Il Libro dei Salmi ( o tehilim (plurale maschile ebraico); ; ) è un testo contenuto nella Bibbia ebraica (Tanakh) e nell'Antico Testamento della Bibbia cristiana.

È scritto in ebraico e, secondo l'ipotesi maggiormente condivisa dagli studiosi, la redazione definitiva del libro avvenne in Giudea, forse alla fine del III secolo a.C., raccogliendo testi di varia origine, composti da autori ignoti lungo i secoli precedenti (il salmo considerato più antico è il 104, che riprende l'egiziano Inno ad Aton del XIV secolo a.C.).

È composto da 150 capitoli, ognuno dei quali rappresenta un autonomo salmo o inno di vario genere: lode, supplica, meditazione sapienziale. Il libro dei Salmi, che è compreso tra i libri sapienziali, è anche detto Lode o Salterio.

Panoramica generale I singoli salmi erano in origine inni cantati, con l'accompagnamento di strumenti musicali, nei luoghi sacri. Più tardi, alcuni furono inseriti in varie raccolte, a provare un maggior livello della comprensione testuale. I singoli salmi possono essere contestualizzati nel Salterio nel suo insieme, essendovi la narrazione fattuale della vita di Davide, o una raccolta di istruzioni e norme come la Torah. Nella più tarda tradizione ebraica e cristiana, i Salmi iniziarono ad essere usati come preghiere da pronunciarsi anche non cantate e non musicate, individuali o collettive, come espressioni tradizionali di sentimento religioso.

In 1Cronache 13:8: «Davide e tutto Israele facevano festa davanti a Dio, a tutta forza, cantando e suonando cetre, saltèri, timpani, cembali e trombe». Simile culto di adorazione accompagnato da strumenti è citato presso il re babilonese Nabucodonosor II (Dn 3,5).

L'Antico Testamento menziona altri casi di solenne festa e preghiera, in cui tutto il popolo eletto si raduna davanti al Re per ringraziare Dio, adorato come Signore degli Eserciti e Re di Israele, dopo una vittoria in battaglia. I sacerdoti di Aronne avevano il compito di custodire l'Arca dell'Alleanza, e di portarla in processione insieme ai soldati armati fino al campo di battaglia, senza prendervi parte: l'ordine era di sei tribù davanti l'Arca, e di altre sei dietro.Levitico 27, Esodo 24. Alcuni spostamenti delle cose sacre erano affidati ad ebrei della tribù di Levi, che non erano sacerdoti. Senza la protezione di Dio e l'obbedienza a Mosè, Israele subisce la dura sconfitta di Kades (Numeri 13); comportandosi in modo contrario, vince l'assedio di Gerico (Giosuè 6).

I Salmi sono classificati per genere letterario come segue:

30 Salmi sono descritti come shir (שיר; greco antico ᾠδή, ōdḗ, canzone); 55 Salmi sono descritti mizmor (מזמור; ψαλμός psalmos; 'salmo'), ode lirica, testo accompagnato da strumenti musicali; il Salmo 145 e alcuni altri sono descritti come tehillah (תהילה ; ὕμνος hymnos; 'inno'); 30 Salmi sono descritti come maskil (meditazione sapienziale): 32, 42, 44, 45, 52–55, 74, 78, 88, 89, e 142. Il Salmo 41:2, sebbene non presente nella lista dei 50, è descritto come ashrei maskil; 6 Salmi hanno il titolo che inizia con la parola ebraica michtam (מכתם, oro). Rashi suggerisce che la parola michtam si riferisce a "qualcosa" che ogni uomo porta sempre con sé. Tuttavia, i Salmi afferenti a questo tipo di intitolazione celebrano il Dio del popolo eletto, sia per le vittorie in guerra sia per la ricchezza e prosperità altrove senza pari in tempo di pace, così come i più grandi Re di Israele, Davide e Salomone, gli Unti del Signore. Dovendosi sempre applicare la norma di interpretazione biblica generale la parola "oro" assume, semplificando, un duplice significato, sia storico, che in secondo luogo simbolico: quest'ultimo è il Numero della bestia con riferimento ai sicli di oro battuto, secondo i Libri coevi di 1 Re 10,13-16 e 2 Cronache 9,13-14; il Salmo 7 (come nel Libro di Habakkuk capitolo 3) inizia col titolo shigayon (שיגיון)

Numerazione dei salmi Il salterio contiene 150 salmi ognuno dei quali è anche considerato come un capitolo del libro.

La numerazione dei salmi varia a seconda se consideriamo il testo ebraico masoretico o i manoscritti greci della versione detta Septuaginta. Le traduzioni protestanti (anglicana, luterana, calvinista) adottano la numerazione ebraica, così come la adottano anche nella Chiesa Cattolica i testi liturgici ufficiali e le traduzioni moderne. Soltanto le traduzioni in uso nella Chiesa ortodossa hanno adottato la numerazione greca.

Le antiche traduzioni latine, come la Vulgata, solitamente seguono la numerazione greca. Le differenze sono le seguenti: numerazione ebraica numerazione greca 1-8 9 10-112 113 114-115 116-145 146-147 148-150

La differenza tra i testi masoretici e quelli della Septuaginta in questa numerazione è probabilmente dovuta a un graduale abbandono della forma poetica originale dei Salmi; tale abbandono è stato causato dagli usi liturgici e dalla negligenza dei copisti. È generalmente riconosciuto che i Salmi 9 e 10 (nella numerazione ebraica) fossero originariamente un unico poema acrostico, erroneamente separato dalla Masorah e correttamente riunito dalla Septuaginta e dalla Vulgata. Dai Salmi 42 e 43 (nella numerazione ebraica) risulta, per l'identità del soggetto (il desiderio della casa di Yahweh), della struttura metrica e del ritornello (confrontando Salmi 42:6, 12; 43:5, numerazione ebraica), che si tratta di tre strofe di un unico poema. Il testo ebraico ha ragione a considerare Salmo 146 e Salmo 147 come un unico salmo. Sembra che, in seguito, l'uso liturgico abbia suddiviso questi e diversi altri salmi. Zenner raggruppa in quelle che considera le odi corali originali: Salmi 1, 2, 3, 4; 6 + 13; 9 + 10; 19, 20, 21; 56 + 57; 69 + 70; 114 + 115; 148, 149, 150. Sembra che i Salmi 14 e 70 fossero originariamente odi corali. Le due strofe e l'epode costituiscono il Salmo 14; le due antistrofi costituiscono il Salmo 70.Zenner, J.K., and Wiesmann, H., Die Psalmen nach dem Urtext, Munster, 1906, 305 È interessante notare che, quando l'ode originale fu suddivisa, ciascuna parte finì per essere inserita due volte nel Salterio: Salmo 14 = 53, Salmo 70 = 40:14–18. Altre parti di salmi duplicate in questo modo sono: Salmo 108:2–6 = Salmo 57:8–12; Salmo 108:7–14 = Salmo 60:7–14; Salmo 71:1–3 = Salmo 31:2–4. Secondo la Pontificia commissione biblica della Chiesa cattolica (1° maggio 1910), la perdita della forma originale di alcuni salmi fu dovuta a pratiche liturgiche, a negligenza da parte dei copisti o ad altre cause.Catholic Encyclopedia, , New Advent

I numeri dei versetti furono stampati per la prima volta nel 1509. Different traditions exist whether to include the original heading into the counting or not.

Molti manoscritti della versione Septuaginta includono un salmo in più, il salmo 151, incluso nella versione della Septuaginta che adottano le Chiese ortodosse. Una versione di questo testo è stata ritrovata fra i manoscritti del Mar Morto. Alcune versioni della Peshitta includono i Salmi 152-155. Esistono anche i Salmi di Salomone, ossia altri 18 salmi di origine ebraica, sopravvissuti solo in traduzione greca e siriaca. Queste e altre indicazioni suggeriscono che l'attuale raccolta di 150 salmi, utilizzata dai cristiani occidentali e dagli ebrei, sia stata selezionata all'interno di un corpus più ampio di testi.

Autore La maggior parte dei salmi comincia con un versetto introduttivo che ne attribuisce l'autore o descrive le circostanze per le quali furono composti, da cui la tradizione che i salmi furono composti, in gran parte, da Davide.

Tuttavia, un filone della critica moderna ritiene che siano il prodotto di vari altri autori o gruppi di autori.Berlin, Adele; Brettler, Marc Zvi (2004). "Psalms". In Berlin, Adele; Brettler, Marc Zvi; Fishbane, Michael A. The Jewish Study Bible. Oxford University Press. ISBN 9780195297515, pag. 1282 Comunque si ritiene che i salmi non fossero trascritti prima del VI secolo a.C., e poiché il regno di Davide risale all'incirca all'anno 1000, il materiale risalente a Davide dovrebbe essere stato preservato dalla tradizione orale per secoli.

All'inizio dei salmi , e si fa riferimento a Idutun, in particolare per il modo di cantare o per il suo coro. I salmi e dal all' parlano di Asaf come maestro del coro. Le intestazioni dei salmi , dal al , , , e riportano che «...i figli di Core furono incaricati di cantarli». Nel Secondo Libro delle Cronache () si trova un riferimento al fatto che i Leviti, i figli dei Keatiti e i figli dei Korachiti lodassero Dio a piena voce.

L'espressione Psalterium Davidicum è stata anche impiegata dal Concilio di Trento: esiste una tradizione sull'origine davidica del Salterio.Si veda ad esempio 1Sm 16, 18-23 che parla di Davide come musico; 2Sm 6, 5-16 che lo presenta come organizzatore della liturgia. Si basa su menzioni di vari libri della Bibbia e nei titoli degli stessi Salmi: 73 Salmi della versione ebraica dicono "di Davide" e alcuni aggiungono anche l'occasione in cui sono stati scritti. Anche nel nuovo Testamento, si presume la paternità davidica di alcuni Salmi. Inoltre, nei titoli di 73 Salmi nella versione ebraica si dice "di Davide", mentre 12 Salmi sono "di Asaph", 11 "dei figli di core", 2 "di Solomon", altro "di Mosè", Heman e Ethan e 35 sono senza nessuna attribuzione. La versione greca attribuisce 82 Salmi a Davide."Los Salmos - Introducción"; Biblia de Jerusalén: 659. Bilbao: Desclée de Blower.

La critica testuale ha cercato di scoprire le influenze all'interno dei Salmi per poter offrire alcuni dati, anche se è minima, circa i suoi autori possibili e molto di più del periodo all'interno dello sviluppo religioso in Israele. Solo leggendo le intestazioni di ogni Salmo, si possono trovare diversi autori a parte David: Mosè, Asaph, Herman, i figli di Core, Salomone, Etan e Jedutum, mentre per alcuni di loro l'autore non è noto e perciò sono detti Salmi orfani.Talmud babilonese (Bava Batra 14b–15a) Secondo la tradizione giudaica, vi contribuirono anche Adamo, Melchisedec e Abramo. Secondo Abraham ibn ‛Ezra (v. ipotesi documentale), la redazione finale tardiva sarebbe stata opera dell'Uomo della Grande Assemblea.

Il Salmo 79 (secondo la numerazione della versione ebraica) è un lamento per la distruzione di Gerusalemme, scritto quindi almeno quattro secoli dopo David. La critica filologica muove dal presupposto per il quale stili diversi debbano corrispondere a re e periodi storici differenti, approcciando i Salmi o la Bibbia come qualsiasi altro testo storico. Tuttavia, sempre nell'ambito di una trascrizione da fonte spirituale (altrove accettata anche nel 1800 per l'arte non religiosa; in questo caso da Dio stesso), a diverse stili potrebbero corrispondere diverse persone quali fonti sovrannaturali di ispirazione al medesimo poeta ebraico.

Esegesi ebraica

Scritti per Ruach haQodesh e Profezia, non apocrifa, da re David, ve ne sono "ascritti" a "Mosheh Rabbenu" (cfr Rabbini del Talmud) e persino ad Adamo, per Shabbat, essi riguardano soprattutto il canto dei Leviti del Tempio di Gerusalemme (cfr re Salomone).

Titoli dei salmi San Gregorio di Nissa scrisse il trattato Sui titoli dei Salmi nel quale affermò che ogni verso della Sacra Scrittura, inclusi i titoli di questi componimenti, deve essere ritenuto utile per l'esegesi biblica.I titoli appartengono al testo originale ebraico e non sono un'aggiunta dei traduttori. Un'incomprensione dell'utilità di una parte del testo equivale a non aver colto completamente il senso della Sacra Scrittura. Titoli e testo contribuiscono a far cogliere il senso allegorico e mistico più profondo del Libro dei Salmi.

Il trattato spiega il metodo esegetico di Gregorio: se il significato letterale storico risulta incoerente oppure moralmente criticabile, occorre trovare l'utilità del testo biblico nel significato allegorico e mistico.

I monaci dell'epoca leggevano tutto il Salterio ogni settimana.

Soprascritte