Attivo nella diocesi ambrosiana, fu tra i promotori del Partito Popolare Italiano nel Lecchese e si distinse per l’impegno a favore dei diritti dei contadini, in sintonia con la dottrina sociale della Chiesa cattolica. Inventò il cosiddetto fuso Rocca, un telaio per la filatura di lino e canapa brevettato in Italia e all’estero, e fondò la Scuola di arazzeria di Esino Lario, le cui opere furono premiate e più volte esposte alla Triennale di Milano, ottenendo riconoscimento anche oltre l’ambito locale. Durante la seconda guerra mondiale partecipò alla Resistenza italiana nelle file delle Brigate Fiamme Verdi, è ricordato nella letteratura sulla Resistenza cattolica lombarda e nel secondo dopoguerra fondò il Museo delle Grigne.

Biografia Giovanni Battista Rocca nacque a Rovagnate nel 1891, figlio di Gaspare Rocca e Emilia Brambilla; Ambrogio Rocca, lo zio paterno, era parroco a Senago. Per ragioni lavorative, la famiglia Rocca si trasferì a Vercelli, dove il giovane Giovanni Battista ebbe l'opportunità di frequentare il liceo. Successivamente entrò in seminario e venne ordinato sacerdote il 3 maggio 1915 in Duomo dall'arcivescovo di Milano Andrea Carlo Ferrari.

Il primo incarico ministeriale fu a Malgrate, nel ruolo di coadiutore. Si impegnò a difesa dei diritti dei contadini e nel 1921 diede alle stampe il libro bianco L'agitazione dei contadini milanesi e comaschi, con la prefazione di Achille Grandi. Fu tra i fondatori del Partito Popolare di don Sturzo a Lecco, eletto nelle file provinciali insieme a Celestino Ferrario, Alessandro Figini, Luigi Moneta Caglio e Edmondo Verga. Per molti anni mantenne relazioni con figure politiche di rilievo nazionale come Achille Grandi. Negi anni venti fu docente della Cattedra Ambulante di Agricoltura per la provincia di Como.

Nel 1927 Eugenio Tosi lo inviò a Esino Lario, presso la comunità della Chiesa di San Vittore, dove sarebbe rimasto per il resto della vita. In qualità di parrocco, si dedicò al servizio spirituale e materiale della comunità, spesso con prese di posizione contro il podestà locale e maestro di calligrafia Giuseppe Pensa. Qui ideò un giardino alpino da realizzare a Esino Lario e corrispose con il naturalista e botanico svizzero Henry Correvon e con il botanico Robert Keller rispetto ad una specie di rosa individuata in Agueglio.Rosa Afzeliana Frier, sa. Sub. CANINA Hayek, var. MICROPHYLLA R. Keller for ROCCA Rossi et Keller. Il progetto venne avviato nel 1928-1929 ma non fu mai portato a termine. Nell'estate del 1935, rispetto ad un interesse per i fossili, corrispose con Julius Pin del Naturhistorisches Museum e pose le basi per il futuro Museo delle Grigne.

Molto attivo nel tessuto sociale di Esino Lario, introdusse la coltivazione della patata bianca e fondò la Scuola degli arazzi. Inventò e brevettò un telaio innovativo per la tessitura degli arazzi.Brevetto: "Apparecchio di filatura, specialmente adatto per la produzione di filati di lino e di canapa di titolo finissimo". Registro 418, numero d'Ordine 1566, Regia Prefettura di Milano, 29 luglio 1936. Questo telaio, chiamato "fuso Rocca",Il Fuso ROCCA, in tutte le sue parti e accessori è brevettato dal 30 marzo 1936. era progettato per rendere la tessitura più veloce e efficiente rispetto ai metodi tradizionali.Brevetto n° 360.481.Giovanni Treccani l'11 dicembre 1936 indirizzò una nota al redattore de "Il popolo d'Italia", Emilio Guarnieri, in cui annuncia che la "nuova rocca" - inventata da Rev. Sac. Rocca - verrà accennata nell'Enciclopedia Italiana. La sua invenzione, protetta con brevetto anche in Belgio e Francia, ha permesso di migliorare la qualità e la produttività della manifattura di arazzi di Esino Lario, contribuendo significativamente al successo della scuola che fondò. La Scuola venne fondata nel 1936 e ottenne l'attenzione della Galleria del Fiore e della Triennale di Milano, dove viene premiata con Medaglia d'oro alle edizioni del 1940, 1951 e 1954 e dove, nel 1957, la galleria del Fiore di Milano, diretta da Luciano Cassuto e legata all'attività del gruppo MAC Movimento Arte Concreta, espone una serie di opere tessute su cartoni di Aymone, Bordoni, Chighine, Gianni Dova, Magnelli, Enrico Prampolini, Pino Reggiani, Atanasio Soldati e Ettore Sottsass jr. Molti arazzi nel 2017 sono stati presentati alla Triennale di Milano alla Mostra "Intrecci del Novecento Arazzi e tappeti di artisti e manifatture italiane.

Durante la seconda guerra mondiale, si adoperò nel proteggere i perseguitati, compresi i familiari di Benito Mussolini, figli di Vittorio Mussolini (Adria e Guido), insieme alla loro madre Orsola Buvoli. Furono informati della situazione sia la Curia ambrosiana che Lino Poletti, a capo della 89ª Brigata Garibaldi "Fratelli Poletti", presente sulla sponda orientale del Lago di Como. Questi furono nascosti nella colonia del PIME di Esino Lario. In una lettera al cardinal Schuster, don Rocca descrisse queste azioni come un modo di praticare la "carità cristiana", evidenziando la sua capacità di operare al di là delle convenzioni del tempo. Il 27 ottobre 1944 la segreteria particolare del Duce gli indirizza una nota di ringraziamento.

Nella lotta di resistenza partigiana, fu referente per l'area di Esino Lario e prese parte con tessera delle Fiamme Verdi "Corpo Volontari della Libertà".Tessera n.85 Comando Centrale Milano. Venne imprigionato dal 1° al 4 novembre 1944 a Barzio, presso il comando tedesco. Nel 1947 fondò il Museo delle Grigne.

Morì nel 1965 e fu sepolto nel cimitero di Senago.

Opere Don Battista Rocca, L'agitazione dei contadini milanesi e comaschi, Federazione Interprovinciale Leghe Contadini di Milano - Como, Monza, 1921 Don Battista Rocca, Il Castello d'Esino Lario, stampa anastatica, 1932. Don Battista Rocca, Un Villaggio Giardino di Montagna, Soc. An. Poligrafica degli Operai, 1935 Don Battista Rocca, La Nuova Rocca per filare torcere, ritorcere, binare, aspare, far spolette, Tipografia delle Missioni (Milano), 1936. Don Battista Rocca, La parrocchia di Esino nel Venticinquennio 1927-1952 (dalle note d'archivio), Tipografia Orfanotrofio, Lecco, 1952.

Riconoscimenti Viale don Giovanni Battista Rocca, si tratta del viale della Croce (Esino Lario) che conduce alla Chiesa di San Vittore.

Onorificenze

Note

Bibliografia Valerio Ricciardelli, La figura e le opere di don Giovanni Battista Rocca Parroco di Esino dal 1927 al 1965, Conferenza su don Rocca, Esino Lario, 9 agosto 2010. Giovanni Barbareschi (a cura di), Memoria di sacerdoti "Ribelli per Amore" 1943-1945, Centro Ambrosiano 2018, Nuova edizione a cura di Emanuele Locatelli in collaborazione con Fondazione Ambrosianeum. Carlo De Carli e G. B. Rocca, Gli arazzi Esino Lario, Editrice Guido Stefanoni, Lecco, 1957. Elda Danese, L’arte italiana del Novecento negli arazzi della manifattura Scassa Esino Lario Gli Arazzi, video di circa 10 minuti. Riprese di Pierluigi Dell'Oro, testo Luciano Lombardi, voce Gianni Quillico, coordinatore Enrico Enicanti.

Voci correlate Scuola degli arazzi di Esino Lario Museo delle Grigne

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