La fiamma olimpica dei XXV Giochi olimpici invernali fu accesa a Olimpia, in Grecia, il 26 novembre 2025 con la cerimonia rituale che precede ogni edizione delle Olimpiadi, e ha viaggiato attraverso una staffetta di tedofori e un percorso di lungo le strade greche e italiane, fino a giungere in Italia allo Stadio Giuseppe Meazza di Milano il 6 febbraio 2026, giorno della cerimonia di apertura dei Giochi, per accendere il braciere olimpico che è rimasto ardente fino al 22 febbraio, giornata conclusiva della manifestazione.

Torcia La torcia dei XXV Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 è stata presentata ufficialmente il 14 aprile 2025 in un evento congiunto alla Triennale di Milano e al Padiglione Italia dell’Expo 2025 di Osaka.

Il progetto, denominato “Essential”, è stato sviluppato dallo studio Carlo Ratti Associati in collaborazione con Versalis e il Cavagna Group, con l’obiettivo di coniugare essenzialità formale, funzionalità tecnica e sostenibilità ambientale, ponendo la fiamma al centro dell’esperienza visiva e simbolica.

Realizzata principalmente in lega di alluminio e ottone riciclati, la torcia presenta una finitura riflettente con sfumature azzurro-verdi, richiamo cromatico al paesaggio alpino e al cielo italiano. Il dispositivo, del peso di circa 1,06 kg, è progettato per garantire leggerezza, resistenza meccanica e stabilità della combustione anche in condizioni climatiche avverse. Un elemento distintivo è la possibilità di essere riutilizzata fino a dieci volte grazie a un sistema di alimentazione basato su bio-GPL, combustibile liquefatto ottenuto da fonti rinnovabili e da materie prime di scarto, scelta che consente di ridurre l’impatto ambientale complessivo legato alla produzione degli esemplari.

Dal punto di vista formale, la torcia adotta un profilo allungato attraversato da una apertura longitudinale che rende visibile il meccanismo interno del bruciatore, soluzione che enfatizza la centralità della fiamma e ne facilita l’ossigenazione. L’impugnatura ergonomica e la distribuzione dei pesi sono state studiate per assicurare una presa stabile e sicura durante l’utilizzo, mentre la produzione interamente Made in Italy riflette la volontà di valorizzare competenze industriali e artigianali nazionali. L’insieme delle scelte progettuali interpreta la torcia come oggetto iconico capace di unire innovazione tecnologica, responsabilità ambientale e identità culturale, in coerenza con i valori fondanti di Milano Cortina 2026.

A Milano, le torce olimpiche e paralimpiche sono state svelate da Stefania Belmondo e Bebe Vio mentre in Giappone da Carolina Kostner e Martina Caironi .

Staffetta

Organizzatori L’organizzazione del viaggio della fiamma olimpica dei XXV Giochi olimpici invernali di Milano Cortina 2026 è affidata alla Fondazione Milano Cortina 2026, in qualità di Comitato Organizzatore dei XXV Giochi olimpici invernali, e al CONI, in coordinamento con il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e con il Comitato Olimpico Ellenico, che sovrintende alla cerimonia di accensione a Olimpia e alla successiva consegna della fiamma alla delegazione italiana.

La Fondazione Milano Cortina 2026 cura la pianificazione logistica, la definizione dei protocolli operativi, il coordinamento con le autorità nazionali e locali e la gestione degli eventi pubblici connessi al passaggio della torcia.

Come nelle precedenti edizioni dei Giochi, il viaggio della fiamma è sostenuto da partner commerciali ufficiali selezionati dal comitato organizzatore. Per Milano Cortina 2026 figurano, tra gli altri, Coca-Cola ed Eni in qualità di Presenting Partner della staffetta olimpica.

Tedofori

Sono stati i tedofori che hanno trasportato la torcia olimpica in giro per l’Italia: i diecimila che hanno inviato la loro candidatura e che porteranno la fiamma in giro per l’Italia, più l’ultimo tedoforo il cui nome, come vuole la tradizione olimpica, viene mantenuto segreto fino alla cerimonia di apertura, incaricato di accendere il braciere olimpico.

Per la staffetta è stata predisposta una divisa ufficiale realizzata dall’azienda sportiva Salomon, concepita per garantire visibilità e funzionalità in diverse condizioni climatiche. L’abbigliamento presenta una base bianca, richiamo all’ambiente invernale dei Giochi, con motivi nei toni del rosso e dell’arancio ispirati alla fiamma olimpica.

Il primo tedoforo è stato il canottiere greco Petros Gaidatzis, bronzo a Parigi 2024, mentre i primi tedofori italiani sono stati la fondista Stefania Belmondo, una delle atlete italiane più titolate nella storia dei Giochi con dieci medaglie olimpiche, nonché ultimo tedoforo a , e Armin Zöggeler, ex slittinista tra i più vincenti di sempre alle Olimpiadi invernali.

I tedofori della frazione ateniese della staffetta sono stati la tennista Jasmine Paolini e il ciclista Filippo Ganna, entrambi medagliati ai Giochi di Parigi 2024. Tra i tedofori che si sono avvicendati nelle varie tappe italiane vi sono state personalità del cinema, dello sport e dello spettacolo: sportivi come Gregorio Paltrinieri (primo tedoforo della frazione italiana), Elisa di Francisca, Achille Polonara, Matteo Berrettini, Martín Castrogiovanni, Marco Belinelli, Max Biaggi, Flavia Pennetta, Giacomo Agostini, Zlatan Ibrahimović, Javier Zanetti, Massimiliano Rosolino, Ciro Ferrara, Vincenzo Nibali, Fabio Cannavaro, Federica Pellegrini, Myriam Sylla, Filippo Tortu e Gianmarco Tamberi; i cantanti Arisa, Malika Ayane, Noemi, Mahmood, Red Canzian, Achille Lauro e Al Bano; il regista Giuseppe Tornatore; gli attori Ambra Angiolini, Alessandra Mastronardi, Claudia Gerini e Christian De Sica; i conduttori Massimiliano Ossini e Alessandro Cattelan; la ballerina Nicoletta Manni; la showgirl Melissa Satta e il telecronista Pierluigi Pardo. Tra di essi anche l'ex mezzofondista Giancarlo Peris, ultimo tedoforo a , che portò la torcia nella frazione di Civitavecchia, e alcuni medici e infermieri dell’ospedale di Codogno, località dove sei anni prima si era sviluppato il primo focolaio in Europa della pandemia di COVID-19.

Controversie Sono sopravvenute diverse critiche sulla scelta dei tedofori in quanto stando a diversi atleti ex medagliati olimpionici sono stati scelti personaggi con logiche "poco olimpiche", fra cui un ex ciclista condannato per doping che stando ai regolamenti non avrebbe potuto essere tedoforo, arrivando ad escludere sportivi con medaglie olimpiche all'attivo. Inoltre, sono arrivate polemiche anche sull'arrivo come tedoforo del cagnolino famoso sui social Chico durante il passaggio per Alessandria , dicendo che non era un esempio per lo sport.

Percorso

Dopo l’accensione a Olimpia, la fiamma olimpica ha percorso per nove giorni le strade elleniche, toccando varie città come Patrasso (27 novembre) e Salonicco (1 dicembre), giungendo ad Atene il 3 dicembre.

Il 4 dicembre 2025 la fiamma è stata ufficialmente consegnata al comitato organizzatore dei Giochi durante la tradizionale cerimonia allo stadio Panathinaiko di Atene, per poi arrivare in Italia, a Roma, accolta al Palazzo del Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che il giorno dopo ha acceso il primo braciere italiano nella piazza antistante il palazzo presidenziale.

La staffetta ha avuto inizio il 6 dicembre dallo Stadio dei Marmi Pietro Mennea, sempre a Roma; a partire da quel momento la fiaccola ha attraversato tutte le 110 province italiane in un percorso di 12 000 km risalendo la penisola da sud verso nord, isole comprese, toccando oltre 300 comuni italiani e con 60 tappe principali (città di arrivo e celebrazione serale). Il tragitto è stato concepito per valorizzare il patrimonio culturale, naturale e sportivo dell'Italia, passando per siti UNESCO, luoghi simbolo della storia olimpica italiana, borghi, città d'arte, coste e zone alpine: tra di essi, la staffetta ha incluso l’ascesa alla Punta Gnifetti sul Monte Rosa (4 554 m) e toccato la Cascata delle Marmore, la Costiera Amalfitana, il Canal Grande a Venezia e vari siti di memoria collettiva.

Fra le tappe salienti, a Natale la fiamma a cinque cerchi ha sostato a Napoli, mentre ha festeggiato il nuovo anno a Bari. Il 26 gennaio 2026, a 70 anni esatti di distanza dalla cerimonia di apertura dei Giochi di Cortina 1956, la fiamma olimpica ha fatto il proprio ritorno nella località ampezzana e ha concluso il suo tragitto la sera di venerdì 6 febbraio, con la doppia accensione del braciere olimpico a Milano e a Cortina al termine della cerimonia di apertura dei Giochi.

Il segmento finale della staffetta è iniziato ufficialmente all'interno dello Stadio Giuseppe Meazza a Milano, sede della cerimonia di apertura. La torcia è stata introdotta sul campo da Franco Baresi e Beppe Bergomi, bandiere storiche di Milan e Inter, per poi essere consegnata a tre giocatrici della nazionale di pallavolo femminile: Anna Danesi, Paola Egonu e Carlotta Cambi, che a loro volta l’hanno ceduta a tre giocatori della nazionale maschile, ovvero Simone Anzani, Simone Giannelli e Luca Porro, che hanno varcato i cancelli dello stadio dando inizio alla sfilata urbana. Usciti da San Siro, il culmine della staffetta si è raggiunto in Piazza Sempione: nella strada che conduce al braciere Manuela Di Centa e Gerda Weissensteiner hanno consegnato la fiamma al pluricampione di pattinaggio di velocità Enrico Fabris, che ha poi fatto il suo ingresso nell'area dell'Arco della Pace consegnando la fiamma ad Alberto Tomba e Deborah Compagnoni, che hanno acceso il braciere milanese.

A Cortina d'Ampezzo, invece, la fiaccola è stata introdotta da Gustav Thöni, grande icona dello sci italiano, vincitore di quattro Coppe del Mondo negli anni '70 e oro olimpico nel gigante a Sapporo 1972, che ha poi ceduto la torcia a Sofia Goggia: è stata proprio la sciatrice bergamasca ad accendere il braciere olimpico in piazza Dibona, nel cuore della Regina delle Dolomiti.

Riepilogo delle principali località attraversate dal percorso della staffetta