Lacquisizione della lingua cinese è un percorso naturale con cui i discenti nativi o stranieri imparano la lingua cinese e, come dimostrato dalla ricerca scientifica, segue un pattern preciso. Tali pattern sono stati investigati e interpretati dal campo dell'acquisizione delle lingue straniere e possono servire a interpretare gli errori dei discenti, a individuare la loro posizione nel percorso di apprendimento e a impostare meglio la didattica delle lingue attraverso la didattica acquisizionale. Il cinese appreso come lingua straniera/seconda (L2) viene solitamente indicato negli studi internazionali come "Chinese as a Foreign Language" (CFL) o "Chinese as a Second Language" (CSL). L'acquisizione si distingue dall'apprendimento consapevole del cinese attraverso lo studio verticale delle regole astratte e lo svolgimento di test di grammatica pura e di pattern drill. Nel percorso in cui si impara la lingua cinese e qualunque altra lingua, comunque, la lettura e scrittura sono due percorsi sempre interamente artificiali e non naturali.
La lingua trattata nell'articolo è il cinese moderno standard, ovvero il putonghua 普通话 (detto anche impropriamente "cinese mandarino"), per cui non sono trattati dialetti anche prestigiosi come il cantonese. Alcuni studi si basano sull'acquisizione del cinese come lingua nativa o "lingua prima" (L1), mentre altri lo intendono come L2, per cui i parlanti hanno come lingua nativa un'altra lingua che in taluni casi può provocare un'interferenza con L2.
Contestualmente, la didattica acquisizionale della lingua cinese è un insieme di conoscenze glottodidattiche e implicazioni pedagogiche che derivano dagli studi sull'acquisizione della lingua cinese e che sono discusse dagli stessi autori degli studi. Queste implicazioni pedagogiche sono mirate a migliorare l'insegnamento della lingua cinese come L2.
Acquisizione della pronuncia
Pronuncia generale In base a uno studio basato su bambini cinesi compresi tra 1,6 e 4,6 anni, l'ordine di acquisizione dei tratti principali della pronuncia in cinese è:
i 4 toni (vengono acquisiti subito siccome le modulazioni di registro hanno un valore contrastivo: una stessa sillaba può indicare anche 4 i più significati diversi in base alla modulazione tonale); le code di sillaba (cioè le nasali -n e -ng) e le vocali isolate (ovvero i monottonghi); le consonanti iniziali e i dittonghi e trittonghi; il tono leggero e l'erizzazione.
Riguardo specificatamente alle consonanti iniziali, l'ordine di acquisizione, secondo un altro studio che coinvolge bambini cinesi madrelingua di 3-5 anni, è: consonanti palatali (J, Q, X); consonanti retroflesse (ZH, CH, SH, R); consonanti alveolari/coronali (Z, C, S).
Nel percorso di acquisizione delle consonanti iniziali da parte dei parlanti nativi, l'aspirazione è perlopiù ininfluente.
Riguardo specificatamente ai toni, nei cinesi madrelingua i toni sono processati nell'emisfero sinistro del cervello, per cui sono processati come unità linguistiche alla pari dei tratti soprasegmentali prosodici (e.g., l'intonazione in una frase per differenziare affermazioni e domande). Negli apprendenti stranieri di lingua cinese, i toni sono difficili se la propria lingua madre non è tonale: i toni sono infatti una caratteristica non familiare se la lingua nativa è atonale. Uno studio svolto su apprendenti madrelingua inglesi di cinese ha indicato come l'estensione di registro degli apprendenti si ingrandisse quando i discenti iniziavano a parlare cinese da 1.0 a 1.5 (+50%); tuttavia, l'estensione era minore rispetto a quella padroneggiata dai parlanti nativi di cinese, per cui i parlanti di una lingua atonale devono imparare a estendere il proprio registro di voce per acquisire con successo una lingua tonale come ad esempio il cinese. I parlanti statunitensi di cinese che hanno studiato cinese per 4 mesi hanno mostrato errori nella modulazione di tutti i toni, ma in particolare hanno commesso molti errori nel quarto tono (tono decrescente) a causa di un'interferenza con L1 (inglese) siccome l'accento tonico è meno marcato/forte rispetto al quarto tono in cinese.
In un altro studio su parlanti di inglese statunitense come L1 che studiavano cinese da due anni, gli errori che riguardavano i toni erano descritti come errori di registro (per cui i toni venivano modulati correttamente ma in un registro troppo acuto o troppo grave rispetto a quello corretto). Il primo tono, che si modula nel registro acuto (registro yin 阴), veniva realizzato nel registro grave; il secondo e terzo tono venivano modulati in un registro eccessivamente acuto; il quarto tono, che discente a partire dal registro acuto, veniva realizzato a partire dal registro grave (registro yang 阳). I parlanti di inglese come L1, nell'apprendere i toni, prestano molta più attenzione al registro dei toni invece che alla modulazione siccome l'inglese è atonale. Riguardo al riconoscimento dei toni, il quarto tono è il più facile da identificare da parte dei parlanti di inglese come L1 quando è presentato in isolamento e nell'ultima sillaba di una parola bisillabica o trisillabica; tuttavia, quando è in posizione non-finale, è il più difficile da identificare. Il riconoscimento a fine parola o in isolamento deriva da un'interferenza positiva con la pronuncia di L1 (per cui avviene un transfer positivo da L1 a L2) siccome il quarto tono a fine parola ha una pronuncia simile alla pronuncia non marcata di una frase dichiarativa in inglese. Per cui, il pattern di pronuncia è familiare ai parlanti di inglese come L1, ma se il quarto tono compare dentro una parola, il pattern diventa non familiare e il quarto tono viene spesso scambiato con il primo tono siccome il primo e quarto tono partono entrambi dal registro acuto; il riconoscimento errato è poi fomentato dal fatto che in inglese un'intonazione acuta è usata per mettere il focus su un elemento in una frase.
Quanto all'ordine di acquisizione dei 4 toni, nei bambini cinesi madrelingua l'ordine è:
primo tono (tono piatto, T1) e quarto tono (tono decrescente, T4); secondo tono (tono crescente, T2) e terzo tono (T3).
Secondo la scala di marcamento tonale (Tonal Markedness Scale, TMS), una scala che indica la complessità dei toni nelle lingue tonali avente valenza universale, *R (Rise) >> *F (Fall) >> *L (Level): i toni crescenti sono più difficili dei toni decrescenti, che a loro volta sono più difficili dei toni piatti. L'ordine di acquisizione dei 4 toni nei bambini madrelingua rispecchia la scala di marcamento tonale. La scala di marcamento tonale, ordinata in base alla difficoltà crescente, in cinese moderno standard dunque si articola come 1° tono << 4° tono << 2° tono ( < < ). Inoltre, nella scala di marcamento tonale, vale Tono Complesso >> Tono Semplice; il 3° tono, in quanto bifase, è un tono complesso ed è dunque più complicato del 1° tono, per cui in ordine di difficoltà crescente vale 1° tono << 3° tono completo ( < ).
Nel processo di acquisizione, il secondo e terzo tono sono talvolta scambiati l'uno con l'altro. Il sandhi tonale risulta acquisito non appena le prime frasi vengono recitate dai parlanti in quanto il registro (glottal pitch) è facile da controllare e in quanto i toni e in quanto i toni hanno salienza in una lingua tonale come il cinese.
In uno studio che studiava la percezione del secondo e terzo tono in parlanti di inglese e dialetto cantonese come L1, il secondo e il terzo tono sono spesso confusi tra loro in quanto sono simili tra loro (il terzo tono infatti è bifase e la seconda fase è crescente). La confusione accomuna dunque entrambi i gruppi di parlanti, pure se il dialetto cantonese è già in partenza una lingua tonale (e dunque pure se i parlanti sono già abituati a recepire la modulazione tonale).
In alcuni studi è presente un dibattito su come insegnare il terzo tono: la descrizione classica/tradizionale è quella di tono bifase, con una prima fase discendente e una seconda fase ascendente (214), per cui il sandhi tonale lo trasforma in un mezzo terzo tono (21) oppure in un secondo tono in base al contesto. Siccome il terzo tono è modulato bifase solo in casi specifici e più rari, secondo alcuni autori è più utile insegnare e fare acquisire il terzo tono in didattica acquisizionale come (21) invece che (214) siccome si riduce il carico cognitivo nei discenti nel processo di acquisizione. Nella scala di marcamento tonale, (21) è più semplice sia rispetto a (214), sia rispetto al comune quarto tono (51).
Inoltre, nel processo di acquisizione da parte dei parlanti non nativi, apprendere le modulazioni tonali accompagnate da gesti delle mani e movimenti della testa da parte dei discenti ha portato a risultati positivi rispetto a limitarsi a vedere i gesti mimati da parte del docente o a mimarli solo con le mani. I gesti che mimano e/o accompagnano una modulazione tonale in qualunque lingua tonale (incluso il cinese) sono detti "gesti tonali" (pitch gestures, tonal gestures). L'osservazione dei gesti tonali del docente porta vantaggi all'acquisizione dei toni, rispetto a un docente che insegna la modulazione senza muovere le mani, testa e sopracciglia. I gesti tonali, oltre all'acquisizione, aiutano la percezione dei gesti, a prescindere dal fatto che la L1 del discente è tonale o atonale e aiutano a estendere l'ampiezza del registro d'intonazione dei discenti.
Sandhi tonale In uno studio condotto su apprendenti inglesi di cinese come L2, il sandhi tonale mostrava molti errori, ma il tono delle singole sillabe in isolamento era acquisito correttamente, inoltre il sandhi tonale nelle sillabe "bù" e "yi", entrambe molto usate e diffuse, mostrava errori nonostante la loro diffusione. Pertanto, il percorso di acquisizione dei toni in isolamento e del sandhi tonale seguono due percorsi diversi nella mente. Come corollario, avere acquisito correttamente il tono in isolamento non significa che il sandhi tonale viene imparato subito con la stessa correttezza.
L'ordine di acquisizione del sandhi tonale da parte di parlanti non nativi che sono stati precedentemente istruiti in modo esplicito sul funzionamento del sandhi tonale con il terzo tono (e nel 50% dei casi circa anche su "bù" e "yi") è:
mezzo terzo tono (21); terzo tono > secondo tono (214 > 35); sandhi di "bù"; sandhi tonale di "yi".
Il fatto che il mezzo terzo tono (214 > 21, per cui si modula un tono discente ma già inserito nel registro grave/yang) sia acquisito rapidamente deriva non tanto dal fatto che è stato insegnato esplicitamente in via preliminare (solo il 18,9% dei partecipanti allo studio ha indicato che è stato spiegato esplicitamente). Deriva invece dal fatto che è facile e comodo da articolare, siccome il tono da bifase si riduce in monofase in quanto la seconda fase ascendente viene troncata. In altre parole, questo processo di riduzione porta a questa acquisizione relativamente precoce: l'effetto riduzione è maggiore dell'effetto pedagogico (cioè al fatto che il sandhi tonale viene insegnato esplicitamente).
Riguardo specificatamente ai sandhi di "bù" e "yi", vengono acquisite prima le combinazioni "yì +2° tono", "yi2 +4° tono", "bu2 +4° tono", "bù +2° tono" rispetto a tutte le altre. Tutte le combinazioni acquisite prima hanno la caratteristica di mostrare due toni compatibili tra loro. I "toni compatibili" sono due toni affiancati che nella sezione interstiziale condividono lo stesso identico registro o un registro molto simile; in altre parole, sono due toni le cui unità fonetiche adiacenti hanno valori identici o simili lungo la dimensione del timbro, per cui l'ambiente fonetico non mostra conflitti. Ad esempio, nella combinazione "yi2 +4° tono", "yì" approda nel registro acuto/yin, mentre il 4° tono inizia esattamente nel registro acuto/yin.