La salvia di Desole (Salvia desoleana Atzei & V.Picci, 1982) è una pianta erbacea della famiglia delle Lamiacee, endemica della Sardegna.

Etimologia L'epiteto specifico desoleana è un omaggio al botanico sardo Luigi Desole (1904-1979).

Descrizione La pianta è un frutice sempreverde con portamento vigoroso, alta anche fino a quasi 2 metri, rivestita da una fitta peluria. I fusti hanno una sezione tetragonale. I fusti di più anni sono lignificati, spessi da 1 a 4 cm, prostrato-ascendenti. Quelli dell'anno sono eretti. L'intera pianta, ma in particolare le foglie, emana un forte aroma pungente.

Le foglie sono semplici ed opposte, picciolate, feltrose al tatto. La lamina è ovata con seno peziolare cordato, molto espansa con una lunghezza che varia dai 5 ai 20 cm. Il margine è irregolarmente ondulato e crenato. La pagina superiore è bollosa e verde glauca. La pagina inferiore mostra nervature molto pronunciate.

I fiori sono riuniti in verticilli in spicastri terminali ramificati, lunghi 30–40 cm. La corolla è bilabiata, lunga 2–3 cm, di colore variabile dal bianco al roseo, con lobo superiore marcatamente arcuato. Il calice è campanulato, lungo poco più di 1 cm, terminante con cinque lobi acuti.

Il frutto è un achenio racchiuso dal calice persistente.

Fiorisce da metà maggio a metà luglio.

Distribuzione e habitat

Allo stato spontaneo la salvia di Desole è molto rara ed è stata ritrovata solo in quattro stazioni nella città metropolitana di Sassari e in provincia di Nuoro.

È una pianta eliofila e frugale. Non mostra particolari esigenze pedologiche, adattandosi bene sia su terreni calcarei che su terreni acidi anche degradati.

Usi L'interesse della salvia di Desole, per l'affinità con Salvia sclarea, è indirizzato principalmente ai potenziali impieghi dell'olio essenziale nel settore chimico-farmaceutico e in quello della profumeria. L'olio essenziale di questa specie, molto affine geneticamente a Salvia sclarea, contiene gli stessi principi attivi: linalolo, acetato di linalile e, in tracce, sclareolo. Alcune informazioni segnalano una resa più elevata in olio essenziale, presumibilmente in virtù della maggiore intensità dell'aroma emanato da Salvia desoleana.

Fra gli studi effettuati sull'olio essenziale della salvia di Desole e riportati nella letteratura si citano la composizione e la distribuzione nella pianta, la possibile applicazione come componente di farmaci in odontostomatologia (presumibilmente come antinfiammatorio e blando antisettico), la possibile applicazione in tecniche di lotta biologica contro la Varroa. Altri studi riguardano invece la potenzialità di sviluppo di una filiera di coltivazione e trasformazione e la moltiplicazione con tecniche di micropropagazione.

Altri impieghi ipotizzati sono nell'industria dei liquori.

Oltre agli impieghi come pianta aromatica e officinale, Salvia desoleana è riconosciuta anche come pianta ornamentale per la fioritura suggestiva e l'eleganza del fogliame.

Coltivazione Non ci sono sufficienti informazioni sulla tecnica colturale di questa specie. Malgrado la sua frugalità, che la rende adatta ad essere coltivata su terreni poveri e siccitosi, è presumibile che la salvia di Desole si avvantaggi della coltivazione in irriguo su terreni profondi e freschi, ben dotati di elementi nutritivi, in virtù del suo rigoglio vegetativo e del marcato sviluppo della superficie fogliare.

La salvia di Desole si moltiplica facilmente per via vegetativa dividendo i cespi alla base.

Note

Bibliografia Ignazio Camarda & Franca Valsecchi (1990). Piccoli arbusti liane e suffrutici spontanei della Sardegna. Carlo Delfino, Sassari. ISBN 88-7138-011-8.

Voci correlate Specie di Salvia

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Collegamenti esterni

Categoria:Lamiaceae Categoria:Flora endemica della Sardegna Categoria:Taxa descritti nel 1982