MAUA – Museo di Arte Urbana Aumentata è un progetto artistico e tecnologico avviato nel 2016 in Italia, che propone un modello museale diffuso fondato sulla connessione tra street art, realtà aumentata e pratiche partecipative. Attraverso dispositivi mobili, consente la visualizzazione di contenuti digitali associati a murales presenti in diversi contesti urbani.

Il progetto si è sviluppato in varie città italiane e in un contesto internazionale, principalmente in aree periferiche, configurandosi come una collezione permanente di opere in realtà aumentata nello spazio pubblico.

Origine e sviluppo Il progetto è stato avviato nel 2016 con l’iniziativa Palermo Città Aumentata, successivamente integrata nel MAUA come prima edizione. L’iniziativa ha previsto l’inserimento di contenuti digitali in realtà aumentata a murales presenti in alcuni quartieri della città di Palermo.

Negli anni successivi, il modello è stato applicato in altri contesti urbani, tra cui Milano, Torino e Brescia, oltre a un’edizione internazionale a Waterford, in Irlanda.

Nel 2025, il progetto è stato esteso ad Aielli, Cosenza, Diamante, Favara, Firenze e Santa Croce di Magliano, con oltre cento murales trasformati in opere digitali animate fruibili in realtà aumentata.

In ciascuna edizione sono stati coinvolti artisti digitali, studenti e realtà locali nella produzione dei contenuti digitali in realtà aumentata e nella definizione e curatela dei percorsi espositivi.

Struttura e metodologia MAUA adotta un modello museale diffuso, basato sull'interazione tra arte urbana, arte digitale e partecipazione attiva delle comunità locali. Il processo si articola in fasi distinte: mappatura urbana, selezione dei murales, produzione dei contenuti digitali in realtà aumentata e definizione di itinerari tematici.

La selezione delle opere coinvolge abitanti, scuole e associazioni locali. Gli artisti digitali realizzano contenuti in realtà aumentata ispirati ai murales esistenti e al contesto urbano. Gli itinerari sono progettati in collaborazione con le comunità, seguendo criteri narrativi o geografici.

Tecnologie e fruizione Le opere in realtà aumentata sono associate a murales geolocalizzati, attivabili tramite l’app gratuita Bepart, disponibile per dispositivi mobili. La fruizione può avvenire in loco, inquadrando i murales con lo smartphone, oppure a distanza, mediante riproduzioni digitali.

Città e itinerari MAUA è stato realizzato in undici città e territori, attraverso itinerari urbani basati su opere di street art aumentata:

Palermo (2016): 20 opere nei quartieri storici. Milano (2017): 50 opere nei quartieri Giambellino, Adriano, Corvetto, Niguarda e QT8. Torino (2019): 46 opere suddivise in quattro itinerari tematici. Waterford, Irlanda (2021): 8 opere distribuite lungo un percorso narrativo. Brescia (2023): 28 opere suddivise in tre itinerari. Aielli (2025): oltre 40 opere tra Aielli Alto e Aielli Stazione. Cosenza e dintorni (2025): percorso diffuso tra Cosenza, Rogliano, Crotone e Santa Sofia d’Epiro. Diamante (2025): 25 opere selezionate dai murales storici della città e articolate in tre itinerari tematici: Radici, Questione Meridionale e Nuove Visioni. Favara (2025): 27 murales nei Sette Cortili di Farm Cultural Park e nelle aree circostanti. Firenze (2025): oltre 30 opere nell’area di via Palazzuolo, dedicate al tema della prossemica. Santa Croce di Magliano (2025): 32 opere suddivise in tre percorsi tematici: astrazione, figurazione e detti popolari.

Riconoscimenti 2017 – Digital Award – MEET the Media Guru, per l’impiego di linguaggi e formati digitali nell’arte urbana; 2019 – Premio Turismo Sostenibile, conferito dalla Camera di Commercio di Milano per l’impatto sul territorio; 2019 – Premio Innovazione Culturale della Fondazione Cariplo, per il modello partecipativo; 2021 – Selezione nel programma Brightening Air dell’Arts Council of Ireland, per l’edizione di Waterford;

Critica La trasformazione della street art in contenuto museale ha suscitato alcune riflessioni critiche. Studiosi come Antongiulio Vergine hanno segnalato il rischio che l’istituzionalizzazione e la mediazione tecnologica ne riducano la dimensione effimera, spontanea e talvolta antagonista. Secondo analisi critiche, tra cui quella del curatore Simone Azzoni, tale approccio amplia le potenzialità espressive della street art, rendendola veicolo di storie locali, memorie collettive e contenuti visivi multilivello. Il processo contribuisce a conferire continuità a un linguaggio artistico tradizionalmente effimero, ridefinendone le modalità di fruizione e trasmissione.

Ricerche in ambito museologico e pedagogico identificano MAUA come un esempio di museo audience-centered, orientato alla partecipazione attiva del pubblico. L’impiego della realtà aumentata è considerato uno strumento per promuovere processi educativi, inclusione culturale e cittadinanza attiva.

MAUA è stato descritto come un dispositivo culturale ibrido, in cui arte, tecnologia e pratiche partecipative si intrecciano per generare nuovi significati condivisi. La struttura diffusa e adattabile del progetto consente di esplorare forme alternative di narrazione urbana, basate sull’interazione tra persone, opere e contesti territoriali. La sua articolazione in più città e territori, unita al coinvolgimento di comunità locali, artisti e istituzioni, è stata inoltre interpretata come esempio di infrastruttura culturale decentralizzata.

L’approccio adottato propone una rilettura del concetto tradizionale di museo, orientata alla sperimentazione di modalità di fruizione accessibili e decentralizzate nello spazio pubblico.

Note

Bibliografia Azzoni, S. (2020). Il MAUA: emersioni e ri-emersioni narrative. In C. Dalpozzo, F. Negri & A. Novaga (a cura di), L’altro volto del reale (pp. 195–209). Milano: Mimesis. Biggio, F. (2023). Augmented Reality Urban Art. Dallo squatting urbano al museo diffuso. In Ocula. Occhio semiotico sui media, 24(28), (pp. 153–165). CRAC – Conservadors-Restauradors Associats de Catalunya (2020). Documentar en la conservació-restauració: Mètodes i noves tecnologies (pp. 324–328). Barcellona: CRAC. De Paolis, L. T., Celardo, L., Vecchino, C., Aloisio, G. & Aloisio, M. (2023). Usability and AR in cultural heritage. In Virtual Reality. Berlino: Springer. Gamper, C. (2018). Ambienti digitali e sviluppo dell’audience nei musei. In A. Luigini & C. Panciroli (a cura di), Ambienti digitali e sviluppo dell’audience. Milano: FrancoAngeli. Luigini, A. & Panciroli, C. (a cura di) (2018). Ambienti digitali e sviluppo dell’audience. Milano: FrancoAngeli. Modena, E. (2024). Display. Luoghi, dispositivi, gesti. Torino: Einaudi. Pavoni, R. (2019). Gli sguardi degli altri. Filmare il paesaggio urbano come esperienza multiculturale e multi-identitaria. Firenze: Firenze University Press. Rota, M. (2019). Musei per la sostenibilità integrata. Milano: Editrice Bibliografica.

Collegamenti esterni Sito ufficiale MAUA – Museo di Arte Urbana Aumentata

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