La diversità culturale o diversità etnico-culturale è un termine usato, in contrapposizione al monoculturalismo, per riferirsi alla caratterizzazione culturalmente plurale delle società odierne.
Descrizione La definizione di diversità culturale è contenuta nella Dichiarazione dell'UNESCO sulla Diversità Culturale, approvata a Parigi il 2 novembre 2001, dove all'art. 1 è riportato: "La cultura assume forme diverse nel tempo e nello spazio. La diversità si rivela attraverso gli aspetti originali e le diverse identità presenti nei gruppi e nelle società che compongono l'Umanità."
Il 18 dicembre del 2006 la Comunità Europea ha ratificato la Convenzione dell'UNESCO. La conservazione e la promozione della diversità culturale sono tra i principi fondanti della Comunità: tali principi sono sanciti nel Trattato, nell'Art. 151 e nella Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, nell'Art. 22.3 . Altri paesi, come per esempio gli Stati Uniti, non hanno aderito alla Dichiarazione.
Alla diversità culturale è dedicata dall'UNESCO la giornata del 21 maggio, per sottolineare la ricchezza delle culture del mondo e il ruolo essenziale del dialogo. Nel dicembre 2002 l'Assemblea generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 57/249, ha riconosciuto il 21 maggio come Giornata mondiale della diversità culturale per il dialogo e lo sviluppo interculturale per raggiungere la pace e lo sviluppo sostenibile.
In Italia il 23 giugno 2005 si è svolta, per volontà dell'Associazione nazionale autori cinematografici (ANAC) della Società Italiana degli Autori ed Editori (SIAE), della Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dell'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, l'Assemblea Costituente della Coalizione Italiana per la Diversità Culturale, alla quale hanno aderito numerose istituzioni tra cui il Teatro dell'Opera di Roma, la Fondazione Lelio e Lisli Basso, l'Istituto Gramsci e le associazioni di categoria e di cultura cinematografica, avente l'obiettivo di una libera diffusione internazionale delle idee e delle identità dei popoli di tutto il mondo.
Concetti fondamentali La diversità etnico-culturale non è limitata solamente al colore della pelle, all'uso di una lingua straniera, alla scelta di indossare simboli religiosi, che sono le caratteristiche più “visibili” della diversità in questione. Altri fattori, come per esempio quelli di genere o generazionale, sono considerati per definire persone appartenenti a minoranze etnico-culturali.
È comunque pratica comune definire le diversità culturali con l'appartenenza ad una etnia, che fa riferimento a un gruppo di persone che condividono elementi culturali, caratteri fisico-somatici, e una storia e un’origine geografica comuni, e una lente attraverso la quale le persone guardano e interpretano il mondo che le circonda. Termine da non confondere con razza, inteso come costrutto sociale, in quanto non c'è nessuna differenza genetica tra gruppi umani.
La diversità culturale è un aspetto fondamentale delle società contemporanee, legato in Europa principalmente alle migrazioni di persone che portano con sé usi, costumi, norme, lingue, religioni. Il tessuto sociale e culturale delle società cambia, sollecitato da nuove pratiche, nuove richieste, nuovi conflitti. Analizzare la diversità culturale fra diritto e società significa indagare i meccanismi e le ragioni che portano la persona a definire se stessa "culturalmente diversa", e i meccanismi e le ragioni che portano a definire l'altro "culturalmente diverso".
Etnopluralismo L'etnopluralismo o etno-pluralismo, noto anche come etno-differenzialismoGriffin, Roger; Feldman, Matthew (2004). Fascism: Post-war fascisms. Taylor & Francis. p. 84. ISBN 9780415290203., è un modello politico che tenta di preservare regioni etnico-culturali separate e confinanti. Secondo i suoi promotori, elementi culturali stranieri significativi in una data regione dovrebbero essere culturalmente assimilati per cercare l'omogeneizzazione culturale in questo territorio, al fine di consentire a culture diverse di prosperare nelle rispettive aree geograficheDeland, Mats; Minkenberg, Michael; Mays, Christin (2014). In the Tracks of Breivik: Far Right Networks in Northern and Eastern Europe. LIT Verlag Münster. ISBN 9783643905420.. I sostenitori sottolineano anche un "diritto alla differenza" e rivendicano il sostegno alla diversità culturale a livello mondiale piuttosto che nazionale.
I sostenitori descrivono l'etnopluralismo come un'alternativa al multiculturalismo e alla globalizzazione. Affermano che si sforza di mantenere vive le diverse culture del mondo abbracciando la loro unicità ed evitando una dottrina mondiale in cui diverse regioni possono essere sempre più viste come culturalmente simili o identiche. I critici hanno definito il progetto una forma di "apartheid globale" e dottrina "separati ma uguali", e molti specialisti hanno descritto l'idea come un tentativo strategico di legittimare le visioni suprematiste razziali nell'opinione pubblica imitando i discorsi egualitari, antitotalitari, antirazzisti o ambientalisti del movimento progressistaTaguieff, Pierre-André (2001). The Force of Prejudice: On Racism and Its Doubles. University of Minnesota Press. ISBN 978-0-8166-2373-0.. Gli studiosi hanno anche evidenziato strette somiglianze ideologiche con le idee promosse dagli attivisti neofascisti francesi negli anni 1950-1960.
Il concetto, formulato nella sua forma moderna dal teorico politico francese e membro fondatore della Nouvelle Droite Alain de Benoist, è strettamente associato alla Nuova Destra europea e al movimento identitario.
Note
Bibliografia Ulf Hannerz, La diversità culturale, Il Mulino, Bologna 2001 Caterina Botti, Le etiche della diversità culturale, Le Lettere, Milano 2013 Elena Agosti, Lorena Moretti, Irene Brundia, Cristina Rossi, La diversità culturale: percorsi e prospettive, Sestante, Bergamo 2019 Xenia Chryssochoou, Diversità culturali. Psicologia sociale della differenza, UTET, Torino 2006
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