Biografia Di famiglia con ogni probabilità italicaW. Eck, Die Statthalter der germanischen Provinzen, Bonn 1985, p. 125., i due fratelli quasi coetanei e strettamente legati Rufo e Publio Sulpicio Scribonio ProculoCassio Dione, Storia Romana, LXIII, 17, 2-4. erano verisimilmente figli di Scribonio ProculoW. Eck, Die Statthalter der germanischen Provinzen, Bonn 1985, p. 126.PIR2 S 269.PIR2 S 270., senatore che odiava Caligola e che, nel 40, fu fatto a pezzi dai suoi colleghi senatori su istigazione del liberto imperiale ProtogeneCassio Dione, Storia Romana, LIX, 26, 1-3.Svetonio, Vita di Caligola, XXVIII., ma furono adottati da un Publio SulpicioO. Salomies, Adoptive and Polyonymous Nomenclature in the Roman Empire, Helsinki 1992, p. 91.; questa rete familiare presumibilmente li connetteva a Publio Sulpicio Quirinio (console ordinario del 12 a.C.), ai patrizi Sulpicii Camerini (due dei quali, il console suffetto del 46 Quinto Sulpicio Camerino e il figlio, furono uccisi da Nerone in Grecia poco dopo Rufo e Proculo) e alla illustrissima famiglia di ascendenza pompeana degli Scribonii Libones (imparentati con i Licinii Crassi e la stessa famiglia imperialeR. Syme, The Augustan aristocracy, Oxford 1986, pp. 279-280.)M.T. Griffin, Nero. The End of a Dynasty, London 1984, p. 264 nota 90.M.A. Speidel, Scribonius Proculus: Curator aedium sacrarum et operum publicorum in Rom oder in Luna? Überlegungen zu CIL XI 1340, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik 103 (1994), pp. 209-214..
Degli inizi di carriera di Rufo non molto è noto: il primo incarico conosciuto è direttamente il suo consolato suffetto, ricoperto insieme al fratello Proculo nei mesi di settembre e ottobre del 56A. Degrassi, I fasti consolari dell'impero romano, Roma 1952, pp. 15-16.G. Camodeca, I consoli del 55-56 e un nuovo collega di Seneca nel consolato, P. Cornelius Dolabella (TP. 75 [= 140] + 135), in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik 63 (1986), pp. 201-215.G. Camodeca, I consoli degli anni di Nerone nelle Tabulae Herculanenses, in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik, 193 (2015), pp. 272-282..
In seguito, nel 58, i due fratelli si vedono traslato l'incarico di sedare una sedizione dei cittadini di Puteoli su preghiera dell'anziano consolare Gaio Cassio Longino (console ordinario del 30): l'aggiunta di una coorte pretoria al contingente permise il rapido ristabilimento della concordiaTacito, Annali, XIII, 48.W. Eck, Die Statthalter der germanischen Provinzen, Bonn 1985, p. 126, pensava a una legazione pretoria, ma G. Camodeca, I consoli del 55-56 e un nuovo collega di Seneca nel consolato, P. Cornelius Dolabella (TP. 75 [= 140] + 135), in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik 63 (1986), pp. 201-215, in particolare p. 211 nota 42, fa notare che sarebbe inverosimile che dei senatori di rango pretorio sostituiscano un consolare come Longino: la risoluzione è stabilire il consolato dei fratelli nel 56..
È possibile che, in data ignota dopo il consolato, Rufo fosse stato curator quando il fratello Proculo fu curator aedium sacrarum operumque publicorumPIR2 S 272.W. Eck, Die Statthalter der germanischen Provinzen, Bonn 1985, pp. 126-127 nota 10..
Successivamente, almeno dal 63 e forse sin dal 60 fino al 67M.T. Griffin, Nero. The End of a Dynasty, London 1984, p. 116.W. Eck, Die Statthalter der germanischen Provinzen, Bonn 1985, pp. 125-128., Rufo fu legatus Augusti pro praetore del distretto militare di Germania inferiore, mentre al fratello Proculo venne affidato il vicino distretto di Germania superiore: nel 66 è attestato il completamento di lavori pubblici, forse le mura cittadine, nella capitale del distretto, Colonia Claudia Ara Agrippinensium.W. Eck, Köln in römischer Zeit: Geschichte einer Stadt im Rahmen des Imperium Romanum, Köln 2004, pp. 175-176..
Rimane incerto, poi, se sia lui o Lucio Verginio Rufo (console ordinario del 63) l'ex controllore delle finanze pubbliche di Smirne (forse come legato del proconsole d'AsiaPIR2 R 183.) e poi governatore di Germania che, secondo FilostratoFilostrato, Vite dei Sofisti, I, 19., accusò presso Nerone il retore smirneo Niceta Sacerdote, dal quale però fu tanto commosso da assolverloJ.C. Fant, The choleric Roman official of Philostratus Vitae Sophistarum p. 512, L. Verginius Rufus, in Historia 30 (1981), pp. 240-243.W. Eck, Die Statthalter der germanischen Provinzen, Bonn 1985, pp. 28-29 e 231-232, che ammonisce sulla dubbia fedeltà del racconto filostrateo..
Nel 67 (forse nell'inverno tra 66 e 67M.T. Griffin, Nero. The End of a Dynasty, London 1984, p. 178.), i due fratelli Rufo e Proculo furono chiamati da Nerone dalla Germania in Grecia: i due obbedirono tranquillamente probabilmente perché era noto che Nerone, preso dai preparativi per spedizioni militari in Etiopia e nel Caucaso, stava cercando comandanti militari espertiM.T. Griffin, Nero. The End of a Dynasty, London 1984, p. 117.. Tuttavia, ricoperti di contumelie e senza avere la possibilità di difendersi o anche solo di presentarsi al cospetto di Nerone, i fratelli si suicidarono tagliandosi le vene: le accuse, nel contesto delle condanne neroniane di possibili capaces imperii di quegli anni, furono portate dal console suffetto del 66 Gaio Paccio Africano e forse da Lucio Giunio Quinto Vibio Crispo (console suffetto del 61)Tacito, Storie, IV, 41, 4-5.M.T. Griffin, Nero. The End of a Dynasty, London 1984, pp. 180 e 285 con nota 81.R. Syme, Roman Papers, V, Oxford 1988, p. 503; VII, Oxford 1991, p. 513..
Note
Bibliografia W. Eck, Die Statthalter der germanischen Provinzen, Bonn 1985, pp. 125-128. PIR2 S 270 e 272.
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