Biografia Nacque a Peyraud. Studiò all'Università della Sorbona di Parigi e lì, attratto alla vita religiosa forse dalla predicazione di Giordano di Sassonia, fu accolto nell'Ordine Domenicano.
Si pensa che Peraldo fosse piuttosto avanti negli anni quando prese i voti, sebbene non si conosca la data precisa della sua vestizione. Entrò nell'ordine a Parigi, ma fu destinato, secondo un'usanza allora frequente, al convento di Lione, dove trascorse la sua vita contemplativa e attiva. La sua opera principale, la Summa de vitiis et de virtutibus (la parte sulla dottrina dei vizi scritta intorno al 1236, quella sulle virtù composta prima del 1249), è giunta a noi in oltre cento manoscritti e fu stampata più volte dal XV al XVII secolo.Repertorium edierter Texte des Mittelalters aus dem Bereich der Philosophie und angrenzender Gebiete, hg. v. Rolf Schönberge, München 2011, S. 1737 f. Quest'opera fu tradotta in italiano, francese, tedesco e olandese nei secoli XIV e XV. essendo un manuale di teologia morale. Guglielmo scrisse numerosi sermoni sulle epistole tra il 1240 e il 1245, sui vangeli prima del 1259 e sulle festività religiose dal 1254 al 1259. Molto diffusi furono anche il De professione monachorum (1259/60), il De eruditione religiosorum libri VI (1260/65) e il De eruditione principum (1265 circa). Quest'ultimo fu stampato nel XVI secolo insieme alle opere di Tommaso d'Aquino e tradotto in francese antico, italiano e tedesco. Dal 1261 al 1266 fu priore del convento domenicano di Lione.
Durante l'episcopato di Filippo I di Savoia, molto assente per la molteplicità dei suoi compiti, Guglielmo fu incaricato di amministrare la diocesi; ciò gli valse nella Gallia Christiana di essere chiamato covescovo, anche se non sembra aver ricevuto l'unzione episcopale. Morì nel 1271 a Lione.
Opere (Cologne, 1497, 1618, 1629; Venice, 1492, 1497; Rome, 1557; Lyons, 1668) , sotto il nome di Guglielmo III di Parigi (Paris, 1494; Cologne, 1629) (Paris, 1512; Louvain, 1575; Lyons, 1585) nell'edizione romana del 1570 attribuito a Tommaso d'Aquino e del quale in realtà l'aquinate scrisse una parte: , che comparve sotto il nome di Humbert de Romans, maestro dell'ordine dei frati predicatori.
Note
Questo articolo cita il testo di una fonte ora di dominio pubblico: Herbermann, Charles (ed.), 1913: William Perault. Catholic Encyclopedia. New York, Robert Appleton Company.
Bibliografia Antoine Dondaine, Guillaume Peyraut. Vie et oeuvres, Archivum Fratrum Praedicatorum, n. 18 (1948), p. 162-236.
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Guillelmus Peraldus in Bibliotheca Augustana
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