La centrale termoelettrica di Porto Tolle, situata sul delta del Po in prossimità dell'omonimo comune, è stata un impianto di produzione di energia elettrica di proprietà di Enel Produzione.
Divisa in quattro gruppi da l'uno, aveva una potenza nominale totale di e poteva generare circa l'8% del fabbisogno italiano di energia elettrica.
A causa dei mutati scenari energetici la centrale è inattiva dal 2015 e il suo personale è stato dislocato presso altri impianti. Enel ha indetto un progetto di riconversione dell'area tramite il progetto Futur-e. Il 29 giugno 2019 la Rai ha presentato l'accordo tra Regione del Veneto ed Enel per trasformare il sito in un villaggio turistico.Porto Tolle (Ro), al posto dell'ex centrale Enel un villaggio turistico - Turismo - TGR Veneto |RAI tre - TGR Veneto del 28 giugno 2019 I lavori di demolizione dell'impianto sono iniziati nel 2023.
Storia L'impianto è composto da quattro gruppi costruiti tra il 1980 e il 1984: 1ª unità: 9 ottobre 1980; 2ª unità: 3 giugno 1981; 3ª unità: 23 giugno 1982; 4ª unità: 25 gennaio 1984. Le caldaie (così come le turbine a vapore) sono di produzione Franco Tosi S.p.A. mentre il loro montaggio fu affidato alla società Fochi per le caldaie dei gruppi nº 1 e nº 2 e alla società Fontana montaggi & costruzioni per quelle dei gruppi nº 3 e nº 4.
Le turbine a vapore di tutti i quattro gruppi furono assemblate invece dalla Turbo S.p.A. di Belluno.
La ciminiera che era una delle più grandi e alte in Europa fu costruita dalla ditta milanese Mariani Battista.
L’impianto ha cessato le attività di produzione il 1º gennaio 2015, dopo essere stato dichiarato in conservazione. Era stato infatti avviato un iter autorizzativo per la riconversione a carbone della centrale, ma la richiesta non è mai arrivata a conclusione. I componenti principali dei gruppi di generazione sono smontati e/o trasferiti ad altri impianti Enel.
Caratteristiche tecniche Combustibile Il combustibile utilizzato dal 1995 era orimulsion; anteriormente a tale data era olio combustibile BTZ allo 0,25% in zolfo.
È stato calcolato che il consumo fosse di 138 tonnellate ogni ora.
Il 5 gennaio 2011 è stata negata la sua conversione a carbone da parte della Direzione generale per l'energia nucleare, le energie rinnovabili e l'efficienza energetica del Ministero per lo sviluppo economico d'intesa con la Regione del Veneto..
Il 17 maggio 2011 con sentenza del Consiglio di Stato viene annullata la decisione del Tar del Lazio che, con il decreto del 29 luglio 2009 del Ministero dell'ambiente, aveva dato parere positivo alla VIA per la nuova opera. «Di conseguenza viene travolto anche il provvedimento del ministero dello Sviluppo economico con cui si autorizza la conversione dell'impianto.
Conversione energetica Il vapore prodotto dal generatore a pressione supercritica ad attraversamento forzato era convertito in energia meccanica da una serie di turbine ad azione e reazione ad asse unico raffreddate ad acqua.
Caratteristica tecnica dell'impianto MisuraFrequenza della turbopompaPortata della turbopompa/sPotenza nominale della turbopompaPressione all'uscita della pompa.Portata del combustibile al carico nominale/sPortata del vapore al surriscaldatore/sPressione all'uscita del surriscaldatore.Spillamenti lungo la turbina.7Potenza massima continua prevista della turbinaPotenza massima di punta della turbinaPressione del vapore principale alla turbinaTemperatura del vapore principale alla turbinaPressione del vapore risurriscaldato alla turbinaTemperatura del vapore risurriscaldato alla turbinaPressione all'uscita della turbinaPotenza complessa dell'alternatoreATensione elettrica nominale dell'alternatoreCorrente elettrica nominale dell'alternatoreFrequenza dell'alternatoreFattore di potenza dell'alternatore0.9Rapporto di corto circuito dell'alternatore0.45Numero per sezione dei trasformatori principali2Potenza complessa di ciascun trasformatore principaleARapporto di trasformazione dei trasformatori principali0.05Consumo specifico netto dei trasformatori principali2.42
Ciminiera I gas combusti sono espulsi in atmosfera attraverso una gigantesca ciminiera alta 250 metri e composta da 4 condotti, in modo da disperdere efficacemente le particelle inquinanti.
Tale costruzione risulta essere la seconda struttura artificiale più alta d’Italia, superata solo dalla ciminiera della Centrale termoelettrica di Tavazzano, con un’altezza stimata di circa 252/255 metri. Fu costruita dalla ditta di costruzioni edili industriali Mariani Battista Spa Milano.
Inquinamento La centrale di Porto Tolle impiegava grandi quantità di combustibile, e conseguentemente produceva notevoli quantità di agenti inquinanti sia in forma gassosa che in forma solida.
I principali agenti inquinanti che potevano essere liberati in aria per legge erano: Gruppi 1-2-3 SO2: 3.400 Mg/Nm3 NOx: 800 Mg/Nm3 Polveri: 120 mg/Nm3 CO: 250 mg/Nm3 Gruppo 4 SO2: 400 Mg/Nm3 Nox: 200 Mg/Nm3 Polveri: 50 mg/Nm3 CO: 250 mg/Nm3
Tali limiti non furono però rispettati per via degli studi sulla conversione a Orimulsion o carbone, per cui Enel fu condannata; i reati per cui fu emessa la condanna sono quelli di getto pericoloso di cose (art.674 C.P.) e peggioramento delle emissioni, art.13 co.5 del D.P.R. 24 maggio 1988 nº203.
La sospensione dell'attività però fu derogata dal Ministero delle attività produttive con decreto legge n. 281 del 23 dicembre 2003.
Note
Voci correlate Porto Tolle Centrali elettriche in Italia
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