La rete autostradale italiana è la rete delle autostrade presenti nel territorio nazionale della Repubblica Italiana. Al 30 luglio 2022 la rete autostradale aveva una estensione di così suddivisi:
di autostrade in concessione (compreso il RA7 dato in gestione dall'Anas con obbligo di adeguamento, classificato anche come A53, il RA1-tangenziale di Bologna e la pedemontana veneta) 40,1 km (25,4 km dei quali sono di competenza italiana; compresi i 9,9 km di viabilità di accesso al T2 di competenza italiana) di trafori autostradali internazionali (T1, T2 e T4) in concessione; 939,3 km di autostrade gestite direttamente dall'Anas (compresa l’autostrada Sistiana-Rabuiese)Fonte: .
A questi dati vanno aggiunti:
13 raccordi autostradali (dal RA2 al RA6 e dal RA8 al RA15) identificati dalla sigla RA, tutti con segnali di inizio e fine autostrada, i quali si sviluppano per 355 km a gestione Anas.
Al 31 dicembre 2017 1870,2 km della rete autostradale italiana in concessione erano a tre corsie di marcia per carreggiata, 129 km erano a quattro corsie di marcia per carreggiata, 1,8 km a cinque corsie mentre erano in costruzione 39,7 km di nuovi tratti autostradali in concessione e 68,4 km di tratti autostradali in concessione erano in ampliamento.
La densità, al 2014, è di 22,4 km di autostrada ogni mille km quadrati di superficie di territorio italianoFonte: Il dato è aggiornato al 2014 e non include nessuno dei 16 raccordi autostradali identificati dalla sigla RA.
Storia Il termine autostrada venne utilizzato per la prima volta in un documento ufficiale del 1922 in cui l'ingegnere Piero Puricelli presentava il progetto dell'autostrada dei Laghi ed indicava strade caratterizzate da un percorso rettilineo (per quanto possibile), senza ostacoli, caratterizzate da un'alta velocità raggiungibile e che potevano essere percorse solo dietro pagamento di un pedaggio, per coprire le spese di costruzione e di gestione, e dai soli veicoli a motore (autoveicoli), finalizzate al trasporto rapido di merci e persone. L'idea era avveniristica, perché le auto in circolazione a quell'epoca erano poche. Nel 1923 circolavano complessivamente sulle strade italiane autoveicoli, di cui cinquantasettemila automobili, venticinquemila autocarri e autobus.
Il 21 settembre 1924 viene inaugurato a Lainate il primo tratto, da Milano a Varese, di quella che diverrà l'Autostrada dei Laghi (attuali A8 e A9), prima autostrada realizzata in Italia. La nuova strada era ad una sola corsia per senso di marcia, più che sufficiente per ospitare il passaggio delle poche decine di auto che vi circolavano ogni giorno. Non c'era un vero e proprio casello, ma il pagamento del pedaggio avveniva nell'area di servizio, dove la sosta era obbligatoria. Dal 1924 in avanti, a Lainate cominciarono ad arrivare tecnici da varie nazioni per studiare e copiare questa nuova strada veloce per auto, a pagamento.
La prima definizione normativa risale solo al 1933, con il regio decreto n. 1740 del 1933 che definiva le autostrade come strade riservate ai soli autoveicoli. Sotto il punto di vista temporale, nel mondo l'autostrada dei Laghi è stata preceduta solo dalla Long Island Motor Parkway nello stato di New York, progettata nel 1906 ed aperta al traffico tra il 1908 ed il 1911, dall'AVUS berlinese, progettata nel 1909 e inaugurata nel 1921, e dalla Bronx River Parkway nello stato di New York, progettata nel 1906 ed aperta al traffico tra il 1922 ed il 1925.
Va comunque precisato che le parkways statunitensi erano concepite, almeno in origine, come strade a scopo ricreativo automobilistico e paesaggistico, mentre la Long Island Motor Parkway e l'AVUS erano costruite per il doppio utilizzo di tracciato per gare automobilistiche e per il traffico privato. Di contro l'autostrada dei Laghi, secondo il suo ideatore Piero Puricelli, era concepita per unire due o più destinazioni nella maniera più rapida possibile, secondo il concetto moderno di autostrada. Questo la rende, se non tecnicamente, almeno concettualmente la prima al mondo, come fu certificato nel V Congresso Mondiale della Strada tenutosi a Milano nel 1926.
Nel 1927 viene aperta l'autostrada Milano-Bergamo (parte dell'attuale A4) la cui società concessionaria è di Piero Puricelli. L'anno successivo viene aperta l'autostrada Roma-Lido, viene fondata la società Autovie Venete, la società Autostrada Brescia - Verona - Vicenza - Padova e il Consorzio nazionale per le autostrade. Sempre nel 1928 l'AASS (l'attuale Anas) si prende carico, per legge, della vigilanza sulle concessioni autostradali. Le concessionarie delle autostrade aperte nel 1929 (la Napoli-Pompei, l'attuale A3) e nel 1931 (la Brescia-Bergamo, l'attuale A4) erano sotto il controllo dell'AASS. Entro il 1941 l'AASS gestisce direttamente queste autostrade a causa di difficoltà finanziarie.
Negli anni trenta, sotto il governo fascista guidato dal dittatore Benito Mussolini, la rete conosce un significativo sviluppo: nel 1932 viene aperta la tratta Torino-Milano. Nel 1933 vengono aperte l'autostrada Firenze-Mare (l'attuale A11) e l'autostrada Padova-Venezia. Nel 1935, dopo tre anni di lavori, viene aperta la Genova-Serravalle Scrivia (l'attuale A7) sotto gestione diretta dell'AASS. Il pedaggio fissato per le merci è elevato per non penalizzare la ferrovia. Nel 1939 viene approvata la costruzione dell'autostrada Genova-Savona (l'attuale A10), la prima che doveva essere realizzata direttamente dall'AASS. Il progetto è dall'ufficio tecnico dell'impresa Puricelli dell'IRI. Nel 1941 tutte le autostrade sono gestite dall'AASS tranne la Napoli-Pompei, la Torino-Milano e la Padova-Venezia.
Il d. lgs. 17 aprile 1948, n. 547 definisce le autostrade quelle vie di comunicazione riservate al transito a pagamento degli autoveicoli, costruite ed esercitate dall'A.N.A.S. o da privati, con o senza contributi dello Stato. Nel 1955 viene promulgata la legge Romita che prevedeva che la rete autostradale dovesse essere presente in tutte le regioni, iniziano i lavori della Genova-Savona (oggi la A10) e iniziano i raddoppi delle autostrade a singola carreggiata con la legge di finanziamento n. 1328/1955. La legge 7 febbraio 1961, n. 59 definisce le autostrade quelle vie di comunicazione esclusivamente riservate al transito selezionato, di norma a pagamento, degli autoveicoli e dei motoveicoli, prive di attraversamenti a raso o comunque non custoditi, le quali siano riconosciute come tali con decreto del Ministro per i lavori pubblici.
Con la legge 24 luglio 1961, n. 729 (legge Zaccagnini) vengono affidate alla società Autostrade tutte le autostrade precedentemente gestite dallo Stato tramite l'ex AASS. La società Autostrade deve però costruire alcune autostrade che sicuramente nei primi anni sarebbero state in perdita, cioè il tratto Pescara-Canosa dell'autostrada Adriatica (l'A14), la Napoli-Canosa-Bari (l'A16) e la Genova-Sestri Levante (l'A12). Con la stessa legge si prevede la costruzione dei raccordi autostradali.
Negli anni sessanta l'autostrada Roma-Lido viene declassata a strada statale.
Sempre negli anni sessanta vengono introdotte le prime casse automatiche per il pagamento del pedaggio solo con monete. Nel 1964 viene completata l'A1 Milano-Roma, la prima a doppia carreggiata. Sempre nello stesso anno iniziano i lavori per la A3 Napoli - Reggio Calabria. Nel 1968 e nel 1971 vengono promulgate 4 leggi (l. n. 360/1968, l. n. 382/1968, l. n. 385/1968 e l. n. 287/1971) per salvare le società concessionarie colpite da una crisi finanziaria. Negli anni settanta il GRA viene classificato come autostrada. Nel 1973 viene aperto il primo tratto autostradale in Sicilia, l'A18 Messina-Catania.
Nel 1975 viene promulgata la legge 492 (in vigore fino agli anni 2000) che prevede il blocco delle costruzioni autostradali a causa della crisi petrolifera. Dal 1981 i biglietti per il pagamento del pedaggio con perforazione meccanica vengono sostituiti dai biglietti con banda magnetica. Continuano intanto i cantieri sulle autostrade già in costruzione, che non erano state toccate dalla legge 492. Nel 1984 si inizia a diffondere la carta di pagamento Viacard, mentre nel 1989 viene introdotto il sistema Telepass, che rende l'Italia la prima nazione al mondo a dotarsi di un sistema di telepedaggio centralizzato su tutto il territorio nazionale; i progettisti del Telepass, negli anni successivi, presteranno consulenze per la realizzazione di sistemi analoghi in altri Paesi del mondo.
Nel 1997 iniziano i lavori dell'ammodernamento della tratta Salerno-Reggio Calabria, che verranno terminati solo nel 2017, occasione in cui tale arteria è stata rinominata A2, mentre la denominazione A3 è rimasta solamente per il tratto Napoli-Salerno.
Nel 2000 la società Autostrade viene privatizzata.
Nel 2001 si concludono, dopo ben 28 anni, i lavori di raddoppio dell'A6 Torino-Savona, per molti anni quasi interamente a carreggiata unica e per tale motivo teatro di innumerevoli incidenti anche mortali; da allora tutte le autostrade italiane sono a doppia carreggiata.
Nel 2009 viene aperto il passante di Mestre (classificato come A4) gestito da una società mista Anas-Regione del Veneto, la CAV.
La legge finanziaria approvata nel 2010 (decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica) prevede che tutti i 13 raccordi autostradali e tutte le autostrade gestite dall'Anas siano soggette al pagamento del pedaggio entro il 30 aprile 2011 con il sistema free-flow; al 2020, i raccordi sono ancora gratuiti.
Tra il 2014 e il 2015 sono state aperte cinque nuove autostrade in Lombardia, ovvero la A35, la A36, la A58, la A59 e la A60, nonché il tratto appenninico di variante di valico A1 var.
A marzo del 2022 è stato aperto il tratto a 3 corsie della A1 direzione sud fra Barberino di Mugello e Calenzano, che – anche se non ufficialmente – costituisce il naturale proseguimento della variante di valico; in tale tratto di 17 km si attraversa la galleria Santa Lucia, che, con i suoi 7724 metri, costituisce la galleria stradale a 3 corsie più lunga d'Europa.
Ad aprile del 2022 si conclude dopo 33 anni il monopolio da parte di Telepass nel mercato del telepedaggio italiano, con la nascita di UnipolMove, servizio gestito dal gruppo Unipol. A ciò segue, nel 2023, l'ingresso di MooneyGo, un operatore "virtuale" di Telepass che condivide con esso l'apparato originale e alcuni servizi di mobilità. Tali novità sono rese possibili dall'entrata in vigore, nel 2019, della direttiva che unifica e liberalizza il mercato del telepedaggio a livello europeo.
Nel 2023 viene completata la costruzione della quinta corsia sulla A8, tra la barriera di Terrazzano e lo svincolo con la A9.
Nel 2024 si completa la Superstrada Pedemontana Veneta (SPV), autostrada con caratteristiche simili a una strada extraurbana principale.
Il 16 aprile 2025 viene inaugurato il prolungamento della A15 da Parma a Sissa Trecasali, primo tratto del corridoio Tirreno-Brennero, destinato a connettere la A15 con la A22.
Principali progetti di nuove autostrade e di ammodernamento/potenziamento di quelle già esistenti