Il trionfo della volontà (Triumph des Willens) è un film di propaganda nazionalsocialista del 1935, diretto da Leni Riefenstahl. Il film documenta il Raduno di Norimberga del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori svoltosi dal 4 al 10 settembre 1934.

Il film contiene estratti dei vari discorsi tenuti al raduno dai diversi leader politici del Partito nazista, principalmente brani di Adolf Hitler, intervallati da riprese dei membri del partito. Hitler stesso commissionò il film e il suo nome compare nei titoli di testa.

Il tema principale del film è il ritorno della Germania al ruolo di grande potenza, con Hitler indiscusso leader tedesco portato in gloria dalla nazione. L'opera fu subito additata come uno dei migliori esempi di propaganda nella storia del cinema. Le tecniche usate dalla Riefenstahl - come le macchine da presa mobili, l'utilizzo della fotografia aerea e di teleobiettivi per provocare distorsioni della prospettiva, e l'innovativo uso della musica e della fotografia - valsero al film il riconoscimento di opera fra le più importanti dell'arte cinematografica.

La Riefenstahl vinse diversi premi, non solo in Germania ma anche negli Stati Uniti, in Francia, in Svezia e altri paesi. Il film raggiunse una notevole popolarità nel Terzo Reich e anche altrove, e continuò a influenzare il cinema, i documentari, e le produzioni pubblicitarie.

Trama Dopo un minuto di schermo nero e musica wagneriana in sottofondo, le didascalie informano:

Le quattro giornate del raduno Primo giorno Sullo schermo compaiono immaginarie montagne di nuvole che avvolgono la città di Norimberga, dove sventolano le bandiere naziste del raduno, con l'intenzione di dare un quadro d'insieme bello e maestoso. L'ombra dell'aereo di Hitler è visibile quando passa sopra le minuscole figure in marcia, accompagnato dalla musica di Richard Wagner I maestri cantori di Norimberga, la quale lentamente si trasforma in Horst-Wessel-Lied. All'arrivo in aeroporto a Norimberga, Hitler esce dall'aereo accolto da scroscianti applausi e acclamazioni di massa.

La scena passa all'automobile Mercedes su cui Hitler è seduto per essere portato nel centro della città; un raggio di sole riflette sulla mano di Hitler durante il saluto; lungo il tragitto, bambini e donne lanciano fiori e sorrisi; il popolo, entusiasta, lo acclama. Davanti al suo hotel, alla cui entrata è fissata l'aquila nazista, viene tenuto un raduno notturno: le immagini di elmetti, bandiere e uniformi sono illuminate dalla luce delle torce. Hitler osserva la cerimonia dal balcone dell'hotel.

Secondo giorno L'alba arriva sui tetti di Norimberga, sono in atto i preparativi del congresso del partito del Reich, sottofondo Alba di Wagner.Numerose finestre si aprono facendo intravedere la bandiera nazista che sventola; sulla città vecchia domina la chiesa: le campane suonano come una marcia funebre. Gli uomini escono dalle tende e si preparano; passanti in costumi tradizionali girano per le vie, sottofondo una musica folcloristica bavarese. Hitler si aggira in auto. Arrivano in marcia gli ufficiali nazisti all'arena Lutpold.

Vengono tagliate le scene d'inaugurazione subito dopo l'annuncio di Rudolf Hess dell'inizio del sesto congresso. La telecamera spazia sul viso di molti appartenenti alla gerarchia nazista (come il generale von Blomberg e l'ammiraglio Raeder) e su alcuni brani dei discorsi d'apertura (Joseph Goebbels, Alfred Rosenberg, Hans Frank, Fritz Todt, Robert Ley, e Julius Streicher). La scena si dissolve su una sequenza di immagini delle bandiere del Reichsarbeitsdienst (RAD) - il servizio di lavoro del Reich - che sventolano all'aria: è la presentazione degli uomini di questo servizio e dei loro addestramenti pseudo-militari.

A questo punto Hitler fa il suo primo discorso sui meriti del RAD e li elogia per il loro lavoro sulla ricostruzione della Germania. Il giorno finisce sotto le luci della parata militare delle SA.

Terzo giorno

È la volta del raduno della Gioventù hitleriana sulla piazza d'armi, sottofondo “Rienzi” di Wagner. La telecamera inquadra i profili dei giovani, biondi, "ariani"; poi l'arrivo delle autorità naziste e la presentazione di Hitler del Gauleiter Baldur von Schirach. Hitler, rivolgendosi ai giovani, con militarismo, spiega come rendersi insensibili e prepararsi al sacrificio.

Tutti i presenti si riuniscono, compresa la cavalleria della Wehrmacht e diversi mezzi armati. Nella stessa notte Hitler fa un altro discorso agli ufficiali di basso rango del partito alla luce delle fiaccole, commemorando il primo anno del nazismo al potere e dichiarando che Partito e Stato sono un'unica entità.

Quarto giorno Può essere considerato l'apoteosi del film: vengono presentate la maggior parte di immagini memorabili; a pieno schermo l'aquila e la svastica sovrastano l'arena, senza sonoro. La scena si dissolve e mentre il sonoro riproduce “Il crepuscolo degli dei” di Richard Wagner, la camera si posa su un'eterna fiamma commemorativa e poi, Hitler, affiancato da Heinrich Himmler e Viktor Lutze, cammina per un lungo tratto tra le truppe schierate delle SA e SS di circa 150.000 uomini, deponendo una corona in memoria dei caduti della prima guerra mondiale.

Poi Hitler passa in rassegna le truppe, tenendo un discorso sull'epurazione nazista compiuta nella Notte dei lunghi coltelli di qualche mese prima. Lutze riafferma la fedeltà delle SA al regime e Hitler assolve le SA da ogni crimine commesso da Ernst Röhm. Vengono consacrate le bandiere dei nuovi reparti delle SA toccandole con il Blutfahne, lo «stendardo del sangue», macchiato dal sangue dei «martiri» nazionalsocialisti caduti durante il fallito putsch della birreria di Monaco.

Al termine della parata di fronte alla Frauenkirche di Norimberga, Hitler tiene il suo discorso di chiusura: riafferma il primato del Partito nazista in Germania dichiarando Il film si chiude con una sequenza incalzante: a pieno schermo le acclamazioni per Hitler, una chiusura d'angolo su Hess, che attarda il discorso per lasciare spazio agli applausi, e torna da Hitler; chiusura d'angolo su Hitler che risaluta la folla. Hess saluta e ringrazia i partecipanti al congresso con il classico "Sieg Heil". Le scene si dissolvono sulla parata militare con sottofondo Horst Wessel Lied.

Le origini

La Riefenstahl era una popolare attrice tedesca e diresse il suo primo film, La bella maledetta, nel 1932. Nello stesso periodo ascoltò per la prima volta un discorso di Hitler ad un raduno nazista, per sua stessa ammissione ne rimase impressionata. Più tardi iniziò tra i due una corrispondenza che si protrasse per anni. Hitler, d'altro canto, era rimasto altresì impressionato dal film e nel 1933 la chiamò per dirigere una produzione sul congresso politico a Norimberga. Il nazismo era arrivato da poco al potere in un periodo politico instabileRepubblica di Weimar, (Hitler era il quarto cancelliere di Germania nel giro di un anno) ed era sconosciuto alla maggior parte dei tedeschi, per non dire del mondo.

La Riefenstahl, inizialmente riluttante (non per una questione morale, ma perché avrebbe preferito continuare nei lungometraggi) accettò nel 1933 a girare un film sul quinto raduno del partito a Norimberga, film intitolato La vittoria della fede. Il film ebbe numerosi problemi tecnici, come la mancanza di preparazione della giovane regista (che lamentò solo cinque giorni di montaggio) e un malessere di Hitler a inizio riprese. A peggiorare le cose, Riefenstahl discusse con numerosi ufficiali, in particolare con Joseph Goebbels che provò a farsi pubblicare la pellicola dal Ministero per la propaganda di cui era a capo. Quando sembrò fosse tutto a posto, il film risultò poi scomodo alle SA, provocando serio imbarazzo dato che il leader Ernst Röhm, che aveva un ruolo prominente nel film, era stato ucciso nella Notte dei lunghi coltelli.

Nel 1934 Riefenstahl, non volendo più ripetere il fiasco di Sieg, seguì inizialmente il regista Walter Ruttmann, i cui film avevano seguito la crescita del partito nazista dal 1923 al 1934 e avevano contribuito alla propaganda, ma Hitler richiamò Riefenstahl, che accettò dopo che lo stesso Führer le garantì il suo supporto personale e le promise che le organizzazioni naziste, specialmente il Ministero per la propaganda, non avrebbero interferito.

Produzione Al contrario di Der Sieg des Glaubens, Riefenstahl affrontò la produzione del nuovo film con un largo budget, abbondanti preparativi e aiuti vitali dagli alti ranghi nazisti, come lo stesso Goebbels e Albert Speer, l'architetto personale di Hitler incaricato alla scenografia e coordinatore dell'evento.

Come osservò Susan Sontag: Riefenstahl usò la troupe nelle riprese, idea stravagante per i canoni di allora, composta da 172 persone suddivisi in 10 staff tecnici, 36 direttori di fotografia e assistenti, nove fotografi aerei, 17 uomini cinegiornalistici, 12 troupe di cinegiornali, 17 uomini addetti alle luci, due fotografi, 26 autisti, 37 uomini per la sicurezza, quattro operai, e due assistenti d'ufficio. Molti dei suoi cameramen indossavano l'uniforme delle SA per essere confusi tra la folla.

Furono utilizzate tecniche innovative come piattaforme mobili, un elevatore al di sopra del podio, l'uso del teleobiettivo per distorcere la prospettiva; per catturare altre prospettive fece scavare buche sotto i podi utilizzati nella conferenza, utilizzò carrelli per muovere le camere, piazzò fotografi su aerei e dirigibili.

Diverse sono le inquadrature fatte alla folla mentre guarda e ascolta Hitler, il cui volto viene ripreso dal basso per farlo apparire eroico. Oltre al prologo, Riefenstahl non ha usato alcun commento editoriale nel film, preferendo operare lei stessa con tagli, montaggi e musica e lavorando sul suono in presa diretta. La colonna sonora, in ambito wagneriano (molte musiche furono prese direttamente dalle opere di Wagner), rendeva l'atmosfera profonda ed esuberante, con una pomposità che s'innalzava ogni qualvolta Hitler stava per pronunciare un discorso.

Il The New York Times pubblicò che ci sarebbero voluti almeno due anni per montare la versione finale su una pellicola di 250 miglia;Nel documentario sulla vita di Leni Riefenstahl, che lei stessa interpretò nel 1993, The Wonderful, Horrible Life of Leni Riefenstahl di Ray Müller, sono menzionati 400.000 metri di pellicola e due anni di lavoro ma in realtà non fu così poiché trascorsero solo 200 giorni dal congresso di settembre al 1º marzo 1935, quando il film uscì, e la regista dovette concentrare 61 ore di girato in una pellicola di 2 ore.

Temi

Religione

La religione è il tema prevalente nel film che, già nelle scene iniziali, dà l'idea di un occhio divino che scende dal cielo per posarsi sulle doppie guglie della cattedrale. Diverse sono le scene in cui le campane suonano e gli individui si muovono in uno stato di fervore semi-religioso, come quello del vescovo del Reich Ludwig Müller, nei suoi paramenti liturgici accanto agli alti ranghi nazisti.

È probabile che non sia una coincidenza il fatto che la parata finisca davanti alla cattedrale di Nostra Signora. Nel discorso finale del film, Hitler paragona il partito nazista a un Ordine sacro e avviene la consacrazione delle nuove bandiere con toni strettamente religiosi. Hitler stesso è il ritratto di un uomo con il “complesso di dio”, fin dalle scene iniziali quando plana tra le nuvole, al viaggio verso Norimberga dove anche un gatto si ferma a osservarlo, alle diverse scene dove dal suo podio impartisce un comando a centinaia di migliaia di seguaci e il pubblico aderisce all'unisono.

Frank Tomasulo commenta che nel film “Hitler è lo stampo di un messia tedesco che salverà la nazione, se solo il cittadino rimetterà il suo destino nelle sue mani”"The Mass Psychology of Fascist Cinema: Triumph of the Will (1934)." In Documenting the Documentary, ed. Barry Grant - Jeannette Sloniowski, Wayne State University Press, 2000.

Potere