Borgo degli Albizi o Borgo Albizi (talvolta anche con la grafia Albizzi) è una lunga strada del centro storico di Firenze, che va in direzione est-ovest da piazza Gaetano Salvemini (angolo via Giuseppe Verdi, via Pietrapiana, via Fiesolana) a via del Proconsolo (angolo via del Corso, al canto de' Pazzi). Si innestano sul suo tracciato: la volta di San Piero, piazza di San Pier Maggiore (via Matteo Palmieri), la piazzetta Piero Calamandrei (via delle Seggiole), via de' Giraldi e la volta dei Ciechi.

Storia Si tratta di uno degli assi viari più antichi e importanti della città antica, sorto come prosecuzione dell'attuale via del Corso già decumano della Florentia romana, al di fuori della porta est della prima cerchia di mura intitolata nel medioevo a "San Piero", e da questa detto inizialmente "borgo di Porta a San Piero" (borgo e non via proprio perché esterno alla cinta muraria).

Con la costruzione delle mura deliberate nel 1172 questo sobborgo fu incluso nella città, con il conseguente spostamento della porta San Piero in corrispondenza dell'attuale piazza Gaetano Salvemini, dove peraltro si incontrava l'antico cardo proveniente da Fiesole.

L'importanza della strada era poi enfatizzata dalla presenza in prossimità della nuova porta di un grande monastero femminile benedettino dedicato appunto a San Pier Maggiore, attestato fin dal 969, ricco e potente, tanto che i vescovi di Firenze facevano ingresso in città proprio dopo aver sostato una notte in questo luogo sacro, dove la badessa, in rappresentanza della Chiesa fiorentina, donava a loro l'anello episcopale. Del complesso, demolito nel 1783, rimane memoria nella toponomastica e nel loggiato che ancora segna un lato della piazza di San Pier Maggiore. Col ricordo a una di queste preocessioni, venne qui tradizionalmente collocato un miracolo di san Zanobi, secondo cui il vescovo resuscitò il figlio di una pellegrina francese di ritorno da Roma (ricordato da una lapide sul palazzo dei Visacci), che ha originato una certa presenza iconografica della strada in dipinti come quelli di Domenico Veneziano, Benozzo Gozzoli, Sandro Botticelli e Ridolfo del Ghirlandaio.

La denominazione assunta successivamente dalla strada (e già documentata attorno alla metà del Cinquecento) reca invece memoria dell'antica famiglia degli Albizzi che occupava, con le sue case, le sue torri e la loggia, buona parte della parte centrale del borgo. La parte finale della strada era invece dominata dai possedimenti della famiglia Pazzi, che vi aveva case, palazzi e un giardino chiamato per la sua amenità il "Paradiso dei Pazzi".

La via era annualmente attraversata dal palio dei barberi, la corsa di cavalli senza fantino che segnava le celebrazioni del patrono san Giovanni Battista.

Il tratto tra il canto alle Rondini e la piazza di San Pier Maggiore, già detto via del Mercatino per la presenza di un mercato, fu compreso sotto la denominazione di borgo degli Albizi solo tardivamente, con deliberazione del 1862, e tuttora conserva carattere diverso, mercantile e popolare, rispetto a quello residenziale e nobiliare che è tratto distintivo del borgo vero e proprio.

Descrizione In ragione della sua importante storia, si succedono lungo la strada alcuni dei più importanti palazzi fiorentini, di modo che il suo tracciato è da considerarsi di eccezionale valore storico e artistico.

Contribuisce peraltro a restituire valore all'insieme il fatto che la strada sia vietata al traffico veicolare. Sostenuto è il traffico pedonale, anche per il fatto che la strada (lastricata e con marciapiedi da ambo i lati della carreggiata) continua a ad essere una delle principali direttrici di penetrazione dal quartiere di Santa Croce verso il centro della città e viceversa.

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