Intorno alla morte di Wolfgang Amadeus Mozart si è sviluppato un lungo dibattito scientifico e storiografico volto a identificarne le cause o, secondo un filone dietrologico e cospirazionista sorto già all'indomani del decesso del compositore, gli eventuali responsabili. La letteratura in materia, dalle origini al XXI secolo, ha individuato almeno 140 possibili cause di morte, senza giungere a una risposta definitiva..
Mozart morì a 35 anni il 5 dicembre 1791, dopo due settimane di sofferenza per una malattia mai identificata. La repentinità della sua fine, la circostanza che all'epoca stesse componendo il Requiem e l'idealizzazione della sua figura, promossa dalle prime biografie, traslarono l'evento in una dimensione eroica e fatale nell'ambito del mito romantico che vide in lui un genio divino, predestinato a cambiare il corso della storia della musica.
Un fiorire di ipotesi di assassinio, dalle più vaghe dei primi giorni alle più circostanziate, elaborate tra l'Ottocento e il tardo Novecento, ha percorso il dibattito sulle cause della morte di Mozart, fino ad accusarne persone individuate – su tutti Antonio Salieri, ma anche il cancelliere Franz Hofdemel e il clarinettista Anton Stadler – o gruppi politici e religiosi come massoni, ebrei, gesuiti e giacobini.
Più realisticamente, si è tentato di identificare la malattia letale dalle testimonianze e dalla storia clinica del compositore, desunta dall'epistolario. Ogni diagnosi postuma ha dovuto però fare i conti, oltre che con l'aspecificità dei sintomi, con la possibilità che le testimonianze fossero già inquinate dall'aneddotica, e forse anche da un interesse a suscitare commozione in vista di un sostegno economico a favore della vedova Constanze Weber e dei figli Karl e Franz. Un nodo mai sciolto, ma importante per stabilire se Mozart morì di una patologia cronica o acuta, riguarda le sue condizioni di salute negli ultimi mesi, ritenute precarie dalla tradizione basata sulle testimonianze, eppure descritte ottimali da Mozart stesso nelle 27 lettere del 1791.
Fatti storici
Ultimi mesi Il momento d'esordio della malattia letale di Mozart è dubbio, anche per via del contrasto tra le testimonianze postume e le fonti primarie.
Le testimonianze fondano una ricostruzione tradizionale che vede la salute del compositore in declino da tempo e in progressivo peggioramento negli ultimi mesi, forse anche a causa del suo stesso stile di vita. Di questo declino egli avrebbe acquisito coscienza, presagendo la propria morte e riversando le sue sensazioni nello spirito della produzione tardiva. L'epistolario e altre rare fonti primarie, al contrario, non suggeriscono né depressione né una patologia ingravescente, bensì riportano un solo episodio di malattia, apparentemente di poco conto, in una persona dalle condizioni psicofisiche buone o addirittura ottimali.
Testimonianze
Nel luglio 1791.. Mozart fu raggiunto da un messaggero sconosciuto, latore una lettera anonima sigillata e contenente la commissione del Requiem..
Pur accettando l'incarico, lo interpretò come un presagio di morte e fu pervaso negli ultimi mesi da una costante inquietudine, estraniato dalla realtà e preda di fantasie che sfociavano a volte nel panico della morte imminente.... Un giorno al Prater si spinse a confidare a sua moglie Constanze il timore di stare componendo la messa funebre per sé stesso e di essere stato avvelenato...
La sua salute stava declinando inesorabilmente. Oberato di lavoro,. deprivato del sonno,. dimagrito.. e dedito all'alcol,.. Mozart soffriva di astenia e svenimenti forse già dalla primavera....
Quando la commissione della Clemenza di Tito lo portò a Praga, tra agosto e settembre, era già molto malato e assumeva farmaci, e al rientro a Vienna peggiorò ancora, sprofondando nella malinconia. Verso metà novembre, intorno al debutto della Kleine Freimaurer-Kantate, ebbe un effimero miglioramento, ma poco dopo fu costretto a letto dalla malattia terminale... Fonti primarie
Il 1791 per Mozart era stato un anno dei più felici e di successo della sua vita,. caratterizzato da intensa attività professionale, ottimismo e buona salute almeno fino all'inizio di settembre.. Nulla lasciava presagire la sua fine repentina, e né lui né la sua cerchia familiare la sospettarono fino agli ultimissimi giorni; aveva anzi in progetto molte nuove composizioni.
Il 3 luglio scrisse a Constanze a Baden«[W]as meine Gesundheit anbelangt befinde ich mich recht wohl» («Quanto alla mia salute mi sento proprio bene», ). di sentirsi molto bene; più volte riportò nelle lettere un grande appetito«[I]ch bin zu matt vor Hunger» («Non ci vedo più dalla fame», ).«[M]ein Apetit heute etwas [s]tark ist» («Oggi il mio appetito è un po' vorace», ).. e un buon sonno,«[J]'ai couché cette [n]uit excellement» («Stanotte ho dormito in modo eccellente», ).«[I]ch habe recht gut geschlafen» («Ho dormito proprio bene», ).«Ich habe recht gut geschlafen» («Ho dormito proprio bene», ). praticamente sempre un ottimo umore. Il 26 luglio gli nacque l'ultimo figlio Franz, testimone – insieme alle lettere più intime a Constanze – di una salute sessuale inalterata nel corso dell'anno.
Durante il soggiorno praghese, tra il 28 agosto e il 6 settembre,. Mozart soffrì di un banale episodio di malattia che non gli impedì di dirigere il Don Giovanni e di completare e dirigere La clemenza di Tito. Le ultime lettere (8-9 e 14 ottobre) confermano una buona forma psicofisica; le composizioni più tardive, Requiem compreso, non recano segni di fretta o di affaticamento..
Più di un dubbio aleggia sulle testimonianze postume. Anche se provenienti in apparenza da Constanze, esse sembrano trovare la propria fonte principale negli aneddoti pubblicati da Friedrich Rochlitz sullAllgemeine musikalische Zeitung (1798). Gli aneddoti di Rochlitz, che non fu testimone dei fatti, furono squalificati già da Jahn (1856). e si considerano ormai generalmente inaffidabili. Solomon li scredita ad onta del fatto che furono accolti dalla biografia di Nissen (1828). e che questi, come secondo marito di Constanze, potrebbe aver raccolto la conferma di lei. La biografia restò infatti incompiuta, e fu ultimata da Johann Heinrich Feuerstein, un giovane medico nel quale la stessa Constanze riponeva molta fiducia ma che assemblò in fretta e senza troppi scrupoli il materiale lasciato da Nissen..
La visione romantica del genio logorato e in declino, che presagisce la propria fine nel comporre un Requiem e si sente minacciato di morte, potrebbe aver tratto linfa anche dal disperato testamento di Heiligenstadt redatto da Beethoven nell'ottobre 1802, e il suo sviluppo nel tempo nelle biografie mozartiane ne suggerisce il carattere mitologico. Sintomatici al riguardo paiono il graduale arricchimento dell'episodio del Prater e le contraddizioni reciproche delle sue varie versioni..
Unica fonte di tale episodio, Constanze è stata sospettata di aver cavalcato per proprio tornaconto le voci di omicidio emerse già all'indomani della morte di Mozart,. ma potrebbe anche aver solo involontariamente aggiunto dettagli a una contaminazione già in atto tra realtà e aneddotica. Ciò vale soprattutto per i ricordi tardivi che presentò nel 1829 ai coniugi Novello, i quali erano soliti registrare tutto ciò che ascoltavano così com'era riferito, in buona fede ma senza troppe verifiche.
Due sole lettere sembrano contraddire lo spirito positivo dell'epistolario e svelare sentimenti diversi.
In una Mozart scrive:.
Nell'altra narrerebbe in italiano la propria ossessione per il messaggero sconosciuto e il presagio funesto del Requiem:.
La prima lettera è autentica, fu inviata a Constanze a Baden il 7 luglio e, in una lettura contestualizzata e priva di forzature,. si direbbe una comune lettera d'amore tra i due coniugi, in cui l'uno esprime nostalgia per l'altra ancora lontana.. La seconda è in realtà un semplice appunto, trascritto da Köchel a partire da un originale conservato a Londra presso tale Gouny, nome che Jahn sospetta essere uno pseudonimo anagrammatico di Young. La data è settembre 1791 e il destinatario è comunemente indicato in Lorenzo Da Ponte, ma il documento è svanito nel nulla e si ritiene generalmente falso..
Studiosi di Mozart e storici ritengono ormai poco credibile che il compositore presagisse la propria fine, e in particolare che l'abbia confidato a sua moglie al Prater.. Più in generale, l'ipotesi che abbia sofferto di depressione e di paranoia, alimentata soprattutto dalla falsa lettera a Lorenzo Da Ponte e da un'«irritabilità nervosa» («Reizbarkeit der Nerven») riferita dall'inattendibile Rochlitz,. sembra contraddetta non solo dall'epistolario ma anche dall'incontenibile creatività del 1791Solo quell'anno Mozart riempì almeno spartiti, una quantità inferiore solo a quella del 1786 (). e dalla conseguente gratificazione professionale ed economica.
Improbabile sembra pure che la sua salute si sia andata progressivamente deteriorando al ritorno da Praga. L'orazione funebre scritta in sua memoria da Karl Friedrich Hensler mostra che i fratelli massoni, con i quali aveva inaugurato la nuova sede della loggia Zur neugekrönten Hoffnung il 17 novembre, non immaginavano che sarebbe morto di lì a poco,«Kaum sind einige Wochen vorüber und er stand noch hier in unserer Mitte, verherrlichte noch durch seine zauberische Töne die Einweihung unseres Maurertempels. Wer von uns, meine Brüder, hätte ihn damals den Fa[h]ren seines Lebens so kurz zugemessen?» («È trascorsa solo qualche settimana da quando era ancora qui tra noi e celebrava con le sue magiche note l'inaugurazione del nostro tempio massonico. Chi di noi allora, fratelli miei, avrebbe stimato così breve il restante corso della sua vita?», Maurerrede auf Mozarts Tod, in ). e sono a volte le stesse prime biografie (Niemetschek)«Das Jahr 1791 [...] uns durch seinen unerwarteten Tod schmerzhaft geworden ist» («L'anno 1791 [...] si è fatto per noi doloroso a causa della sua morte inattesa», ). e le stesse testimonianze postume (Constanze)«Over-exertion [...] would have produced death had he not been attacked with the fever which killed him suddenly» («Il superlavoro [...] avrebbe causato la sua morte se non fosse stato colpito dalla febbre che lo uccise all'improvviso», ). che perlomeno definiscono la morte di Mozart inattesa e repentina..
Ultimi giorni La sola certezza, sulla quale tutte le versioni concordano, è che intorno al 20 novembre 1791La data del 20 novembre è dedotta dalla testimonianza che Mozart morì dopo quindici giorni di malattia, ma non è escluso che sia stato costretto a letto già il 19 o al più tardi il 21. Mozart cadde malato e non si riprese più. Si apprende da Nissen che la patologia esordì con un edema a mani e piedi, che essa costrinse il compositore all'immobilità, e che in seguito sopravvennero episodi di vomito improvviso..
Sophie Weber, sorella di Constanze, testimonia che sabato 3 dicembre le condizioni di Mozart migliorarono, per poi subito riaggravarsi.. Quel giorno o l'indomani egli avrebbe ricevuto la visita di Salieri.... Wolfgang aveva chiesto a Sophie di dire alla suocera Cäcilia che entro l'ottava sarebbe andato da lei per farle gli auguri di buon onomastico.... L'onomastico cadeva però il 22 novembre (santa Cecilia), e l'ottava si prolungava quindi solo fino al 29. Il miglioramento sarebbe dunque avvenuto il sabato precedente, 26 novembre, o secondo Carl Bär mercoledì 23, quando sarebbe stato più plausibile, favorito dal riposo dei primi giorni..