I Carmina Burana sono una celebre raccolta di poesie medievali risalenti ai secoli XI-XIII, tramandata attraverso un manoscritto scoperto nell'Abbazia di Benediktbeuern, in Baviera.. Il codice, redatto principalmente in latino con occasionali versi in medio alto tedesco e antico francese, raccoglie oltre 300 componimenti di carattere profano, spaziando tra temi amorosi, morali, satirici e bacchici..

Questo elenco presenta i singoli carmina della raccolta, numerati secondo l'edizione critica curata da Johann Andreas Schmeller nel 1847. Di seguito è riportato l’elenco completo dei carmina contenuti nel manoscritto originale.

Contenuto Carmina moralia et satirica (1-55) Questa prima sezione dei Carmina Burana raccoglie componimenti di carattere morale e satirico, che offrono una visione critica della società medievale. I poeti, spesso chierici disillusi o studenti erranti, si scagliano contro l'avidità, la corruzione della Chiesa, l'ingiustizia sociale e la decadenza dei costumi. L'ironia e il sarcasmo sono strumenti centrali della loro denuncia, evidenziando il divario tra gli ideali cristiani e la realtà del tempo.. . . . .

De avaritia (1-25): Questi carmina mettono in luce la condanna dell'avidità, un vizio considerato tra i più gravi nel Medioevo. L’accumulo eccessivo di ricchezze, sia tra i laici che tra gli ecclesiastici, viene descritto con toni pungenti, mettendo in evidenza l'ipocrisia di coloro che predicano la povertà ma vivono nel lusso. De correctione hominum (26-28): In questa sottosezione, l'attenzione si sposta sulla necessità di correggere i comportamenti umani. I componimenti esortano alla riflessione e al miglioramento morale, con un tono che può variare dalla severità all'invito ironico. De conversione hominum (29-32): Qui i poeti affrontano il tema della conversione, esortando gli uomini a cambiare vita e a ritrovare la retta via. I testi sono intrisi di un senso di urgenza, mettendo in guardia contro le conseguenze della corruzione e del peccato. De ammonitione prelatorum (33-45): Questi componimenti si rivolgono direttamente ai prelati, accusandoli di corruzione e ipocrisia. La critica è feroce e denuncia l’allontanamento della Chiesa dai suoi principi originari, attaccando la simonia, la cupidigia e l’abuso di potere ecclesiastico. De cruce signatis (46-55) La sezione si concentra sui crociati e sulle Crociate, descrivendone sia gli ideali che le contraddizioni. Vi si trovano sia esortazioni alla guerra santa sia critiche alla brutalità e ai motivi meno nobili che spingevano molti a intraprendere il viaggio verso la Terra Santa.