sei specialisti per supportare le operazioni di pulizia.
La Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo ha avvertito che la fuoriuscita «rischia di avere conseguenze devastanti sull'economia, la sicurezza alimentare, la salute e l'industria turistica» del paese. L'organizzazione ha inoltre ricordato l'importanza di strumenti giuridici internazionali, come la Convenzione HNS (Convenzione internazionale sulla responsabilità e il risarcimento dei danni connessi al trasporto di merci pericolose e tossiche per mare).
Nel mese di agosto 2020, Japan P&I, assicuratore della nave Wakashio, ha incaricato due aziende, Polyeco S.A. e Le Floch Dépollution, per le operazioni di bonifica nel sud-est di Mauritius.
Il petrolio raccolto è stato caricato su chiatte e trasportato per lo smaltimento a Port Louis. Il 31 agosto, durante un groppo, si è verificato un tragico incidente: il rimorchiatore Sir Gaëtan Duval è entrato in collisione con una chiatta ed è naufragato; tre membri dell'equipaggio sono deceduti e un altro risulta disperso.
All'inizio di novembre, tutto il petrolio in superficie era stato rimosso dalle acque di Mauritius, e il ripristino della costa era previsto per l'inizio del 2021.
Il 15 dicembre 2020, Polyeco S.A. ha annunciato il completamento delle operazioni di pulizia lungo 21 chilometri di costa, inclusi Blue Bay, Pointe d'Esny, Preskil Hotel, Pointe Jérôme, Mahébourg Waterfront, Petit Bel Air, Anse Fauvrelle, Rivière des Créoles, Pointe Brocus, l'Île aux Aigrettes, l'Île Mouchoir Rouge e l'Île des Deux Cocos.
Un tour per i media è stato organizzato dal Japan P&I Club il 14 gennaio 2021, a conclusione delle operazioni di bonifica nel sud-est di Mauritius. Le operazioni hanno coinvolto un totale di 370 persone nell'arco di cinque mesi. Circa 1.300 metri cubi di rifiuti liquidi sono stati pompati e trattati presso le raffinerie Virgin Oil, Ltd. ed Eco Fuel, Ltd., mentre 7.900 metri cubi di rifiuti solidi sono stati rimossi dalle coste.
Proteste antigovernative
Il percepito fallimento del governo nel rispondere prontamente ed efficacemente ha provocato proteste. A Mauritius, migliaia di manifestanti si sono radunati nella capitale Port Louis, concentrandosi sul primo ministro Jugnauth, con richieste che includono le dimissioni dello stesso, che però negò ogni responsabilità. Proteste internazionali, principalmente guidate dalla diaspora mauriziana, si sono svolte anche in Canada, Nuova Zelanda, Australia, Svizzera, Francia, Lussemburgo, Germania e Regno Unito.
Il governo ha sospeso il parlamento ed è stato accusato di reprimere i media locali e di impedire reportage indipendenti sull'incidente, attirando dure critiche. Inoltre, il governo è stato criticato per aver delegato decisioni critiche a consiglieri anonimi e non responsabili.
Richieste di riforma dell'industria marittima La fuoriuscita di petrolio, insieme all'esplosione di Beirut del 2020, ha messo in netto risalto le falle dell'industria marittima, con i critici che sottolineano l'atteggiamento lassista nei confronti della sicurezza operativa. Anche commentatori e pubblicazioni del settore marittimo hanno invitato gli attori del settore a una riflessione interna, sostenendo le richieste di una maggiore responsabilità finanziaria dell'industria navale nella risposta e nella bonifica in caso di disastri.
Processo giudiziario Sunil Kumar Nandeshwar, capitano della nave, è stato dichiarato colpevole ai sensi del Merchant Shipping Act del 2007 dal Tribunale d'Inchiesta di Mauritius e ha ammesso di essere stato moderatamente sotto l'effetto dell'alcol al momento dell'incidente. Le indagini hanno inoltre rivelato che la vedetta era stata autorizzata a partecipare a una festa di compleanno, il che le ha impedito di garantire la corretta navigazione della nave. Nandeshwar ha presentato pubblicamente delle scuse per le sue azioni, mentre il primo ufficiale, Hitihanillage Subhoda Janendra Tilakaratna, anch'egli condannato, ha chiesto clemenza. I due sono stati condannati il 27 dicembre 2021.