Ricevette condanne per tentato omicidio, aggressione, rapina e traffico di droga trascorrendo oltre metà della sua vita in prigione. La vita e la carriera criminale di Clark furono caratterizzate da continue evasioni dalle prigioni e dagli istituti correttivi nelle quali venne internato. Alcuni eventi contribuirono a dargli notorietà internazionale, come la rapina a una banca in piazza Norrmalmstorg a Stoccolma, a seguito della quale venne coniato il termine di sindrome di Stoccolma.
La sua vita fu raccontata nella serie Netflix Clark.
Biografia Infanzia e primi anni Clark Olofsson nacque il 1º febbraio 1947 a Trollhättan in Svezia, figlio di una cassiera e di un operaio, e dopo di lui nacquero le sue due sorelle più giovani. Ebbe un'infanzia dura ed infelice: all'età di 11 anni suo padre, un uomo violento e incline all'abuso di alcol, abbandonò la famiglia e di conseguenza la moglie (e madre di Clark e delle sue sorelle) impazzì venendo poco tempo dopo ricoverata all'interno di un ospedale psichiatrico. Essendo quest'ultima non più grado di prendersi cura dei suoi figli il giovanissimo Olofsson e le sue sorelle vennero dati in affido, ma perfino la famiglia in cui venne inviato il ragazzo si rivelò tutt'altro che sana e Clark finì per subire abusi, umiliazioni verbali e percosse anche da parte del nuovo capofamiglia. Stanco della situazione all'età di 14 anni Clark scappò dalla famiglia affidataria e falsificando la firma della madre entrò in una scuola per marinai, una volta imbarcato sulla nave Ballad prestò servizio navigando tra le rotte commerciali di Giappone e Sud America. Tornò in Svezia all'età di 15 anni e scoprì che nel frattempo la madre venne rilasciata dal manicomio e che, oltre alla libertà, ottenne nuovamente la custodia dei figli; riunitasi, la famiglia si trasferì a Slätta Damm, Göterborg per poi trasferirsi nuovamente a Köldgatan, Biskopsgården.
1960-1980 Per via di alcuni crimini commessi in questo periodo, Olofsson venne arrestato e trasferito in un centro di riabilitazione per ragazzi problematici dal quale riuscì ad evadere insieme con altri tre ragazzi nel 1965; successivamente i quattro entrarono illegalmente nella tenuta dell'allora primo ministro svedese Tage Erlander e rubarono ortaggi e frutta dalla serra; scoperti dal giardiniere, riuscirono a scappare. Tre mesi dopo Clark venne arrestato per aver assalito quattro agenti di polizia a Eskiltsuna. Il 4 febbraio 1966 venne condannato a tre anni di prigione, questa fu la sua terza condanna e la sua prima condanna da maggiorenne: per questo motivo fu rinchiuso non più dentro un istituto correttivo, ma dentro una vera e propria prigione. Nello stesso anno egli evase per la prima volta fuggendo dal carcere di Tidaholm.
Il 26 giugno 1966 gli ufficiali di polizia Ragnar Sandahl e Lennart Mathiasson intervennero a causa di un furto nel negozio di biciclette di Skjutsaregatan a Nyköping, i due responsabili furono Clark Olofsson e Gunnar Norgren. Sandahl, uno dei due agenti intervenuti, venne colpito e ucciso da Gunnar Norgren, da quel momento Clark Olofsson apparve sui giornali nazionali (anche se non direttamente responsabile dell'omicidio dell'agente) assieme all'amico e collega divenendo così noto come criminale; Norgren venne arrestato il 16 agosto dello stesso anno all'interno di un appartamento a Utåkersgatan, confessando, dopo l'arresto, l'omicidio. Nell'appartamento in cui venne catturato, di proprietà del fidanzato della sorella di Olofsson, Norgren si arrese solo dopo che la polizia ebbe sparato diversi colpi attraverso la porta dell'appartamento, mentre Olofsson riuscì a scappare prima che la polizia entrasse nell'edificio e riuscì a sfuggire alla legge per due settimane, ma venne infine arrestato il 25 agosto a Grimmaredsskogen poiché la polizia, tramite intercettazioni telefoniche, riuscì a scoprire il preciso luogo in cui Clark Olofsson avrebbe dovuto incontrare la sua fidanzata ventenne dell'epoca. Gli agenti intervenuti furono Bertil Brosved e Ulf Högenberg i quali provarono ad arrestare il gangster svedese, quest'ultimo però tirò fuori una pistola dalla sua cintura ed esplose due colpi colpendo Högenberg alla spalla. Olofsson venne inizialmente condannato a 10 anni di prigione che poi vennero ridotti ad 8. Norgren, reo dell'omicidio di Sandahl (l'agente intervenuto nel furto al negozio di biciclette) venne condannato a 12 anni di prigione, ai tempi la punizione più severa prevista dal codice penale svedese.
Il 4 febbraio 1969 Olfsson scappò dalla prigione di Kumla e fuggì alle Isole Canarie, successivamente prese un volo per Francoforte sul Meno dove incontrò una ragazza, dunque il criminale svedese iniziò a convivere con lei finché non venne nuovamente arrestato dalla polizia tedesca per essere entrato nella Germania Ovest con un passaporto falso. Egli venne rimpatriato in Svezia dove due agenti svedesi lo arrestarono e lo rispedirono al carcere di Kumla. Due mesi prima di venire rilasciato evase nuovamente dalla prigione di Lingata, il 3 febbraio 1973 venne arrestato nella sala da pranzo del Kurhotel a Ulricehamn, a seguito di una segnalazione effettuata da un membro dello staff dell'hotel, più precisamente da una donna addetta alla pulizia delle stanze, la quale trovò una pistola all'interno della stanza occupata dal gangster svedese. Nel maggio del 1973 venne condannato a sei anni di prigione e trasportato alla prigione di Kalmar.
Piazza Norrmalmstorg Nel 1973 il rapinatore di banche Jan-Erik Olsson prese alcuni civili in ostaggio alla Kreditbanken di piazza Norrmalmstorg, a Stoccolma richiedendo che ad Olofsson, detenuto nel carcere di Norrköping, venisse concesso di raggiungerlo alla banca; le autorità soddisfecero la richiesta e Olofsson venne portato alla banca dove trascorse all'incirca 6 giorni con gli ostaggi.
Questo evento passò alla storia per aver portato alla creazione del termine "sindrome di Stoccolma" per indicare la condizione medica in cui si trovano i soggetti che provano un'attrazione sentimentale e/o affettiva nei confronti del loro aguzzino/sequestratore. Olofsson venne condannato dalla corte distrettuale, ma successivamente assolto dalla Corte d'Appello svedese, poiché nelle sue azioni, durante la rapina di Norrmalmstorg, cercò di proteggere gli ostaggi vittime di Olsson. Venne così riportato in prigione per scontare gli anni rimanenti dalla precedente condanna. Chiese la grazia al governo ma gli venne rifiutata, come venne respinta anche la sua richiesta di studiare diritto.
Latitanza, nuove condanne e matrimonio Olofsson scappò dalla prigione di Norrköping il 20 marzo 1975, ad aprile dello stesso anno egli entrò in una banca a Copenaghen armato di due pistole e portò a termine una rapina; riuscì a fuggire dalla banca con un bottino pari all'incirca a 194.000 corone danesi (25.983 euro con il cambio attuale). Durante la fuga Olofsson andò a Marsiglia in Francia e, con un compagno, comprò una barca al prezzo di 50.000 franchi; per tre mesi i due navigarono per il Mediterraneo passando lo stretto di Gibilterra ad agosto. Con l'aiuto di Inger e Mikael von Hejine, due individui provenienti da Djursholm e diretti ai Caraibi (loro luogo di residenza), Olofsson trovò la giusta rotta e finalmente raggiunse l'Irlanda arrivando successivamente in Danimarca; lì venne riconosciuto dalla polizia, ma riuscì a fuggire fino al gennaio del 1976, quando, poco fuori Bruxelles, venne di nuovo riconosciuto dalla polizia belga riuscendo nuovamente a fuggire e, viaggiando a bordo di un treno in Germania, incontrò la diciannovenne Marijke Demuynck.
Il 24 marzo 1976 Olofsson rapinò la Handelsbanken (una delle più importanti banche dei paesi nordici) a Göteborg rubando circa 930.000 corone svedesi (80.935 euro circa col cambio attuale); ai tempi fu la più grande rapina subita da una banca svedese nella storia. Durante la rapina Olofsson prese due persone in ostaggio. Venne arrestato esattamente a distanza di nove ore dalla rapina all'Hotel Gyllene Kärven a Herrljunga. Dopo il suo arresto circa 230.000 corone svedesi vennero recuperate dalle autorità e il resto non venne mai trovato. Dopo 3 settimane dalla sentenza, nel luglio del 1976, evase di nuovo guidando un camion della Scania che usò per sfondare tre cancelli della prigione di Norrköping, ma successivamente venne nuovamente arrestato ad Halmstad. Il 12 agosto 1976 Olofsson sposò la belga Marijke Demuynck nel carcere di Kumla.
Negli anni seguenti ad Olofsson venne concesso di studiare giornalismo, disciplina in cui riuscì a conseguire una laurea, durante il periodo di detenzione; dopo essere stato rilasciato nel 1983 dopo una serie di altre sentenze e brevi periodi detentivi, si trasferì in Belgio con la moglie ma le sue attività criminali non si fermarono comunque; venne infatti accusato dalle autorità di aver stipulato un accordo con la cosiddetta Televerket Gang (gruppo criminale con funzioni di collegamento nel traffico di droga tra la Svezia e altri paesi europei) cercando di far entrare illegalmente in Svezia circa di amfetamina. Fu quindi arrestato e condannato ad ulteriori 10 anni di prigione.
1990-2010 Cambio del nome in Daniel Demuynck, trasferimento in Belgio e traffico di stupefacenti Il 10 ottobre 1991 Olofsson venne rilasciato e cambiò il suo nome in Daniel Demuynck e si trasferì ad da Bruxelles. Nel 1996 venne arrestato fuori da una banca ad Oslo poiché la polizia ebbe il sospetto che stesse pianificando una rapina, tuttavia venne rilasciato circa 24 ore dopo l'arresto. Durante una tempestosa notte di novembre venne recuperato da un elicottero della guardia costiera vicino alle coste di Halland dopo che, a bordo della sua barca di legno, si schiantò contro la scogliera. Poco tempo dopo l'Interpol emise un mandato di cattura internazionale a suo nome in quanto "mente" di un grosso traffico di droga. Arrestato dopo diversi mesi a Tenerife ed estradato in Danimarca, in seguito a un processo a Frederikssund, fu condannato a 14 anni di prigione per aver tentato di far entrare illegalmente di amfetamina in Danimarca. Al tempo dello svolgimento dei fatti, questo fu il più severo provvedimento emesso da un tribunale danese per un reato legato al traffico di stupefacenti. Dopo un periodo di isolamento nel carcere di Vestre a Copenhagen venne rilasciato su condizionale il 9 maggio 2005.
Nuovo traffico di stupefacenti e trasferimento nel carcere in Belgio Nel pomeriggio del 19 luglio 2008 Olofsson venne arrestato a Varberg con altre tre persone; la polizia lo tenne sotto stretta sorveglianza e lo accusò di essere la mente di un grande traffico di droga. Olofsson fu dunque arrestato e, verso la fine dell'anno, con altre sei persone (quattro contando anche Clark a Varberg e successivamente se ne aggiunsero altre due le quali vennero arrestate a Stoccolma), fu accusato per il traffico di amfetamine e di cannabis con i Paesi Bassi; il 31 luglio 2009 venne dunque condannato a 14 anni di prigione, seguiti da una condanna all'ergastolo.
Fu detenuto nel carcere di Härnösand fino all'autunno del 2012 e, successivamente, fu trasferito nel carcere di Kumla. Il 5 marzo 2013 presentò alla corte suprema svedese un documento di 24 pagine in cui richiese di essere nuovamente processato; nel documento negò inoltre il suo coinvolgimento nell'operazione di narcotraffico per la quale venne condannato. La richiesta venne respinta e Olofsson chiese il trasferimento in Belgio, sperando che lì avrebbe potuto ottenere una condanna più breve; tuttavia il trasferimento ritardò di diversi anni e non ebbe luogo fino alla fine del 2016 quando avvenne, a quel punto contro, la sua volontà. Le autorità svedesi e belghe furono tuttavia d'accordo sul fatto che dovesse trascorrere più tempo possibile in carcere anche una volta arrivato in Belgio.