Il proto-Wu, detto anche Wu Comune (Common Wu) è una proto-lingua da cui discendono tutti i dialetti Wu, tra cui lo shanghainese e suzhounese, parlati rispettivamente a Shanghai e Suzhou. Il proto-Wu si è poi scisso in proto-Wu settentrionale e proto-Wu meridionale. Questa scissione precede la prima macro-varietà dialettale Wu nota, l'antico Jiangdong (Gu Jiangdong Fangyan, 古江東方言), parlato già durante il periodo dei Tre Regni (220-280); essa, per esempio, era parlata a Jiankang (l'odierna Nanchino) durante la crisi della dinastia Jin dopo la caduta di Luoyang nel 311. Tuttavia, non è stata ancora proposta una datazione e cronologia precisa del proto-Wu e delle due varietà che vi discendono.
Lo shanghainese è un dialetto conservativo, ragion per cui viene usato insieme alle attestazioni antiche del cantonese, a quelle dei dialetti Hakka e ai dialetti Minnan per ricostruire il primo cinese medio.
Il proto-Wu non ha una propria sigla, ma se si ottiene per parallelismo con quella del proto-Min (pMin), si ottiene "pWu". Una sigla per indicare l'antico Jiangdong, per parallelismo con "OC, EMC, LMC", è "OJD".
Storia e contesto linguistico
Le origini e i due Stati di Wu I primi cinesi di etnia Han arrivarono nell'area in cui è oggi sono parlati i dialetti Wu durante la dinastia Shang, cioè durante la Cina pre-imperiale; la dinastia Shang cadde nel 1066 a.C. L'area era già popolata dai Baiyue (百越), un popolo indigeno che probabilmente parlava una lingua austroasiatica (da cui derivano il cambogiano, laotiano e vietnamita) o una lingua Kra-Dai (da cui deriva il thailandese) detta antico Yue (Gu Yueyu 古越語); nonostante il nome, è totalmente scollegata dal proto-Yue. Nonostante i cinesi emigrati considerassero gli aborigeni come dei barbari, i cinesi Han e gli aborigeni entrarono in contatto linguistico, come dimostra un antichissimo substrato probabilmente Kra-Dai nei dialetti Wu. In quell'area, durante la dinastia Zhou, i cinesi Han fondarono lo Stato di Wu, da cui la futura famiglia dialettale prende il nome e in cui si sarebbe iniziato a sviluppare il pWu secoli dopo. In quell'area scorreva un fiume, il fiume Hù: questo fiume dà il nome dal dialetto shanghainese, detto anche "Huyu". In questa zona si trovavano poi due città importanti, Yongjia (oggi la contea in cui si trova Wenzhou) e Jiankang (l'odierna Nanchino).
Al tempo, nella Cina del periodo monarchico e pre-imperiale si parlava il cinese antico monarchico, attestato dal 1250 a.C. nelle ossa oracolari. A questa lingua, si aggiunge il Baiyue. Pertanto, nello Stato di Wu si parlava una varietà locale di cinese antico.
Con la fine della dinastia Zhou nel 770 a.C., sempre nel periodo del cinese antico, inizia un primo periodo di lotte tra feudi cinesi indipendenti, detto "Primavere e Autunni"; durante queste lotte, lo Stato di Wu venne conquistato dallo Stato di Yue nel 473 a.C.; il territorio di Wu continuò a preservare la propria lingua. Poco più di un secolo dopo, lo Stato di Yue nel 333 a.C. venne conquistato dallo Stato di Chu, che mutò radicalmente l'assetto linguistico siccome la fusione del cinese antico di Wu e di Chu gettò le basi della formazione del futuro antico Jiangdong, la prima varietà di Wu nota. In questo periodo pre-Jiangdong, durato non oltre 500 anni, potrebbe collocarsi il pWu.
Il proto-Wu e la sua scissione La Cina, nel 221 a.C., fu riunita dallo Stato di Qin sotto a un unico controllo imperiale, per cui venne fondato l'impero. L'effimera dinastia Qin venne susseguita dalla dinastia Han, sotto alla quale si separò il proto-Min dal cinese antico. La dinastia Han, dopo un breve intermezzo (dinastia Xin), tornò al potere con il nome di "dinastia Han orientale" e durò fino al suo crollo nel 220. Durante la dinastia Han orientale, intorno al 100, si estinse il Baiyue, di cui resta solo il substrato e qualche frammento registrato in opere cinesi.
Al tempo, nella Cina imperiale si parlava il cinese degli Han orientali; durante il cinese degli Han orientali o nel periodo linguistico successivo si sarebbe separato il proto-Yue e il paleo-Hakka (da cui derivano il proto-Hakka-She e dunque il proto-Hakka e proto-She). In questo lungo periodo, sono attestate le prime poesie provenienti dallo Stato di Wu (Wusheng Gequ 吴声歌曲) nello Yuefu Shiji 乐府诗集 di Guo Maoqing 郭茂倩 (1041-1099), vissuto durante il periodo Song. Questi canti Wu, datati in gran parte al periodo Han e Tang e in minima parte al periodo Qing, derivano dalla zona di Jianye 建业 prima che passasse ai dialetti del nord (forse il mandarino Jianghuai nella fase antica) a causa delle immigrazioni dal nord quando fu fondata l'antica contea di Qiaozhou (侨州郡县). Le poesie appartengono al genere Yuefu, sono di stile antiquato ed erano accompagnabili con strumenti; gli spartiti, che indicavano le note con i sinogrammi, sono andati perduti, ma i testi si sono conservati. Queste poesie indicano la seconda persona singolare "tu" con la sillaba 侬 nong2, un tratto in comune con i dialetti Min.
Storicamente, successivamente alla caduta della dinastia Han, si colloca un secondo periodo di guerre tra Stati indipendenti (il periodo dei Tre Regni), dal 220 al 280. In questo periodo, si rifonda lo Stato di Wu, detto Wu orientale per distinguerlo dall'omonimo Stato del periodo pre-imperiale. Non ci sono fonti storiche sufficienti a indicare che il pWu fosse già parlato in questo periodo, nonostante il periodo dal 333 a.C. al 220 d.C. sia un buon candidato siccome è un lungo periodo di 500 anni che precede l'antico Jiangdong.
Il proto-Wu si è poi suddiviso in due varietà: il proto-Wu settentrionale e il proto-Wu meridionale. Dal primo provengono i dialetti Taihu, cioè i dialetti Wu settentrionali (tra cui spiccano i dialetti di Shanghai, Suzhou e Shaoxing), mentre dal secondo provengono alcuni dialetti meridionali come il wenzhounese.
L'antico Jiangdong (dopo il proto-Wu) Al periodo dei Tre Regni, dal 280 segue un breve periodo di unificazione della Cina sotto l'effimera dinastia Jin occidentale, che sconfisse Wu orientale. La dinastia, di origine mongola, crolla nel 316 a seguito del disastro di Yongjia del 311 (in questo nome, "Yongjia" indica semplicemente un periodo storico); nasce dunque un nuovo periodo di divisione dopo un breve intermezzo di unificazione e, tra questi Stati nuovamente in guerra, si aggiunge la neonata dinastia Jin orientale, nata a seguito di una fuga del futuro imperatore Sima Rui nel sud della Cina a Jiankang (l'odierna Nanchino); il suo fedele alleato era il cugino, Wang Dao 王导 (276-339), che lo raggiunse a Jiankang. In quest'area nel sud della Cina, detta Jiangdong 江东 (Jiangxi, Zhejiang, Fujian, Anhui meridionale, Jiangsu), veniva parlato già intorno al 300 una macro-varietà dialettale di Wu locale, l'antico Jiangdong o "antico dialetto Jiangdong" (Gu Jiangdong Fangyan 古江東方言). L'antico Jiangdong preservava ancora il substrato Kra-Dai ed era nato antecedentemente al periodo della dinastia Jin occidentale, per cui esisteva almeno fin dall'inizio del periodo dei Tre regni (220), se non prima; era parlato presumibilmente fino all'inizio del periodo del primo cinese medio (420-907). L'antico Jiangdong era parlato a Jiankang/Nanchino già durante la fuga dei Jin dopo il 311.
In alcune glosse a testi antichi scritte da Guo Pu (郭璞, 276-324) ci sono altre informazioni ancora sul Jiangdong insieme a un'altra varietà dialettale, il Jiangnan. Le glosse che parlano di queste varietà sono inserite nei commentari allo Erya, al Fangyan, ai Chu Ci, allo Shan Hai Jing e al Mu Tianzi Zhuan.
In questo periodo si colloca un aneddoto dello Shishuo Xinyu 世说新语 di Liu Yiqing (刘义庆, 403-444) che vede come protagonista proprio Wang Dao: in tale opera, viene citata per la seconda volta la "lingua Wu", termine tuttavia improprio perché si riferisce all'antico Jiangdong, si riporta che Wang Dao imparò l'antico Jiangdong e si narra che una persona venuta dal nord (Liu Changzhen 刘长真) non riuscì a capire l'accento di Wang Dao quando si parlarono, il che indica la specificità della lingua di Jiangdong rispetto alle parlate del nord. L'aneddoto è in parte databile: Sima Rui raggiunse Jiankang su consiglio di Wang Dao nel 307, mentre Wang Dao lo raggiunse e apparve in pubblico con Sima Rui nel marzo del 308. Il dialetto più prestigioso all'epoca era quello di Luoyang, una delle antiche capitali imperiali.
Nel commentario allo Shishuo Xinyu di Liu Xiaobiao 劉孝標 (462-521), viene citato come la parlata Jiangdong di Xie An (谢安, 320-385), citato nello Shishuo Xinyu, avesse delle caratteristiche peculiari intanto che intonava un canto composto da lui, l'Ode a Luosheng 洛生咏 che parlava di una piena: sporadicamente "aveva una malattia al naso, i suoni erano torbidi" (少有鼻疾,语音浊) e i discendenti per imitarlo "con la mano si turavano il naso e gemevano" (手掩鼻而吟焉). Questo stralcio dovrebbe indicare la sonorizzazione di alcuni suoni in passato sordi e la nasalizzazione di alcune vocali a seguito della caduta di una coda di sillaba nasale. Siccome il pWu riteneva tutte le code nasali a fine sillaba secondo la ricostruzione di Ballard (1969), questo fenomeno di apocope e nasalizzazione presente tuttora in alcuni dialetti Wu sarebbe attestato al periodo di Wang Dao e Xie An, dunque tra 308 e 385.
Il post-Jiangdong Il terzo periodo di instabilità durò fino al 589, anno in cui la dinastia Sui riuscì a riunificare la Cina sotto a un potere centrale imperiale per la seconda volta dai tempi della dinastia Qin; l'effimera dinastia Sui venne poi sostituita dalla dinastia Tang, sotto alla quale inizia il rinascimento cinese. Dal periodo che va dal 420 al 907, si parlava il primo cinese medio, registrato nel Qieyun (601) di Lu Fayan, un rimario che istituì uno standard di pronuncia letteraria attraverso un compromesso tra le varietà del nord e del sud. Nella prefazione del Qieyun, viene citata la parlata dello Stato di Wu, che viene indicata come "a volte troppo soffice e leggera". I dialetti Wu mostrano delle grandi somiglianze con il sistema del Qieyun e dunque del primo cinese medio, per cui già l'antico Jiangdong aveva un sistema fonetico molto simile a quello del primo cinese medio (420-907); una prima differenza presente era la nasalizzazione di alcune vocali.
La pronuncia del tempo nella corte di Jiankang (ovvero Nanchino) formò la pronuncia Go-on giapponese (呉音): come dice il nome, la pronuncia è quella dello Stato di Wu. Durante la dinastia Tang, avvenne la rivolta di An Lushan (755-763), che venne sedata. A causa del periodo di sommossa, avvenne una massiccia emigrazione nello Stato di Wu. Questa migrazione ha sancito la nascita di due macro-varietà geografiche (ma non linguistiche), i dialetti Wu settentrionali e i dialetti Wu meridionali.
Un dialetto Wu la cui peculiarità potrebbe chiarire degli aspetti del pWu è il wenzhounese, parlato a Wenzhou (l'antica contea di Yongjia, per cui viene anche detto "yongjianese"): ha in comune svariati tratti con i dialetti Min e dunque il proto-Min, che si è separato direttamente dal cinese antico durante il primo periodo Han e preserva molti vocaboli usati nel cinese classico; il rapporto tra il pWu e proto-Min deriva almeno in parte dal contatto linguistico nell'area di Wenzhou dei parlanti dei dialetti Wu con i parlanti dei dialetti Min, ormai già formati e maturi nelle loro fasi arcaiche, nel momento in cui i parlanti Min emigrarono a Wenzhou durante la rivolta di Wang Xi (王曦之乱) del 939. L'ipotesi alternativa ma non accettata all'unanimità è quella di una parentela tra il pWu e il proto-Min che potrebbe risalire al cinese antico. Secondo questa ipotesi, non accettata da Jerry Norman (che ricostruì il proto-Min), il pWu e il proto-Min derivano da una proto-lingua comune, un ipotetico proto-Wu-Min). Il tono crescente del wenzhounese finisce con uno stacco glottale, il che ricorda molto il cinese antico. Durante la sua storia, la regione di Wenzhou era isolata, per cui ha avuto contatti linguistici minori.