Lars Joachim Mittank (Berlino, 9 febbraio 1986 – scomparso l'8 luglio 2014) è un turista tedesco scomparso senza lasciare traccia nei pressi dell'Aeroporto di Varna, in Bulgaria. Mittank era in vacanza a Golden Sands quando venne presumibilmente coinvolto in una rissa, e non gli venne permesso di tornare a casa in aereo assieme ai suoi amici per ragioni di salute.
Rimasto solo in Bulgaria, Mittank mostrò strani comportamenti. Chiamò sua madre in Germania, dichiarando che alcune persone volessero ucciderlo. Il giorno che sarebbe dovuto tornare a casa, Mittank si recò all'aeroporto di Varna per consultare un medico. Fu ripreso dalle telecamere di videosorveglianza dell'aeroporto mentre scappava via dal terminal e si addentrava in una foresta nelle vicinanze. Non fu mai più visto o sentito. Il caso ha generato molto interesse, e il numero di visualizzazioni che ha raggiunto il filmato in cui scappa dall'aeroporto l'ha portato a essere definito "lo scomparso più famoso di YouTube".
Storia Lars Joachim Mittank nacque a Berlino il 9 febbraio 1986. Figlio unico, passò la sua infanzia e adolescenza a Itzehoe. Lavorava come meccanico di precisione alla centrale elettrica di Wilhelmshaven, aveva molti amici e una fidanzata. Era un ragazzo atletico e appassionato di sport, specialmente il calcio, ed era grande tifoso della squadra Werder Brema. Aveva un ottimo rapporto con i suoi genitori. Nel 2012, suo padre ebbe un ictus, perciò Lars si recava spesso a Marne ad aiutare sua madre nelle cure domestiche. Fu descritto come una persona normale.
Eventi Il 30 giugno 2014, il 28enne tedesco Lars Mittank partì in vacanza con cinque amici dalla Germania alla località balneare turistica di Golden Sands, vicino alla città di Varna, in Bulgaria. Situata sulla costa del Mar Nero, era una meta estiva molto frequentata dai giovani europei, per le feste in spiaggia e le serate in discoteca simili a Ibiza, a un prezzo molto economico. Prenotarono il loro soggiorno per una settimana all’Hotel Viva, un lussuoso albergo a 4 stelle.
I primi giorni della loro vacanza li passarono rilassandosi sulla spiaggia, nuotando in piscina e ubriacandosi in discoteca. Lars sembrava rilassato e divertito. L'unica anomalia che notarono i suoi amici fu il suo poco appetito: aveva ridotto i pasti a una zuppa occasionale o un'insalata, ma ciò poteva essere dovuto alle alte temperature.
La notte del 5 luglio, il gruppo di amici si recò al Ministry of Cocktails Bar, a seguire la partita del Campionato mondiale di calcio 2014 tra Paesi Bassi e Costa Rica. In occasione dei Mondiali, tutto il bar era addobbato di bandierine. Dopo aver bevuto qualche birra, Lars cominciò a scherzare scambiando le bandierine delle varie Nazioni tra i tavoli dei clienti. Ciò infastidì un altro gruppo di turisti tedeschi, che notando la maglietta del Werder Brema che indossava Lars, cominciarono a discutere con lui, essendo loro dei fan della squadra rivale Bayern Monaco. Lo scontro durò poco, perché gli amici di Lars intervennero e calmarono la situazione prima che si arrivasse alle mani. Da lì, la serata continuò normalmente. Lars e i suoi amici furono gli ultimi clienti a lasciare il bar quella notte.
Intorno alle 4 del mattino, due amici di Lars si fermarono a un chiosco di McDonald's sulla spiaggia, con l'intenzione di mangiare qualcosa. Lars, non essendo affamato e non apprezzando generalmente quel tipo di alimentazione, rimase distante ad aspettare e disse ai suoi amici che si sarebbe incamminato da solo verso l'hotel e si sarebbero visti in seguito. Arrivati in albergo però, i suoi amici scoprirono che non era ancora tornato. Lars arrivò in hotel alle prime ore del mattino ma non rivolse parola ai suoi amici e andò nella sua camera senza dire nulla. Il gruppo, dopo aver vagato per le strade di Golden Sands tutta la notte, restò in hotel a riposare fino a mezzogiorno.
Qualche ora più tardi, Lars raccontò ai suoi amici che mentre tornava in hotel era stato aggredito da alcuni uomini russi o bulgari, che pensava fossero stati pagati dai tifosi del Bayern Monaco con cui aveva discusso la sera prima. Per confermare la sua teoria, disse che uno dei ragazzi tedeschi durante la discussione gli aveva detto che in Bulgaria era facile trovare persone disposte a picchiare qualcuno per pochi soldi. I compagni non credettero alla storia di Lars, pensando ci fosse qualcosa di strano nel suo comportamento. Lars lamentò un dolore all’orecchio sinistro, a detta sua provocato dall’aggressione. Raccontò ciò che gli era accaduto al telefono alla sua fidanzata in Germania, e lei gli consigliò di farsi visitare da un medico, ma Lars, pensando che il dolore sarebbe passato da solo, non seguì il consiglio e passò tutta la giornata del 6 luglio in modo tranquillo, comprando souvenirs e cartoline.
Il 7 luglio, giorno in cui tutto il gruppo avrebbe dovuto prendere il volo di ritorno per la Germania, Lars avvertì un peggioramento del dolore all’orecchio sinistro e una perdita dell’udito, perciò si recò assieme a un suo amico da un medico dell’Hotel Viva, che notò una ferita alla mandibola e gli diagnosticò un timpano perforato, consigliandogli di non prendere il volo, perché la pressurizzazione dell’aereo avrebbe potuto far peggiorare le sue condizioni, e lo indirizzò da uno specialista. Preoccupato per il suo lavoro alla centrale elettrica, dove aveva delle responsabilità e dove effettuavano dei regolari controlli che avrebbero potuto creargli dei problemi se avesse subito dei danni permanenti, Lars pensò di non prendere l'aereo di ritorno quel giorno e restare in ospedale per un po’. I suoi amici si offrirono di rimanere con lui, ma Lars declinò e li rassicurò che sarebbe tornato da solo, grazie all'assicurazione sanitaria.
Alle 20:00 i suoi amici presero l'aereo di ritorno per la Germania e Lars rimase solo in Bulgaria.
Alle 20:40, dopo aver salutato i suoi amici, Lars prese un taxi per l’ospedale Sant’Anna, a Varna. Pensando di passare la notte ricoverato, si recò dal medico otorinolaringoiatra dell’ospedale, il dottor Boris Najdenov, che confermò la diagnosi di timpano perforato e gli disse che andava operato. Lars però rifiutò di subire qualsiasi tipo di operazione chirurgica in Bulgaria. Allora il medico gli prescrisse degli antibiotici, 500 mg di Cefprozil per l’infezione all’orecchio.
Alle 21:41, uscito dall’ospedale, Lars trovò ad aspettarlo all’esterno dell’edificio lo stesso taxi che lo aveva condotto lì, come se il tassista sapesse che non sarebbe stato ricoverato. Lars prese il taxi e si recò a una farmacia, dove però non avevano la quantità richiesta di antibiotici. Allora chiese al tassista di accompagnarlo a un’altra farmacia, dove comprò l’intera confezione di pillole che gli erano state prescritte. Dopodiché si fermò a uno sportello automatico vicino alla seconda farmacia, dove prelevò 200 lev.
Comprati gli antibiotici, tornò sul taxi e chiese al tassista di portarlo in un albergo economico dove passare la notte, avendo lui fatto il check-out dall’Hotel Viva assieme ai suoi amici in precedenza. Essendo in alta stagione estiva, quasi tutti gli hotel a Golden Sands erano già prenotati, perciò il tassista lo condusse all’unico albergo disponibile, l’Hotel Color, a basso prezzo e poco distante dall’aeroporto.
Alle 22:10, il taxi arrivò all’Hotel Color. Sceso con i suoi bagagli e gli antibiotici, Lars ringraziò il tassista e gli lasciò una generosa mancia. L’albergo si trovava in una stradine stretta, in una delle zone più degradate e pericolose della città. Lars, essendo assetato, pensò di comprare dell’acqua in un piccolo negozio che si trovava di fronte all’albergo, ma vide all’esterno degli uomini loschi e rinunciò. Arrivato alla reception, fece il check-in per quella notte e pagò il soggiorno con la carta di credito. La receptionist riferì in seguito che Lars, dal momento del suo arrivo, era agitato e con un evidente rossore sul viso, tant'è che inizialmente lei aveva pensato che fosse ubriaco. Lars chiese delle informazioni riguardo ai collegamenti autobus per tornare in Germania e comprò dell’acqua all’angolo bar dell’hotel, così da poter prendere i farmaci.
Alle 23:00, entrato nella sua camera, Lars telefonò a sua madre Sandra, in preda all’ansia e all’agitazione. Le raccontò tutto ciò che era successo, dalla discussione con i tifosi del Bayern Monaco al bar, all’aggressione con conseguente perforazione del timpano sinistro. Le disse che non poteva prendere l’aereo e che i suoi amici erano partiti per la Germania, lasciandolo solo in Bulgaria. In preda alla paranoia, aggiunse che il medico dell’ospedale lo aveva preso in giro, che aveva fatto finta di non parlare inglese e che aveva rifiutato qualsiasi tipo di comunicazione con lui, facendogli pagare un conto di 120 lev (circa 60 euro), pur non essendo stato ricoverato in ospedale. Chiese a Sandra di contattare l’assicurazione sanitaria per stranieri, per essere riportato a casa con il trasporto pazienti.
Dopo che Sandra telefonò all’assicurazione sanitaria, richiamò Lars e lo informò. Lars disse a sua madre che c’era qualcosa di “strano” in quell’hotel e che non si sentiva al sicuro, aggiungendo che la receptionist aveva fatto qualcosa di insolito con la sua carta di credito, e pensando gliel’avesse clonata con intenzioni losche, chiese a sua madre di bloccargliela, per poi riattivarla una volta tornato in Germania, assicurando che non sarebbe stato un problema perché aveva ancora abbastanza contanti con sé.
Immediatamente Sandra telefonò un assistente bancario, che la informò che una volta bloccata la carta di credito, non sarebbe stato più possibile riattivarla.
Perciò richiamò Lars, che le disse di bloccarla ugualmente. Sempre più paranoico, affermò di aver paura che qualcuno volesse rapinarlo o ucciderlo, e che avrebbe lasciato l’hotel. Sandra provvide a bloccargli la carta di credito e, preoccupata per il figlio, prenotò per lui un biglietto di ritorno in Germania su un aereo che sarebbe partito da Varna alle 16:20 del giorno successivo, e nel caso non gli avessero permesso di volare, per sicurezza, gli comprò anche un biglietto per un autobus che sarebbe partito alle 23:30 e lo avrebbe condotto ad Amburgo. Dopodiché disse a suo figlio di riposarsi e mettersi in forze, perché i successivi giorni sarebbero stati stancanti. Lars le disse nuovamente che avrebbe lasciato l’hotel, a bassa voce perché pensava di essere ascoltato da qualcuno, e la telefonata terminò. Lars per quella vacanza in Bulgaria aveva portato con sé un vecchio cellulare, con il quale poteva solo effettuare telefonate o inviare SMS, lasciando lo smartphone a casa in Germania, per evitare di romperlo e godersi la vacanza senza distrazioni. Perciò non aveva accesso a internet.
Alle 01:00, Lars prese tutti i suoi bagagli e lasciò l’hotel. Non si sa dove sia andato in questo lasso di tempo, né cos'abbia fatto.
Alle 02:30, Lars telefonò nuovamente sua madre, questa volta a bassissima voce, in preda al terrore. Le sussurrò spaventato che aveva lasciato l’hotel e quattro uomini lo stavano seguendo, apostrofandolo "maiale del Brema" e "nazista". Le disse che si era nascosto da qualche parte in alto e aveva paura di cadere e farsi scoprire. Dopodiché chiuse la telefonata.
Alle 03:06, Lars inviò un SMS a sua madre che diceva “Cefzil 500 che cos’è?”. Alle 03:15 ne inviò un altro, che diceva la stessa cosa: “che cos’è Cefzil 500?” Si trattava degli antibiotici che gli erano stati prescritti dal medico. Lars sembrava mostrare dei dubbi sulle pillole che stava prendendo.
Siccome Sandra pensava che si stesse nascondendo, non lo richiamò per paura che lo squillare del cellulare lo facesse scoprire dagli uomini che lo stavano inseguendo. Passò tutta la notte sveglia davanti al cellulare, in attesa che Lars la richiamasse.
Alle 5:00 del mattino, Lars fu visto da un tassista agitarsi in preda al panico al lato di una strada vicino alla spiaggia, nei pressi del Beach Cuba Bar.