Operazione Lumbejack fu il nome in codice di una vasta offensiva sferrata nella Renania meridionale dalle forze degli Stati Uniti d'America tra il 1º e il 22 marzo 1945, nell'ambito dei più basti eventi della campagna della Renania della seconda guerra mondiale. Parte di una serie di offensive a ripetizione progettate dal comandante supremo delle forze degli Alleati occidentali, il generale Dwight D. Eisenhower, volte ad annientare le truppe tedesche schierate a ovest del Reno, l'operazione era affidata alla direzione del Twelfth United States Army Group del generale Omar Bradley; le forze tedesche a lui contrapposte erano raccolte nell'Heeresgruppe B del feldmaresciallo Walter Model, ma erano gravemente sotto organico, con scarse unità corazzate e prive di riserve con cui tamponare eventuali sfondamenti.
L'offensiva delle forze di Bradley si sviluppò a partire dal 1º marzo 1945 con una manovra a tenaglia. A nord, la First United States Army del generale Courtney Hodges attaccò verso est conquistando il 7 marzo la grande città di Colonia sul Reno, per poi piegare a sud lungo il fiume e tagliare la via di ritirata alle forze tedesche schierate nella regione montuosa dell'Eifel, al confine con il Belgio. Contemporaneamente, a sud la Third United States Army del generale George Smith Patton sfondò il fronte tedesco nell'Eifel meridionale, avanzò verso est e raggiunse il Reno a nord di Coblenza, chiudendo l'ultima via di ritirata alle forze nemiche.
Un inaspettato colpo di scena si verificò il 7 marzo: approfittando della confusione nelle linee tedesche, un reparto statunitense raggiunse di sorpresa Remagen e catturò un importante ponte sul fiume Reno; Hodges non si fece sfuggire l'occasione, e benché ciò non rientrasse nei piani originari la First Army fece rapidamente affluire numerosi reparti nella testa di ponte creata a est del Reno. La battaglia per l'ampliamento della testa di ponte proseguì fino al 22 marzo, consentendo agli statunitensi di consolidare la posizione; la testa di ponte fu poi proficuamente sfruttata più avanti alla fine di marzo nell'ambito delle offensive finali sferrate verso il cuore della Germania nazista.
Antefatti Il "fronte ampio" di Eisenhower Alla fine del gennaio 1945 la linea del fronte nel settore centrale del fronte occidentale era tornata grossomodo a quella esistente a prima dell'inizio dell'offensiva delle Ardenne. Iniziato il precedente 16 dicembre 1944, l'attacco tedesco nella zona delle Ardenne si era risolto in un costoso fallimento: sfruttando l'effetto sorpresa le forze della Wehrmacht avevano scavato un profondo saliente nel fronte del Twelfth United States Army Group del generale Omar Bradley, ma la manovra avvolgente lanciata in direzione della Mosa era stata infine bloccata dalle riserve degli Alleati. Attaccato da nord dalla First United States Army del generale Courtney Hodges e, da sud, dalla Third United States Army del generale George Smith Patton, il saliente era infine progressivamente collassato mentre le forze tedesche venivano ricacciate fuori dal Belgio e dal Lussemburgo alla volta della stessa Germania. L'inizio, il 12 gennaio 1945, di un vasto attacco sovietico sul fronte orientale portò a cancellare ulteriori progetti offensivi tedeschi a ovest: una delle due armate corazzate impegnate nell'attacco nelle Ardenne (la 6. SS-Panzer-Armee) fu ritirata dal fronte e spedita a est, mentre le restanti forze della Wehrmacht, gravemente a corto di uomini ed equipaggiamenti persi in gran numero nella recente offensiva, ricevettero l'ordine di attestarsi a difesa del confine tedesco dietro le vecchie fortificazioni della "Linea Sigfrido"...
Superato il periodo di crisi causato dall'attacco tedesco nelle Ardenne, il comandante supremo delle forze degli Alleati occidentali generale Dwight D. Eisenhower poté ritornare ai suoi piani per un'offensiva finale alla volta del cuore della Germania nazista. I piani stabiliti fin da prima dello sbarco in Normandia prevedevano due massicce spinte offensive lanciate in direzione del fiume Reno: la prima, a nord delle Ardenne, doveva concretizzarsi in un'avanzata attraverso la Renania settentrionale fino a portare le forze alleate ad attraversare il Reno a nord della grande area industriale della Ruhr; la seconda, a sud delle Ardenne, doveva portare all'occupazione dell'area industriale della Saarland e all'attraversamento del Reno a sud della Ruhr. Le due branche si sarebbero poi riunite alle spalle della Ruhr, tagliando fuori la Wehrmacht dai suoi principali centri di produzione bellica. Questo piano venne rivisto da Eisenhower verso la fine del 1944: la fuoriuscita dalla testa di ponte della Normandia e l'avanzata attraverso la Francia settentrionale e il Belgio avevano mostrato che i servizi logistici degli Alleati non erano in grado di supportare adeguatamente un simile sforzo offensivo, e molte delle armate alleate lanciate all'offensiva avevano dovuto rallentare la marcia a causa della mancanza di carburante e rifornimenti adeguati; nel corso della campagna della Linea Sigfrido del settembre-dicembre 1944, inoltre, la Werhmacht tedesca aveva dato mostra di sapersi riprendere molto velocemente dalle sconfitte, opponendo una feroce difesa alle prime offensive alleate sferrate in direzione del confine tedesco...
Per la ripresa della spinta offensiva alleata nel febbraio 1945, Eisenhower aveva ora un nuovo piano: invece di sferrare singole offensive poderose volte ad attraversare il Reno il più velocemente possibile, gli Alleati dovevano concentrarsi su una serie di azioni più piccole lanciate in successione una dopo l'altra nelle regioni a ovest del corso d'acqua, finalizzate ad annientare la maggior parte delle forze tedesche qui schierate impedendogli di ritirarsi dietro la barriera difensiva rappresentata dal grande fiume. In particolare, nessun attraversamento del Reno sarebbe stato tentato fino a che tutti e tre i gruppi d'armate agli ordini di Eisenhower (oltre al Twelfth Army Group di Bradley al centro, il 21st Army Group anglo-canadese del generale Bernard Law Montgomery a nord e il Sixth United States Army Group franco-statunitense del generale Jacob Devers a sud) si fossero allineati lungo la sponda occidentale del fiume. Questa strategia del "fronte ampio" avrebbe consentito ai servizi logistici di sostenere adeguatamente un singolo gruppo d'armate mentre gli altri rimanevano sulle loro posizioni, evitando un altro rallentamento dell'avanzata dato dalla carenza di rifornimenti; avrebbe inoltre impedito ai tedeschi di impiegare tutte le loro riserve per tamponare un singolo punto di sfondamento, costringendoli invece a fare fronte ad attacchi lungo tutta l'estensione del fronte occidentale. Il piano obbediva anche a una certa logica politica, ripartendo l'onere delle operazioni su tutte le forze alleate a occidente e consentendo a tutti i contingenti nazionali di dare il proprio contributo alla sconfitta finale della Germania nazista: un tema alquanto sensibile nel 1945, in particolare perché il continuo afflusso di nuove divisioni dagli Stati Uniti stava consegnando a questi ultimi il ruolo di forza principale a ovest, relegando invece le truppe del Regno Unito, alle prese con gravi carenze di manodopera, da membro paritario a componente secondaria delle armate di Eisenhower..
Operazioni preliminari
La strategia del "fronte ampio" era avversata dai due principali subordinati di Eisenhower, il britannico Montgomery e lo statunitense Bradley, in particolare perché ognuno di essi rivendicava per il proprio gruppo d'armate il privilegio di sferrare un'unica massiccia offensiva verso il Reno e oltre di esso, ovviamente deviando a proprio vantaggio tutte le risorse disponibili degli Alleati sul fronte occidentale. Bradley poi fu contrariato dalla decisione di Eisenhower di iniziare la serie di offensive in successione partendo proprio dal settore del 21st Army Group di Montgomery, e di mantenere agli ordini di quest'ultimo in vista dell'operazione una delle armate prima parte del Twelfth Army Group statunitense, la Ninth United States Army del generale William Hood Simpson, il cui controllo sarebbe stato restituito a Bradley solo dopo l'attraversamento del Reno; in vista della progettata offensiva di Montgomery, inoltre, ulteriori divisioni statunitensi sarebbero state spostate dai ranghi del Twelfth Army Group a quelli della Ninth Army di Simpson. In effetti, il piano generale per le offensive di Eisenhower a ovest del Reno sembrava relegare il Twelfth Army Group a un ruolo secondario, anche se principalmente per questioni geografiche: il terreno che le armate di Bradley si trovavano di fronte, dominato dalla regione montuosa e fittamente boscosa dell'Eifel, era poco adatto a operazioni in profondità di reparti meccanizzati, e i punti di attraversamento del Reno più facili si trovavano più a nord nel settore di Montgomery o più a sud in quello di Devers. La Third Army di Patton, il fianco meridionale delle forze di Bradley, poteva forse cercare qualche punto di attraversamento sull'alto corso del Reno al confine del settore assegnato a Devers, ma il destino della First Army di Hodges sul fianco settentrionale sembrava quello di attestarsi sul fiume e aspettare che le altre armate lo passassero prima di lei..
Approfittando del metodico periodo di pianificazione intrapreso da Montgomery prima di lanciare la sua offensiva (l'operazione Veritable, prevista per l'8 febbraio), alla fine di gennaio 1945 Bradley propose a Eisenhower di far precedere l'offensiva del 21st Army Group da un attacco della First Army di Hodges nella regione dell'Eifel: muovendo dalla linea compresa tra Monschau e Sankt Vith lungo il confine belga-tedesco, le forze statunitensi dovevano prendere il nodo stradale di Euskirchen una cinquantina di chilometri più a est, porta di accesso alla pianura alle spalle dell'Eifel, e avanzare quindi fino alla sponda occidentale del Reno. Oltre che a considerazioni di ordine "politico", come il consentire alle forze della First Army di riscattare lo sbandamento iniziale subito durante l'offensiva delle Ardenne avanzando per prime sul Reno o il tenere impegnate le divisioni statunitensi in modo da ritardarne il trasferimento dal gruppo d'armate di Bradley alla Ninth Army di Simpson subordinata a Montgomery, il piano puntava a sfruttare il momento favorevole dato dalla ritirata tedesca dal saliente delle Ardenne, impedendo alla Werhmacht di approfittare della pausa nelle operazioni statunitensi per riorganizzarsi dietro le difese della Linea Sigfrido. Eisenhower approvò l'operazione, ma solo a patto che essa realizzasse uno sfondamento rapido delle difese tedesche; in mancanza di un «successo decisivo», essa doveva essere immediatamente fermata. L'attacco della First Army, scattato il 28 gennaio, non andò secondo i piani di Bradley e Hodges: la resistenza tedesca fu in effetti sporadica e disorganizzata, ma le pessime condizioni meteo invernali, con nevicate insolitamente abbondanti, cieli coperti e strade completamente ricoperte di ghiaccio, trasformarono l'avanzata statunitense in un lento strisciare in avanti. In tre giorni di operazioni i reparti statunitensi riuscirono solo a coprire il terreno compreso tra la frontiera e le prime fortificazioni della Linea Sigfrido, e il 1º febbraio Eisenhower ordinò di fermare l'offensiva...