Nella Chiesa cattolica, Mediatrice è un titolo della Vergine Maria, madre di Gesù. Si riferisce al ruolo di intercessione della Beata Vergine Maria quale mediatrice nella Redenzione salvifica di suo figlio Gesù Cristo e al fatto che egli concede la grazia divina attraverso di lei. Il titolo è quindi collegato a quello di Corredentrice.
Mediatrice è un titolo antico, usato da molti santi almeno dal V secolo. Il suo uso crebbe durante il Medioevo e raggiunse il suo apice negli scritti dei santi Luigi Maria Grignion de Montfort e Alfonso Maria de' Liguori nel XVIII secolo.
Un ruolo generale di intercessione è attribuito a Maria nel cattolicesimo, nella Chiesa ortodossa e nelle Chiese ortodosse orientali.McGurkin, John Anthony 2011. The Encyclopedia of Eastern Orthodox Christianity, p. 597 Il termine "Mediatrice" fu associato a Maria nella costituzione dogmatica Lumen gentium del Concilio Vaticano II, con l'aggiunta della precisazione:
L'uso del titolo di Mediatrice e la dottrina secondo cui Maria possiede un più alto potere intercessorio (chiamato iperdulia), a causa della sua relazione speciale con il figlio Ges,) è distinto dalle questioni teologiche coinvolte nell'istituzione del dogma di Maria Mediatrice di tutte le grazie.
Storia Primo millennio Mediatrice è un titolo antico. Una preghiera attribuita a Efrem il Siro nel IV secolo recita:
Il titolo fu adottato anche nel V secolo da Basilio di Seleucia. Nell'VIII secolo il titolo di Mediatrice era di uso comune e lo usavano Andrea di Creta e san Giovanni di Damasco.Antoine Nachef (Sep 1, 2000) Mary's Pope: John Paul II, Mary, and the Church pp. 179–80
Queste prime nozioni pongono la mediazione di Maria a un livello superiore rispetto ad altre forme di intercessione dei santi. La sua posizione di Madre di Gesù Cristo redentore e fonte di grazia la rende preminente tra tutti gli altri che potrebbero essere chiamati mediatori.
Tardo Medioevo La diffusione del titolo di Mediatrice si accrebbe nel Medioevo: in particolare, Bernardo di Chiaravalle (XII secolo), san Bonaventura e Bernardino da Siena (XV secolo) lo usarono frequentemente.
Nel XIII secolo, san Tommaso d'Aquino notò che solo Gesù Cristo può essere il perfetto mediatore tra Dio e gli uomini. Tuttavia, ciò non impedisce che altri possano essere chiamati mediatori, in qualche modo, tra Dio e l'uomo, perché assistono e preparano la mediazione divina.
Nel XVI secolo lo stesso concetto fu affermato dal Concilio di Trento, che affermò:
XVII-XVIII secolo L'affidamento sull'intercessione di Maria crebbe e raggiunse il suo apice negli scritti di san Luigi Grignon de' Montfort e Alfonso Maria de' Liguori nel XVIII secolo.
Il primo, che in seguito avrebbe influenzato papa Giovanni Paolo II, enfatizzava il fatto che Maria è la via naturale per avvicinarsi a Gesù a causa della sua relazione speciale con Lui.. Questo affidamento all'intercessione di Maria si basa sulla sua formula generale:.
Nel suo Del gran mezzo della preghiera, de' Liguori esaminò gli scritti dell'Aquinate e di Bernardo di Chiaravalle sull'intercessione dei santi e sul ruolo di Maria come Mediatrice, sostenendo con forza l'opportunità del titolo mariano.Sant'Alfonso Maria de' Liguori (7 giugno 2009), Treatise on Prayer p. 26Paul Haffner (2004), The Mystery of Mary , p. 260
XIX-XXI secolo Diversi papi impiegarono il titolo di Mediatrice, tra cuiLumen gentium 63, nota 187, Citazione: "Cf. LEONE XIII, Encicl. Adiutricem populi, 5 sett. 1895: ASS 28 (1895-96), p. 129. S. PIO X, Encicl. Ad diem illum, 2 febbr. 1904: Acta I, p. 154; Dz 1978a (3370) [Collantes 5.032-33]. PIO XI, Encicl. Miserentissimus, 8 maggio 1928: AAS 20 (1928), p. 178. PIO XII, Messaggio Radiof., 13 maggio 1946: AAS 38 (1946), p. 266.": Leone XIIILeone XIII, Encicl. Adiutricem populi, 5 sett. 1895: ASS 28 (1895-96), p. 129 nel 1896 e Pio X nel 1904S. PIO X, Encicl. Ad diem illum, 2 febbr. 1904: Acta I, p. 154; Denzinger 1978a (3370) [Collantes 5.032-33]., così come nel XX secolo Benedetto XV e Pio XI.Pio XI, Encicl. Miserentissimus, 8 maggio 1928: AAS 20 (1928), p. 178 Quest'ultimo incaricò tre commissioni pontificie che, in accordo col Papa, si espressero a favore della mediazione universale di Maria.
Anche Pio XII adottò tale titolo sebbene non all'interno di documenti ufficiali.Pio XII, Messaggio Radiofonico del 13 maggio 1946: AAS 38 (1946), p. 266. Citazione: "Medianeira de suas graças".
Giovanni Paolo II adottò il titolo di Mediatrice diverse volte e nella sua enciclica Redemptoris Mater scrisse:
All'evento delle nozze di Cana, la intercessione di Maria per la carenza di vino ("qualsiasi cosa vi dica fatelo") porta al primo miracolo dei 6 riferiti da Giovanni, alla prima manifestazione del potere di Gesù.Questo evento prefigura il ruolo di Maria come mediatrice delle grazie divine e della salvezza, guidando verso il Figlio e la sua potenza salvifica. La mediazione di Maria non è in concorrenza con quella di Cristo, ma piuttosto una collaborazione e un'intercessione materna che facilita il dono delle grazie divine. La mediazione di Maria non è in concorrenza con quella di Cristo, ma piuttosto una collaborazione e un'intercessione materna che facilita il dono delle grazie divine.
Questioni teologiche Tra i teologi cattolici è indiscusso il fatto che Gesù Cristo è l'unico mediatore tra Dio e il genere umano, soprattutto come Salvatore e Redentore del mondo. Di conseguenza, la parola "mediatore" in senso stretto si riferisce solamente a Dio Figlio in relazione a Dio Padre; tuttavia, in senso subordinato, i cristiani esercitano una mediazione "che è efficace attraverso, con e in Cristo". Il mediatore subordinato non opera mai da solo, ma dipende sempre da Gesù.
La mediazione mariana si esercita nei seguenti ambiti: mediatrice dell'Incarnazione del Verbo nel proprio grembo materno; mediazione nella Redenzione, in quanto la mediazione del Figlio di Dio non sarebbe stata possibile se non avesse assunto la natura umana dal grembo di una Vergine, restando così nell'unione ipostatica con la natura divina (la natura divina e quella umana di Cristo sono ugualmente importanti al fine della sua mediazione salvifica secondo il principio di Gregorio di Nazianzuo per cui ciò che non è assunto non può essere sanato: i peccati umani possono essere assunti e sanati solo perché Gesù ha assunto la natura umana); intercessione della grazia presso Dio. in senso ascendente, come via per giungere a Cristo.. Cfr. anche e
Padre David Meconi e Carl E. Olson hanno affermato che Maria è testimone del fatto che la divinizzazione non è più irraggiungibile. In questo senso, dichiarano che "Cristo è un'ipostasi divina incarnata; Maria è un'ipostasi umana divinizzata." La Vergine Maria è una delle poche creature umane a possedere il proprio corpo in Paradiso in virtù dogma dell'Assunzione; inoltre, è la creatura che più di ogni altra partecipa della natura divina ed è in comunione con Cristo.A causa del fatto che la Vergine Maria è stata assunta in cielo in corpo e anima e che nessun altro essere umano partecipa più di lei alla natura divina a causa della sua purezza, santità, assenza di peccato originale e proprio e verginità perpetua. La duplice natura umana e divina (nel caso di Maria per partecipazione) sono necessarie anche in Cristo per la mediazione di salvezza.Cfr. David Meconi e Carl E. Olson, ‘'Called To Be The Children Of God – The Catholic Theology Of Human Deification’', cap. Liturgy and Divinization, Mary as Liturgical Person,p.282. Citato in
Con particolare riferimento a Maria, il Catechismo della Chiesa cattolica, citando il Concilio Vaticano II, che nella Lumen gentium si riferiva a Maria come "Avvocata, Ausiliatrice, Soccorritrice, Mediatrice" (LG 62), affermando:
In occasione del Congresso mariologico internazionale tenutosi a Częstochowa nell'agosto 1996, fu istituita una commissione in risposta a una richiesta della Santa Sede, che aveva chiesto di conoscere l'opinione degli studiosi presenti al congresso sulla possibilità di definire un nuovo dogma di fede riguardante Maria come Corredentrice, Mediatrice e Avvocata. Negli ultimi anni, il Papa e vari dicasteri della Santa Sede avevano ricevuto petizioni che chiedevano tale definizione. La risposta della commissione, volutamente breve, fu unanime e precisa: riteneva che i titoli, così come erano stati proposti, fossero ambigui, in quanto potevano essere intesi in modi molto diversi. Riteneva inoltre che non fosse opportuno abbandonare la strada tracciata dal Concilio Vaticano II e procedere alla definizione di un nuovo dogma.
Mediatrice di tutte le grazie
Oltre a esprimere la fede in Maria come Mediatrice, sono state avanzate proposte per dichiarare che Maria è la Mediatrice di tutte le grazie. Papa Benedetto XV permise alle diocesi del Belgio di celebrare la festa di Maria Mediatrice di tutte le grazie il 31 maggio di ogni anno.. Nelle edizioni a stampa del Messale Romano da quella data fino al 1961, la Messa di Maria Mediatrice di tutte le grazie si trovava nell'appendice Missae pro aliquibus locis (Messe per alcuni luoghi), ma non nel calendario generale da usarsi ovunque si celebrasse il rito romano. e quella del Nello stesso giorno erano state autorizzate anche le messe in onore della Beata Vergine Maria Regina di tutti i Santi, della Madre del Buon Amore e di Nostra Signora del Sacro Cuore di Gesù. Al 2024 la celebrazione belga è stata sostituita il 31 agosto da una memoria facoltativa in onore della Vergine Maria Mediatrice.
Note
Bibliografia (ed.ne del 2006: )
Voci correlate Corredentrice Mediatrice di tutte le grazie Iperdulia Sacro Cuore di Gesù
Intitolazioni Suore missionarie di Maria Mediatrice Chiesa di Santa Maria Mediatrice
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