I Testone o de Testoni, oggi Testoni Blasco, sono una famiglia abruzzese di antica nobiltà, che ricoprì un ruolo di rilievo all'Aquila dal XVI secolo. Dalla fine del XVII secolo in poi, trapiantata in Sicilia, fu molto influente a Sciacca. È stata più volte ricevuta nel Sovrano Militare Ordine di Malta per avita nobiltà ereditariaLibro d'Oro della Nobiltà Italiana - Collegio Araldico Roma..
In Aquila Il cognome originario della famiglia, le cui prime tracce risalgono, documentatamente, alla seconda metà del secolo XV, fu Rasuro, ma venne presto sostituito dal soprannome Testone – cognome col quale sarà conosciuta – dal nome della moneta, il testone appunto, coniata da alcuni Stati italiani nella prima metà del XV secolo, in considerazione delle cospicue ricchezze accumulate dalla famiglia , prima con il commercio e l'intermediazione dello zafferano - attività che li vedrà impegnati, sulle piazze di Aquila e Lanciano, per diverse decine di migliaia di ducatiNapoli, 1586 marzo 12. Lettera della Regia Camera della sommaria al Magistrato aquilano relativa a lamentele esposte dal M.co Giovan Francesco Testone circa il sequestro, da parte dei revisori, di una partita di zafferano sospetto. U9/2, cc. 99r-100, Archivio Civico Aquilano - e dopo con la proprietà di una cartiera e la relativa produzione e commercializzazione della carta. Il testone, rispetto al ducato, recava impressa la testa del sovrano di maggiori dimensioni, di profilo, egualmente raffigurata nello stemma della famiglia, posto nella cappella gentilizia, intitolata a San Giuseppe, che trovasi nella navata sinistra della basilica di San Bernardino, in Aquila.
Il primo della famiglia di cui si ha notizia è Geronimo, la cui data di nascita va collocata intorno al 1475. Questi, padre di Giovanni Battista, appare tra i proprietari fondiari della città dell'Aquila del 1500. Trattasi dell'atto 17 marzo 1568 in notar Giuseppe Margico da Aquila, in relazione ad una grande casa padronale con giardino, di cui si conserva evidenza nella mappa catastale dell'Aquila. e che corrisponde all'odierna area compresa fra corso Vittorio Emanuele, via Cavalieri di Malta, piazza della Commenda, via Poggio Picenze e via Giuseppe Verdi.
Con i fratelli Giovan Vincenzo Testone e Giovan Francesco Testone, figli di Giovanni Battista, Consiglieri del Reggimento della Città di Aquila, nel 1589 la famiglia figura nell'elenco dei garanti presentati dal banchiere fiorentino Andrea Ardinghelli all'Autorità Vice-regia: i predetti germani, tra i cinque proprietari del paese di Tione degli Abruzzi, garantirono, più di ogni altro, per 4.000 ducati, il pagamento dei debiti della CittàLibro delle Riformagioni del 28.6.1589, U 10, Archivio Civico Aquilano.
La famiglia fu protagonista, con i fratelli Alessandro, Diego, eletto nel 1642 rappresentante dei nobili della Città per il quarto di San GiorgioLibro delle Riformagioni, 27.12.1642, Archivio di Stato dell'Aquila, Michelangelo, incaricato del Regio Fisco, Loreto, Giacinto, Consigliere del Reggimento della Città di Aquila, e Giuliano, – tutti figli di Giovan Vincenzo – della più cruenta guerra civile che funestò l'Aquila nel 1600: nel conflitto, i Testoni aderirono alla fazione dei Bonanni, famiglia della quale furono i principali alleati, in aperto contrasto con le casate Pica, Rivera e Alferi.
La contesa terminò con la pace, siglata nel 1626ASAq, Notarile, b.437, Carlantonio Pandolfi, Concordia et pace tra gli Bonanni, et tutti di casa Pica, ed alcuni altri, cc. 197r-208v. Dall’atto notarile si ricava che alla pace presero parte, tra gli altri, i fratelli Alessandro, Michelangelo, Giacinto, Loreto e Giuliano Testone, che impose la vendita della terra di Ocre da Alessandro Pica ad Andrea Bonanni, che ne divenne baroneSilvia Mantini-Stefano Boero: Un crocevia di culture tra ebrei, nobili e religiosi, Il Palazzo Cipolloni-Cannella (L'Aquila, secc.XV-XXI), Itinerari di ricerca storica, a.XXXV - 2021, numero 2 (nuova serie). Poco tempo trascorse che gli animi si riaccesero tra le opposte fazioni e, negli scontri che ne seguirono, perse la vita il maggiore dei fratelli Testone, AlessandroAntinori A.L.: Annali degli Abruzzi, vol.XXII, parte I, p.206-210 e 292, Arnaldo Forni Editore, 1972. https://bibtom.disim.univaq.it/Book/P_ReadBooks#!.
La famiglia godette del diritto di sepoltura nella Basilica di San Bernardino, in Aquila, con relativa cappella gentilizia., dedicata a San Giuseppe: fatta erigere da Giuliano Testone nel 1662, questa è ricca di particolari architettonici. tra cui lo stemma famigliare applicato sui due lati dell'altare.
Ignazio Testone, figlio di Giacinto (di Giovanni Vincenzo, di Giovanni Battista, di Geronimo), nato e battezzato all’AquilaNe fu madrina di battesimo Lavinia Coluccia, vedova di Don Francesco Pignatelli, nella Parrocchia di Santa Giusta, il 26 febbraio 1653, si trasferirà nella città di Sciacca., decima ed importantissima città demaniale, alla fine del XVII secolo, sposandosi cola’.
In Sciacca Le prime notizie della famiglia in Sicilia risalgono al 23 ottobre 1685, data del testamentoAtti Notaio Baccimeo Ignazio, anno 1685-86, vol.n.2805, Sezione Archivio di Stato - Sciacca dell'abate Michele Blasco. e Perollo, il quale dispose di voler essere seppellito all'interno della chiesa del convento San Francesco "et in cappella D. Testoni" che la famiglia, prima di allora assolutamente sconosciuta a Sciacca, aveva fatto realizzare in vista del suo arrivo in Sicilia.
Con il matrimonio tra Don Ignazio Testone Civitatis Aquila in Regno Neapolis filium legittimum et naturalem quondam Don Hiacynthi et Donna Aleonora Testone etiam olim iugalium ditte Civitatis Aquila e Maria Sitajolo e Perollo dei baroni di S. Biagio, Gialdoneri e Mandrili, celebrato in Sciacca il 16 marzo 1694Atti Notaio Baccimeo Ignazio, anno 1693-94, vol.n.2827, Sezione Archivio di Stato - Sciacca, la famiglia si trasferisce definitivamente in questa città..
Dal predetto matrimonio tra la ricca e unigenita Maria Sitajolo e Perollo. e il gentiluomo Ignazio TestoneVincenzo Farina, (1867). Biografie di uomini illustri nati in Sciacca Tipografia Guttemberg. pp. 292–297.https://books.google.it/books/about/Biografie_di_uomini_illustri_nati_in_Sci.html?id=7g4oCnlcyQsC&redir_esc=y, nacque, tra gli altri, il pittore Gaspare TestoneCitti Siracusano, La Pittura del Settecento in Sicilia, Editore Monte dei Paschi di Siena (1986) https://www.google.it/books/edition/Per_Citti_Siracusano/bcuhMQEACAAJ?hl=itLuigi Sarullo, Pittura, Vol.II, Novecento Editrice - Palermo, 1993., primo maestro di Mariano Rossi, illustrato nei resoconti dei loro rispettivi viaggi in Sicilia da Jean-Pierre HouëlJean-Pierre Houël: Voyage Pittoresque des isles de Sicile, de Malta et de Lipari, Parigi, 1782, p.35, Tomo I, Biblioteca Paolo Orsi, Siracusa, da Johann Hermann von RiedeselVon Riedesel J.H.: Viaggio in Sicilia, Palermo 1821, p.19 e da Henry SwinburneSwinburne H.: Viaggio nelle Due Sicilie negli anni 1777-1780, vol.3 di Viaggi e viaggiatori in Sicilia, Agorà, 2000, a cura di Maria Grazia Nicolosi.
Don Michele Testone e Sitajolo andò sposo all'ultima rappresentante della famiglia Blasco di SciaccaSavasta F.:Il famoso Caso di Sciacca, Palermo, 1726, p.31. Per la descrizione dello stemma, Tavola I, figura 11. https://books.google.it/books?id=ZvwbnvcIsv0C&pg=PT20&hl=it&source=gbs_selected_pages&cad=1#v=onepage&q&f=false, che intervenne al Consiglio della Città nel Caso di Sciacca ed al cui ramo appartengono Antonio Maria, Castellano del Regio Castello di Sciacca nel 1411, Aghesio vice ammiraglio della Gran Corte nel 1528, e l'abate Michele Blasco. In virtù del citato matrimonio celebrato in Sciacca, addì 16 agosto 1745, i Testoni hanno ereditato sia il patronato della Chiesa di San Cataldo, sia l'avello gentilizio nella Chiesa di San Francesco, e dopo antico uso ne hanno aggiunto il cognome e l'arma..
Con atto notaio Nicolò Lombardo del 7 gennaio 1769, Don Ignazio Testone e Perollo fu successore per diritto di primogenitura in due fedecomessi: l’uno disposto da Donna Eleonora Perollo dei baroni dello Carabo (oggi Carboj), con testamento notaio Nicolò Randazzo del 15 marzo 1451, e l’altro disposto da Gaspare Perollo, barone di Culla, con testamento notaio Benedetto Baccimeo del 20 settembre 1515.
Nel 1808-1809 Don Ignazio Testone e Blasco di Sciacca, fu Senatore della Città di SciaccaLibro Verde, conservato presso la Biblioteca Comunale di Sciacca, carta 345 e sposò Paola Genova e Aroneil fratello, Giovan Battista Genova e Arone, fu Senatore della città di Piazza nel 1798-99dei baroni di Cutumino. Da questa unione nacque Michele, il quale ebbe a coniuge Giovanna Battista Imbornone e Tagliavia. Da quest'altra unione nacque Ignazio, che sposò Teresa Ficani dei baroni di Muxarello e Minavento. Da questa terza unione nacque Ferdinando, marito di Maria Abisso, figlia dell’avvocato Onofrio (Onorio) e sorella dell’On. Angelo Abisso, avvocato, magistrato e Senatore del Regno d’Italia.
Arma Stemma partito: nel 1° d'azzuzzo, alla testa umana di carnagione posta di profilo, crinita di nero, sostenuta dalla gemella d'oro abbassata e posta in fascia (Testone o Testoni); nel 2° d'azzurro, alla celata chiusa d'oro, graticolata di quattro pezzi, posta in terza e ornata da una piuma d'argento (Blasco di Sciacca).
Note
Bibliografia
Categoria:Famiglie abruzzesi