Squid Game (, ) è una serie televisiva sudcoreana scritta, diretta e ideata da Hwang Dong-hyuk e distribuita in tutto il mondo sulla piattaforma di streaming Netflix dal 17 settembre 2021 al 27 giugno 2025, per un totale di tre stagioni.
Il cast della prima stagione della serie include Lee Jung-jae, Park Hae-soo, Jung Ho-yeon, Wi Ha-joon, Oh Yeong-su, Heo Sung-tae, Anupam Tripathi, Kim Joo-ryoung, Lee Byung-hun e Lee Seo-hwan. Nella seconda stagione, sono presenti anche Im Si-wan, Kang Ha-neul, Lee Jin-wook, Park Sung-hoon, T.O.P, Yang Dong-geun, Jo Yu-ri, Kang Ae-shim e Park Gyu-young oltre a Lee Jung-jae, Wi Ha-joon, Lee Byung-hun and Lee Seo-hwan che riprendono i loro ruoli della prima stagione.
Personaggi principali
Seong Gi-hun
Seong Gi-hun, noto anche come Giocatore 456 è il protagonista della serie. È interpretato da Lee Jung-jae e doppiato da Gianfranco Miranda.
Gi-hun è un ludopatico sfortunato che viene reclutato per giocare allo Squid Game, una serie di giochi mortali per bambini, per un alto premio in denaro, che alla fine vince. Nella seconda stagione, torna al gioco per fare in modo che venga terminato per sempre. Gi-hun era basato su uno degli amici d'infanzia dello scrittore della serie Hwang Dong-hyuk. Gi-hun e Cho Sang-woo erano basati sulle esperienze personali di Hwang e rappresentavano "due lati" di se stesso; Gi-hun ha condiviso gli stessi aspetti dell'essere cresciuto da una madre single economicamente svantaggiata nel distretto di Ssangmun a Seoul, mentre Sang-woo ha riflettuto sul fatto che Hwang aveva frequentato la Seoul National University con grandi aspettative dalla sua famiglia e dal suo quartiere. Hwang ha detto che ha scelto di affidare a Lee il ruolo di Gi-hun per "distruggere la sua immagine carismatica ritratta nei suoi ruoli precedenti".
Nato il 31 ottobre 1974, Gi-hun è un residente del quartiere Ssangmun-dong nella città di Seoul, la capitale della Corea del Sud. 10 anni dopo aver perso il lavoro in uno stabilimento di produzione di automobili gestito dalla Dragon Motors, è un padre divorziato che, oltre a lavorare come autista, gioca continuamente d'azzardo allo scopo di guadagnare denaro. Vivendo con la madre diabetica e dopo aver saputo che sua figlia Seong Ga-yeong, a cui vuole molto bene, che insieme alla madre e al patrigno, si trasferirà in America, Gi-hun desidera disperatamente di pagare i suoi debiti accumulati a causa dei prestiti alla banca e agli strozzini.
Un giorno, dopo aver vinto 100.000 ₩ giocando a Ddakji con un reclutatore, Gi-hun viene invitato allo Squid Game, un'offerta che accetta nella speranza di vincere una grande quantità di denaro, ripagare i suoi grandi debiti, pagare le bollette dell'ospedale di sua madre, riavere la custodia di sua figlia e, in generale, assicurare una bella vita a lui e alla sua famiglia. Durante il gioco, Gi-hun stringe un'alleanza con Cho Sang-woo (Giocatore 218), un suo amico d'infanzia, Kang Sae-byeok (Giocatore 067), una disertrice nordcoreana, che prende sotto la sua ala protettiva Ali Abdul (Giocatore 199) anche colui che ha salvato la vita di Gi-hun durante "Un, due, tre, stella") e Oh Il-nam (Giocatore 001), un uomo anziano con cui lega fin da subito. Tuttavia, a causa della volontà di Cho Sang-woo di lasciare che gli altri giocatori muoiano per avanzare ulteriormente nel gioco, lui e Gi-hun diventano lentamente rivali, competendo l'uno contro l'altro nell'ultimo, nel gioco del calamaro. Gi-hun sconfigge Sang-woo nell'ultimo gioco ma si rifiuta di ucciderlo, offrendogli la possibilità di usare la terza clausola del gioco per salvare la vita del suo amico e dividersi il denaro in premio. Tuttavia, Sang-woo si suicida pugnalandosi al collo, consentendo a Gi-hun di vincere la competizione. Come ultima richiesta prima della sua morte, Sang-woo chiede a Gi-hun di usare parte della vincita del premio per aiutare sua madre. Gi-hun, già devastato dalla fresca esperienza tragica, è ancora più affranto dalla morte di Sang-woo.
Come vincitore, Gi-hun riceve il premio in denaro e torna a Seoul, ma scopre che sua madre è morta e piange sul suo corpo. Gi-hun rimane emotivamente traumatizzato e distrutto da ciò che ha passato durante il gioco, vivendo la sua vecchia vita e non spendendo nulla delle sue vincite poiché logorato da molteplici sensi di colpa. Un anno dopo, nel dicembre 2021, Gi-hun riceve una cartolina dal suo "gganbu" che gli dice di visitare un grattacielo. Gi-hun incontra Il-nam, ritenuto morto nei giochi, vivo ma disteso sul letto di morte, ed è inorridito e disgustato dalla rivelazione di Il-nam di aver creato lo Squid Game. Dopo che Gi-hun vince la scommessa di Il-nam su un senzatetto ubriaco fuori dal palazzo, Il-nam muore. In seguito, Gi-hun si tinge i capelli di rosso e si decide a tenere fede alle promesse fatte ai suoi due compagni defunti: egli affida il fratello di Sae-byeok alle cure della madre di Sang-woo e le dà una valigia contenente una grande parte del premio in denaro. Gi-hun decide quindi di salire su un volo per Los Angeles per vedere sua figlia, ma nota lo stesso reclutatore che aveva incontrato in origine alla metropolitana mentre giocava a ddakji con un altro giocatore. Gi-hun corre dal giocatore e prende il suo biglietto di invito, quindi chiama lui stesso il numero, affermando con rabbia che non può perdonare gli organizzatori per tutto quello che hanno fatto. Dopo che il Front Man gli risponde dicendo di "salire su quell'aereo", Gi-hun si gira e se ne va per cercare di abbattere gli organizzatori del gioco.
Due anni dopo, Gi-hun ha cercato senza sosta il reclutatore. Alla fine si incontrano e giocano a una partita di roulette russa, in cui il reclutatore muore e Gi-hun trova una carta nella sua giacca. La carta lo conduce a una festa dove una guardia mascherata lo porta a una limousine dove parla con il Front Man, chiedendogli di tornare al gioco. Gi-hun torna al gioco e avverte i giocatori nel primo gioco, "Un, due, tre, stella", aiutando la maggior parte di loro a sopravvivere. Contemporaneamente, Gi-hun si avvicina a diversi nuovi giocatori, tutti con complicate storie alle spalle e tra di essi vi è il suo vecchio e caro amico Jung-bae (Giocatore 390). Per il secondo gioco gioca un "pentathlon a sei gambe", che Gi-hun e la sua squadra vincono di misura, e un altro sadico e terrificante gioco, "Il Raduno", a cui sopravvive anche lui, pur continuando a sentirsi emotivamente a pezzi nel vedere le brutali uccisioni di molti giocatori innocenti. Prima che scoppi una rissa tra i giocatori che vogliono continuare i giochi e quelli che cercano di terminarli prima, Gi-hun, non potendone più, e la sua squadra escogitano un piano per porre fine al gioco, dando inizio a una rivolta contro le guardie. Nonostante il successo iniziale, il piano fallisce tragicamente e Gi-hun si ritrova davanti al Frontman, la sua nemesi, che gli fa notare l'inutilità della rivolta e per punirlo uccide a sangue freddo il suo amico Jung-bae, lasciando Gi-hun ancora una volta devastato dal dolore.
La mattina dopo, si rifà la votazione che risulta con una vittoria schiacciante di coloro che vogliono continuare i giochi e dunque si procedette con il quarto gioco, nascondino. Esso fa dividere i giocatori in due fazioni, in cui la prima, vestita di blu, deve sopravvivere per 30 minuti in un labirinto colorato, mentre la seconda, vestita di rosso, deve uccidere almeno un blu per passare il gioco, Gi-hun fa parte della fazione rossa e passa tutto il gioco a cercare, animato da una rabbia cieca, Dae-ho (Giocatore 388) perché lui durante la rivolta non ha portato i proiettili necessari, dunque Gi-hun lo considera un traditore e come causa principale della morte dell'amico Jung-bae. Al termine di un confronto uno contro uno Gi-hun uccide Dae-ho e passa al prossimo gioco. Nel tempo di pausa tra il quarto e il quinto gioco Geum-ja (Giocatore 149) consulta Gi-hun e lo prega di aiutare Jun-hee (Giocatore 222) che ha partorito nel quarto gioco e che ora ha una figlia nei giochi. Gi-hun, caduto in uno stato di apatia e di profonda prostrazione, appare oramai senza speranze. Ma decide di farlo quando Geum-Ja decide di impiccarsi ridestandosi dallo sconforto per il bene di Jun-hee e della sua piccola innocente. Gi-hun procede al quinto gioco cercando di prendere la fiducia di Jun-hee e difendendola. Il quinto gioco è il Salto alla corda, dove i giocatori dovranno superare un ponte che ha alle estremità due bambole giganti che muovono la corda. Gi-hun decide di svolgere il gioco con il neonato alle sue spalle e con molta difficoltà arriva alla fine mettendo in salvo la bambina, promettendo a Jun-hee di tornarla a prendere quando tutti gli altri giocatori avranno finito, questo perché Jun-hee nel quarto gioco subì un infortunio alla gamba. Alla fine Jun-hee decide di buttarsi giù dal burrone che c'è attorno all'arena, chiedendo spaventata a Gi-hun di salvare sua figlia a qualunque costo. Gi-hun, prende fin da subito fortemente a cuore la promessa fatta alla defunta 222, trovando un altro motivo per cui lottare, ed anche questa volta arriva all'ultimo gioco. Le guardie decidono di far entrare nei giochi anche il neonato con il numero 222 in simbolo della madre e Gi-hun fa di tutto per tenere la bimba al sicuro dagli altri giocatori ormai fuori di senno. Quando viene rivelato che nel gioco finale bisognerà eliminare tre giocatori, la maggior parte dei finalisti escogitano contro Gi-hun e la neonata. Così che quella notte il Front Man consegna un coltellino a Gi-hun per uccidere i giocatori che tramavano contro di lui e mettere così in salvo sè stesso e la piccola. Ma Gi-hun, vista la sua immensa umanità non lo fa e così tutti si recano al gioco finale. Il gioco finale è il "Gioco del calamaro in aria" un gioco che ricorda una versione ancora più brutale del classico Gioco del calamaro della prima stagione, in cui ci sono tre piattaforme a forma di quadrato, triangolo e cerchio, su cui i giocatori dovranno decidere chi eliminare buttandosi giù, Gi-hun sopravvive al primo round, però nel secondo gli avversari decidono di buttare giù o lui o la piccola, ma dopo aver fallito diversi piani Gi-hun si trova un alleato inaspettato, Myung-gi (Giocatore 333) che si scopre essere il padre della bambina, è così che nella seconda piattaforma si scatena il caos e che ad arrivare all'ultima piattaforma ci sono solo Gi-hun, Myung-gi e la neonata. Prima di iniziare il round Myung-gi perde la testa e minaccia sadicamente e crudelmente Gi-hun, così inizia una lotta tra i due che risulta nella disfatta del giocatore 333, dove però il terzo round ancora non era iniziato. Di fronte alla disumana ed immorale scelta di sacrificare un'innocente, per di più una bambina piccolissima, Gi-hun si rifiuta e in lacrime, rivolto al front man, pronuncia quelle che saranno le sue ultime parole. "Noi non siamo cavalli. Siamo esseri umani. Gli esseri umani sono..." Per dimostrare al suo nemico (Il Front Man) che c'è ancora un briciolo di bontà nell'umanità, Gi-hun sceglie la tragica e coraggiosa decisione di suicidarsi lasciandosi cadere nel vuoto dalla torre circolare, salvando la neonata che viene proclamata vincitrice, con i VIP che osservano sorprendentemente in silenzio, probabilmente per portargli rispetto.
Il Front Man, consapevole che Jun-ho e la guardia costiera stanno arrivando, ordina di far autodistruggere l'isola. Prima di ciò, va a recuperare la neonata, imbattendosi prima nel cadavere di Gi-hun, osservandolo quasi in lacrime. Gi-hun viene ricordato dal Front Man quando quest'ultimo, recatosi a Los Angeles, consegna alla figlia di Gi-hun, Ga-yeong, gli effetti personali e una parte del premio del padre.
Hwang Jun-ho
Hwang Jun-ho è interpretato da Wi Ha-joon e doppiato da Marco Briglione.